venerdì 1 marzo 2024

L’album realizzato per Caligola Records in uscita il 1 Marzo “The music of Tony Slim Dominick” in rampa di lancio sulle piattaforme

 

L’artista calabrese Domenico Rizzuto rivisita alcuni brani di Giosè Rimanelli e del nonno cornettista – entrambi emigrati a New Orleans dal Molise – oltre a comporne due, inediti, nel solco dell’innovazione tecnologica del jazz

L’ideatore del progetto – percussionista, trombettista e producer – ci conduce dal Dixieland al Jazz Elettronico attraverso 7 preziose tracce interpretate con il suo “Domenico Rizzuto Electrojazz Ensemble” Domenico Rizzuto, natuaralizzato romano, collabora da ani con l’Accademia “La Bottega del Suono”, fondata e diretta a Formello dal Maestro Marcello Cirillo 

Da Tropea a New Orleans il sogno di unire due realtà, in apparenza lontane, è stato reso possibile dal Maestro Domenico Rizzuto. Il raffinato musicista nativo di Tropea – da anni a Roma e strettissimo collaboratore del Maestro Marcello Cirillo, fondatore e direttore dell’Accademia “La Bottega del Suono” di Formello – ha dapprima accarezzato e, quindi, portato a compimento un progetto suggestivo quanto affascinante per le interazioni contenute tra musica e ruolo sociale, emigrazione e affermazione dei migliori valori della tradizione culturale italiana: venerdì 1 Marzo uscirà per Caligola Records, sulle principali piattaforme, l’album intitolato “The music of Tony Slim Dominick”

Un progetto profondo per un obiettivo in apparenza non dichiarato, riscritto con la chiave dell’attualità e dischiuso col grimaldello della riflessione, all’interno di un pentagramma che il tempo non è riuscito ad ingiallire. Una premessa ideologica doverosa per descrivere il lavoro messo nero su bianco, nota su nota, dal 36enne artista calabrese: trombettista, percussionista e producer, forte di una già ragguardevole serie di importanti esperienze, frutto di severi studi musicali. Poi, l’innato genio artistico lo ha portato a una conoscenza profonda del jazz, sostenuta dal desiderio di rielaborarlo in chiave elettronica, senza mai lederne la natura e la portata, anzi arricchendolo di coinvolgenti contaminazioni. Nell’ultimo anno di intenso lavoro il Maestro Domenico Rizzuto ha saputo riesumare ed elaborare in chiave moderna un brano che Giose Rimanelli aveva dedicato al padre, intitolato “Pàtrema”. Lo scrittore era nato a Casacalenda (Campobasso) e ha vissuto dagli Anni ’60 negli States, fino alla morte, sopraggiunta nel 2018, a 93 anni a Lowell, nel Massachusetts. Professore di letteratura italiana in diverse Università americane, Rimanelli decise nel 1959 di abbinare quattro composizioni del nonno abbinandole a uno dei suoi libri, “La posizione sociale”, recentemente ristampato da Rubbettino. Il forte legame tra Calabria e Molise è stato ufficialmente sancito grazie all’iniziativa dell’Università delle Generazioni di Agnone, con il simbolico gemellaggio editoriale tra le due regioni nel nome del noto letterato molisano. Partendo dal pezzo-guida del suo progetto – “Pàtrema” – il musicista di Tropea ha preso in esame i quattro bvrani strumentali scritti dal nonno di Rimanelli, Tony “Slim” Dominik, ombrellaio girovago vissuto alla fine dell’Ottocento, apprezzato cornettista: “Lost baby blues”, “Parish prison blues”, “Pink, red and blue”, “Ol man from kalena!”.

 Rizzuto li ha “riletti” e reinterpretati aggiungendone due, anch’essi strumentali – “Galaxy Express” e “The origins” – facendo ricorso come nelle altre esecuzioni alla tromba elettronica, con risultati pregevoli. Tutti i brani dell’album sono eseguiti dal “Domenico Rizzuto Electrojazz Ensemble” pronto a “decollare” il 1 marzo dalle principali piattaforme: oltre alla presenza del leader (tromba elettronica e arrangiamenti) si segnalano quelle di Elisabetta Mattei (trombone), Alberto Brutti (basso) e Fabrizio Ferazzoli (batteria). Nell’unico brano non strumentale, “Pàtrema”, la voce di Rimanelli è stata rielaborata al computer per poi essere interpretata dal vivo da Marcello Cirillo nell’ultima edizione (la 43esima) del Roccella Jazz Festival, organizzato da Vincenzo Staiano. Dunque, dal Blues al Jazz Elettronico il passo è stato compiuto con maestria, lungo il solco di una tradizione musicale e letteraria che i nostri emigranti hanno saputo suggellare nella grande Confederazione di Stati che li ha ospitati. Importante la ricerca storiografica avviata da Domenico Rizzuto che, per trasferire sull’album le 7 tracce, si è avvalso dello studio di alcuni spartiti allegati al libro di Giose Rimanelli. 

  Ufficio Stampa: Marino Collacciani (338.7146750) m.collacciani@gmail.com 

                                                    Giò Di Giorgio

giovedì 29 febbraio 2024

Grande successo per il vernissage di Bolìa, il pittore dell’inconscio e il poeta dell’attimo fuggente

 


Nella sua vetrina a due passi da via Veneto, celebrata la tensione dell’artista tra la ricerca dell’infinito e il rapporto con la sua anima 


Grande successo per il vernissage dell'artista "Bolìa - il pittore dell'inconscio, poeta dell'attimo fuggente", nella sua vetrina in via Marche 74, a due passi da via Veneto. Qui, ad ammirare le opere dell'autore, ma anche ad ascoltare alcune sue poesie, lette da Vincenzo Bocciarelli, neo direttore dei teatri di Siena, arrivato appositamente nella Capitale per l’evento, sfilano diversi personaggi tra cui la giovane attrice Carlotta Galmarini che arrivacon l’attore e regista Lorenzo Tiberia.E poi la figlia dell’artista, Barbara Dignani, Simone Montedoro, Federica Cifola, il creativo Michele Spanò, l’astrologo televisivo Massimo Bomba, la modella Andreea Duma.

Ci sono anche Guglielmo e Vittoria Giovanelli Marconi e la direttrice della Galleria del Cardinale di Palazzo Colonna, Elena Parmegiani con la gallerista Alice Falsaperla
E c’è anche il pittore Mauro Russo

Chi è Bolìa

L’opera dell’artista Sante Dignani, in arte Bolìa, è un interessante connubio tra arte e poesia in una tensione continua verso l’infinito.“Perché dove si ferma la psichiatra, continua il poeta”, ha affermato il neuropsichiatra David Cooper. E non c’è frase più adatta per descrivere l’arte di Bolìa non a caso definito pittore dell’inconscio e poeta dell’attimo fuggente. 

L’artista riesce in un’arte assai difficile e unica: ossia coniugare la pittura con la poesia e spesso con un fine anche di solidarietà ed etico. Non a caso è l’ideatore di una croce curva che rappresenta un nuovo concetto: sono passati 2000 anni dalla crocifissione del Cristo. L’uomo si è reso conto della difficoltà dell’esistenza umana su questa terra ed è proprio lui stesso a salire sulla croce ricurva e, a braccia aperte e di fronte all’universo, medita la sofferenza del mondo per la verità mancante. 

«I miei quadri – dice Bolìa, proprietario anche dell’Editrice Letteraria - per quello che rappresentano producono un enorme impatto sull’alienato ma la psicanalisi deduce che è sempre il paziente a guarire sé stesso: i tecnici del pensiero non fanno altro che da trainer, dando luce del buio più profondo». Ed ecco allora apparire mani che escono dal terreno, visi interrogativi, la cacciata dal Paradiso con l’inevitabile croce ricurva, autoritratti e ricordi. Il tutto con un tratto che richiama, a volte, i volti di Modigliani. E ci si perde in questa unicità della ricerca sull’inconscio, che non ha pari in altri artisti. 



                                                     Giò Di Giorgio









lunedì 26 febbraio 2024

Martina Fontana La natura della difesa Teglio (So), Palazzo Besta 8 marzo - 18 maggio 2024

 

MARTINA FONTANA “LA NATURA DELLA DIFESA” Venerdì 8 marzo ore 11.00 Palazzo Besta, Teglio (SO) 

Saranno presenti: Martina Fontana, artista con le curatrici della mostra Giuseppina Di Gangi, Direttrice del Museo di Palazzo Besta Giovanna Brambilla, storica dell'arte e responsabile dei progetti territoriali Venerdì 8 marzo sarà presentata a Palazzo Besta a Teglio (SO) la mostra “La natura della difesa” dell’artista Martina Fontana, classe 1984. La mostra, “site specific”, è organizzata dalla Direzione regionale Musei Lombardia, diretta da Emanuela Daffra, e sarà visibile fino al 18 maggio 2024. Il progetto espositivo, a cura di Giuseppina Di Gangi (direttrice di Palazzo Besta) e Giovanna Brambilla (storica dell’arte e responsabile progetti territoriali), intreccia gli esiti della ricerca dell’artista ai temi dei cicli affrescati nel palazzo. Le opere, allestite in stringente dialogo con i dipinti, raccontano nuove ibridazioni, nelle quali la natura si presta a proteggere la fragilità umana. 

Direzione regionale Musei Lombardia Ufficio Comunicazione drm-lom.comunicazione@beniculturali.it in collaborazione con: 
Ufficio Stampa: STUDIO ESSECI - Sergio Campagnolo Tel. 049 663499; www.studioesseci.net; roberta@studioesseci.net, referente Roberta Barbaro

                                      Daniela Dal Lago