giovedì 14 settembre 2023

Presentazione del libro e del progetto THE RADIO DREAMERS Storie e personaggi straordinari della radio Martedì 19 Settembre ore 12:00 Sala Stampa Camera Dei Deputati - Piazza Montecitorio - Roma

 



Con i saluti dell’On. Elena Maccanti e dell’On. Andrea Barabotti Modera: Claudio Micalizio Intervengono: Susanna Ceccardi - Giulia Teri - Zap Mangusta - l’autore Paolo Lunghi I Vip dell'FM raccontano l'epopea delle “radio libere” italiane Un omaggio al mondo della radio e a quella stagione, meravigliosa e decisamente rocambolesca, che a partire dagli anni '70 ha portato in tutto il mondo all'inarrestabile exploit delle emittenti commerciali come fenomeno di costume prima ancora che imprenditoriale. "The Radio Dreamers - Storie e personaggi straordinari della radio", è il libro di Paolo Lunghi che apre idealmente le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della nascita delle prime radio libere, che in Italia ricorre nel 2025: e a celebrare in un inedito tributo corale il mezzo di comunicazione più longevo dell'epoca contemporanea, ecco una galleria di persone e personaggi che con il loro talento e con la loro passione ne hanno contribuito alla fortuna e che oggi, per la prima volta, raccontano di proprio pugno i segreti del successo della radiofonia privata. Da AwanaGana a Fiorello, da Jocelyn ad Amadeus, da Claudio Cecchetto a Linus, da Marco Galli a Giuseppe Cruciani, da Gerry Scotti a Fernando Proce, da Platinette a Marco Mazzoli e poi Carlo Massarini, Max Venegoni, Luisella Berrino, Ringo, Marco Baldini, Nick The Nightfly e tanti altri: sono decine le testimonianze raccolte per raccontare l'epopea delle cosiddette radio libere. Con dj e conduttori famosi anche i racconti di imprenditori visionari e tecnici infaticabili che negli anni, con grande coraggio e passione, hanno saputo trasformare un sogno in un'impresa capace di garantire successo e benessere economico. Un cammino affatto semplice, in un contesto normativo e culturale complicato che tuttavia nei decenni è cambiato proprio per effetto della forza dirompente della radio. E se ormai è di dominio pubblico la saga di Radio Caroline, l'emittente britannica nata come radio pirata su un vascello al largo dell’Inghilterra ma in acque internazionali per non sottostare alle leggi di Londra, la storia della radiofonia privata italiana è non meno avventurosa. In "The Radio Dreamers, Transistor e Via Etere - Storie e personaggi straordinari della radio", rivivono le gesta di imprenditori che hanno sfidato il monopolio di stato, tecnici che hanno inventato apparecchi che non esistevano per trasmettere pubblicità diversificate in aree lontane, ragazzi che dal nulla sono diventati fonici e hanno imparato a confezionare jingles e spot spettacolari; ma anche avvocati che hanno difeso le emittenti dalle chiusure imposte dalle autorità giudiziarie e hanno concorso alla loro liberalizzazione prima in ambito locale e poi in nazionale, altri che si sono inventati le affiliazioni per consentire alle emittenti di uscire dall'ambito locale; e ancora ingegneri che hanno prodotto apparecchi professionali di trasmissione a costi accessibili e istallatori che nello spazio di un week end riuscivano a collegare in FM intere regioni con mezzi di fortuna, consentendo a coraggiosi imprenditori di trasformare piccole radio di quartiere in veri e propri imperi radiofonici. "The Radio Dreamers, Transistor e Via Etere - Storie e personaggi straordinari della radio" sono libri che fanno parte di un progetto dinamico e in continua evoluzione che nei prossimi mesi promuoverà iniziative ed eventi volti ad accompagnare il grande pubblico a celebrare i primi 50 anni delle radio private italiane.

THE RADIO DREAMERS

www.theradiodreamers.it

Ufficio Stampa: Fabbrica Contenuti

Alice Calabresi +39 347 9836102

Daniela Dal lago

martedì 12 settembre 2023

(CT)Riapre la Cappella Bonajuto con due fine settimana all’insegna del teatro Salvatore Bonajuto: «Un’ottima ripartenza per noi e per la città» 14/15 e 27/28 settembre in scena una compagnia tunisina e una egiziana

 


Finalmente una buona notizia per Catania: riaprono le porte della Cappella Bonajuto. 
E ne saranno felici non solo gli amanti della cultura e dell’arte, che potranno assistere a spettacoli, concerti e mostre, ma anche gli assetati di novità e i tanti giovani alla ricerca di un posto nuovo dove trascorrere il proprio tempo. Tanti eventi in programma, a cominciare proprio dal teatro, fiore all’occhiello dell’offerta culturale catanese. Due weekend – 14/15 e 27/28 settembre - quattro appuntamentiper riaccendere i riflettori su uno dei gioielli della nostra città che sempre ben volentieri apre le porte alla cultura. E lo fa,anche questa volta, con il teatro firmato da Orazio Torrisi, che mette in scena due spettacoli del circuito Festival Mediterrartècon una compagnia egiziana e una tunisina. «Il teatro proposto da Orazio Torrisiin Cappella è molto pertinente – spiega il padrone di casa, Salvatore Bonajuto -. Sono lavori di pochi elementi,dove l’atmosfera concentrica della cappella esalta moltissimo la recitazione. Sono felice che si inauguri con due compagnie straniere – continua Bonajuto - perché la Cappella è un tempio bizantino la cui architettura è ispirata datante culture del Mediterraneo. Il suo palcoscenico nero ed essenziale si incastona benissimo in una delle tre absidi della Chiesa». Tre gli spettacoli in programma, che andranno in scena per due fine settimana. A cominciare da mercoledì 14 e giovedì 15 settembre, alle 21, con HOW DID I END UP IN THIS PLACEبعيدعنالعين، بعيدعنالقلب?di e con Hend Elbalouty– prima nazionale per la compagnia egiziana che in un’ora mette in scena una performance tra danza contemporanea e parola.

Lo spettacolo è ambientato in una discoteca underground egiziana in cui si indaga il desiderio, attraverso una sfida all'idea di corpo femminile. Le parole fluttuano tra l'arabo, l'inglese e i sovra titoli in italiano, parte integrante dello spettacolo, mettendosi in relazione con la potenzialità del corpo. Nessuna traduzione è diretta ma mediata dall'esperienza di ciò che ogni linguaggio ci consente di esprimere e percepire in termini di sentimenti ed emozioni. Mercoledì 27 e giovedì 28, alle 19 e alle 21, sarà la volta della Tunisia, che porterà in scena il monodramma IO SONO DONNA, con laregia di Hafedh Khalifa, di e con Nadia Talish ed EMIGRANTI, di SlawomirMrozek, con traduzione e adattamento in arabo di Lassad Ben Hsin e la regia di Hafedh Khalifa, con SlehMsaddak e Mohamed TaoufikKhalfaoui. Il primo racconta di una donna che dialoga con se stessa e si mobilita per non soccombere alle pressioni della realtà, dell'ambiente, dello sguardo della società e degli altri nei suoi confronti. Un monologo interattivo, sperimentale, in cui il pubblico è coinvolto nel gioco drammatico con l'attrice ed entra nella vita della donna. Emigranti, invece, è uno spettacolo di prosa prodotto in Tunisia nel 2022 da un testo polacco del 1975. Due mondi che sembrano lontani, che la compagnia mette insieme per ritrovare l’umanità di una condizione, quella di straniero, che ci accompagna nel tempo e accomuna tutti. Uno spettacolo che richiama con asprezza, ma anche con ironia, i temi della patria lontana, delle radici, della fatica, dell’impossibile ritorno, della solitudine dell’incomunicabilità, giocando sapientemente con i registri culturali e sociali dei personaggi: un contadino e un intellettuale. Dopo gli spettacoli del 27 e 28 – della durata di 30 minuti – sarà possibile sorseggiare un buon calice di vino offerto da Marc De Grazia, che con la sua aziendarappresenta oltre cinquanta piccole aziende provenienti da dodici regioni vinicole italiane con un'enfasi su terroir significativi e una preferenza per le varietà autoctone. «Mi sembra un bell’inizio – aggiunge Salvatore Bonajuto - dopo il lungo lockdown e dopo il dispiacere che ci siamo presi per la cancellazione del murales dellostreetartist Gomez, che aveva realizzato un angelo che proiettava la sacralità all’esterno -distrutto per rifare la facciata del palazzo che lo ospitava – ci sembra un bel modo per ripartire e un bel messaggio che mandiamo alla città». 

  Info: How did I end up in this place- prezzo 10 euro 5 ridotto Io sono Donna - prezzo 5 euro Emigranti – prezzo 10 euro Emigranti + Io sono Donna – prezzo 12 euro 
Per maggiori informazioni: 095530153 – 3345683715 

  Ufficio Stampa Giorgia Lodato ODG n° 165079 Mob (+39) 334.8105399
                                  
                                            Daniela Dal Lago

domenica 10 settembre 2023

Nel rinascimentale Palazzo Filippeschi Simoncelli di Orvieto (Tr), in Umbria, un’esperienza immersiva tra cultura ed enogastronomia in programma sabato 16 settembre 2023 – ore 19,00

 




Il rinascimentale Palazzo Filippeschi Simoncelli, aprirà le sue porte per un’esperienza immersiva nella cultura ed enogastronomia del territorio. L’elegante porticato in basalto sovrastato dal loggiato ed i sotterranei del palazzo, un tempo usati come cantine, saranno infatti la location dove si terranno la cena a cura di Emanuele Rengo, chef del Ristorante Vis A Vis di Orvieto, progetto 100% vegetariano fondato sul rispetto dei cicli della natura e sulla biodiversità, di recente entrato a far parte del circuito “Umbrian #EVOOAmbassador - Testimoni di oli unici” - la rete creata dalla Strada dell’olio e.v.o. Dop Umbria che seleziona i migliori ristoranti ed enoteche umbri in cui trovare prodotti di qualità tra cui una ricca selezione di oli e.v.o. prodotti in Umbria. La cena accompagnata dalle degustazioni di pani e oli DOP dell'Umbria, vini DOC e DOCG dell'Umbria, terminerà con la visita, guidata dagli archeologi Claudio Bizzarri e Paolo Binaco, ai sotterranei del Palazzo, dove si terrà il concerto del violoncellista Andrea Rellini. L’evento, a cura della Strada dei Vini Etrusco Romana e delle Strade dei Vini e dell’Olio dell’Umbria, è organizzato nell’ambito di “Orvieto città del gusto, dell’arte, del lavoro e dell’innovazione” evento del Consorzio Turistico Territoriale Orvieto Way of life e della Fondazione Cotarella, giunto alla sua terza edizione che animerà la città fino al 1° ottobre. L’evento del 16 settembre è preceduto da un Convegno che si svolgerà il 15 settembre alle ore 17,00 presso la Sala dei 400 al Palazzo del Capitano del Popolo di Orvieto dal titolo “ Il Made in Italy agroalimentare e il turismo di qualità. Esperienze e territori memorabili” La nostra identità nasce dalla terra. Un luogo fertile e duro. Che richiede pazienza e visione, impegno e rispetto, determinazione e fiducia. La terra, con i suoi codici, i suoi linguaggi, le sue leggi, i suoi imprevisti, i suoi tempi, il suo tempo. Per migliorare il rapporto con l’ambiente e con la natura serve riconoscere e valorizzare l’identità della nostra bellezza e della nostra storia. Significa sviluppare un turismo di qualità e costruire esperienze memorabili. Come i nostri territori. 

Che vanno tutelati concretamente, con le loro caratteristiche, le loro peculiarità e il loro legame con il cibo e la cultura. Il nostro Made in Italy agroalimentare. Un vero patrimonio dell’Umanità. Unico al mondo Il Convegno sarà moderato dalla giornalista RAI Valentina Bisti Saluti istituzionali Intervengono Rappresentanti del Governo Giuseppe Cerasa Direttore Le Guide ai Piaceri e ai Sapori di La Repubblica Dominga Cotarella Presidente Fondazione Cotarella Vincenzo Gesmundo Segretario generale Coldiretti Ivana Jelinic Amministratore Delegato ENIT Marina Lalli Presidente Federturismo Paolo Morbidoni Presidente Federazione nazionale delle Strade del Vino e dell’Olio Maurizio Oliviero Rettore Università degli Studi di Perugia Ettore Prandini Presidente nazionale Coldiretti Giuseppe Santi Presidente Consorzio Orvieto Way of Life. 

BREVE STORIA DI PALAZZO FILIPPESCHI – SIMONCELLI Orvieto (TR)- Da Piazza della Repubblica scendendo per Via Filippeschi si giunge ad un caratteristico incrocio a cinque vie con la pittoresca Via della Cava e, a destra in posizione sopraelevata, Via Malabranca. È qui che si erge uno dei più bei palazzi dell’Orvieto rinascimentale, Palazzo Filippeschi Simoncelli realizzato su un’antica dimora dei ghibellini Filippeschi, esiliati da Orvieto nel 1313 e poi appartenuto alle famiglie Simoncelli e Petrangeli. L’edificio, ristrutturato tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo forse da Bernardo Rossellino, si presenta con un bel portale e una facciata realizzata successivamente in stile tardo-cinquecentesco e al suo interno racchiude un elegante porticato in basalto sovrastato da un loggiato con caratteristiche finestre ad arco ribassato e una bifora. Le sale interne sono decorate da interessanti cicli d’affreschi realizzati tra il Settecento e l’Ottocento, mentre l’androne era un tempo abbellito da una splendida Annunciazione datata tra il 1450 e il 1516 e attribuita ad Antonio del Massaro detto Pastura. L’affresco, che versava in pessime condizioni, è stato asportato dalla parete per favorirne la conservazione. Tra gli ospiti di Palazzo Filippeschi Simoncelli va senz’altro ricordata una giovane Caterina de Medici che vi soggiornò nel 1532. Caterina de Medici nota alle istituzioni orvietane per essere l’occhio del Pontefice, il prozio Papa Clemente VII, sarebbe poi divenuta Regina di Francia. ------

Ufficio stampa Marina Bertucci cell. 335 7171206 email: bertucci1952@yahoo.com

Daniela Dal Lago