lunedì 17 agosto 2026

"Per sempre da favola" matrimonio evento della stilista Francesca Anastasi e il suo Principe azzurro

 


Il 1 Agosto matrimonio in stile cenerentola, fra eleganza e magia la stilista Francesca Anastasi si è sposata con il suo principe azzurro, l'ufficiale della guardia di finanza e pilota, che aspettato all'altare la sua amata in alta uniforme, nonostante i 40 gradi di questa estate caldissima.  



La grande commozione aleggiava negli occhi di entrambi gli sposi, i testimoni sono stati scelti tra i loro amici più cari la giornalista RAI Josephine Alessio con il marito il noto imprenditore Giovanni Cugliari , ed i coniugi Cristiano Tommasini  e Valentina Visini ,  imprenditori liguri dell'agenzia immobiliare  Gabetti e Sant'Andrea Luxury. 



A fine della cerimonia religiosa all'uscita della cattedrale di Santa Maria Goretti di Nettuno ad aspettare gli sposi c'era il picchetto d'onore di tutti i colleghi dello sposo che hanno omaggiato la nuova coppia, la favola è poi proseguita nella splendida location sempre in zona dello splendido castello a picco sul mare  dove hanno fatto le promesse al tramonto con il  rito della sabbia per simboleggiare un amore indissolubile, miscelando le sabbie di diversi colori che non potranno mai più sciogliersi.



In serata aperitivo all'aperto con cena servita, nel centrotavola fiori bianchi e azzurri ed ognuno di questi nominato come nella favola : " fata turchina , carrozza magica, scarpetta di cristallo e così per tutti gli altri che ospitavano i 150 ospiti venuti per rendere unica questa grande festa dell'amore , 



ma il momento speciale e quando gli sposi fanno il taglio della torta con la sciabola , un ricordo caro del padre di lui Generale di corpo d'armata e l'orologio del papà di lei poliziotto. Venuti a mancare anni prima ma li hanno portati nel cuore e nella festa alzano gli occhi al cielo e  dopo poco  il cielo si colora di fuochi d'artificio, dedicati a tutti i presenti e a  chi crede nell'amore perché i sogni diventano realtà.



A volte fanno un giro immenso per poi tornare non a caso Francesca e il neo sposo si conoscevano da 20 anni, Quando si dice che esiste un filo rosso che unisce due persone ed il primo agosto il loro "si" e vivranno felici e contenti.

martedì 11 agosto 2026

Wardal: da Hollywood al Brasile la sua fama dilaga in tutto il continente americano verso i vertici del cinema.

 


Hollywood. Non è mai successo, nella storia del cinema, che due film costruiti semplicemente su una composizione poetica di due eroi (Garibaldi e Rizal) diventino la notizia numero uno in tutto il continente americano. Lo straripante successo è principalmente dovuto alla assoluta maestria interpretativa e personalissima di Wardal, (USA Excellence for a film monologue), protagonista dei due film. 



Wardal è la spettacolare star internazionale (conte Federico Wardal) la cui fama abbraccia da varie decadi praticamente in tutti i continenti, ma che ora è diretta a collocarsi al top dell’universo cinematografico. Wardal è un personaggio che ha ispirato Billy Wilder, Alfred Hitchcock, Federico Fellini, ma oggi è ambitissimo dai registi più originali ed in vista. Wardal, però, è estremamente selettivo e fa solo film, di grande impatto emotivo che possano essere utili all’umanità. Molti film in uscita sono su Wardal, personaggio fuori classe che continua ad ispirare il cinema. I due film relativi a Garibaldi e Rizal sono: “Anita“ su Anita Garibaldi curato da Francesco Garibaldi Hibbert, musiche di Andrea Ceccomori che il 19 agosto sarà tra gli eventi più attesi al Gramado International Film Festival, condotto da Lady Rosa Helena Volk, presidente del GramadoturIl Gramado IFF il più importante evento cinematografico di tutto il Latin America e Brasile. L’altro film è sull’eroe delle Filippine Josè Rizal, addirittura firmato da uno dei più considerati registi cinematografici di Hollywood, il giovane Jason Zavaleta.

Wardal con Adriana Russo


 Il film “Kamusta Kayo Dr. Rizal?“ è tra i pochi colossi cinematografici in finale in uno dei maggiori festival di LA-Hollywood il LA Tribune International Film Festival, presieduto da Emily Letran e parte dell’impero editoriale che fa capo al giornale LA Tribune.



 Entrambi i due film sono premiati con i più alti riconoscimenti.Cinematograficamente Wardal occupa anche un posto di rilievo nella televisione americana con il suo programma settimanale “Count Wardal TV Show“ SF CH 29. La sua immagine ed il suo look sono affidati, dallo scorso anno, al famoso fashion designer Antonio Zaru che ha vestito Sandra Milo, musa di Fellini. Grandi attesissime novità cinematografiche sono “Start on Market“ di Jason Zavaleta con Wardal affiancato da una giovane star hollywoodiana e “Narcisse Fluid“ di Jennifer Glee con un cast di numerose stars internazionali.



 Un’ultima novità: dopo aver ricevuto oltre 150 premi è pronto ad uscire nuovamente nelle sale cinematografiche, completamente rimasterizzato: “Fellini and Federico…a film of no return“ con Wardal, regia di Jennifer Glee. Wardal recentemente ha trionfato a Roma con la performance: “Dante, Pasolini, Dario Bellezza, Wardal, infernali tutti“ presso la prestigiosa Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign in via Margutta 90, di Tina e Teresa Zurlo, madrina Adriana Russo, padrini Francesco Garibaldi Hibbert ed Adriano Aragozzini

 

https://www.ilmessaggero.it/roma/eventi/wardal_amato_da_fellini_da_hollywood-9232025.html?refresh_ce

Ufficio Stampa Francesco Caruso Litrico


                                                      Giò Di Giorgio






 

Presentato il Drappellone nel Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico È dedicato alla Madonna dell'Assunta e intitolato ai cinquecento anni dalla battaglia di Camollia Palio del 16 agosto, svelata l'opera di Teodora Axente

 


E' stato presentato ieri pomeriggio, lunedì 10 agosto, nel Cortile del Podestà, il Drappellone del Palio del 16 agosto 2026, dedicato alla Madonna dell'Assunta e intitolato ai cinquecento anni dalla battaglia di Camollia, realizzato da Teodora Axente. Dopo lo squillo delle chiarine di Palazzo e l'introduzione del Sindaco di Siena Nicoletta Fabio, la presentazione dell'opera che andrà ad arricchire il museo della Contrada vincitrice della Carriera del 16 agosto.

 


L'opera. Nel Drappellone di Teodora Axente domina la figura della Vergine, posta al vertice della composizione a protezione della Rosa d'Oro, il prezioso dono che Papa Pio II offrì alla città di Siena. Costruita secondo un impianto piramidale che richiama la grande tradizione della pittura senese, la Madonna si distingue per la dolcezza del volto e la forza espressiva dello sguardo, in un dialogo ideale con i capolavori di Simone Martini. Il grande manto azzurro si apre a protezione della città e dei suoi cittadini, mentre ai suoi piedi due cherubini, le cui figure si fondono con quelle dei pesci secondo il linguaggio metamorfico tipico dell'artista, sorreggono gli stemmi di Siena. Il pesce, antico simbolo cristiano, diventa così anche metafora della comunità senese, che nel Palio trova il momento più alto della propria identità collettiva. 



L'opera è attraversata da un intenso gioco di luci e ombre, ispirato alla lezione caravaggesca, che fa emergere le figure dal buio conferendo alla scena una forte dimensione teatrale. Sullo sfondo si addensano nubi tempestose che evocano la battaglia di Camollia del 1526, tema storico cui è intitolato il Palio, mentre la luce irradiata dalla Vergine trasforma il cielo in un simbolo di speranza e rinascita. Al centro della composizione si staglia il profilo monumentale di Siena, con il Palazzo Pubblico, la Torre del Mangia e il Duomo riuniti in un'unica silhouette. La luce della Madonna illumina anche Piazza del Campo, dove le diciassette Contrade sono raffigurate come figure solenni, ciascuna accompagnata dal proprio stemma storico. La loro disposizione richiama i bassorilievi della Fonte Gaia di Jacopo della Quercia e, più in generale, la struttura dei grandi polittici senesi del Trecento e del Quattrocento, nei quali ogni figura contribuisce all'armonia dell'insieme. Attraverso una pittura ricca di richiami simbolici, preziosi dettagli e raffinati riferimenti alla tradizione artistica locale, Teodora Axente offre un omaggio a Siena, alla sua storia e al patrimonio spirituale e culturale che il Palio continua a custodire e rinnovare.

 


"A partire da stasera – ha dichiarato Nicoletta Fabio, Sindaco di Siena – Siena si veste dei colori delle sue Contrade e assume una dimensione sospesa, capace di unire il sacro e il terreno, la spiritualità e la passione popolare, la materia e il sogno. È l'abito della nostra identità, della nostra storia, dell'appartenenza alle Contrade e a Siena. Questa eleganza, questo intreccio di bellezza, memoria e sentimento che da secoli compone l'anima della nostra città, lo ritroviamo nel Drappellone dipinto da Teodora Axente. Nella sua opera la metamorfosi diventa il cuore stesso del racconto del Palio. L'artista interpreta la Festa come un momento di trasformazione collettiva, nel quale l'eleganza e la dimensione onirica si intrecciano in un dialogo senza tempo. E questa trasformazione noi senesi la conosciamo bene. Nei giorni del Palio tutto cambia: le strade, i palazzi, le piazze, i suoni, i gesti quotidiani, il modo di attraversare la città, di guardarla e di sentirla. Ogni luogo assume un significato diverso, ogni dettaglio diventa parte di un rito antico e sempre vivo. Siena indossa una veste nuova, così come la indossano i suoi abitanti, chiamati a entrare pienamente nei propri ruoli, nei propri simboli e nella propria appartenenza. Ogni persona diventa parte della Festa. L'opera che oggi presentiamo contiene anche un'altra metamorfosi: quella attraverso la quale la storia diventa memoria viva e continua a parlare al presente. Cinquecento anni fa, il 25 luglio 1526, Siena scrisse una delle pagine più significative della propria storia. La battaglia di Camollia non rappresentò soltanto una vittoria militare: fu il momento nel quale un'intera comunità dimostrò di sapersi riconoscere nella difesa della propria libertà, della propria autonomia e della propria identità. In quella prova la città trovò una nuova consapevolezza di sé. Un popolo attraversato da divisioni e contrasti seppe ritrovarsi unito davanti a qualcosa di più grande: la difesa del bene comune".

 


"Il Drappellone – ha spiegato Riccardo Freddo, curatore d'arte, che ha presentato il dipinto - non è semplicemente un'opera d'arte: è un simbolo, un testimone della storia di Siena, della sua fede, della sua identità e del suo popolo. Teodora Axente è stata chiamata a confrontarsi con secoli di tradizione. È una responsabilità immensa, ma anche un privilegio raro. Teodora appartiene alla celebre Scuola di Cluj, uno dei movimenti artistici più influenti del XXI secolo. Una scuola che ha dato al mondo artisti come Adrian Ghenie e Victor Man, protagonisti delle maggiori collezioni internazionali e di grandi investimenti. Teodora si distingue come una delle poche donne della sua generazione ad aver raggiunto un simile riconoscimento, con un linguaggio artistico personale che fonde la pittura antica con una sensibilità contemporanea. È una surrealista che dialoga con il passato, facendo eco a figure come Frida Kahlo e Leonora Carrington. 



Negli ultimi anni Siena è diventata parte integrante del percorso artistico di Teodora. Prima la grande mostra al Santa Maria della Scala, poi la rosa d'oro e infine quella a Palazzo Pubblico, accanto all'Allegoria del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti. Questo Drappellone non è un'opera isolata. È il naturale compimento di un dialogo che l'artista ha costruito con la città, con la sua storia e con la sua pittura. Siena non è stata soltanto il luogo che ha ospitato Teodora, è diventata parte della sua pratica artistica. Per comprendere il Drappellone con la Madonna dell'Assunta dipinto da Teodora dobbiamo tornare indietro nel tempo. Dobbiamo tornare a una bambina in un piccolo villaggio della Romania, Şura Mare. Teodora è cresciuta con i nonni, che ogni domenica la portavano in chiesa. Lei racconta che durante la Messa osservava le figure alte e solenni dei santi dipinti nello stile bizantino. Erano avvolte dal fumo delle candele, che le rendeva ancora più misteriose. Quella visione non l'ha mai abbandonata. A dieci anni dipinse su vetro una Madonna con il Bambino. Sua nonna la donò alla chiesa del paese e il sacerdote la collocò sull'altare. Teodora ricorda sempre con emozione che ogni domenica, durante la Messa, vedeva il suo dipinto sull'altare, e che quella è stata sicuramente la sua prima vera mostra. Forse è proprio da quel momento che nasce il rapporto quasi spirituale che oggi la lega all'immagine della Madonna. E non è un caso che anche il cuore di questo Drappellone sia proprio lei".

 


 

"Vorrei ringraziare il Sindaco di Siena, Michela Eremita e Riccardo Freddo per la fiducia, il sostegno e per avermi accompagnata in questo percorso – ha aggiunto Teodora Axente, pittrice del Palio del 16 Agosto 2026 –, ma soprattutto voglio ringraziare Siena. In questi mesi ho avuto la possibilità di conoscere più profondamente la sua storia, la sua arte e la sua spiritualità. Ho sentito una vicinanza particolare con la tradizione senese e con quella dimensione sacra che appartiene anche alle mie radici. Grazie Siena, per avermi accolto e per avermi permesso di diventare, anche solo per un momento, parte della tua storia".

 

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