mercoledì 4 marzo 2020
lunedì 2 marzo 2020
Il ritorno di Maurizio Mattioli al Bagaglino di Roma: con lo spettacolo“Ecchime qua”
Ritorno al
Bagaglino: dopo 25 anni di Maurizio
Mattioli sul mitico palcoscenico del Salone Margherita, stavolta insieme all’ammaliante
attrice Francesca Ceci,
azzecatissimo il titolo dello spettacolo
“Ecchime qua”, finalmente uno
spettacolo a misura di un romano Doc.
Molto
emozionato si è presentato sul palco davanti ad una platea gremita, nonostante
la paura in corso per il Coronavirus.iniziando a parlare dei suoi inizi artistici,
proprio da quel palco, che ha rappresentato la svolta artistica della sua vita,dandogli
grande popolarità e grazie ai famosi insegnamenti di Pierfrancesco Pingitore, presente in platea più volte
ringraziato.
In scena
ripercorre i momenti importanti della sua carriera, dell'infanzia in piazza Guadalupe
fino alle canzoni dell'amico Franco Califano e ad immagini di amici passati e
presenti che fanno parte della sua vita artistica e non.
Brava Francesca Ceci per i suoi inserimenti
non invasivi, ma coinvolgenti.
Come
dicevo sala gremita per la prima, nonostante tutto, tanti gli amici e non dell’attore
Romano, il famoso regista Gino Landi, il conduttore Rai Beppe Convertini,l’opinionista
Roberta Beta,il giornalista sportivo Alberto Mandolesi e signora,il comico
Dado,l’attore Graziano Scarabicchi, l’attore Marco Passiglia,l’attore Vincenzo
Bocciarelli,l’agente moda, Emanuela Corsello,la cantante attrice Samantha Innocenti(Naira),il
mago Heldin,il mitico giornalista Rai Marino Bartoletti e signora,Pierfrancesco
Pingitore,il giornalista Giò Di Giorgio, il patron del Bagaglino Nevio
Schiavone,il campione di Sciabola Stefano Pantano,il cantautore Stefano
Borgia,la giornalista Rai Antonietta Di Vizia,il giornalista Stefano Orsini del
Tgr lazio,la costumista Graziella Pera, e tanti altri.
Ufficio stampa Sara Tersigni
Foto Daniele Grasso
PILAR “Luna in Ariete” Venerdì 6 marzo 2020 - ore 21:00 AUDITORIUM GAZZOLI via del Teatro Romano, 13 - Terni

ILARIA “PILAR” PATASSIN • voce
FEDERICO FERRANDINA • chitarra
classica e elettrica
ALESSANDRO PRESTI • tromba e
flicorno
ANDREA COLELLA • contrabbasso e
basso
ALESSANDRO MARZI • batteria
Ingresso:
INTERO: euro 20,00 e RIDOTTO*:
euro 17,00
*ridotti per Soci
Visioninmusica 2020 e Soci Fai delegazione di Terni.
Rivendita a Terni: New Sinfony
- galleria del Corso, 12 - Terni

Approda sul palcoscenico dell’Auditorium Gazzoli di Terni, nel
corso di una fortunatissima tournée in tutta Italia e in Canada, una delle più
belle voci femminili del panorama musicale italiano. Venerdì 6 marzo alle ore
21:00 Visioninmusica è lieta di ospitare Ilaria Patassini, in arte Pilar, con
un concerto che vedrà in repertorio brani tratti dal suo quarto e recente album
di inediti, “Luna in Ariete” e altre canzoni dei suoi lavori precedenti . Ad
accompagnarla un quartetto formato da Federico Ferrandina alle chitarre;
Alessandro Presti a tromba e flicorno, Andrea Colella al contrabbasso e
Alessandro Marzi alla batteria.
A distanza di quattro anni dalla pubblicazione dell’ultimo disco
– “L’Amore è dove vivo” (2015) – Pilar si rimette in gioco e fa uscire allo
scoperto la sua natura di cantautrice, con canzoni che mettono al centro una
vocalità più asciutta e un suono narrante, crepuscolare e nudo. Il suo percorso
artistico si intreccia da sempre con il jazz, la canzone d’autore e la poesia
ed è rivestito di arrangiamenti acustici del tutto singolari: in questo ambito,
protagonisti del progetto discografico sono tre strumenti a fiato (corno,
flicorno e trombone) ed echi di musica antica. I testi composti per questo
nuovo lavoro sono pervasi da molteplici tematiche a lei molto vicine: si
raccontano la dualità, la sospensione e le doppie identità come condizioni
naturali di chi crea (“A metà”), l’acqua cheta dell’attesa (“Dorme la luce di
ottobre”), la vocazione del ritorno e la maturità come acquisizione di giovinezza
(“Eccomi” e “Luna in Ariete”), l’amore (“Nessun tempo si perde”), la maternità
(“Il suono che fa l'Universo”), l'Italia e l'attualità (“La parte giusta del
mondo” e “Alla Riscossa”). La genitorialità, in particolare, è stata motivo di
particolare ispirazione perché la gravidanza di Pilar è arrivata in corso
d’opera, durante la registrazione dell'album, ed è stata una sorta di fil rouge
di un percorso visivo e concettuale, caratterizzato da una poesia intima e
tagliente, danzante e assertiva.
L’album,
registrato in presa diretta in tre sessioni dal vivo tra dicembre 2017 e marzo
2018, vede co-firmare la produzione artistica dal chitarrista e arrangiatore
Federico Ferrandina. Il programma del concerto prevede tutti i brani tratti da
“Luna in ariete”, incorniciati dai pezzi più significativi dei lavori
precedenti.
Ilaria Pilar Patassini,
cantante, interprete, autrice, performer.
Ha all’attivo quattro album a suo nome: “Luna in Ariete”
(Esordisco/Audioglobe, 2019), “L’Amore è dove vivo” (Esordisco/Audioglobe,
2015), “Sartoria Italiana Fuori Catalogo” (Esordisco/Egea, 2011), “Femminile
Singolare” (VCM/01, 2007) e svariati featuring discografici. Hanno scritto per
lei e con lei Bungaro, Pacifico, Mauro Ermanno Giovanardi, Sandro Luporini,
Franco Piana, Joe Barbieri, Tony Canto, lo scrittore Fabio Stassi. Di
formazione randagia e accademica (è diplomata in Conservatorio in Canto e Repertori
Vocali da Camera) il suo percorso si intreccia da sempre con il jazz, il folk,
la musica classica, la canzone d’autore e la parola. Tra il 2005 e il 2010 è
vincitrice o finalista dei più importanti concorsi nazionali legati alla
canzone d'autore (Musicultura, Premio Lunezia, Premio L'artista che non c'era,
Premio Bianca d'Aponte, Premio Bindi, Premio Tenco).
Dal 2014 collabora con il compositore e chitarrista Michael
Occhipinti e al progetto italo-canadese Sicilian Jazz Project partecipando al
disco “Muorica” che la vede ospite insieme al clarinettista Don Byron. Ha
svolto e svolge attività concertistica in Canada; collabora con il pianista e
direttore d’orchestra inglese Geoff Westley ai progetti “De André Sinfonico” e
“Friends in Argentina”. Dal 2005 al 2010 è stata vincitrice e finalista di
molti concorsi nazionali e internazionali legati alla canzone d’autore e
all’interpretazione. Dal 2015 è docente d’Interpretazione presso Officina
Pasolini a Roma. Ha collaborato con la Radio Svizzera Italiana (RSI) in qualità
di autrice, cantante e speaker radiofonica. Svolge attività concertistica in
Italia e all'estero. Affiliata carbonara delle isole e del mare, vive tra Roma,
Alghero e i gate degli aereoporti.
Sito web:
https://www.pilar.it/
Visioninmusica 2020 è sostenuta da:
MIBACT, Regione Umbria e Fondazione Carit.
Supporter 2020:
Fucine Umbre, All Food spa, Avis Comunale Terni, Hotel
Michelangelo, Bar Umbria, Ristorante “Bettolone”, STAS, Studio Foscoli
Consulenza.
Media partner 2020:
Fedeltà del Suono, Costruire HiFi, Radio Galileo, Radio Incontro
Terni, Umbria 24, Vivo Umbria, Umbria Eventi.
Partner 2020:
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Delegazione di Terni, Jazz Italian Platform, Europe Jazz Network.
Associazione
Visioninmusica
tel. +39 0744 432714 - cell.
+39 333 2020747
|
Ufficio stampa: Elisabetta
Castiglioni
+39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it
Giò Di Giorgio
|
venerdì 28 febbraio 2020
Il romanzo "La contessa di Salasco" di Maria Delfina Tommasini presentato nella redazione di Romaoggi.eu .
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| La cantante attrice Naira con la scrittrice Maria Delfina Tommasini |
Grande successo nella redazione di Romaoggi.eu per la presentazione del libro “La Contessa di Salasco” della
talentuosa scrittrice Maria Delfina
Tommasini.
Presenti molti colleghi della stampa, ospiti illustri ed amanti della lettura. Molto interessante,
durante la conduzione ad opera della giornalista Rai Antonietta Di Vizia, l’analisi psicologica del personaggio
realizzata della Dott.ssa Emanuela Scanu
che ha dato un valido contributo alla identità della protagonista del libro
ovvero la contessa di Salasco. Intense ed appassionate le letture di alcuni
brani del libro magistralmente interpretate dall’attrice Natalia Simonova, che in teatro da anni porta in scena storie di
donne che hanno cambiato la storia dall’800 ad oggi.
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| La scrittrice Maria Delfina Tommasini, la Dott.ssa Emanuela Scanu e l'attrice Natalia Simonova |
Super ospiti della
serata: la cantante Naira -Samantha
Innocenti in uscita con il suo nuovo video “Sale ed Assale”, l’editore di
Inciucio.it Giò Di Giorgio, la
direttrice della rivista Tempo Libero Rossella
Ronconi, la Miss Elisabetta Viaggi,
la scrittrice Alessandra Giacomini e
la psicologa Daniela D’Urso.
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| la direttrice della rivista Tempo Libero Rossella Ronconi con la scrittrice Tommasini |
La
contessa di Salasco donna del Risorgimento italiano, per lo
più sconosciuta al grande pubblico è rivissuta ieri sera nei racconti e nei
dettagli appassionanti della Delfina Tommasini, che in questo libro porta alla
luce la storia romanzata di una nobildonna affascinante e anticonformista che
ha vissuto l’epopea del Risorgimento.
Analisi psicologicarealizzata
dalla Dott.ssa Emanuela Scanu, ha
svelato lati nascosti della protagonista del libro e a lei abbiamo chiesto:
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| ospiti |
Chi era sotto il profilo psicologico la Contessa di Salasco?
“Maria Luisa Alessandra Flavia Canera, Contessa di
Salasco è stata una donna realmente vissuta nata nel 1830, ma quella che
vado ad analizzare è la versione romanzata della Contessa presentata da Maria Delfina Tommasini nel suo ultimo
romanzo. Non è possibile fare una analisi psicologica senza svelare almeno in
parte la storia poiché bisogna partire dalla nascita per comprendere i perchè
delle azioni e come si è arrivati alla fine. Quello che sappiano è che la sua
nascita è avvenuta nella tenuta dei genitori al Torrione a Pinerolo, nei pressi
di Torino: questo è un dato importante perché sarà proprio nella proprietà dei
genitori ad evidenziarsi la natura ribelle di Maria. Probabilmente nascere
donna e primogenita è stato il primo problema (non viene riportata neanche la
sua data esatta di nascita si sa solo che dovrebbe essere stata ad agosto!) ad
una bambina non venivano prestate tante attenzioni e spesso finivano gestite
dalle governanti.
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| L'attrice Natalia Simonova con la giornalista Rai Antonietta Di Vizia |
Già in tempi così remoti l’autostima ne avrà risentito.
Da piccola chiede un pony, nasconde la bambola nella stalla, ama duellare con
una spada di legno e cavalcare, diventa amica e gioca con il figlio del
fattore. Probabilmente non si è mai sentita amata ed apprezzata ed ha usato questi
comportamenti ribelli per farsi notare (ma che hanno provocato reazioni
opposte!) e alla fine sono divenuti un’abitudine.Oggi la definiremmo in modo
benevolo “maschiaccio”, ma per l’epoca era un comportamento inaccettabile tanto
da spingere i suoi a trasferirla prima a Parigi e poi a Londra. La sua
adolescenza risalta ancora di più questo carattere ribelle ed inizia a provare
curiosità e passione prima verso il figlio del fattore e poi verso i vari
uomini che ha incontra di cui spesso è lei a provocare le attenzioni specie
quando si trova lontano da casa e può più facilmente sfuggire al controllo.
Una donna colta e di gran fascino, curiosa ed
intelligente, ma sempre schiava di passioni momentanee che appaga senza mai
pensare alle conseguenze. Anche il matrimonio è una passione passeggera che
dura appena un anno e terminato prima della nascita della figlia per la quale
non ha provato mai nulla, durante i primi mesi di gravidanza ha fatto di tutto
per provocarsi un aborto, e che in seguito abbandonerà. Una donna dove la
femminilità è espressa solo nell’atto sessuale e nei brevi attimi della
seduzione, ma mai donna vera, non mamma, non moglie. Non usa neanche il suo
corpo per ottenere vantaggi, lo usa e basta quasi non fosse il suo. Non c’è mai
un pensiero di riflessione sui suoi comportamenti solo un agito continuo non
c’è mai un vero interesse per un uomo di cui a volte subisce un fascino
passeggero. Lo stesso accade con la politica in cui si è inserita più per
curiosità e voglia di emozioni più che per un vero sentimento patriottico.
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| l'ex Miss Elisabetta Viaggi con la scrittrice Tommasini |
Una
donna che per posizione ed intelligenza avrebbe potuto lasciare ai posteri
molto di più di quello che ha lasciato (un baule con dei cimeli?) un periodo
storico importante costellato da personaggi che hanno fatto l’Italia e che lei
ha avuto l’occasione di incontrare.
Una donna che ha allontanato la famiglia di origine,
il marito, la figlia, ha sperperato denaro incurante dei debiti. Una donna che
alla fine della sua vita si ritroverà sola ed in povertà con la mente
annebbiata circondata da gatti ai quali non ha nulla da dare da mangiare. Non
c’è mai neanche il raggiungimento di una vera maturità neanche la maternità
mitiga il carattere.
Si sente stretta in regole ed obblighi ed il suo continuo
impulso è sempre quello di scappare. Cambierà spesso anche il suo nome per non
essere riconosciuta (la sua fama negativa la precedeva!). Un’identità instabile
data dalla mancanza della famiglia che ha dovuto prenderne le distanze, ed una
sua incapacità di fondo di mantenere rapporti duraturi con le persone che la
circondano. Neanche con i fratelli ha mantenuto il minimo rapporto, mai
un’amica con cui confidarsi e confrontarsi. Probabilmente si è sentita più sola
di quello che lei stessa ha mai avuto modo di provare. Sembra infatti che neghi
continuamente le sue emozioni continua ad andare avanti senza mai imparare
nulla dalle proprie azioni. Oggi la definiremo una egocentrica”.
Biografia : Maria Delfina Tommasini.
Nata a Roma, dove vive.
Fiera delle proprie origini calabresi. Conosciuta Viterbo e la sua provincia se
ne è innamorata. Laureata in giurisprudenza con una tesi in medicina legale
sull’esame autoptico. Ha lavorato per quarant’anni presso un istituto di
credito occupandosi di finanza ed economia. Impegnata in attività di
volontariato e sportive. Ha partecipato a laboratori di scrittura creativa, di
cui uno con Cinzia Tani, e ottenuto riconoscimenti in svariati premi letterari.
Una passione particolare per il genere giallo nata fin da piccola con le
indagini di Poirot e Holmes; una dedizione alla lettura di ogni genere. Ha
pubblicato racconti in svariate antologie: Q’antot’amo (Damster Ed.), Chi ha
ucciso Renzi? (MontegrappaEd.), Micol-Racconti della memoria (Laboratorio
Gutemberg), Va in scena la commedia umana (L’Erudita Ed.), Polvere sotto il
divano (Perrone ed.).
Ha pubblicato inoltre
due romanzi scritti a più mani, Pazzo thriller (Ed.Centoautori) e Girotondo
napoletano (Homo scrivens Ed.), primo premio al concorso letteraro”Carver
2016”. Tre suoi racconti classificati ai primi posti al concorso letterario
Roncio d’Oro, sono inseriti nell’antologia “Roncio d’oro Città di Ronciglione”.
Ha ricevuto una menzione d’onore per Quel
certo cininin nel 2012 e una per Luna d’oriente nel 2016 partecipando al
premio di narrativa gialla inedita “Delitto d’autore“ organizzato da ACSI
(ass.cultura sport e tempo libero) Comitato prov.le Lucca e Versila. Ha
pubblicato il romanzo “Quel certo
cicinin” Alter Ego editore nel 2015 e “Mascioli
e i suoi cicinin” Robin editore nel 2017.
Ad agosto 2017 è
risultata vincitrice del premio “Argenpic scrivere donna Daniela Marrozzi” di
Tarquinia e prima classificata premio Argenpic 2017 sez.Racconti.
Nel 2019, insieme ad
Alessandra Giacomini, ha pubblicato il romanzo ”In riva al male- omicidio al Pirgo” e ,sempre nel 2019, è uscito il
suo ultimo libro “ La contessa di
Salasco”.
Ufficio stampa Antonietta Di Vizia
Giò Di Giorgio
mercoledì 26 febbraio 2020
L’arte multimediale sbarca nella Capitale L’Istituto Culturale Coreano inaugura, il 25 febbraio, la mostra “From the Past”: tre sale per parlare della cultura coreana passata, presente e futura, attraverso la tecnologia
La mostra “From the Past” si presenta formalmente
come una moderna rassegna di arte
multimediale, ma la peculiarità si trova nel fatto che gli argomenti e le fonti
delle opere provengono da patrimoni culturali tradizionali della Corea. Vale a
dire che le opere sono nate ispirandosi al passato, reinterpretate attraverso
la tecnologia culturale corrente, le arti multimediali, e racchiudono l’intento
di mostrare la potenzialità della cultura tradizionale nel futuro all’interno
della continuità del tempo.
Un’altra peculiarità di questa mostra si trova
nell’interazione degli spettatori i quali, diversamente dalle mostre
tradizionali, sono coinvolti in una partecipazione diretta e pratica: in questo
modo viene sottolineata l’importanza della comunicazione. I contenuti temporali
vengono collocati nello spazio e in questo spazio, attraverso il ciclo di
comunicazione delle persone, gli spettatori si avvicineranno e comprenderanno
in modo naturale le culture tradizionali della Corea.
La rassegna è strutturata in tre sale tra passato,
presente e futuro, dove contenuti temporali sono stati collocati in uno spazio.
La sala centrale rappresenta la sala del passato
dell’artista Junghwan Sung, nella quale si può fare esperienza delle
culture tradizionali della Corea attraverso la pittura tradizionale e la
pittura buddista. Pitture tradizionali dei celebri pittori Hong-do Kim
(1745-1806?) e Yun-bok Sin (1758- ?) del periodo Joseon saranno resi visibili
agli spettatori attraverso grafiche tridimensionali e tecniche di animazione e
sarà possibile ascoltare strumenti tradizionali coreani con un semplice tocco
dello schermo.
Non mancherà l’occasione di incontrare l’”Avalokitesvara dalle mille braccia”, una reinterpretazione tridimensionale dell’omonimo dipinto buddista del periodo Goryeo, il quale, con i suoi mille occhi e mille braccia, beneficia tutti gli esseri.
Non mancherà l’occasione di incontrare l’”Avalokitesvara dalle mille braccia”, una reinterpretazione tridimensionale dell’omonimo dipinto buddista del periodo Goryeo, il quale, con i suoi mille occhi e mille braccia, beneficia tutti gli esseri.
La sala 1 rappresenta la sala del presente “From the
Past” dell’artista Seung ku Han, dove all’interno si potrà provare a
suonare il Buk, uno degli strumenti tradizionali coreani tutt’ora utilizzato, e
interagire personalmente per scoprire l’Hanbok (abito tradizionale coreano)
indossato dagli antichi funzionari all’interno dei ritratti. In particolare il
“Networked Identities”, opera di arte multimediale, esteriormente rende
possibile un’esperienza diretta dello strumento coreano mentre interiormente
permette di concentrarsi nell’atto rituale del suonare lo strumento,
scomponendo così il proprio ego. Poi riprendendo nuovamente a suonare, si riempiono
gli spazi vuoti dell’ego scomposto con nuovi aspetti del presente.
La sala 2 rappresenta la sala del futuro “From the
Past” del gruppo di artisti di arte multimediale Le Congpoje. In questo
spazio essi hanno reinterpretato il mondo del celebre letterato Jeong-hui Kim
(1786-1856), del periodo Joseon, attraverso un linguaggio futuristico di video
e suoni interattivi. In particolare, la bellezza delle forme ritrovata nelle
opere principali dell’artista, “Yu Hee Sam Me” e “Gye San Mu Jin”, viene
collegata con la bellezza delle forme dell’alfabeto coreano rendendole visibili
in uno spazio tridimensionale. Inoltre, i suoni che riempiono gli spazi di
allestimento, attraverso diversi processi di cambiamento della proprietà dei
materiali, esprimono la filosofia artistica dell’artista Jeong-hui Kim che
valica i limiti dei ricordi del passato e si collega al futuro.
Ufficio stampa mostra: Lucilla Quaglia
338.7679338
lucillaquaglia63@gmail.com
Inaugurazione mostra “From the past” – 25
febbraio 2020, ore 19.
Periodo mostra “From the past” – 26 febbraio
– 26 marzo 2020.
Istituto Culturale Coreano, via Nomentana 12
Giò Di Giorgio
lunedì 24 febbraio 2020
I CONCERTI AL MUSEO Sabato 29 febbraio 2020 - ore 21.00 Patrizio Destriere BoProject JAZZ & MOVIES Patrizio Destriere (sax tenore e soprano) Francesco Venerucci (pianoforte) E. Fioravanti (batteria) Giuseppe Civiletti (contrabbasso) Museo del Saxofono via dei Molini snc (angolo via Reggiani) 00054 - Maccarese, Fiumicino (RM)

Quinto concerto del 2020 al Museo del Saxofono di Fiumicino: sabato 29 febbraio è
in programma il Patrizio
Destriere BoProject con JAZZ
& MOVIES. Frutto di una stretta collaborazione tra Francesco Venerucci
agli arrangiamenti e Patrizio
Destriere al montaggio video e, tra le sue fila, un nome
importante del jazz italiano ed internazionale quale il batterista Ettore Fioravanti e il
contrabbassista Giuseppe
Civiletti, il progetto ha l'obiettivo di far riscoprire
alcuni capolavori musicali del cinema italiano e si basa sull’interplay tra
immagini e musica improvvisata dove i film prendono nuova forma dalla musica
che li accompagna donando una nuova esperienza emotiva all’ascoltatore.
Negli anni ‘50 e ‘60 il cinema italiano consegue una fama
internazionale senza precedenti e le opere di Fellini, Visconti, Pietrangeli,
Germi, Monicelli, Antonioni ancora oggi vengono considerate capolavori della
settima arte. Non fanno eccezione i compositori delle colonne sonore: in primis
Nino Rota ed Ennio Morricone, ma anche Armando Trovajoli, Carlo Rustichelli,
Piero Umiliani, Piero Piccioni, Gianni Ferrio, Stelvio Cipriani, Riz Ortolani e
tanti altri. Prendendo spunto dalle opere di tali compositori, i musicisti ne
proporranno una rilettura jazzistica, con la proiezione delle pellicole in clip
creati appositamente per essere musicati dal vivo ed interagire con essi.
Nel Corso della serata i visitatori potranno ancora visitare la mostra fotografica “Fellini un visionario sul set” a cura del Comune di Fiumicino e della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, in programma, ad ingresso libero , per tutto il mese di febbraio.

Francesco Venerucci classe 1968 è attivo concertisticamente dal 1985, partecipando
a numerose rassegne musicali, a programmi radiofonici e televisivi. Ha composto
musica da camera, lirica e sinfonica, colonne sonore, balletti e musiche di
scena. Diplomato in composizione sotto la guida di Claude Ballif, in
armonia, analisi, direzione d’orchestra, e orchestrazione a Parigi e in
pianoforte sotto la guida di Valentino Di Bella.
Ha conseguito un Master post laurea in composizione teatrale e
coreutica sotto la guida di Fabio Vacchi. E' autore di opere liriche tra i le
quali Kaspar Hauser (libretto di N. Ghetti) e Scanderbeg (libretto di Q.
Principe) allestite dal teatro nazionale d’opera di Tirana. E’ stato premiato
in vari concorsi musicali tra i quali il Dimitri Mitropoulos di Atene e Barga
Jazz. Francesco Venerucci è un apprezzato compositore, arrangiatore e
pianista attivo in diversi campi musicali , dalla classica contemporanea al
jazz, passando per la world music e il tango. Collabora con importanti artisti
ed ensembles internazionali (il sassofonista Claude Delangle,
l’Orchestra of Colors di Atene, il Danish Saxophone Quartet ecc
ecc).
Ospite in
numerosi progetti discografici, Francesco Venerucci ha firmato a suo nome
i cd Tango Fugato, Early Afternoon e Tramas (Alfa Music/ Egea, 2019) con la
partecipazione del saxofonista statunitense Dave Liebman.
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