martedì 6 ottobre 2026

Tivoli laboratorio dell’accessibilità culturale Experience the Beauty Scoprire e vivere Tivoli oltre ogni barriera

 


Mappatura del territorio, cinque percorsi, tecnologie e strumenti multisensoriali, formazione e sperimentazioni: 20 mesi per costruire un nuovo modo di vivere oltre 3000 anni di storia, tra archeologia, arte, architettura e paesaggio, superando barriere fisiche, sensoriali, digitali e culturali


Oltre tremila anni di storia, due siti UNESCO e un patrimonio che attraversa archeologia, arte, architettura e paesaggio: dal 2026 Tivoli diventa laboratorio dell’accessibilità culturale. È stato presentato alle Scuderie Estensi “Experience the Beauty – Scoprire e vivere Tivoli oltre ogni barriera”, il progetto che per i prossimi 20 mesi farà della città un territorio di sperimentazione per costruire un sistema integrato di turismo accessibile.

 


Dall’antica Tibur alla grande stagione romana di Villa Adriana, dal Medioevo al Rinascimento di Villa d’Este fino alla città di oggi, Tivoli diventa il territorio su cui sperimentare un nuovo modello di accessibilità, nel quale le nuove tecnologie si mettono al servizio del patrimonio e delle persone: strumenti per superare barriere, ampliare le possibilità di conoscenza e costruire modalità differenti, personalizzate e multisensoriali di vivere i luoghi della cultura.

 

Un progetto che coniuga patrimonio culturale e innovazione digitale, mettendo l’uno al servizio dell’altra, e che nasce dalla co-progettazione e dall’ascolto dei bisogni del territorio, coinvolgendo istituzioni nazionali e territoriali, luoghi della cultura, Terzo Settore e comunità. Dalla mappatura dell’accessibilità alla costruzione di percorsi multisensoriali, dalla formazione alla sperimentazione di nuovi strumenti di fruizione, Experience the Beauty guarda all’accessibilità non come a un servizio aggiuntivo, ma come a un nuovo modo di progettare l’esperienza stessa del patrimonio, con un’attenzione particolare all’autonomia e alla partecipazione attiva delle persone con disabilità.

 


Perché rendere accessibile una città non significa soltanto poter entrare in un museo o raggiungere un monumento. Significa poter costruire la propria esperienza prima ancora di iniziare la visita: sapere come arrivare e come muoversi, conoscere in anticipo le caratteristiche e l’accessibilità di un luogo, orientarsi, trovare informazioni comprensibili e affidabili, scegliere strumenti e modalità di fruizione differenti. L’accessibilità attraversa così l’intera esperienza della città, mettendo in relazione persone, luoghi, informazioni, servizi e competenze e considerando le barriere fisiche, sensoriali, digitali e culturali come parti di uno stesso sistema.

 

Da qui parte il progetto: dalla conoscenza del territorio. Il primo passo sarà una mappatura dell’accessibilità urbana, naturalistica, culturale e turistica di Tivoli, attraverso l’analisi di luoghi, percorsi, strutture e servizi e sopralluoghi sul campo. I dati raccolti serviranno a individuare criticità e potenzialità e a costruire un dataset georeferenziato dal quale emergeranno cinque percorsi prioritari da progettare, attrezzare, sperimentare e validare.

Alla mappatura fisica si affiancherà quella digitale. Experience the Beauty Live, la piattaforma web-based prevista dal progetto, integrerà dati georeferenziati, mappe, schede dei luoghi e dei percorsi e contenuti multimediali accessibili, permettendo di conoscere le caratteristiche dell’esperienza e preparare la visita prima ancora di arrivare a Tivoli. QR sonori, video LIS, linguaggio chiaro, mappe tattili, disegni in rilievo e dispositivi immersivi costruiranno differenti possibilità di accesso alla conoscenza e alla fruizione del patrimonio, anche in relazione a esigenze motorie, sensoriali e cognitive.

 


Il percorso procederà dalla conoscenza alla sperimentazione: dopo la mappatura verranno progressivamente attivati i cinque percorsi, con visite accessibili, laboratori multisensoriali e test con utenti reali, chiamati a verificare sul campo strumenti e modalità di fruizione e a restituire feedback utili a correggere e consolidare il modello.

 

Ma la trasformazione immaginata da Experience the Beauty non riguarda soltanto chi visita Tivoli. Riguarda anche chi la città la racconta, la accoglie e la fa vivere ogni giorno. La formazione coinvolgerà guide, operatori museali, strutture ricettive, pubblica amministrazione, operatori culturali, cittadini, studenti e persone con disabilità, lavorando sulla comunicazione accessibile, sulla LIS, sugli strumenti digitali e sulla costruzione di un’offerta territoriale di turismo accessibile. A questa dimensione si affianca quella occupazionale, con percorsi di inserimento di persone con disabilità nella filiera turistica e culturale attraverso tirocini e Convenzioni ex art. 14.

 

«Grazie all’aggiudicazione di un bando promosso dal Ministero per le disabilità e dal Ministero del turismo, la Regione Lazio ha ricevuto un finanziamento di quasi 4 milioni di euro con il quale è stato possibile realizzare questo progetto di turismo inclusivo, che mira non solo al diritto di visita turistica per le persone con disabilità, ma anche ad essere una potente leva di sviluppo economico per l’intera filiera locale. Investire in infrastrutture e servizi accessibili significa, infatti, potenziare l’accoglienza, favorire competenze professionali dedicate, promuovere nuovi modelli di ospitalità e migliorare la qualità dell’esperienza turistica. Il tutto, ovviamente, con un occhio di riguardo alla formazione e all’inclusione lavorativa di persone con disabilità, passaggio fondamentale per la valorizzazione della persona. L’obiettivo ultimo è rendere Tivoli una città con accessibilità globale»Massimiliano MaselliAssessore all’inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio

 

"Siamo felici che Tivoli rappresenterà un modello di accessibilità. Come Amministrazione riteniamo fondamentale dare a tutti i cittadini e visitatori la possibilità di visitare il nostro patrimonio culturale. Il turismo inclusivo si sviluppa quando affianchiamo, alle nostre bellezze storico-architettoniche, dei percorsi moderni, in grado di semplificare l'esperienza a tutti. La recente inaugurazione del punto informativo turistico è stato un passo importante. Ora ne aggiungiamo un altro: "experience the beauty" racconterà la nostra Tivoli in un modo unico, innovativo, grazie alla collaborazione di coloro che lavorano nel turismo e nel sociale", così il sindaco di Tivoli Marco Innocenzi.

 

Experience the Beauty è il progetto ammesso alla procedura di co-progettazione per l’attuazionedell’Avviso pubblico Turismo senza Limiti finanziato con le risorse assegnate dalla Presidenza delConsiglio dei Ministri sul Fondo Unico per l’inclusione delle persone con disabilità. La titolarità delprogetto è della Regione Lazio, Direzione Inclusione Sociale, in partenariato con il Comune di Tivoli,l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este, la Diocesi di Tivoli e Palestrina. Il progetto èrealizzato da Pin.Go Società Cooperativa Sociale Integrata, Radici APS e Fondazione Carol con ilsostegno di ConfCooperative, Università della Tuscia, Fai Fondo Ambiente Italiano, Università TorVergata – CARIS, Disability Pride Network, Wanderability, Valore 14, Fluvio, Il Cammino Possibile,Libera Università Igino Giordani, Crei, Pro Loco di Tivoli, Agtar Roma.

 

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Giò Di Giorgio

 

giovedì 1 ottobre 2026

“WONDERFUL” di MORENO BONDI ALLA SIArt Gallery di ROMA Dal 29 settembre al 28 ottobrealla SIART Gallery

 


Strepitoso successo martedì 29 settembre dell’Inaugurazione del nuovo spazio culturale e artistico SIArt Gallery, della Dott.ssa Sylvia Irrazabal, con la Mostra “Wonderful” di Moreno Bondi. Oltre duecento invitati si sono ritrovati nel cuore di Roma per celebrare la SIArt Gallery, un luogo destinato alla scoperta, promozione e valorizzazione dei talenti artistici nazionali ed internazionali.



A due passi da Piazza Cairoli, SIArt Gallery nasce all’angolo di via Arenula 21 - in via di S. Maria de' Calderari, 22-23  - dall’associazione culturale SIArt Cultural Network - da anni impegnata nella promozione dell’arte come linguaggio universale capace di unire culture, generazioni e visioni e soprattutto dalla passione creativa della dottoressa Sylvia Irrazabal, più volte Commissaria alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e con una importante carriera di incarichi internazionali di prestigio in campo culturale. 

Tanti gli ospiti illustri presenti all’evento: l’Ambasciatore dell'Uruguay in Italia Alfredo Bogliaccini, On.leFabio Porta, il Prefetto Fulvio Rocco, Edy Palazzi v. Assessore alla Cultura Regione Lazio, Vincenzo Ialongo Vice Presidente del Consiglio Regione Lazio, Karla Ensenat Console dell'Uruguay in Italia, la Principessa Giulia Borghese, la Contessa Erika Emma Fodré, l’Avv. Monica Caruso Prefetto del Rotary Club Aniene, il dr. Antonio Fugazzotto Presidente del Circolo delle Vittorie,  la Dott.ssa Anadela Serra Visconti, Mirta Marquez Seré, l’Ing. Luigi Cuozzo, dr. Sergio Ferrero giornalista pubblicista, l’Avv. Luca Valentini, il Dr. Giannino Cesare Bernabei consigliere al CES Europeo, Lino Giuliani artista plastico internazionale,  Fausto Roma artista e scultore,  Cinzia Bevilacqua artista Accademia delle Belle Arti di Brescia, Diego Stella  artista, musicista e Docente d'Arte,  l’Avv. Vera Bianchi, Accademia delle Belle Arti di Roma, Silvia Specchio Manager della Banca Generali, Prof. Luca Filippone del Festival di Spoleto, Massimo Bomba, scrittore e astrologo, il Dr Alessandro Maugeri Promoter culturale, e gli avvocati Aurelio Padovani, Alessandra Renzi ed Ester Duro.



Tanti anche i Vip e i giornalisti: l’attrice Francesca Ceci, il conduttore Tv Anthony Peth, l’attrice Maria Monsè, la giornalista televisiva Maria Romana Barraco, la conduttrice Jolanda Gurreri, la modella Elisabetta Viaggi, la conduttrice Rai Mobilità Antonietta Di Vizia, le artiste Valentina Mori, Francesca Ciurleo e Viola Luz, il regista Rai Mauro Calandra.

Grande successo per la mostra “Wonderful” dell’artista Moreno Bondi che ha stupito con le sue opere, visibili al pubblico fino al 28 ottobre presso la SIART Gallery in Via S. Maria De Calderari, 22-23 dal martedì al sabato negli orari dalle 16.30 alle 19.30.

La SIArt Cultural Network oltre alla parte espositiva della SIART Gallery, ha  già in programma un incontro mercoledì 14 ottobre prossimo dedicato all’arte di rinascere dopo le ferite delle violenze di genere: un Incontro che vedrà impegnati artisti, imprenditori e autorevoli esperti legali, L’incontro sarà coordinato dall’Avvocato Monica Caruso, 



Responsabile Dipartimento Famiglia dell’Associazione Dignità e Libertà Forense, Componente dell'Associazione Giuriste di Genere per la Tutela della Violenza e Consulente Scientifico su tali aspetti al Parlamento Europeo. Interverranno l’Arch. Fiona Sartoretto Verna, imprenditrice ed artista plastico, ed l’Artist Manager Diego Stella, docente e formatore, pittore ed artista poliedrico.

 

Foto di Mario Giannini.

                               La Direzione



mercoledì 30 settembre 2026

Premio Cinema Indipendente “Sergio Pastore” Quinta Edizione.

 


Folla di pubblico per la quinta edizione del premio per il Cinema Indipendente Sergio Pastore intitolato alla memoria del Regista, Produttore e Giornalista che si è svolta il 24 Settembre alla casa del Cinema di Roma, manifestazione dedicata a quanti nel cinema, nella cultura, nell’artee nell’informazione,hanno scelto di portare avanti i propri progetti mantenendo autonomia, coerenza e libertà di espressione. 



Un appuntamento che ha intrecciato memoria, cinema, giornalismo e cultura, riaffermando il valore di una produzione indipendente capace di difendere l’integrità del pensiero e il diritto alla libertà degli autori, degli interpreti e degli sceneggiatori.



. La cerimonia di premiazione è iniziata dopo la proiezione “The War“(2023) di Sara Pastore in ricordo di Corrado Solari e del documentario “Francesco Da Paola,il taumaturgo della Calabria” (1977) di Sergio Pastore.

La serata, con direzione artistica e conduzione del soprano e attrice Sara Pastore, ha visto i saluti dell’On.Yuri Trombetti,Presidente Commissione Patrimonio Roma Capitale.



Particolarmente significativo il ricordo di Sergio Pastore affidato alla figlia Laura Pastore, che ha riportato al centro della manifestazione la figura del regista e il suo percorso nel cinema indipendente.Madrina della serata è stataIda Di Benedetto alla quale è stata inoltre conferita una targa della regione Lazio alla Carriera,nelle scorse edizioni sono statemadrine Milena Vukotic, Giovanna Ralli,Valeria Fabrizi e Liana Orfei.

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Tra i nomi dei protagonisti dei riconoscimenti speciali:Pippo Franco, Miranda Martino,Giuseppe Pambieri,Lorenzo Flaherty,Anton Giulio Grande Presidente Film Commission Calabria, Can Saraçoğlu President of Cinetour,Gianni Mammolotti.



Ampio spazio è stato riservato anche al giornalismo e agli autori.Nel board 2026 della relativa sezione:Enrico Mentana, Salvo Sottile,Piero Chiambretti,Manuela Moreno,Michele Bovi, Fabrizio Casinelli,Alessio Gallicola de Il Tempo, Franco Montini de La Repubblica,Claudio Trionfera,Filippo Mauceri autore RAI,Antonio Fugazzotto, Lisa Bernardini stampa estera, Lucia di Spirito.



La commissione dei giurati è stata presieduta dal Dott.Franco Mariotti, del Sindacato Giornalisti Cinematografici Italiani e coordinata da Graziano Marraffa, Presidente dell’Archivio Storico del cinema italiano.

Particolarmente articolato il palmarès della quinta edizione.

Per la Musica per film è stato premiato il M° Fabio Frizzi attualmente impegnato in un tour in America, mentre il riconoscimento Alla Carriera è andato al M° Mario Brenta. Il premio Alla memoria è stato assegnato a Mario Canale.



Per l’Opera Prima il riconoscimento è stato attribuito a “Noi e Nina”(2024) di Evelina Manna e Sacha Ippoliti. Nella sezione Docufilm sono stati premiati “Mimì tutti ne parlano, io l’ho conosciuta”(2023) di Gianfrancesco Lazotti e “La rosada e l’ardilut-nel Friuli del giovane Pasolini” (2022) di Roberta Cortella.

Per i Documentari hanno ricevuto il riconoscimento “Maledetti vegani” (2026)di Fabrizio Gammardella e “L’ultimo spettacolo“(2025) di Andrea Morabito.Il premio per il cortometraggio è andato a “i fantastici 4x2”(2026)di Ermete Labbadia con unamenzione per la fotografia a Gianni Mammolotti. Nella categoria lungometraggio è stato premiato “ Finale:allegro”(2026)diEmanuela Piovano.  Riconoscimenti anche al mondo dell’Editoria con Armando Curcio Edizioni presente la dott.ssa Anna Gentili e Il Papavero edizioni per la collana Orme della libertà, all’Agenzia cinematografica  Fabio Iellini e all’ufficio stampa Mara Fux.



Nel corso della serata sono stati inoltre consegnati Premi speciali Arte e cultura “Omero Bordo, mentre alcune litografie originali realizzate dal M° Ennio Tirabassi hanno accompagnato l’edizione.



Un momento particolarmente intenso è stato dedicato alla memoria dell’attore Corrado Solari, premiato nella quarta edizione del Premio, e del critico d’arte e poeta Plinio Perilli. Per ricordare quest’ultimo è intervenuta la sorella, l’attrice e doppiatrice Valeria Perilli.Tra gli ospiti della serata Giucas Casella, Adriana Russo,Elisabetta Viaggi e Mita Medici.

A completare il programma è stato il CineVernissage, con opere del M° Mario Russo, Teresa Coratella,Sara Cenfra, Eliza Viaggi,Matilde Tucci,Mita Medici,Feliciana e Lucia di Spirito e Caterina Grifoni. L’allestimento è stato curato dall’Arch.Renato Maria Nisticò.



La serata è stata arricchita da due performance canore del soprano Sara Pastore che ha incantato il pubblico in sala e dal sassofonista Pierluigi Celico.

La quinta edizionedel Premio Cinema indipendente “Sergio Pastore”si è così conclusa confermandola propria vocazione a valorizzare professionalità e opere che,attraverso cinema,giornalismo,arte e cultura, testimoniano il valore della creatività indipendente e della libertà espressiva.



L’evento è stato realizzato in partnership con Annuario del Cinema iIaliano, Archivio storico del Cinema Italiano, Associazione Culturale Onlus e Associazione Culturale Spazio Teatro 80 e sponsorizzato da Il Faro Online, Ponte Sisto edizioni, De Canter Wine Academy, Mrfos Dud, ristoranti Mino,Luigi, Pizza Forum,Aemonte, Quotidiano la Voce, Canale 81.

 


Gran finale scenografico con cena e mega torta per gli ospiti. 

Foto By Giancarlo Fiori

ufficio stampa Francesco Caruso Litrico

 

 

venerdì 18 settembre 2026

Il pluripremiato Maestro Umberto Scipione tra La notte dei gatti e le musiche di Bentornati al Sud

 

Il Maestro Scipione premiato

Già vincitore in Belgio del prestigioso World Soundtrack Award 2024 per le musiche de La guerra dei nonni e autore di colonne sonore da record, il celebre compositore Umberto Scipione ha appena ricevuto a Latina il riconoscimento speciale dedicato alle eccellenze del territorio nell’ambito della prestigiosa manifestazione La notte dei gatti, giunta nel 2026 alla sua trentaduesima edizione.



Il riconoscimento giunge in un momento di straordinaria attività artistica e di prestigiosi traguardi internazionali per il Maestro, che, già docente presso il Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma e membro della Giuria dei David di Donatello, dell’European Film Academy e della World Soundtrack Academy (WSA), vanta quattro nomination ai David di Donatello (Benvenuti al Sud, Benvenuti al Nord – doppia nomination – e Sotto una buona stella) e due ai SIAE Music Awards (Chi ha incastrato Babbo Natale?, Succede anche nelle migliori famiglie). Autore della colonna sonora del film Io e te dobbiamo parlare, campione d'incassi 2025 diretto da Alessandro Siani e interpretato dallo stesso insieme a Leonardo Pieraccioni, il Maestro Scipione è attualmente impegnato nella colonna sonora di Bentornati al Sud di Luca Miniero, che, in uscita nelle sale cinematografiche il 25 Dicembre 2026, come i due capitoli precedenti vede protagonisti Siani e Claudio Bisio. Nel frattempo, prosegue anche la sua tournée internazionale con il concerto-spettacolo Italian Sound tracks in the World, che lo ha visto di recente protagonista in Cina alla Jiazi Philharmonic Hall di Chengdu e ospite d'onore presso l'Hong Kong International Film Festival.
“Ricevere questo riconoscimento nella mia terra, e direttamente dalle mani del Presidente della Provincia di Latina Dott. Federico Carnevale, è un'emozione forte e profonda”, ha dichiarato a margine della premiazione, “La musica per il cinema è un viaggio continuo tra immagini ed emozioni. Questo premio rappresenta non solo un traguardo, ma una bellissima carica di energia in un momento di intensa attività creativa. Ringrazio di cuore la Sindaca, il Presidente della Provincia, il Prefetto, gli organizzatori e la città di Latina per la stima e l'affetto dimostratimi. Per me la musica non è soltanto un mestiere, ma una ragione di vita, una passione viscerale che mi guida ogni giorno nell’esplorazione delle emozioni umane e del racconto cinematografico. La mia terra è fonte inesauribile d'ispirazione: qui ritrovo l'essenza della mia arte”.



Compositore, direttore d'orchestra, pianista, clarinettista, orchestratore e arrangiatore, Umberto Scipione ha composto le musiche per oltre trecento produzioni tra cinema, tv, documentari e spot. Tra i film di maggior successo da lui firmati, oltre a quelli già citati, figurano Il principe abusivo, Un boss in salotto, Si accettano miracoli, Mister Felicità, Il giorno più bello del mondo, Tramite amicizia e Come far litigare mamma e papà. Nel 2010 è stato inoltre protagonista alla Royal Albert Hall di Londra in occasione del cinquantesimo anniversario dei Beatles. Le sue musiche sono disponibili su tutte le principali piattaforme streaming (Spotify, Apple Music, YouTube).



Da un’idea di Virginio Moro col patrocinio dal Comune e della Provincia di Latina, oltre al maestro Scipione La Notte dei Gatti – People della Provincia di Latina ha visto quest’anno premiare varie personalità provenienti dal mondo dello spettacolo, della cultura, dell’arte, della medicina e dell’imprenditoria, tra cui Tonj Ortoleva, direttore del quotidiano Latina Oggi, l’arbitro internazionale Maurizio Mariani, il fotografo Alessandro Bavari e l’attore Martufello. La cerimonia di premiazione si è tenuta nella suggestiva cornice di Piazza del Popolo con la conduzione dei giornalisti Alga Madia e Amedeo Goria.


La Direzione

 

 

lunedì 14 settembre 2026

“UN SILENZIO SOFFOCATO“

 


Ecco le parole del regista Andrea Rigon:

- Durante la mia carriera di fotografo e direttore di un magazine di moda ho avuto moltissime esperienze, ma non avevo calcolato che un giorno avrei provato l’emozione di essere regista un cortometraggio.

E’ stato tutto molto veloce, dal detto al fatto, mi sono trovato a dirigere un gruppo di persone che mi hanno aiutato, prima di tutto a crescere professionalmente, poi a risolvere le difficoltà che normalmente si trovano realizzando questo tipo di progetti.

Ho deciso di realizzare un cortometraggio sulla violenza psicologica nei confronti delle donne perché è una delle violenze più devastanti e distruttive che una donna possa subire, ma allo stesso tempo anche la più sottovalutata perché non è quasi mai colta come un sopruso da chi assiste da fuori; chi la subisce invece, proprio perché non lascia lividi esterni, molte volte non riesce a parlarne e lo vive come una vergogna.



Ho scelta il titolo “UN SILENZIO SOFFOCATO“ perchè è la sensazione che vivono le donne che sono costrette a sopportare queste situazioni di vita quotidiana, fin da piccole sono messe in condizione di essere invisibili, ma allo stesso tempo pensano di essere la causa dei problemi della famiglia.

Questo progetto è nato circa 4-5 anni fa, ho avuto la fortuna di lavorare con moltissime persone nei miei anni di carriera fotografica dai matrimoni alla moda, e mi capitava spesso di entrare in discorsi e racconti molto delicati ed importanti.
Non vi nascondo che molte volte mi trovavo in difficoltà nel rispondere, ma cercavo di essere il più possibile vicino a queste realtà, ed allora ho deciso di mettere anch’io un mio contributo per riuscire a dare forza a chi soffre queste situazioni.

Spero che questo cortometraggio da noi realizzato piaccia sia dal lato artistico ma ancor di più dal lato sociale, il mio scopo è dare coraggio e forza a chi deve emergere da questa piaga che soffoca la libertà umana.

Ho scelto di coinvolgere una Scuola Superiore per le riprese proprio per sensibilizzare in primis i giovani, per fermare questa violenza e aiutare le persone a riconoscerla ed a tornare a vivere.

 

Come ci ha già anticipato il nostro direttore Andrea Rigon, che per la prima volta ha provato l’esperienza della regia, incontriamo ora anche gli altri membri del cast e gli
“ addetti ai lavori” con delle interviste che ci portano nel cuore del cortometraggio, il backstage.

Abbiamo incontrato la protagonista femminile del film Ylenia Mascheroni che interpreta Elena, una donna vittima di violenza psicologica da parte un po’ di tutti.

Come ti sei preparata emotivamente per interpretare il tuo personaggio, vittima di abusi psicologici?



Posso dire di aver sentito il mio personaggio, Elena, molto vicino a me.
Purtroppo ho sperimentato sulla mia pelle la violenza psicologica, e questo in qualche modo mi ha permesso di creare un legame profondo e, potrei dire, naturale con il mio ruolo.

Non é stato necessario preparare le mie emozioni a “qualcosa di nuovo”, quanto più che altro separare le dinamiche che lei subiva dalle mie personali esperienze, lasciando comunque in contatto la parte emotiva.

Quale pensi sia il segnale più sottovalutato della violenza psicologica?

Credo che sia proprio il fatto che non lasci segni sulla pelle, ma dentro coloro che la subiscono. Viene sottovalutato come fenomeno in generale proprio perché non potendolo mostrare fisicamente, é difficile da dimostrare e da denunciare.
Purtroppo al giorno d’oggi si sottovaluta proprio la violenza psicologica per questi motivi, ritenendola meno importante o, in caso contrario, molti ne abusano e utilizzano a sproposito; il che poi va a discapito di chi realmente l’ha subita e trova la forza di denunciare (il che richiede molto coraggio, infatti sono molti a non farlo per timore).



Cosa speri che il pubblico provi uscendo dalla sala?

Uscendo dalla sala, spero che il pubblico possa capire la gravità e l’importanza di questo tipo di violenza.
Questo perché spesso viene insegnato e consigliato di denunciare, ma purtroppo, anche nel momento in cui si fa, le denunce non vengono credute o, comunque, le vittime vengono lasciate prive di alcun tipo d’aiuto.

Spero che con il nostro lavoro la consapevolezza su questo tema possa crescere ed essere in qualche modo un “monito” a fare effettivamente qualcosa quando una persona trova il coraggio di denuncia.

Abbiamo incontrato anche il coprotagonista, Denis Berri, che nel cortometraggio interpreta il marito violento.

Cosa hai pensato del tuo personaggio leggendo la sceneggiatura?

Leggendo attentamente la sceneggiatura ho cercato di entrare nella psicologia mentale del personaggio che ho interpretato, poi man mano che continuavamo a girare l'empatia con Ylenia (la protagonista) , il regista e tutta la troupe è aumentata sempre di più e tutto è diventato meno complicato di quello che immaginavo, si sa che questi argomenti non sono semplici da recitare.

Come ti sei preparato per sembrare più intenso per il set?

Per alcune scene moto intense, cariche di odio nei confronti di Elena, ho dovuto prendermi del tempo da solo con me stesso prima di girare, per "caricarmi a dovere" e poter coinvolgere lo spettatore.



Che idea ti sei fatto del tema toccato nel cortometraggio?

Il fatto che, a differenza di quella fisica, la violenza psicologica i lividi e le ferite li provoca internamente e quindi anche le persone che ti vogliono bene possono non rendersi conto della sofferenza e del dolore che può subire una persona, mi ha molto colpito.
E’ una cosa molto pericolosa che andrebbe sensibilizzata maggiormente anche dalla opinione pubblica.

Qual è l’obbiettivo di Un Silenzio Soffocato?

L’obiettivo del film è fare capire che la violenza psicologica è un problema molto serio e grave, da non sottovalutare assolutamente fermandosi solo alla “facciata”.

A volte una persona può mostrarsi in pubblico in un certo modo, ma dobbiamo stare attenti e cercare di capire se una persona necessita invece di un aiuto ed attivarci quindi prontamente in tal senso.

Bisogna arrivare ad eliminare ogni tipo e forma di violenza.

 

Un personaggio incontrato proprio all’inizio del film è la mamma di Elena, il primo vero rapporto di violenza psicologica che la protagonista ha fin dalla tenera età, interpretata dalla famosa attrice e modella internazionale Andreea Duma.

Come è stata la tua esperienza con questo tema così particolare?

Ho la fortuna di essere sposata con un avvocato che si occupa di diritto di famiglia civile e penale e più volte lui mi ha spiegato le dinamiche della violenza psicologica che sembra più sottile ma è altrettanto devastante di quella fisica. Facendo leva su tali dinamiche ho cercato di immedesimarmi nella mentalità dell’abusatore.

Certo è che farlo tenendo conto che l’abuso era indirizzato ad un figlio è risultato particolarmente difficile.

Cosa vorresti che restasse della tua interpretazione al pubblico?

Spero che il pubblico possa cogliere la gravità dell’argomento e la necessità di comprenderne le dinamiche;
la violenza psicologica è sottile, si incunea nella mente della vittima e la priva di ogni capacità di reazione.

Quindi Il segnale più sottovalutato della violenza psicologica è il dubbio sistematico su sé stessi: la vittima inizia a chiedersi "sto esagerando?", "sono troppo sensibile?" — una dinamica che gli esperti identificano come il nucleo invisibile dell'abuso psicologico.

Un altro personaggio molto importante nel film è la figura della suocera di Elena, interpretata da Lucia Schierano, che non si risparmia per trattare con sufficienza e disprezzo la futura nuora.

Lucia, come stata l’esperienza sul set?

Lavorare con Andrea è stata una sorpresa, interpretare un ruolo ostile, giudicante, denigrante non è stato facile, ma grazie ad Andrea e al suo staff è stato semplice.
Una semplicità emersa dalla chiarezza dell'intento e lo scopo da raggiungere. Nelle sue indicazioni ho respirato piena fiducia e questo mi ha permesso la massima libertà interpretativa.

Cosa vorresti che il pubblico percepisse da questa tua interpretazione?

Ho cercato di dare peso all'invisibile, di far emergere un tema spesso nascosto o sottovalutato come la violenza psicologica, l’ho vissuto quasi come un dovere etico e morale e questo penso anche da tutti i partecipanti del progetto.
Ho apprezzato molto l'atmosfera piacevole e collaborativa che si è creata fra gli attori e le giovani e capaci maestranze, sempre attente, precise, pronte a trovare soluzioni.

Anche grazie a loro l'eco del controllo, si avverte anche quando nessuno parla e lo sguardo della madre continua a giudicare oltre l’inquadratura.
Mi auguro di avere dato al pubblico uno spunto di riflessione e di averlo sensibilizzato sul tema.

Ed ora passiamo allo staff tecnico, le tre videomaker, studentesse al 4°anno della Scuola Superiore Carlo Rosselli di Castelfranco Veneto (Tv), Elisa Elek, Matilde Guidolin e Giorgia Camillo.

Come è stata la vostra prima esperienza su un vero set professionale?

Elisa: È stata un'esperienza fantastica, sono contenta che mi sia stata data questa opportunità di lavorare con persone così preparate, mi ha aiutato molto e mi ha dato la possibilità di imparare tantissime cose nuove ed interessanti ogni giorno.

Matilde: È stato molto interessante e mi ha fatto conoscere anche questo mondo, è stata un' esperienza unica e sono molto felice di essere riuscita a partecipare a questo progetto.

Giorgia: E’ stata un'esperienza nuova, che non capita a tutti, inizialmente avevo un po di timore, di non riuscire a dare il meglio di me ma poi con l'aiuto di Andrea e del suo staff sono riuscita ad ambientarmi e a svolgere tutto con professionalità e tranquillità, è stata sicuramente una bella esperienza e sarei felice di ripeterla in futuro.

Cosa ti ha trasmesso realizzare un film con un tema così importante?
Elisa: 
Mi ha fatto capire quanto sia importante trattare questi argomenti con molta cura, è una grande

responsabilità, sono molto orgogliosa di aver dato il mio contributo per realizzare questo progetto.

Matilde: Una tematica molto delicata, che si sottovaluta molto purtroppo, inoltre realizzare tuto questo mi ha dato la più consapevolezza sull'argomento e ne sono molto felice.

Giorgia: Sicuramente è un tema molto delicato e difficile da affrontare per questo tendevo a non pensarci molto, ma realizzare un film mi ha dato la possibilità di capire questo grave problema sociale.

Sapere che sarà visto al cinema, cosa si prova?
Elisa: ”
È un’emozione bellissima. Il cinema è il posto perfetto per vedere un film e non vedo l'ora di condividere

questo momento con il pubblico in sala per vedere le emozioni che siamo riusciti a trasmettere.

Matilde: Sapere che il nostro lavoro di 3 mesi possa essere visto da un pubblico al cinema mi emoziona moltissimo, sono molto contenta del lavoro che abbiamo svolto e spero che tutti possano comprendere appieno il messaggio.

Giorgia: E’ una grande soddisfazione sapere che ciò per cui hai lavorato per più di tre mesi verrà riprodotta sul grande schermo e ci saranno molte persone che la vedranno, abbiamo dato del nostro meglio e sono certa che il nostro lavoro sarà apprezzato e compreso.

Un ringraziamento va a tutti i nostri sponsor tecnici che si sono prestati con attrezzature e locations.

Ringraziamo SCARPETTA ROSSA per il patrocinio per la realizzazione di questo cortometraggio.

Ufficio Stampa

 

Francesco Caruso Litrico

+39 333 4682892 | fralit@alice.it