martedì 28 luglio 2026

Dalle rovine antiche alle icone pop: a Pompei dal 27 luglio Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology a cura di Cesare Biasini Selvaggi Dal 27 luglio al 30 novembre

 


 Al Parco Archeologico di Pompei, una mostra diffusa di astici di Philip Colbert, in una rilettura della storia dell’arte firmata dall’artista britannico “erede” di Andy Warhol

Un'opera a Longola, il sito incendiato poche settimane fa



Dalle rovine dell'antichità alle icone della cultura pop, passando per un messaggio di rinascita per il territorio. Dal 27 luglio al Parco Archeologico di Pompei prende il via Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology, la più grande installazione artistica mai realizzata dall'artista britannico, considerato dalla critica l'erede di Andy Warhol. Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego, The Lobster, popoleranno Pompei e i siti del territorio, tra cui il sito protostorico di Longola, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha colpito l'area poche settimane fa.



Pop Mythology, organizzata dal Il Cigno Arte nel il Parco Archeologico di Pompei,rappresenta il prossimo grande progetto di arte pubblica di Colbert e segna un nuovo capitolo nella sua esplorazione della mitologia, della storia e della cultura contemporanea. Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific su larga scala, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei, Seoul, Hong Kong, Shanghai, Singapore, Macao, Londra, Venezia, Napoli, Roma e in Sicilia, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte, intrattenimento e cultura di massa, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo.

 


«Pompei è, per me, la città dell’antichità per eccellenza» spiegaPhilip Colbert «un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente».

 

Ispirata all’arte antica di Pompei, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno, oggi al Museo archeologico di Napoli, la mostra che include molte sculture mai esposte prima dall’artista, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico del motivo dell’astice di Colbert, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione, conservazione e memoria collettiva.



Mentre i visitatori attraversano il sito, le sculture emergono in modo inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appariranno tra colonne, archi e rovine antiche. Accanto a queste, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero, concepite come “reperti mitologici del futuro”, tra cui guerrieri-astice robotici, si presenterà come rovina speculativa proveniente da un futuro immaginario.

 

Oltre a Pompei, dal 28 luglio le opere saranno esposte negli altri siti gestiti dal Parco archeologico: Longola, Boscoreale, Oplontis, Villa San Marco, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico.

«L'allestimento di un'opera a Longola assume un significato particolare», sottolinea il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. «Dopo l'incendio che ha colpito il sito, la presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive. L'arte contemporanea può contribuire a mantenere alta l'attenzione sul patrimonio culturale e a trasformare una ferita in un'occasione di partecipazione e rinascita. Nel corso della mostra, seguiranno incontri con scuole e associazioni nei vari luoghi, tra Boscoreale, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e Longola nel Comune di Poggiomarino".




Fondendo mitologia classica e immaginario futuristico, Pop Mythology presenta Pompei non solo come un luogo archeologico storico, ma come uno spazio culturale vivo, in dialogo con l’arte contemporanea e la cultura visiva moderna. Riflettendo su temi quali la mortalità, la civiltà e il rapporto dell’umanità con la tecnologia, la mostra crea un dialogo tra rovine antiche e futuri immaginati, invitando un nuovo pubblico a scoprire Pompei attraverso uno sguardo contemporaneo e dando vita a un’esperienza immersiva, ludica e sorprendente.

 

«Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Philip Colbert con le sue immagini apparentemente ludiche e grottesche, che non rappresentano una fuga dalla realtà, ma una satira spietata– concludeil curatore Cesare Biasini Selvaggi –. È una maschera tragica comune – non solo l’alter ego dell’artista britannico – con cui copriamo il nostro fallimento. Le sue opere sono gli idoli folli di un’umanità irrazionale, incapace di imparare dalla storia, che continua a consumare guerre nel mondo, sopraffazioni, egoismi e a ignorare o sottovalutare la Natura. Pompei è il luogo in cui la storia ha fermato il tempo per consegnarci un monito eterno: la fragilità dell’umanità e del suo destino di fronte alla forza incontenibile della Natura.Ma c’è un filo di resistenza civile, di possibilità di rinascita intessuto da Colbert che si dipana fuori dal recinto sacro del Parco, lungo l’itinerario espositivo inedito di sedi satelliti nella carne viva, e spesso ferita, dell’hinterland campano. 



A partire dal Parco archeologico naturalistico di Longola (Poggiomarino), la Pompei prima di Pompei. Qui, lo scorso 19 giugno, le fiamme della criminalità hanno cercato di bruciare la memoria appiccando un grave incendio che ha devastato il sito, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. E poi la lunga marcia degli astici di Colbert prosegue, fino a Boscoreale, Torre Annunziata, Castellammare e Scafati. Una marcia per ricordare che il senso della meraviglia, dello stupore, la fantasia e la creatività non sono un lusso per pochi, ma la risorsa più grande per riscrivere gli immaginari del presente-futuro e ritrovare il senso di essere comunità contro ogni forma di criminalità, degrado, barbarie. Colbert a Pompei non deve divertire o consolare: deve provocare le coscienze».

Contatti stampa:

philipcolbert@freuds.com | Emily Wigham e Malaika Gangooly

 

Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it

Marta Volterra marta.volterra@hf4.it

Eleonora D'Urbano eleonora.durbano@hf4.it 328.153.53.24

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Giò Di Giorgio


venerdì 24 luglio 2026

Lysa Noir pubblica "BlahBlah": il singolo che racconta la forza di ricominciare

 


È disponibile su tutte le piattaforme digitali "BlahBlah", il nuovo singolo di Lysa Noir realizzato in collaborazione con il producer Nekø Michelin. Un brano che va oltre la dimensione musicale per trasformarsi in un manifesto di rinascita, dedicato a chi sceglie di lasciarsi alle spalle giudizi, illusioni e relazioni tossiche per riprendere in mano il proprio percorso.

"BlahBlah" racconta il momento in cui si smette di dare peso alle parole degli altri, alle critiche e alle maldicenze, per ritrovare fiducia in sé stessi e guardare avanti. È un invito a seguire il proprio istinto, il proprio modo di essere e i propri sogni, trasformando le esperienze negative in una spinta verso il cambiamento.

Il brano si distingue per un sound contemporaneo che fonde pop, rap ed elettronica. Il ritornello, immediato e coinvolgente, resta impresso fin dal primo ascolto, mentre il testo rivela una profondità che rispecchia l'identità artistica di Lysa Noir. Un contrasto tra leggerezza e introspezione che richiama anche il significato del suo nome d'arte, dove il "Noir" rappresenta la parte più autentica e intensa della sua espressione musicale.

"Voglio ridere di più,
senza ritornare giù.
Voglio andare via di qua,
per non sentire sempre BlahBlahBlah."

Queste parole racchiudono il cuore del brano e rappresentano la filosofia con cui l'artista affronta questa nuova fase della propria carriera: lasciarsi il passato alle spalle e costruire il futuro con maggiore consapevolezza.

"BlahBlah" segna infatti l'inizio di un nuovo percorso artistico per Lysa Noir, che trova nella collaborazione con Nekø Michelin una nuova direzione sonora. Producer e fondatore del RedKnife Studio, Michelin firma una produzione moderna e dinamica, impreziosita da contaminazioni elettroniche che valorizzano la personalità vocale dell'artista e ne esaltano il carattere.



Ad accompagnare questo nuovo capitolo è anche LaLa LABEL, l'etichetta indipendente fondata da Sara Lauricella, che sta seguendo Lysa Noir con un percorso di crescita costruito su misura, valorizzandone l'identità artistica attraverso un lavoro attento, autentico e artigianale.

Con "BlahBlah", Lysa Noir inaugura una nuova stagione musicale fatta di consapevolezza, determinazione e voglia di guardare avanti, confermando una personalità artistica capace di trasformare le esperienze personali in messaggi universali.

Il singolo è disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming.

Link ufficiali

-Spotify – Lysa Noir

-Instagram – @lysanoir

-TikTok – @lysanoir

-Spotify – Nekø Michelin

-Instagram – @nekomichelin

-TikTok – @nekomichelin


                                         Giò Di Sarno



 

lunedì 13 luglio 2026

GUSTAVO VÉLEZ Le dimensioni dell’equilibrio a cura di Francesca Sborgi con il contributo di Eike Schmidt



 Trent'anni di sculture monumentali che ruotano su un perno invisibile, si lasciano attraversare e abitare, diffuse sul territorio di Pietrasanta, tra le Alpi Apuane e il mare


               Fino al 20 settembre 2026, Città di Pietrasanta (LU)

Fino al 20 settembre 2026, Pietrasanta ospita "Le dimensioni dell'equilibrio", mostra diffusa a opera di Gustavo Vélez e a cura di Francesca Sborgi con il contributo di Eike Schmidt, per i trent'anni di attività di Vélez attraverso le opere monumentali dell’artista, che ruotano su un perno invisibile sfidando le leggi della fisica, con un invito a essere attraversate e abitate.

Da Piazza del Duomo al Complesso di Sant'Agostino fino Piazza Carducci, Piazza dello Statuto, Piazza XXIV Maggio e il Pontile di Marina di Pietrasanta, le opere sono diffuse su tutto il territorio della città, dialogando con l’ambiente esterno.



Gustavo Vélez, scultore colombiano che da trent'anni ha scelto Pietrasanta come propria patria elettiva, condivide l'ossessione per la massa monumentale che sfida la gravità e la persegue con un approccio poetico e strutturale del tutto originale. Dove l'arte cinetica affida il movimento a motori e ingranaggi, Vélez lo affida alla materia stessa, al dialogo silenzioso tra peso e vuoto, tra la persona che guarda e l'opera che sembra rispondere al suo sguardo. È qui che nasce quella che l'artista chiama "arte relazionale", una scultura che non si limita a essere ammirata, ma si offre di essere attraversata e abitata.

Le opere di Vélez si innalzano da basi sorprendentemente strette, torcendosi verso il cielo lungo linee fluide e geometriche. Marmo di Carrara, bronzo e acciaio sono materiali che nella loro natura più intima sono sinonimo di peso, ma nelle mani dell'artista diventano invece forme che ruotano sul proprio asse in un'illusione di leggerezza costruita con estremo rigore.

L’opera d’arte si compie nel rapporto con lo spettatore a cui affida questa leggerezza. Vélez scava attivamente il blocco di marmo, aprendo fenditure, tunnel di luce, varchi geometrici, un invito esplicito a guardare attraverso la scultura, a scoprire nuovi scorci del paesaggio circostante che l'opera stessa incornicia e trasforma.

"Celebrare trent'anni di vita artistica a Pietrasanta con questa esposizione significa riaffermare il mio impegno verso l'atto creativo ed esprimere la mia gratitudine a questa terra, che continua a essere lo spazio in cui il rigore della geometria si trasforma in una costante ricerca di libertà e poesia visiva. Il mio desiderio è che, attraverso il rigore di angoli e simmetrie, ogni singola scultura possa instaurare un proprio dialogo con lo spazio che la circonda e con chiunque si troverà ad attraversarlo. Sarà questa natura geometrica il filo conduttore che proporrò a Pietrasanta, partendo dal mare e arrivando in Piazza del Duomo, nel Complesso di Sant'Agostino e in Piazza Carducci: la geometria si incaricherà di legare, in armonia, le nuove opere a quelle già presenti." Gustavo Vélez.

Biografia Gustavo Vélez nasce a Medellín, in Colombia, nel 1975. Vive e lavora tra Medellín e Pietrasanta, dove realizza la maggior parte della sua produzione scultorea in marmo e bronzo. La sua passione per la scultura si manifesta sin dalla giovane età. All'età di diciannove anni si trasferisce a Firenze per proseguire la formazione alla Scuola Lorenzo de' Medici. Infine, nel 1996 approda a Pietrasanta, dove approfondisce le tecniche di lavorazione del marmo. Dopo una prima fase di matrice figurativa, il linguaggio di Vélez abbraccia l'universo astratto dando vita a forme geometriche pure realizzate in marmo, bronzo o acciaio che sembrano fluttuare nello spazio, giocando con la luce e la prospettiva. Sculture dalle linee essenziali capaci di restituire il dinamismo e l'armonia della forma, in un'estrema sintesi tra equilibrio, movimento e astrazione. Negli ultimi vent’anni, Vélez ha esposto a livello internazionale in America (Stati Uniti, Messico, Perù, Panama, Venezuela, Ecuador, Repubblica Dominicana e Colombia), Asia ed Europa, consolidando una presenza internazionale nel panorama della scultura contemporanea.  L’opera di Gustavo Vélez è presente anche in Cina, Giappone, Corea, Emirati Arabi Uniti e Singapore. Alcune sue sculture monumentali sono entrate a far parte delle collezioni permanenti di città come Shenzhen e Nanjing, a testimonianza di una presenza ormai consolidata nel contesto asiatico. Nel 2013 la città di Pietrasanta lo invita ad esporre nell’iconica Piazza del Duomo e nel Complesso di Sant’Agostino. In Toscana, sue opere monumentali sono state esposte anche nel Parco della Versiliana e a Marina di Pietrasanta, mentre il bozzetto dell'opera monumentale Hipercúbicos è parte della collezione permanente del Museo dei Bozzetti di Pietrasanta. Altre esposizioni in Italia hanno interessato le città di Lucca, Forte dei Marmi, Viareggio, il Museo Marino Marini di Pistoia. Nel 2024, Gustavo Vélez riceve in Italia il Premio Fratelli Rosselli, prestigioso riconoscimento assegnato all’artista che, attraverso le sue creazioni, rappresenta la città di Pietrasanta nel mondo.

Le dimensioni dell’equilibrio diGUSTAVO VÉLEZ
a cura di Francesca Sborgi con il contributo di Eike Schmidt

Orari:

Fino al 28 giugno e dal 30 agosto al 20 settembre:

Dal martedì al venerdì, 18.00 - 23.00
Sabato e domenica, 10.00 -13.00 / 18.00 -23.00

 

Dal 29 giugno al 30 agosto

Tutti i giorni, 19.00 – 24.00

Sabato, domenica e festivi 10.00 – 13.00 / 19.00 – 24.00

Luoghi mostra:

Pietrasanta
: Piazza Matteotti
Piazza dello Statuto
Sagrato del Duomo di San Martino, lato via Garibaldi
Piazzetta e campanile di San Martino,
Piazza Carducci,
Piazza del Duomo,
Chiesa e chiostro di Sant'Agostino.

Marina di Pietrasanta: Piazza XXIV Maggio e rotonda del Pontile.

 

Info: Centro Culturale "Luigi Russo", Via Sant'Agostino 1, Pietrasanta
Tel. 0584-795500,
www.museodeibozzetti.it

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Eleonora D'Urbano eleonora.durbano@hf4.it 328.153.53.24
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335.749.55.38

Giò Di Giorgio


domenica 12 luglio 2026

Appello per tutti quelli che amano gli animali

Buongiorno, sto aiutando un gruppo di amici che hanno aperto un sito per animali, ho 2 cani bellissimi e un gattino trovato abbandonato... se volete visitare il sito gratuito www.buyrapido.com 

Ringrazio anticipatamente tutti gli amici di inciucio, che visiteranno il sito 

venerdì 10 luglio 2026

L'Arte Spontanea come ponte tra innovazione e territorio: Vico Equense(Na) celebra il successo dell'anteprima del Festival Internazionale



Si è concluso con un’ampia partecipazione e un vivace dibattito l'evento preparatorio "Verso il I° Festival Internazionale dell'Arte Spontanea", che nei giorni scorsi ha trasformato la frazione di Arola (Vico Equense) in un laboratorio a cielo aperto di creatività e riflessione. Presso l’Azienda Agricola Torre Ferano, nel cuore del Nuovo Villaggio della Creatività, artisti, esperti e istituzioni si sono confrontati sul ruolo dell'arte spontanea come motore per la rigenerazione delle aree interne.



La giornata ha preso il via con un percorso esperienziale diretto da Antonio Staiano, dove lo storytelling ha incontrato le performance live e la valorizzazione dell’enogastronomia locale, ulteriormente avvalorata dalle leccornie preparate dagli chef Gianni Alvino e Pasquale Savarese. Il cuore scientifico dell’incontro, moderato dalla giornalista Maria Consiglia Izzo, ha visto i contributi di Derrick De Kerckhove e Maria Pia Rossignaud dell'Osservatorio Nazionale “TuttiMedia”. Durante il dibattito è emerso come il "villaggio globale" non debba più essere inteso solo come una metafora di connessione, bensì come una vera e propria condizione cognitiva. 



In questo scenario, il concetto di intelligenza connettiva acquista una nuova urgenza, poiché il sistema nervoso del pianeta è ormai costituito da reti digitali e intelligenza artificiale, dove agenti umani e artificiali collaborano in un unico ecosistema.

Secondo gli esperti, l'arte spontanea — nutrita dalle bellezze e dall'arte relazionale tipica del territorio mediterraneo — può rappresentare il driver ideale per la rivitalizzazione di questi luoghi. Il nascente Villaggio della Creatività si configura dunque come un "Villaggio Intelligente", capace di attivare una rete di intelligenza condivisa che supera il concetto di confine come barriera per trasformarlo in spazio di contaminazione e scambio. Questa visione si allinea ai principi di bellezza, cooperazione e sostenibilità promossi dal New European Bauhaus per la rigenerazione urbana.

Il successo dell'iniziativa è stato reso possibile da un’articolata rete di partenariato che ha visto la collaborazione scientifica dell’Osservatorio TuttiMedia, impegnato nell'analisi dei cambiamenti indotti dalle nuove tecnologie. Il progetto beneficia del supporto di partner culturali locali come la Libreria Ubik, l’Associazione Teatro Mio e l’APS Aerma Polani, oltre alla sinergia tra la Pro Loco di Vico Equense, l’associazione Opera APS e l’azienda agricola Torre Ferano, impegnate nel recupero dell’identità agricola locale. Tale network mira a generare nuove forme di collaborazione internazionale, guardando a programmi di ricerca come Horizon Europe e il relativo fondo NEB.

Il confronto è stato arricchito dagli interventi di Bruno Alvino, presidente della Coop. Nuovo Cinema AEQUA, insieme ad Aniello Savarese, che ha illustrato il percorso progettuale, e Rosanna Romano, Direttore Generale Cultura e Turismo della Regione Campania. Significativi i contributi del prof. Carlo Lauro (Presidente dell’Unione dei Professori Emeriti delle Università Italiane), del dott. Vincenzo Pepe (Presidente FareAmbiente) e del dott. Gaetano Sammartino (Presidente SIGEA), che hanno analizzato l'impatto culturale e ambientale dell'iniziativa.



Al dibattito hanno partecipato attivamente anche la dott.ssa Annalisa Donnarumma, Assessore al Turismo della Città di Vico Equense, e la dott.ssa Fortunella Santaniello, dirigente scolastica del Liceo Plinio Seniore, sottolineando l'importanza del legame tra formazione e territorio. L'identità locale è stata difesa con forza da Giosuè De Simone, Presidente del Consorzio Tutela del Provolone del Monaco DOP, e Ciro Iengo, presidente Artesa. Le conclusioni della serata sono state affidate all'Assessore regionale Enzo Maraio, che ha confermato l'impegno strategico del PR Campania FESR 2021-2027 nel sostenere imprese culturali capaci di generare sviluppo e innovazione partendo dalle radici profonde della nostra regione.

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Maria Consiglia Izzo
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                                                      Giò Di Giorgio

giovedì 9 luglio 2026

Trionfo di solidarietà a Ercolano Oltre 3000 persone a Villa Tony per "Cenando sotto un Cielo Diverso"



Un successo straordinario ha segnato la XVIII edizione di "Cenando sotto un Cielo Diverso", l'evento benefico che il 7 luglio ha trasformato Villa Tony (Complesso Zeno, Ercolano) in un palcoscenico di inclusione e alta gastronomia. Oltre 3000 persone hanno risposto all’appello della solidarietà, partecipando a una serata dove la diversità è stata celebrata come una ricchezza cromatica dell’anima.



Il ricavato della manifestazione sarà destinato a progetti tangibili di sostegno all’infanzia e cooperazione internazionale. A livello locale, permetterà l’acquisto di materiali ludico-didattici per le case famiglia del territorio e doni per i piccoli pazienti dei reparti pediatrici degli ospedali napoletani. Oltre i confini nazionali, il supporto arriverà fino in Kenya, a Malindi e nei villaggi limitrofi, per garantire beni di prima necessità e materiali scolastici a scuole e orfanotrofi.



L’ideatrice della kermesse, Alfonsina Longobardi, ha commentato con emozione il traguardo raggiunto: “Questa edizione, dedicata a 'I Colori della Diversità', nasce da un'esperienza che ho vissuto profondamente in Africa, dove la fragilità non spegne la luce, ma la esalta. Vedere oltre 3000 persone riunite conferma che la diversità è un’umanità condivisa. Il nostro progetto mette al centro l'essere umano: ogni contributo raccolto si trasformerà in un atto d'amore concreto per i bambini, sia qui in Campania che nei villaggi del Kenya, perché la solidarietà non conosce confini”.



Il pubblico ha potuto godere di un itinerario del gusto animato da oltre 270 protagonisti tra chef, pizzaioli, produttori e pasticcieri. Grande successo per le postazioni dedicate alle braci, che hanno offerto proposte di pesce, carne e opzioni vegetariane. Il percorso ha spaziato dagli antipasti ai primi e secondi piatti, accompagnati da una selezione di vini, cocktail e dalla postazione dell’idrosommelier.

Nota di particolare rilievo per l'area dolci e gelati, che ha visto la partecipazione di eccellenze riconosciute a livello mondiale come la Pasticceria Mennella, recentemente celebrata nella classifica internazionale Taste Atlas per la qualità del suo prodotto artigianale.

Mariano Catanzato e Alfonsina


La serata, condotta da Ida Piccolo, ha visto alternarsi sul palco numerosi artisti tra cui Peppe Laurato, Jhosef Zampella, Ludo Brusco – Mr. Hyde, Mario Forte, Tony Cristiano, Marco Lanzuise, le Sex and the Sud, Marica Gambardella e molti altri che hanno regalato momenti di musica e comicità. Fondamentale la presenza degli chef testimonial stellati Ciro Sicignano, Domenico Iavarone e Michele De Leo, così come il sostegno di volti noti come Luigi Zeno, Francesco De Simone, Pasquale Lobefalo, Ciro Torlo, Luca Riemma, Mariano Catanzaro, Flavio Pagni, Walter Garibaldi e Rosario Verde.

Marica Gambardella


Il cuore pulsante dell’evento è stato il coinvolgimento attivo delle associazioni e delle realtà sociali: gli allievi dell'Istituto Alberghiero Viviani di Castellammare di Stabia hanno affiancato gli chef, mentre i ragazzi del Don Orione di Ercolano sono stati protagonisti di un percorso di partecipazione che ha dimostrato come il valore umano superi ogni barriera.

 



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Maria Consiglia Izzo
FB: Maria Consiglia Izzo
                                                         Giò Di Giorgio










lunedì 6 luglio 2026

Sono iniziate a Roma le riprese della divertente commedia dal titolo: "Cose dell'altro Condominio"

 


scritta e diretta da Felice Maria Corticchia, già direttore artistico del premio cinematografico “Massimo Jaboni - una vita per il cinema”. Nel cast figurano Gigi Miseferi e Manfredi Russo.



La pellicola è prodotta da Sabrina Nanni che è anche l'autrice del soggetto. Il progetto cinematografico nasce dalla penna della Nanni che aveva scritto il libro “Truffe, errorie liti in condominio”, e dopo due decenni di esperienza come amministratrice di condominio qualche mese fa decide di produrre il film ed incaricare Corticchia nella regia e stesura della sceneggiatura.



La fotografia è curata da Sigfrido J.Hobel mentre la colonna sonora originale è firmata dal MaestroGuido Ruggeri.La scenografia è affidata ad Antonello Russo. Il film, sia pure in chiave comica, grazie all'inedita coppia Miseferi/Russo, conferma, ancora una volta, il grande impegno sociale di Felice Maria Corticchia che,torna a parlare di barriere architettoniche e disabilità.

 


 Foto By Giancarlo Fiori

 

Francesco Caruso Litrico

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3334682892 - fralit@alice.it

            Giò Di Giorgio




venerdì 3 luglio 2026

Summer Fashion Art - L’incanto del “Rotondismo” nella notte total white della Stilista, Fashion Designer, Contessa Eleonora Altamore

 



Sotto un cielo che sembrava dipinto apposta per l’occasione, la 12ª edizione del Summer Fashion Art ha trasformato la Maison della Stilista Eleonora Altamore in un palcoscenico sospeso tra moda, arte e visione filosofica. Un evento esclusivo, atteso ogni anno dagli ospiti più affezionati, che anche questa volta ha superato ogni aspettativa, avvolgendo i presenti in un’atmosfera di raffinata meraviglia. 



Avvolti nel candore del dress code total white, gli invitati hanno varcato la soglia della Maison come si entra in un sogno: accolti da una scenografia degna di un grande regista, accompagnati dalle note vellutate del sax e della voce di Pierluigi Celico, immersi in un viaggio sensoriale dove moda e immaginazione si intrecciavano con naturalezza. Il tema dell’edizione di quest’anno, “il Rotondismo”, termine coniato dalla Fashion Designer, ha trovato forma nelle linee morbide e avvolgenti delle creazioni Altamore: abiti che celebrano la perfezione del cerchio, simbolo di vita, infinito e armonia. 



Le modelle, illuminate da una luce soffusa e curate magistralmente da Sergio Tirletti Lookmaker, hanno sfilato con grazia attorno alla magnifica piscina della Maison, trasformando ogni passo in un gesto poetico sotto la regia di Luigi Galasso. Straordinarie anche le borse, tutti pezzi unici, particolarmente amate dalle donne, che accompagnavano gli abiti. 



A presentare la “capsule collection”, impeccabili e brillanti, Camilla Nata (Rai) e Pippo Franco, affiancati da una platea di ospiti illustri: Adriana Russo, Maria e Perla Monsè, Conny Caracciolo, Paola Zanoni, Emanuela Mari, Stella Camelia Enescu, Luca Filipponi, Pascal Schembri, Gino Foglia, Paolo e Francesca Dragonetti De Torres Rutili, Gianfranco Lizza, Piera Bassino, Rossana Ludovico, Consuelo Sero ed Aurelio Bettini, Ambra Cenci, Antonietta Scarponi, Maria Cristina Mancini, Kanthie De Silva, 



Loredana Bilovi, Victor Nunz, Paolo De Luca, Bartolomeo Casu, Paola Rossini, Cristina Magrelli, Rossana Lanzon, Larissa Ledneva, Giuseppe Teano, Laura Nuccetelli ed Alessandro D’Orazio, Giovanna Di Filipppo, Rossella Spadi, il generale Giuseppe Altamore e consorte, il prefetto Fulvio Rocco De Marinis, con la partecipazione di Vincenzo Litrico, Consulente Banca Mediolanum di Albano Laziale, sponsor dell’evento.



La serata è stata scandita da interventi musicali di grande fascino: la voce jazz di Cinzia Tedesco, la potenza lirica di Marcella Foranna, l’energia scenica di Frank Amore, la voce di Aax Donnel dei Traxs. Tra i momenti più suggestivi, il quadro vivente ispirato ad Adamo ed Eva, curato da Andrea Dandolo (A.R.S. Historia Romana), con gli attori Zeina Kabbani - anche coreografa - e Tiziano Trigone, che hanno dato vita a un tableau teatrale intenso e simbolico. Il buffet, firmato Michele Papillo Eventi, ha offerto un percorso gastronomico ricercato: primi delicati, melone profumato, porchetta e formaggi dell’Antica Norcineria Lattanzi Franco, accompagnati dai vini dell’Azienda Agricola Le 3 Montagne dell’Ing. Luigi De Caprio. A chiudere la serata, una torta scenografica della Pasticceria Adrianense di Anna Proietti, degna di un finale fiabesco. La notte si è poi sciolta in musica e danze sotto la luna, mentre il cerchio del “Rotondismo” continuava idealmente a girare, avvolgendo tutti in un abbraccio simbolico.



 

“Il Rotondismo” - La filosofia della forma perfetta

“Il Rotondismo”, visione artistica e culturale della contessa Altamore, nasce dalla contemplazione di tutto ciò che è rotondo: dalla mela di Adamo ed Eva alle cupole delle chiese, dai pianeti alle cellule, dai seni della Dea dei Serpenti all’Occhio di Ra, dai vinili ai cerchi zodiacali, fino agli oblò delle navi che scrutano il mondo sommerso.

Una corrente che potrebbe diventare filosofia, introspezione, narrazione dell’essere. Una visione “a tutto tondo” che abbraccia l’atomo, l’uomo, il divino, il cosmo.



La stilista Altamore immagina “il Rotondismo” come una giostra colorata che gira senza fine, ispirata dalle melodie di “Il mondo”, “Circle of Life” e “Moon River”, e che trova espressione nella sua capsule collection: iconica, divertente, simbolica, profondamente narrativa.

 

Foto By Valerio Faccini e Giancarlo Fiori

 

Grazie per la collaborazione…

 

 

Francesco Caruso Litrico

Ufficio stampa - Comunicazione e Promozione

3334682892 - fralit@alice.it

Comunicato redatto in collaborazione con la giornalista Daniela Pozone