mercoledì 7 dicembre 2022

Con "Leggerissimo ME", Dani Bra ci regalerà sorrisi di fine anno. al Teatro Cometa-OFF di Testaccio a Roma, dal 27 al 30 Dicembre

 

Dopo il successo dell'anteprima nella scorsa Primavera, debutta al Teatro Cometa-OFF di Testaccio a Roma, dal 27 al 30 Dicembre, "Leggerissimo me", il nuovo spettacolo dell'attore comico Dani Bra, scritto con Maurizio Francabandiera, che ne cura anche la regia. "Leggerissimo me": una comicità esilarante, a tratti pungente, ma con una impronta 'nuova' rispetto agli show precedenti del comico romano, che questa volta induce a chiare ed importanti riflessioni, a sprazzi commoventi, condite da intramontabili e noti brani musicali, e, a mio parere, trovate geniali inserite nei 'tempi' giusti, vanno a delineare vividamente lo spettacolo. Un’ambientazione semplice e minimale ospita le battute brillanti dell’artista, creando così un’atmosfera accogliente in cui la risata si dimostra il collante umano più efficace da condividere con gli altri. “Affitto un teatro, do al pubblico un live, lo spaparacchio sulla poltrona e il tutto, senza telecomando, quello ce l’ho io, mi cambio canale da solo!”. Su per giù è questo il pensiero di Dani Bra, comico romano divenuto un personaggio noto grazie alla trasmissione “S.C.Q.R.” (Sono Comici Questi Romani) e nei vari Lab. Zelig sparsi nella penisola. Teatrante prestato al cabaret, presenta la sua ultima creatura in chiave comica e non solo. Lo spettacolo presentato lo scorso anno con il titolo “Wonder Bra” forse, a detta di Dani, ha segnato la sua epoca “comicarola”. In “Leggerissimo me” ha voluto mettere in piedi uno show allergico a tutti i contenuti, la curiosità che fa da anticamera alla risata come è nel suo stile, uno show non giudicabile, dove le idee sono in eccesso, pronte ad essere esibite al pubblico come nuove “BRAvate”. Si spazia dal padre/marito vessato, al rapporto che si ha con un agente di viaggio, si mette a nudo una città come New York (questo pezzo mi è piaciuto particolarmente) amplificando la propria romanità e si ridimensiona l’Europa Unita, fantasia dei politicanti di turno, si vede il mondo dietro una transenna, ci si burla di un personalissimo Amleto, si critica la non credibilità. E mentre tutto questo accade, si instaura una presa diretta col pubblico. Monologhista, cantante, fantasista, intrattenitore, in “Leggerissimo me” Dani Bra non cerca di cucir pezze all’abito delle “cabarettate”, ma prova a mettergli l’abito più elegante. La risata riveste qui una funzione catartica, per rivelare talvolta la realtà che tendiamo ad auto-censurare, perché è attraverso un momento di svago fatto di grosse e grasse risate che riusciamo davvero a leggere la quotidianità e renderci conto di tutte le sue contraddizioni. Per tutti coloro che vogliono farsi due risate o 'regalarle' ai propri cari ed amici tra le festività di Natale e Capodanno! Quale migliore occasione per chiudere il 2022 in allegria!?! 

Teatro Cometa-OFF Via Luca della Robbia, 47 Tel.: 06 57284637 Da Martedì 27 Dicembre a Venerdì 30 Dicembre ore 21.00 Biglietti: 15,00 Euro + 2,50 tessera teatro Per gruppi superiori a 8 persone: 10,00 Euro + 2,50 tessera teatro

 Ufficio stampa: Marlene Loredana Filoni marlene.filoni@yahoo.it

                                                   Giò Di Giorgio

martedì 6 dicembre 2022

Successo per la presentazione del nuovo libro di Antonella Polenta all’Albergo Etico della Capitale

 


Il titolo “Quell’anno le margherite divennero rosse” apprezzato da nobili e attori Pomeriggi letterari doc. Grande successo per la presentazione del libro della scrittrice romana Antonella Polenta, “Quell’anno le margherite divennero rosse” (Pegasus Edition), che sceglie l’originale Albergo Etico della Capitale, a via Giuseppe Pisanelli. Tra lampade di design e divanetti in pelle, interviene tra i tanti la principessa Maria Pia Ruspoli, che scopre come la Polenta discenda direttamente dalla Francesca da Rimini di dantesca memoria. Quella, per intenderci, dell’amore impossibile tra Paolo e Francesca. Seguono, poco dopo, altri due principi: gli elegantissimi Guglielmo e Vittoria Giovanelli Marconi. 
E ancora prende posto l’attrice Beatrice Schiaffino, scortata dal compagno: il regista teatrale Mohamed Hossameldin. Ci sono anche la doppiatrice Martina Menichini, la presidente di BluMedia, organizzatrice dell'evento, Laura Rabitti, e lo stilista-astrologo Massimo Bomba. Tante le domande, da parte dell’interessato pubblico, per il tema trattato dal testo in presentazione. Modera il digital strategist Guglielmo Cassiani Ingoni. 

Del resto il romanzo storico proposto è tratto da una storia vera accaduta durante la Seconda Guerra Mondiale: il 22 marzo del 1944 a Maiano Lavacchio, frazione rurale di Magliano in Toscana, undici ragazzi furono fucilati per aver rifiutato di arruolarsi nell’esercito della nascente Repubblica di Salò.


 Verranno ricordati come “I martiri di Istia”, dal nome del vicino paese in cui alcuni di loro erano nati. Con immagini struggenti, ricche di pathos, "Quell’anno le margherite divennero rosse" dipinge il triste episodio, sconosciuto ai più e narrato all’autrice da una testimone oculare, allora solo un’innocente bambina. Cocktail salutista a seguire. 

  

                                                                  Giò Di Giorgio

Visioninmusica presenta Concerto di Natale 2022 KARIMA “CHRISTMAS TIME IS HERE” sabato 10 dicembre 2022 - ore 17 e ore 21 Chiesa di San Francesco, Terni

                                                                     


                                                                       Karima voce

Piero Frassi pianoforte

Francesco Ponticelli basso e contrabbasso

Andrea Beninati batteria

 

PROGRAMMA

 

 Christmas Time Is Here 
 Santa Claus Is Coming to Town 
 Have Yourself a Merry Little Christmas 
 Winter Wonderland 
 The Christmas Song 
 What Are You Doing New Year’s Eve? 
 What a Little Moonlight Can Do 
 Who Would Imagine a King? 
 Let it Snow 
 I’ll Be Home for Christmas 
 O Holy Night 
 Silent Night 
 I’ve Got My Love to Keep Me Warm 
 White Christmas 

 

INGRESSO LIBERO con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti

                                           telefonando al numero 0744 432714 dalle 10 alle 12.


Come ogni anno si rinnova il sodalizio tra la Fondazione Carit e l’associazione Visioninmusica che, con il sostegno di Banco Desio, regalano alla cittadinanza un emozionante Concerto di Natale. Quest'anno, nella suggestiva Chiesa romanica di San Francesco di Terni, il doppio appuntamento - in programma sabato 10 dicembre alle ore 17 e alle ore 21 - vedrà protagonista la voce inconfondibile e charmante di una delle cantanti più apprezzate nel panorama musicale italiano, Karima.

 

L’artista livornese, insieme al suo storico pianista Piero Frassi, Francesco Ponticelli al basso e contrabbasso e Andrea Beninati alla batteria, presenterà Christmas Time is Here, una serie di evergreen consoni al magico periodo natalizio che vede il programma articolarsi tra jazz, soul e rhythm & blues, nel riarrangiamento originale di alcuni classici. Si spazierà infatti da intramontabili successi jazz a celebri canzoni statunitensi quali Santa Claus Is Coming to Town, Have Yourself A Merry Little Christmas, The Christmas Song e Let It Snow, tutti brani inclusi nell'ultimo album di Karima, Xmas, un viaggio a ritroso nel tempo che, proprio in questa occasione, verrà interpretato per la prima volta dal vivo in Umbria.

 

KARIMA

Nata a Livorno da padre algerino e madre italiana, Karima si avvicina alla musica nel 1997, appena adolescente, parteci­pando a Bravo Bravissimo e Domenica In. Successivamente partecipa al talent show Amici di Maria De Filippi, dove si classifica terza, vincendo il premio della critica dei giornali­sti e ottenendo un contratto discografico con la Sony BMG. Da qui il passo al successo è breve: nel 2009 è al Festival di Sanremo nella categoria “Nuove Proposte”, con il brano Come in ogni ora, dove durante la terza serata del festival è accompagnata da Burt Bacharach e Mario Biondi. La diret­ta collaborazione con Bacharach è quella che segnerà per sempre la sua carriera: Karima è l’unica cantante italiana a cui il “Maestro” ha scritto dei brani e con il quale ha regi­strato nel 2010, a Los Angeles, il suo primo album dal titolo Karima. Nello stesso anno, la cantante apre un concerto per Whitney Houston, la sua musa, e viene scelta dalla Disney per interpretare la colonna sonora nel film di animazione La Principessa e il ranocchio. Tra le tante esperienze, Karima nel 2017 è in The Bodyguard, il musical ispirato al celebre film Guardia del Corpo del 1992, dove interpreta Rachel la prota­gonista, ruolo che nel film era proprio di Whitney Houston. Il jazz è suo il primo amore e, anche se nel suo presente non mancano esperienze molto diverse, Karima mantiene costantemente aperta la porta su quel mondo, che esplora con curiosità e passione.


 


Associazione Visioninmusica

+39 0744 432714  -  +39 333 2020747 -  info@visioninmusica.com

Sito web: visioninmusica.com   

 

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni

+39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

                                                                 Sito web: elisabettacastiglioni.it
                                    Giò Di Giorgio

lunedì 5 dicembre 2022

Cava de’ Tirreni: mostra personale del Maestro Athos Faccincani fino al 18 Dicembre presso il Complesso Monumentale San Giovanni Battista TRA LUCE E SOGNO il risveglio della pittura Inaugurazione mercoledì 7 Dicembre, alle ore 19, Corso Umberto I, n° 167

 


Dal mercoledì 7 a domenica 18 Dicembre il Complesso Monumentale San Giovanni Battista ospiterà l’opera del Maestro Athos Faccincani con la mostra “Tra luce e sogno”, con il patrocinio del Comune di Cava de’ Tirreni. La cura del colore, insieme con il gusto della favola sono elementi che colpiscono a prima vista nel lavoro di Athos Faccincani, sia che dipinga una cristallina Venezia, o immagini scogliere meridionali sulle quali si assiepano cupole e tetti a picco sul mare, la sua pittura riesce ad offrirci un’idea di solarità, di adesione consapevole al costante miracolo del mondo che ci circonda.
 Un’espressività decorativa, in coerente sperimentazione dimensionale e cromatica, attuata sulla base di una simbolizzazione dei dati reali. Anche quando l’immaginazione dell’artista si cala in giardini succosi e cromaticamente accesi, individuiamo un atteggiamento da paziente esploratore di un mondo caleidoscopico, indagato alla luce di una fantasia capace di dare corpo ai sogni. 
Una sorta di impulso felicemente infantile, carico di ingenuo senso primordiale, sorretto da un colore nitido, capace di comunicare l’emozione di fronte a una natura lussureggiante, ad un mare di smeraldo o ad un cielo di un fulgido azzurro. Un paesaggio domestico trasformato in fiaba che riesce a trasmettere la “joie de vivre” di un candido, seppure consapevole, poeta dalla gioia. Obiettivo della mostra è raccontare, in modo semplice e accessibile, la storia dell’opera di Faccincani che attraverso l’intuizione, la creatività, la progettualità, la ricerca di tecniche diverse, la passione per il colore lo hanno portato ad essere uno degli artisti contemporanei più accreditati. Al vernissage, in programma alle 19 di mercoledì 7 dicembre, oltre all’Artista interverranno il dott. Vincenzo Servalli, Sindaco di Cava de' Tirreni e il prof. Armando Lamberti, Assessore alla Cultura. La personale resterà aperta tutti i giorni fino a domenica 18 dicembre con il seguente orario: 10-13 e 16-21. Athos Faccincani nasce a Peschiera del Garda il 29 Gennaio 1951. Negli anni 70 il giovane artista comincia a farsi notare per l’intensità espressiva delle sue figure: gli viene così commissionata una mostra sulla Resistenza presso la Gran Guardia di Verona che gli frutterà la Medaglia di Cavaliere della Repubblica consegnatagli dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Nel 1980, dopo un profondo cambiamento interiore,

Faccincani si lascia ispirare dalla Natura che diventa protagonista indiscussa della sua pittura che ormai ha conquistato sia l’amore del pubblico che l’attenzione della critica grazie ai colori vivaci e inconfondibili, dove la luce e il sole, testimoniando gioia e serenità, concorrono al recupero dei valori interiori. Da allora l’ascesa del Maestro del Colore si è estesa ben oltre i confini nazionali, tra le sue esposizioni internazionali più importanti quelle di New York, Boston, S. Antonio, Miami, San Francisco, Chicago, Los Angeles, Londra, Vienna, Tokyo, Madrid, Zurigo, Amburgo, Monaco, Sofia, Hong Kong, Singapore e Montecarlo. Innumerevoli anche i premi di cui è stato insignito durante la sua quarantennale carriera, fra gli ultimi il premio Personalità Europea consegnatogli a Roma ed il Leone d’Argento al Narnia Festival. Dice di lui Nantas Salvalaggio: “Quando un pittore si preoccupa di piacere più al critico che al cittadino, allora il suo caso è grave, probabilmente inguaribile. Significa che non ha una voce originale, è solo un registratore di mode, magari stereofonico. A questo punto si sarà capito perché apprezzo Athos Faccincani, c’è nei suoi oli qualche cosa di terragno e trepido insieme. Avverti nella irruenza cromatica di Athos le influenze dei grandi maestri francesi, riconosci i gialli di Van Gogh o gli arancioni di Pissarro. Ma il Nostro è come un buon cuoco di provincia che, dopo essere stato in vacanza a Parigi, rifà a modo suo, con le spezie e l’olio di casa, i piatti forestieri. C’è un’altra cosa che mi seduce nella vita e nell’arte di Faccincani: è uno che ha sfangato su moto le strade in salita. Non viene da magnanimi lombi, o da salotti privilegiati, ma, come i miei amati poeti Montale e Quasimodo, ha frequentato scuole “tecniche”, i suoi genitori ne volevano fare un disciplinato ragioniere. Ma l’arte è una droga dirompente, una musica esclusiva, e così Faccincani abbandonò le “partite doppie” e cominciò a frequentare musei e chiese, e atelier di pittori. Per diventare un allievo scrupoloso, e recuperare il tempo perduto, visse come un eremita sopra un monte, in compagnia di un pittore talentuoso strampalato. Ha poi lavorato come ragazzo di bottega a fianco di maestri sapienti, che avevano ancora il gusto di insegnare. Se la tecnica è raffinata, nondimeno la sua ispirazione è fresca, a volte addirittura ingenua. In un’epoca avara di emozioni e di passioni, Faccincani non ha paura di commuoversi e di commuovere, di ridere e di far sorridere. Maledetto ragazzo, si sente che per lui il mondo ha sempre qualche cosa di stregato, e con i suoi colori riesce a trasmetterti quella dolcissima stregoneria”. Insomma, ancora una volta non resta che vedere per credere 

  Ufficio stampa, Marino Collacciani 338.7146750 – m.collacciani@gmail.com 

                                                     Giò Di Giorgio

STORIE DI DONNE VIII Edizione Premio “Eccellenze in Rosa” 2022 - Ristorante Boccuccia Anzio (LT)

 

L’ottava edizione di “Storie di Donne”, evento culturale appena trascorso ed ideato da Lisa Bernardini, giornalista  nonché Presidente dell’Associazione Culturale Occhio dell’Arte APS di Anzio, ha avuto il successo che meritava : portare all’attenzione del pubblico e della comunicazione quelle donne della straordinaria quotidianità che si sono distinte nel campo delle professioni, con abilità e dedizione.

Gli aspetti del mondo femminile esaminati in questa edizione 2022 hanno avuto a che fare con le parole chiave “mestiere”, “creatività”, “talento”.

Giò di Sarno, Camilla Nata, Giò Di Giorgio e Lisa Bernardini

In un happening serale, per forte volontà dell’imprenditore Mauro Boccuccia,  sono state premiate Laura Avalle (categoria Editoria, Prevenzione & Benessere), Mariagloria Fontana (Donna & Cultura – assente giustificata), Fatima Scialdone (Donna & Spettacolo), Ludovica De Ambrogi (Donna & Pubbliche Relazioni). Per Donna & Impresa, presenti le imprenditrici Isabel Mantilla e Roberta Gili, mentre Camilla Nata e Francesca Ghezzani sono state le assegnatarie della  categoria Donna & Informazione TV. Ed ancora: nella categoria Donna & Editoria, applaudite Silvia Dionisi, Lucilla Lucchese, Arianna Ballabene, mentre per la categoria  Donna, Arte & Mestieri le assegnatarie del riconoscimento sono state Patrizia Mugnai e Jessica Valentinetti.

 

Sylvia Irrazabal

Tra le premiate a sorpresa:  l’influencer Emilia Clementi, la cantante Gio’ di Sarno, Susana Mamani de La Casa Boliviana.

 

Giò Di Sarno Con Camilla Nata

Presentata da Anthony Peth, con la direzione artistica di Sylvia Irrazábal ed il patrocinio morale de L' Annuario del Cinema Italiano & Audiovisivi, l'iniziativa culturale ad  invito - oltre alla premiazioni in scaletta – ha compreso intermezzi musicali a cura del tastierista Marcello Domenichini, ed una applauditissima live performance di body painting ad opera di Francesca Guidi, con la collaborazione della modella Safiatu Dabrè (eletta per l’occasione Miss Occhio dell’Arte).

 

Francesca Guidi dipinge sul corpo la modella Safiatu Dabre

Sono state consegnate stampe d'Autore su carta Costellation, sempre a firma dell'artista marchigiana Guidi, in edizione limitata. Il titolo: “The colours of a Woman”Anno 2018, oltre al volume “Una vita per il Cinema” offerto dal Direttore Generale dell’Annuario del Cinema & Audiovisivi Elettra Ferraù, e ad una medaglietta personalizzata con il nome della premiata di turno, unitamente alla data in cui si è svolto l’evento.

Mauro Boccuccia con i suoi collaboratori



Nel corso della serata, anche un piacevole momento beauty a cura dell'agente di concorsi di bellezza Massimo Meschino. Altre fasce di bellezza assegnate: Miss Boccuccia e Miss Storie di Donne, rispettivamente Martina Lucente e Alessia Conti.

 

Assegnati ad estrazione tre premi in palio per il pubblico, offerti dal partner Boccadamo Gioielli.

 

Alessia Conti e Martina Lucente

Molte le presenze culturali note che si sono riconosciute, tra cui  Giannino Cesare Bernabei dal Comitato Economico e Sociale Europeo, Renzo Mario De Ambrogi, ex Direttore Generale internazionale della Maison Gucci, il direttore e compositore d’orchestra Marco Werba, il direttore di Porte di Roma Filippo De Ambrogi, l’editorialista Gio’ di Giorgio, il fotografo uruguaiano Horacio Conde Marmion, il giornalista della Stampa Estera George Labrinopoulos, Virginia Vandini Presidente de Il Valore del Femminile.

 

Emilia Clementi con Anthony Peth

Pressoffice: L.b.D. Communication srls – lbdcommunicationsrls@gmail.com

                                                          Giò Di Giorgio

mercoledì 30 novembre 2022

ROME PARADE 2023 Il primo gennaio a Piazza del Popolo torna la spettacolare sfilata musicale targata Destination Events che fa incontrare artisti italiani e marching band americane in tre ore di assoluto divertimento!

 Sono ufficiali i primi nomi delle formazioni bandistiche che parteciperanno alla Rome Parade 2023.

Dopo due anni di assenza torna infatti nella Capitale, con un grande evento gratuito dedicato al pubblico in cerca di divertimento e festeggiamenti del nuovo anno la spettacolare sfilata musicale che per tre ore vedrà esibirsi nel cuore del Tridente Romano circa un migliaio di performer tra band delle high school americane, gruppi folkloristici italiani e majorette.

Domenica 1°gennaio 2023 a partire dalle ore 15.30 si snoderà un serpentone musicale che, partendo e ritornando a piazza del Popolo, toccherà via del Corso, Via Condotti, Piazza di Spagna e via del Babuino.

Dagli Stati Uniti arriveranno la Newark Charter High School Marching Band di Newark (Delaware), la St. Paul’s Episcopal School Marching Saints + Saints mascot di Mobile (Alabama), la Notre Dame Preparatory School Marching Band di Pontiac (Michigan), la Minnesota State University ‘Maverick Machine’ Athletic Band (Minnesota) e gli Spirit of America Dancers di Dallas (Texas).


 


Dall’Italia giungeranno invece il Gruppo Folk ‘La Frustica’ di Faleria e l’Associazione Filarmonica Vejanese, entrambi del viterbese, La Vigoneisa Banda Folkloristica di Vigone, Piemonte, l’Associazione Banda Musicale di Fiano Romano, Banda Musicale Giacomo Puccini di Città di Cave.

 

A condire di colore la musica ci saranno poi le Associazioni Riunite Di Rievocazione Storica Romana, il Gruppo Storico e Sbandieratori Città di Castiglion Fiorentino, gli artisti di strada Artefatti Stilts e le Majorettes di Casperia, le Golden Stars di Selci e le Magic Stars di Jesolo, il tutto affiancato dalle tradizionali Vespa Side Car, rigorosamente “made in Italy” e dai Giant Balloons caratteristici della Rome Parade.

 

Un incrocio di linguaggi e tradizioni artistiche diverse unite sotto il segno della condivisione in un’atmosfera gioiosa e di buon auspicio per l’anno a venire che Destination Events, già promotrice e organizzatrice dell’omonima  London New Year Parade di Londra,  è lieta di offrire alla città di Roma.


Organizzazione: Destination Events 
destinationevents.com 

Rome Parade 

1 Turnham Green Terrace Mews 
Chiswick, London, W4 1QU 
United Kingdom T: + 44 (0) 20 3275 0190 
F: + 44 (0) 20 3275 0199 
E: info@romeparade.com 

 

Sito ufficiale:

romeparade.com

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni

+39 328 4112014 – info@elisabettacastiglioni.it

Sito web: elisabettacastiglioni.it


Giò Di Giorgio




mercoledì 23 novembre 2022

LA COLONIA di Marivaux Traduzione di Beppe Navello dal 30 novembre al 3 dicembre 2022 (mercoledì, venerdì, sabato, ore 21; giovedì, ore 19) Teatro della Pergola Via della Pergola, 30 – Firenze


 Per la prima volta assoluta la messa in scena della commedia del drammaturgo francese nella sua traduzione italiana.

Un testo utopistico di straordinaria attualità sulla condizione femminile:

il racconto di una rivolta delle donne contro i mariti legiferatori

 

DARIA PASCAL ATTOLINI  Artenice, nobildonna.

MARCELLA FAVILLA Signora Sorbino, moglie di un artigiano.  

LUIGI TABITA  Signor Sorbino, marito della Signora Sorbino.

STEFANO MORETTI   Timagene, nobile.

MARIA ALBERTA NAVELLO Lina, figlia della Signora Sorbino.

FABRIZIO MARTORELLI Persinetto, giovane popolano, amante di Lina.

GIUSEPPE NITTI  Ermocrate, altro nobile.

CECILIA CASINI, GIULIA LANZILOTTO, CLAUDIA LUDOVICA MARINO, ERICA TRINCHERA   Troupe di donne, sia nobili che popolane

ALESSANDRO PANATTERI  Pianista

 

Regia BEPPE NAVELLO

Scene e costumi LUIGI PEREGO

Musiche GERMANO MAZZOCCHETTI

Luci ORSO CASPRINI

 

Una produzione Associazione Teatro Europeo

in collaborazione con Teatro della Toscana

 

Biglietti:

Intero 17 €; Ridotto (Under 30; Over 65; abbonati Teatro della Toscana; Soci UniCoop Firenze, domenica esclusa) 15 €; TT Young Card 8 €

 

La biglietteria al Teatro della Pergola, in via della Pergola n. 30, è aperta dal lunedì al sabato (ore 10 – 20) e, in occasione dello spettacolo, a partire da un’ora prima dell’inizio della recita.

Tel. 055.0763333 biglietteria@teatrodellapergola.com. È possibile acquistare i biglietti anche nei punti vendita Vivaticket, online su teatrodellatoscana.vivaticket.it e telefonicamente chiamando il servizio cortesia al numero 055.0763333 da lunedì al sabato dalle 10 alle 20.

In prima assoluta italiana arriva al Teatro della Pergola di Firenze, dopo l’anteprima nazionale al Teatro Era di Pontedera il 16 novembre, La Colonia, testo utopistico scritto da Marivaux nel 1750, che narra di una rivolta di donne, dopo un naufragio su un’isola deserta, contro i mariti che vogliono legiferare senza coinvolgerle, per costruire un nuovo mondo in quella colonia sperduta in mezzo all’oceano. Un’opera di straordinaria attualità sulla condizione femminile scelta dal regista Beppe Navello, che l’ha anche tradotta in lingua italiana, in scena dal 30 novembre al 3 dicembre.

Con le scene e costumi di Luigi Perego, le musiche di Germano Mazzocchetti e le luci di Orso Casprini, la commedia è pensata per numerosi personaggi – più della metà sono donne, rarità nella tradizione teatrale – ai quali Marivaux offre la possibilità di misurarsi con molteplici registri interpretativi.

La compagine di interpreti, che fa parte de la “Compagnia di Sala Prove”, nata una decina di anni fa proprio grazie a Navello – è composta da Daria Pascal Attolini, Marcella Favilla, Luigi Tabita, Stefano Moretti, Maria Alberta Navello, Fabrizio Martorelli, Giuseppe Nitti, Cecilia Casini, Giulia Lanzilotto, Claudia Ludovica Marino, Erica Trinchera e Alessandro Panatteri.

Le tematiche espresse, che risuonano straordinariamente contemporanee alle nostre orecchie, erano uno dei più controversi argomenti nel dibattito filosofico e sociale dell’Illuminismo francese.

 

«Nel 1750 – ricorda Navello - Marivaux decise di riadattare una sua vecchia commedia in tre atti che non aveva avuto successo, ricompattandola in un atto unico: ventuno anni prima, il 18 giugno 1729 quella commedia, sotto il titolo La nouvelle colonie, era stata rappresentata al Théâtre des Italiens e, nonostante il cast annoverasse alcune star dell’epoca come Silvia Balletti e Pierre François Biancolelli, era stata ritirata dopo una sola rappresentazione. Colpa del testo ispirato a una delle questioni filosofiche più scottanti sollevate dagli illuministi? Colpa di un eccesso di verbosità in un teatro come quello italiano che i parigini continuavano a considerare erede della Commedia dell’Arte? Una scarna cronaca del “Mercure de France” è tutto quel che ci rimane della recita del 1729 e non consente valutazioni storico critiche convincenti.»

 

«Ma è un fatto significativo – continua il regista – che Marivaux, autore ormai affermato e consacrato alla fama, decida di rimettere mano a quell’opera dopo tanti anni: il problema dell’uguaglianza dei sessi poteva, sì, essere impopolare nella Francia ancien régime, ma non doveva essere rimosso per sempre nella storia contemporanea, proiettando la sua forza ineluttabile in un futuro prossimo nel quale le donne sarebbero state protagoniste. La colonia, quel secondo tentativo, Marivaux lo destinò soltanto alla lettura “in una Società”: come a ribadire che i tempi non erano maturi per declamare tanta sovversiva originalità sulle tavole del palcoscenico; come era successo d’altronde a un altro testo ispirato alle idee dei philosophes, L’Isola della Ragione, che l’autore si rammaricava di aver portato all’insuccesso teatrale dopo il buon esito riscontrato invece attraverso le letture ad amici e intellettuali.»

 

«Si dirà – conclude – che mettere in scena una commedia sulla rivolta delle donne non solo non comporta rischi, ma è così politicamente corretto da rischiare quasi il conformismo. Eppure, non è conformista ascoltare le parole di un classico (cioè di un autore che non finisce mai di essere contemporaneo, per ricordare una delle più felici definizioni della parola) a proposito della questione femminile, tema sociale e filosofico ben lontano dall’essere definitivamente risolto duecentosettantatré anni dopo. Proprio perché tiene conto con autoironia delle timidezze, delle resistenze, delle paure ancestrali che accompagnano da sempre l’accettazione di una parità completa tra le due metà del cielo. E poi perché è una commedia, forma teatrale che non si prende sul serio neanche quando fa finta di predicare, ma gioca con gli strumenti del buon teatro, con i caratteri, con le battutacce, con l’invenzione del naufragio in un’isola deserta, mitologica risorsa in teatro per rappresentare utopie palingenetiche. E se nel testo di Marivaux il finale resta prudentemente senza esito rispetto alle speranze che ha generato durante tutto il tempo dell’azione, è inevitabile sentire che quella conclusione è provvisoria e prefigura un futuro diverso affidato alle generazioni che verranno. È quanto cerca di esprimere questa messa in scena, la prima in italiano e nel nostro Paese, per quanto io sappia, della storia plurisecolare di questo testo”.

 

La Produzione è realizzata dall'Associazione Teatro Europeo in collaborazione con il Teatro della Toscana e con il sostegno di MIC Direzione Generale Spettacolo nell’ambito del Progetto “Marivaux: le utopie”.


BEPPE NAVELLO

Dopo aver compiuto studi universitari in Italia e in Francia, si è formato teatralmente al Teatro Stabile di Torino come regista assistente di Mario Missiroli, tra il 1977 e il 1981. Le sue prime regie sono su testi contemporanei: al Teatro Stabile dell'Aquila, nel 1983, dirige Questa sera da Tosti di Alberto Gozzi e al Teatro Stabile di Torino, nello stesso anno, La casa dell’ingegnere di Siro Ferrone, tratto da La cognizione del dolore di Carlo Emilio Gadda. In quegli anni intraprende anche la collaborazione con i programmi culturali della RAI, firmando centinaia di testi e regie radiofoniche per le tre reti nazionali dell’emittente pubblica.

È del 1986 la prima nomina a direttore del Teatro Stabile dell'Aquila. Le sue regie più importanti: Sogno di Oblomov di Siro Ferrone, e un esperimento di teatro a puntate: I tre moschettieri, durato tutta la stagione ‘86/’87.  Tra il 1990 e il 1993 dirige il Teatro di Sardegna, a Cagliari, dove firma le regie de Il gioco delle parti di Luigi Pirandello, de Il vampiro di Angelo Brofferio e di Casa di bambola di Henrik Ibsen. Tra il 1994 e il 1997 torna alla direzione del Teatro Stabile dell'Aquila (regie di La donna del mare di Ibsen, Il Misantropo di Molière, Il caso Papaleo di Ennio Flaiano). In seguito, con una compagnia privata, firma le regie di Alfieri! Alfieri!, Il costruttore Solness di Ibsen e La signorina Julie di Strindberg. Ha firmato anche, insieme a una regista francese e a un regista belga, la messa in scena di Le cercle de craie caucasien di Brecht al Festival di Aix-en-Othe e al Théâtre de la Villette a Parigi (1997).

Nel 2001 fonda il Festival internazionale “Teatro Europeo” diventato poi “Teatro a Corte” perché itinerante attraverso le dimore sabaude del Piemonte: fino al 2017, il festival è cresciuto all’insegna dell’amicizia italo francese (più di cento compagnie d’Oltralpe invitate nel corso degli anni), diventando punto di riferimento dell’innovazione europea in particolare per le creazioni in situ. Dal 2007 al 2017 ha diretto a Torino la Fondazione Teatro Piemonte Europa, riconosciuta dal Ministero Teatro Stabile d’Innovazione, poi promossa a Teatro di Rilevante Interesse Culturale e che dal 2010 ha ottenuto in gestione il Teatro Astra di Torino. Per quel palcoscenico, nello stesso periodo, ha creato numerosi spettacoli di successo presentati nei cartelloni dei maggiori teatri italiani, tra i quali: Donne informate sui fatti di Carlo Fruttero, Dette d’amour d’Eugène Durif, Il Divorzio di Vittorio Alfieri, Il Trionfo del Dio Denaro di Marivaux, Una delle ultime sere di Carnovale di Goldoni; e ha promosso, invitando registi stranieri (Jean Claude Penchenat, Myriam Tanant, Robert Talarczik), spettacoli bilingue con attori italiani, francesi e polacchi: Cinema! (in due versioni, italo francese e polacca); Bar Franco Italien; Remake. Dal febbraio al maggio 2017 ha occupato lo stesso Teatro Astra con l’imponente cantiere scenografico progettato da Luigi Perego per una riedizione della saga de I Tre Moschettieri in otto puntate, riprendendo i testi scritti trent’anni prima per il Teatro Stabile dell’Aquila dai maggiori drammaturghi italiani: un’avventura che ha coinvolto un centinaio di lavoratori dello spettacolo tra i quali una cinquantina di giovani attori e che ha appassionato ogni settimana il pubblico torinese per quarantotto repliche in otto puntate, ciascuna diretta da registi diversi (lo stesso Navello, Gigi Proietti, Piero Maccarinelli, Myriam Tanant, Andrea Baracco, Robert Talarczyk, Ugo Gregoretti e Emiliano Bronzino).

Dal 2019, B.N. siede nel Comitato Scientifico del progetto internazionale, sostenuto dall’Institut Universitaire de France, Marivaux et les scènes européennes guidato da Paola Ranzini dell’Università di Avignone: tra le altre iniziative, è in corso la pubblicazione degli Omnia di Marivaux in italiano presso l’editore Cue Press. Il primo volume è in libreria dal settembre 2021 e il 23 novembre 2021 ha debuttato alla Pergola di Firenze, per la prima volta in lingua italiana, La seconda sorpresa dell’amore, con la traduzione e la regia, appunto, di Beppe Navello.

Dal 2015 è consigliere d’amministrazione dell’Alliance Française di Torino e nel 2021 è stato nominato consigliere d’indirizzo del Teatro Regio di Torino dal Ministro della Cultura.

Nel suo percorso professionale, Beppe Navello ha diretto, tra gli altri: Paolo Bonacelli, Carmen Scarpitta, Caterina Vertova, Elia Schilton, Gianni Garko, Domiziana Giordano, Laura Lattuada, Pina Cei, Maddalena Crippa, Giustino Durano, Lina Sastri, Roberto Alpi, Giorgio Albertazzi, Anna Galiena, Romina Mondello, Lino Capolicchio, Giuseppe Pambieri, Daniela Poggi, Patrizia Zappa Mulas, Franca Valeri, Geneviève Penchenat, Antonino Juorio.

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Giò Di Giorgio