giovedì 28 maggio 2026

INARRESTABILE di Ndidi Emefiele a cura di Riccardo Freddo L’universo femminile di Ndidi Emefiele dal 20 giugno al 3 settembre 2026 al SUMS di San Marino

 

Sorellanza, resilienza e complicità: lartista nigeriana amata da Beyoncé riscrive il corpo delle donne in un corpus di opere tra pittura, collage e materiali della tradizione africana

Presenza, identità e autonomia. Sorellanza, resilienza e complicità. Dal 20 giugno al 3 settembre 2026, a Palazzo SUMS nella Repubblica di San Marino, arriva un universo femminile autosufficiente, stratificato e profondamente contemporaneo, che nasce da un incontro fra tessuti, pattern e materiali della cultura africana trasformati in dispositivi narrativi complessi. È la mostra Inarrestabile” di Ndidi Emefiele, che per la prima volta nella penisola porta, in una mostra monografica, le sue figure femminili, costruite attraverso sovrapposizioni materiche e spesso immerse in campiture cromatiche vibranti.

Artista amata da BeyoncéNdidi Emefiele non realizza semplici ritratti: costruisce presenze archetipiche e al tempo stesso estremamente attuali, donne che occupano lo spazio con consapevolezza e potenza simbolica. Ed è proprio in questo rapporto fra politica ed estetica, in questo intreccio di materiali e culture che lartista nigeriana porta negli spazi del Palazzo una dimensione tattile e una rappresentazione della donna nera nella cultura visiva globale che trascende ogni appartenenza.



Curata da Riccardo Freddo in collaborazione con Rosenfeld Gallery, la mostra si sviluppacome un percorso in cui la pittura si fa gesto radicale e affermazione visiva: il visitatore è invitato a confrontarsi con una pluralità di voci e presenze, trasformando Palazzo SUMS in un luogo di attraversamento, uno spazio in cui ripensare lidentità femminile nel XXI secolo attraverso un linguaggio visivo internazionale, inclusivo e poetico.



Inarrestabile non è solo il titolo della mostra, ma la condizione stessa delle figure che la abitano: donne che esistono oltre ogni limite imposto, oltre ogni narrazione riduttiva. Nella loro quieta ma inesorabile forza, risiede la possibilità di immaginare nuove forme di rappresentazione, e forse, nuovi modi di essere nel mondo. Le opere – tra pittura, collage e inserzioni tessili – danno forma a un sistema di immagini in cui ogni figura non chiede di essere osservata, ma impone una nuova modalità di visione. Le protagoniste abitano lo spazio con una presenza piena, sottraendosi a qualsiasi logica di rappresentazione esterna e affermando unidentità autonoma, costruita dallinterno. Le donne di Emefiele non cercano consenso, non si definiscono nello sguardo altrui, ma costruiscono ambienti in cui esistere pienamente, ribaltando i codici tradizionali della rappresentazione.

Nata a Abuja e oggi attiva tra Nigeria e Regno Unito, Emefiele intreccia nel proprio lavoro memoria personale e patrimonio culturale, trasformando tessuti, pattern e materiali della tradizione africana in un linguaggio visivo contemporaneo. Il ricorso al collage introduce una dimensione stratificata in cui ogni elemento diventa frammento di un archivio vivo, capace di connettere geografie, storie e identità. La sua pratica, influenzata anche dal mondo della moda, restituisce superfici vibranti e complesse, in cui la materia diventa racconto e la pittura si apre a una dimensione espansa, sensoriale.



Ndidi Emefiele (1987) è unartista nigeriana che vive e lavora a Northampton, nel Regno Unito. La sua pratica pittorica si distingue per composizioni figurative stratificate, costruite attraverso riferimenti culturali, di genere e personali. Le sue tele, vivide e dinamiche sia nella pennellata che nella giustapposizione cromatica, esplorano la complessità dellesperienza contemporanea e dellidentità femminile. Emefiele attinge a una vasta gamma di materiali – collage, tessuti, elementi tradizionali – per restituire unestetica radicata nelleredità culturale della Nigeria. Le sue protagoniste, forti e fiere, abitano un universo in cui la figura maschile è percepita solo attraverso la sua assenza. Le teste ingrandite, simbolo del controllo sul destino nella tradizione nigeriana, e luso ricorrente di occhiali vistosi o CD, funzionano come metafore di protezione contro il mondo esterno. Emefiele considera larte un linguaggio attraverso cui sfidare stereotipi e creare nuovi spazi visivi per lidentità femminile nera contemporanea, in dialogo costante con la memoria, la spiritualità e la cultura popolare.Ha esposto in numerose mostre personali e collettive a livello internazionale, tra cui Miami, New York, Londra, Chicago, Los Angeles, Lagos, Johannesburg e Abuja. Le sue opere fanno parte di collezioni prestigiose come il MoCADA di New York, il Kunstmuseum Wolfsburg, il Taubman Museum of Art in Virginia, The Perimeter a Londra, il Mint Museum in North Carolina, la Nigerian Stock Exchange di Lagos e il Charles H. Wright Museum di Detroit, oltre che in raccolte private come quelle di Beth Rudin DeWoody e Jiménez-Colón. Nel 2022, è stata inclusa nella mostra Bold Black British da Christies Londra e ha partecipato alla Art Encounters Biennial di Timișoara, in Romania. Ha ricevuto il prestigioso Olive Prize for Excellence in Painting presso lo Slade School of Fine Art, ed è stata nominata per i Future Awards Africa nella categoria Arte e Cultura.Beth Rudin DeWoody collection.

Ndidi Emefiele. Inarrestabile
 A cura di Riccardo Freddo
Palazzo SUMS, Repubblica di San Marino
20 giugno – 3 settembre 2026

 

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lunedì 25 maggio 2026

Venti Trasversali di Araminta Blue Forze invisibili, corpi permeabili, destino contemporaneo al Palazzo della Penna di Perugia

 


Dal 13 giugno al 26 luglio, il corpo, la maternità e il destino nella pittura dell’artista britannica, per la prima volta in dialogo con il patrimonio storico del museo, a cura di Riccardo Freddo

Palazzo della Penna, Via Prospero Podiani, 11, 06121 Perugia PG



Tra affreschi mitologici e stratificazioni architettoniche, dal 13 giugno al 26 luglio il Palazzo della Penna - Centro per le arti contemporanee di Perugia si attiva come dispositivo narrativo attraverso la mostra Venti Trasversali di Araminta Blue, artista britannica di caratura internazionale che porta negli spazi del museo umbro un corpus di opere pittoriche a olio intense e stratificate, in dialogo diretto con gli affreschi ottocenteschi di Antonio Castelletti, tra mito, destino e dimensione cosmica.



In una continuità tra mitologia e contemporaneo, Venti Trasversali, a cura di Riccardo Freddo in collaborazione con Rosenfeld Gallery e Le Macchine Celibi Società Cooperativa, concessionario dei servizi museali del Comune di Perugia, costruisce un percorso pittorico che, attraversando le sale del palazzo, mette al centro una narrazione cromatica ed evocativa in cui la maternità si declina come condizione simbolica e ambigua: dal ventre all’accudimento, il corpo emerge come confine e soglia, spazio attraversato e campo di forze, luogo in cui si inscrive il destino.

Una visione profondamente contemporanea che si innesta ai piedi e al fianco delle vicende mitologiche di Elena e Paride, delle apparizioni di Apollo e delle narrazioni classiche, trasformando il percorso espositivo in un racconto stratificato di identità, genere, libertà e memoria.



All’interno del Centro per le arti contemporanee di Palazzo della Penna – straordinaria testimonianza della complessità storico-artistica della città, edificato sui resti dell’anfiteatro romano e stratificato tra architetture medievali e interventi museografici contemporanei – la mostra si configura come una presenza viva, capace di riattivare il palazzo come spazio di attraversamento. Dalla residenza gentilizia della famiglia della Penna, che già nel XVII secolo custodiva una collezione d’arte, fino agli affreschi ottocenteschi del piano nobile e alla scala elicoidale ipogea progettata da Franco Minissi, ogni elemento contribuisce a costruire un ambiente in cui passato e presente si riflettono e si interrogano reciprocamente.

È qui che si inserisce il percorso: dalla luce alla notte, fino al vento. Nella prima sezione, la luce si fa presenza attiva e soglia percettiva, come in Voci al tramonto, dove il sole assume una forma ambigua e quasi antropomorfa insinuandosi tra corpi sospesi e possibilità non espresse, o in Compulsion, in cui la tensione del desiderio si traduce in una forza ascensionale che dissolve il corpo. La notte introduce una dimensione più intima e introspettiva: in Visioni al chiaro di luna il torso si apre come portale verso l’invisibile, mentre in Notti calde e pesanti il ventre si fa materia densa, quasi geologica, attraversata da memorie e proiezioni.

L’ultima sala, quella del vento, restituisce movimento e forza al percorso, diventando il punto di massima sintesi. Qui il vento non è elemento naturale ma forza invisibile che orienta e determina: in Guardando il cielo con i piedi nella terra la figura oscilla tra radicamento e slancio, mentre in Forza blu la libertà si rivela come negoziazione con ciò che la attraversa. In Passato ambrato la materia trattiene il tempo, tra peso e cura, fino a Verità di burrasca, dove il corpo, trascinato e frammentato, perde ogni controllo e trova nella vulnerabilità una forma radicale di adesione al mondo.

«Se un tempo erano gli dei a determinare il destino umano, oggi sono forze invisibili, emotive e naturali a modellare la nostra esperienza», spiega il curatore Riccardo Freddo. «La pittura di Blue rende visibile questa condizione di esposizione continua».



Araminta Blue nasce nel 1990 a Cipro e vive e lavora a Londra. Dopo il Master in pittura alla Slade School of Art nel 2019 e il BA presso la Ruskin School of Art, ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui l’Artists Collecting Society Studio Prize ed è stata finalista al Chadwell Award, alla Derek Hill Scholarship e all’Hix Award. Le sue opere sono state presentate in mostre personali e collettive nel Regno Unito e in contesti internazionali, tra cui Christie’s e Bonhams a Londra. Nell’estate 2024 ha realizzato la sua prima mostra personale museale al MARV di Gradara, in Italia. La ricerca di Araminta Blue si concentra sul modo in cui lo spazio immaginato può diventare luogo di fuga e protezione rispetto alla realtà, ma allo stesso tempo strumento per guardarla con maggiore lucidità. La pittura a olio è utilizzata in modo estremamente fluido e sperimentale: diluita fino a comportarsi come acquerello, stesa in velature, strofinata e rimossa, oppure addensata fino a raggiungere una consistenza materica, quasi argillosa o cementizia. La tela viene trattata come un foglio da disegno, lasciando visibile il processo, tra stratificazioni traslucide e segni cancellati.

Venti Trasversali
di Araminta Blue
A cura di Riccardo Freddo, in collaborazione con Rosenfeld Gallery e Le Macchine Celibi Società Cooperativa, concessionario dei servizi museali del Comune di Perugia
dal 13 giugno al 26 luglio
Palazzo della Penna,  - Centro per le arti contemporanee
Via Prospero Podiani, 11, 06121 Perugia PG
Orari di apertura:dal martedì alla domenica (lunedì chiuso) | 10:00-19:00

Info:+39 075 3745273
info.perugia@lemacchinecelibi.coop

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mercoledì 20 maggio 2026

Arriva in Italia la "Poke Fritta": debutta Yakimesheria

 


L’originale Yakimeshi giapponese si evolve in un format inedito e personalizzabile, colmando un vuoto nel panorama del food settoriale nazionale.

 


Se il 2023 è stato l'anno delle Poke e gli anni precedenti hanno visto l'ascesa di Kebab e Gyoza bar, il 2026 segna l'ingresso ufficiale dello Yakimeshi nel mercato italiano del food retail. E dove andiamo ad assaggiarlo? Presso il Centro Commerciale Medì (Teverola - CE), ha aperto i battenti Yakimesheria, il primo store in talia totalmente dedicato a questo pilastro della cucina nipponica, reinterpretato sotto l'accattivante veste di "Poke Fritta".

Lo Yakimeshi, letteralmente "riso saltato", è un piatto giapponese a base di riso fritto, verdure e proteine. Yakimesheria ne rivoluziona la struttura classica adottando la composizione modulare tipica della poke, consentendo ai clienti di creare il proprio piatto su misura.

 


L’offerta gastronomica: tra tradizione e "Yakiverse"

Il menu si articola su una personalizzazione profonda in quattro passaggi:

1.    Base: Riso classico o piccante, oppure Udon (disponibili anche in versione spicy) saltati nel wok con carote, cipolla, cavolo e uova.

2.    Proteina (Yaki): Una vasta scelta che include Pollo, Manzo, Maiale, Gamberi, ma anche opzioni sfiziose come Bacon o alternative vegetali come Broccoli e Verza.

3.    Crunch: Per la parte croccante si può spaziare dai classici semi di sesamo e arachidi a ingredienti più locali come il Tarallo, fino alle originali mini patatine fritte.

4.    Salse Originali: Il vero punto di forza sono le 10 salse segrete. Oltre alle classiche Teriyaki e Sriracha (Extra Hot), spiccano creazioni originali come la Lemon Fresh, la CurryCoconut e la raffinata Tartufo Cream.

 


Completano l’offerta gli Starter (Gyoza di pollo o verdure, Spring Roll, Edamame) e gli Appetizer (Gamberi o verdure in tempura, Yakitori e Takoyaki). Per chi preferisce le combinazioni studiate dagli chef, il menu propone le selezioni "Yaki Dream" e "Yaki Lover".

 

Un nuovo trend nel Food Settoriale

Non esiste oggi in Italia uno store focalizzato esclusivamente sullo Yakimeshi”. Yakimesheria si inserisce in questo segmento con una ricetta originale che promette di trasformare il "riso saltato" da contorno a protagonista assoluto della tavola, unendo la velocità del fast food alla qualità di ingredienti freschi preparati al momento. In merito il CEO, Francesco Campaniello racconta: «Yakimesheria è una novità assoluta nel panorama del food. Abbiamo unito la Poke allo yakimeshi, reinventando entrambi. Abbiamo sviluppando la nostra ricetta per lo yakimeshi, e abbiamo creato la struttura componibile, in stile Poke, che non esisteva per questo prodotto. Così nasce la "Poke fritta", uno yakimeshi componibile che soddisfa i gusti di tutti, perché puoi crearlo sempre diversamente, come più piace a te».

 

L’opening ha visto presenziare personaggi noti al web come Luca Sepe e la sua crew composta da Mery Esposito, Rafel 'o Pazz, O' Mast, Emanuele Pingu e Kekko Carus.

 

E tu... di che Yaki sei?

 

 

UFFICIO STAMPA e COMUNICAZIONE
Francesco Russo
Telefono: 3475021199
Mail: info@francescorusso.info

domenica 10 maggio 2026

Napoli : Solidarietà e spettacolo sul litorale flegreo: "Celebration Summer Party" alla terza edizione

 


La terza edizione dell'evento charity vedrà protagonisti Gianni Sperti, Franco Ricciardi e Daniela De Vita. Il ricavato a favore della Onlus ‘A Voce d’’e creature’ di Don Luigi Merola.

Il connubio tra grande intrattenimento e impegno civile torna a illuminare la costa campana. Dopo il successo delle prime due edizioni, che hanno consolidato l’evento come uno degli appuntamenti più attesi del panorama charity regionale, il Toma Beach si accende nuovamente il 29 Maggio 2026, per la terza edizione del “Celebration Summer Party”.

Franco Ricciardi


L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare una serata di gala in un motore di cambiamento concreto: l’intero ricavato dell’evento sarà infatti devoluto alla Fondazione ‘A Voce d’’e creature’, la Onlus guidata da Don Luigi Merola impegnata nel recupero sociale e nell'educazione dei minori a rischio nel quartiere Arenaccia di Napoli.

Gianni Sperti

La conduzione della serata sarà affidata all’attrice di “Un Posto al Sole”, Daniela De Vita, che insieme con quello che ormai è il “padrino della kermesse”, Gianni Sperti, volto storico del piccolo schermo, accompagnerà il pubblico attraverso i momenti salienti dell’evento. Il programma artistico punta all'eccellenza territoriale con le performance di Franco Ricciardi, icona della musica crossover napoletana, e soprattutto una popolare guest star del panorama dello spettacolo italiano, che l’organizzazione ha voluto tenere segreta per sorprendere gli ospiti della serata. Inoltre quest’anno, l’organizzazione si è riservata di portare sul palco dell’evento un ospite a sorpresa. Già nelle passate edizioni, il Celebration Summer Party ha ospitato tanti volti illustri dello spettacolo come: Biagio Izzo, Valentina Stella, Andrea Sannino, gli Arteteca, confermando quindi, quanto lo spettacolo e la solidarietà siano sempre più un binomio perfetto.

Daniela De Vita

L’evento nasce dalla sinergia tra professionalità diverse, unite dalla volontà di restituire valore al territorio. "Il Celebration Summer Party non è solo una festa, ma un impegno che rinnoviamo con orgoglio." dichiara il Dott. Antonio Savanelli, chirurgo estetico e proprietario del Toma Beach. "Vogliamo che la nostra struttura, per questo evento, torni ad essere il luogo di aggregazione che sappia guardare oltre il divertimento, sostenendo attivamente il lavoro immenso che Don Luigi Merola svolge per i ragazzi della nostra città".

Raffaele Marra Valentina Stella Dott Antonio Savanelli

Un concetto ribadito da Raffaele Marra (Luxury Service Merolla): "La bellezza e il prestigio dei mezzi di lusso che trattiamo ogni giorno acquistano un significato nuovo quando si mettono al servizio di una causa nobile. Partecipare all'organizzazione di questo evento significa investire nel futuro del nostro tessuto sociale".

Inoltre, cosa fondamentale, ha permesso di finanziare laboratori didattici e attività sportive per centinaia di bambini, dimostrando come la collaborazione tra il settore dell'imprenditoria, dello spettacolo e il terzo settore possa generare risultati tangibili e trasparenti.

L’appuntamento è per il 29 Maggio 2026 a partire dalle ore 19.00 presso il Toma Beach (Viale Sibilla – Lido di Licola – NA). Ingresso su invito. Media Partner dell’evento: “La Gazzetta dello Spettacolo”.

 

UFFICIO STAMPA e COMUNICAZIONE
Francesco Russo
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lunedì 4 maggio 2026

A Calascio (AQ) la musica incontra il cinema Dal 10 maggio a 27 giugno 2026 la Scuola di Perfezionamento Musicale trasforma il borgo abruzzese in un laboratorio internazionale dedicato alle colonne sonore

 


Paesaggi sospesi, architetture antiche e una rocca che ha attraversato limmaginario del cinema italiano e internazionale: Calascio torna a farsi luogo di visione, ascolto e creazione. Dopo essere stata scenografia deccezione per film che hanno trovato tra le pietre, la luce e lorizzonte di Rocca Calascio una potenza narrativa unica, il borgo abruzzese si prepara ad accogliere un nuovo percorso dedicato alla musica per il cinema e laudiovisivo.

Dal 10 maggio al 27 giugno 2026, nellambito della Scuola di Perfezionamento Musicale di Calascio, prende forma il corso residenziale in Musiche per il Cinema e lAudiovisivo, articolato in quattro moduli — dal 10 al 16 maggio, dal 17 al 22 maggio, dal 15 al 21 giugno e dal 22 al 27 giugno — che trasformeranno Calascio in un campus diffuso dedicato alla composizione per immagini.



Nata allinterno del progetto PNRR Rocca Calascio – Luce dAbruzzo” e promossa dal Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dellUniversità Roma Tre, la Scuola mette in relazione formazione avanzata, produzione culturale e rigenerazione territoriale. In questo contesto, la musica colta e i linguaggi contemporanei non restano confinati agli spazi accademici, ma abitano il borgo, attraversano i suoi luoghi simbolici e diventano strumento di attivazione culturale e sociale.

Il corso dedicato alle colonne sonore affronta in modo integrato le principali dimensioni della musica applicata alle immagini: dalla storia e dallestetica della musica per il cinema alle tecniche di composizione per film, televisione e nuovi linguaggi audiovisivi, dal sound design alla post-produzione audio, fino agli elementi di regia e produzione. Accanto alle lezioni teoriche, un laboratorio intensivo accompagnerà i partecipanti nello sviluppo di un progetto originale, fino alla restituzione finale pubblica.



A guidare il percorso saranno compositori, registi e studiosi attivi nel panorama nazionale e internazionale, tra cui Luca Aversano, Paola Besutti, Sara Navarro Lalanda, Giovanni Vacca, Daniela Bassani, Mimmo Calopresti, Pasquale Catalano, Carlo Crivelli, Marco Del Bene, Bruno Di Marino, Antonio Falduto, Maurizio Gabrieli, Riccardo Giagni, Stefano Mainetti, Silvia Moraes, Roberto Pischiutta — Pivio — Maurizio Rizzuto e Giuliano Taviani.

In un luogo già attraversato dal cinema, la musica per immagini trova così una dimensione immersiva e concreta: le lezioni si alternano tra spazi storici e paesaggi naturali, mentre la residenzialità favorisce lincontro tra studenti, docenti, professionisti e comunità. Calascio non è solo scenario, ma parte viva del processo creativo: un territorio che diventa materia narrativa, acustica, visiva.

La Scuola di Perfezionamento Musicale di Calascio si inserisce nel più ampio progetto Rocca Calascio – Luce dAbruzzo”, modello di rigenerazione culturale, sociale ed economica che intende trasformare il borgo in un laboratorio permanente di innovazione territoriale. Cuore delliniziativa è lAccademia della Rigenerazione, piattaforma diffusa dedicata alla formazione avanzata, alla produzione culturale e alla valorizzazione dei saperi contemporanei e locali.



Attraverso la musica, il cinema, la formazione e la creatività, Calascio riafferma così la propria centralità come luogo capace di generare nuove economie culturali e nuovi immaginari, facendo dialogare memoria e futuro, paesaggio e linguaggi contemporanei, comunità e visione internazionale.

Il progetto "Rocca Calascio – Luce d'Abruzzo" rappresenta un modello innovativo di rigenerazione culturale, sociale ed economica, capace di trasformare il borgo in un laboratorio permanente di innovazione territoriale. Tra queste, la Scuola di pastorizia estensiva forma nuove figure professionali legate alla montagna e alle filiere agro-pastorali. La Scuola di gestione turistica sostenibile sviluppa competenze per la governance e l'innovazione nei piccoli borghi. La Scuola di tessitura unisce tradizione artigianale, design e valorizzazione delle fibre autoctone. La Scuola di Musica integra formazione classica e contemporanea, con particolare attenzione alla produzione per il cinema. Accanto alla formazione, l'Accademia si estende alla filiera culturale del cinema e della creatività, in dialogo con i programmi educativi.

Il progetto è animato da un sistema di festival (tra cui il Calascio Film Fest, il Rigenera Festival e il Calascio Innovation Playground, lo street boulder Festival) che attiva il borgo durante tutto lanno, facendo di"Rocca Calascio Luce d'Abruzzo" un ecosistema culturale integrato, volto a generare nuove economie e rafforzare l'identità dei territori interni.

Per info:

ufficio.comunicazione@uniroma3.it;

direttore.filosofiacomunicazionespettacolo@uniroma3.it

www.roccacalasciolucedabruzzo.it

 

Ufficio stampa HF4 www.hf4.it
Valentina Pettinelli valentina.pettinelli@hf4.it  347.449.91.74
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Alessia Malorgio alessia.malorgio@hf4.it
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Comune di Calascio:

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Michela Santoro 349 8164 779

lunedì 27 aprile 2026

Al cinema e in streaming tutta la magia anni Ottanta di Italo Disco

 


Già proiettato in varie sale del territorio nazionale a partire dal 18 Ottobre 2025, Italo Disco riprenderà nei prossimi giorni la sua programmazione “mirata” di nicchia e, contemporaneamente, sarà disponibile sulle maggiori piattaforme on line a cura di CG Entertainment, in particolare su CGTV.IT e su Prime Video Channel.
Prodotto da Sergio De Angelis, che ne firma anche la regia con la supervisione artistica di Pierfrancesco Campanella, è un’operache si avvale di una serie di interviste ad addetti ai lavori, esperti e artisti per aiutarci a tracciare un quadro esaustivo di questo genere musicale, i cui brani di maggiore successo sono suonati e ballati ancora oggi oltre ad essere inseriti nelle colonne sonore di film e spot pubblicitari.



Il documentario rappresenta anche il pretesto per tracciare un quadro degli anni Ottanta (il periodo nel quale la dance nostrana è stata maggiormente diffusa) rievocandone eventi storici, tendenze culturali, mode, tic e manie.
Tra i cantanti presenti in Italo Discovanno citati innanzitutto Gazebo(I like Chopin), Ryan Paris (Dolce vita) e Gary Low (You’re a danger), i quali arricchiscono il tuttocon alcuni video musicali sulle note di loro brani più recenti, sempre rientranti nel filone da discoteca.
Altri colleghi che danno il loro contributo al lungometraggio sono Rosanna Fratello (che ha esplorato il filone dancecon il brano Listen prodotto dai Fratelli La Bionda), Tiziana Rivale (tuttora vanta un grande seguito all’estero proprio con questo genere), Belen Thomas (vera e propria regina della musica da discoteca conAire); oltre aMorena Rosini del gruppo Milk and Coffee e la mitica Jo Squillo, una delle protagoniste assolute nella scena musicale negli anni Ottanta/Novanta, e Claudio Simonetti, passato dalle colonne sonore “horror” alla dance “made in Italy” in qualità di produttore dei progetti Easy Going e Vivien Vee, oltre che autore del famigerato Gioca-jouer di Claudio Cecchetto. Altro “pezzo da novanta” è Ivan Cattaneo, cui si deve la rivisitazione dei brani dell’epoca beat in chiave disco.
Non mancano inoltre note di colore con le attrici Adriana Russo (che lanciò la canzone dance Capriccio) e l’ex Miss Italia Nadia Bengala, che tratteggia le mode del periodo. Preziose le testimonianze dell’art directorCesare Zucca, artefice del look dei maggiori divi di allora, e di vari esperti come l’autore tv Massimiliano Canè, il cantautore Dario Gay, i discograficiFederico Gnocchi e Paolo Cassiano, lo scrittore Emanuele Pecoraro, il pittore Mario D’Imperio ed anche Mauro Goldsand, già produttore di Scialpi, altro divo degli anni Ottanta.
A fare da filo conduttore a Italo Disco,prodotto e distribuito da Parker Film srl, è il professor Fabio Melelli, docente universitario, considerato uno dei massimi esperti di musica e cinema di tutti i tempi.

 


 

Photo credits: Laura Camia









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