lunedì 25 marzo 2019

A Villa La Mimosa di Formello “Aperitivo di Primavera con l'Arte”




Il Belpaese alla riscossa: le opere di Assunta Improta con “madrina” la storica della moda Silvana Augero e la supervisione dell’organizzatrice di grandi eventi Luana Cavazzuti in una kermesse tra opere d’autore dell’arte culinaria e di quella pittorica
I selezionati vini di Casale del Giglio e i prosecchi di Azienda Bottega campioni d’Europa hanno accompagnato, dal Casertano, le mozzarelle al tartufo di Vincenzo Tammaro, le eccellenze dolciarie di Alfonso Caputo, le specialità del forno di Pandiseta (pane, croissant, biscotti e grissini), dal Lazio i dolci della Pasticceria 3Emme, il tutto con la supervisione di Luana Cavazzuti, “a confronto” sulla grande tavola imbandita dell’arte e della creatività con le opere di Assunta Improta, alla presenza del Sindaco di Formello, Avv. Gian Filippo Santi.

Attori e Vip richiamati dall’evento: Andrea Roncato, Alex Partexano, l’avv. Nino Marazzita, popolare giudice di “Forum”, i Prefetti Fulvio Rocco de Marinis e Gianni Ietto, la scrittrice di best seller Gwendolyn Simpson Chabrier.







Divenuto luogo d'elezione per dibattiti sull'arte, sulla cultura e sui temi di attualità giornalistica, “Villa La Mimosa” ha ospitato a Formello la quarta edizione dell'evento “Aperitivo di Primavera con l'Arte”, nato con l'intento di coniugare alcune eccellenze enogastronomiche del nostro Paese col mondo artistico. Insomma, “saperi e sapori” al cospetto della Primavera 2019.
A fare da cornice all'evento di qualità personaggi della nobiltà quali - in veste di madrina della manifestazione - la contessa Silvana Pascale Augero, l'autrice di best sellers Gwendolyn Simpson Chabrier, gli immobiliaristi Andrea Meschini e Paola Pisani, gli attori Andrea Roncato e Alex Partexano,  i Prefetti Gianni Ietto e Fulvio Rocco de Marinis, l’imprenditore Avv. Ubaldo Pesci (ha realizzato tra l’altro la Via Olimpica a Roma), lo storico legale della Fiat Avv. Italico Perlini, gli editori Giò Di Giorgio (Inciucio) e Fabrizio Pacifici (Eventiroma.com), il regista cinematografico Marco Marcelli con la protagonista del suo ultimo film Simona Quattrociocchi, il regista televisivo di “Bla Bla Bla” Gianni Testa con l’inseparabile programmatore Angelo Papi, lo stilista Toni Marino (autore con Giacomo Losi del primo inno della Roma), il vivaista dei grandi eventi Germano de Vittori, il tricologo dei vip Tony Gallo (Pippo Baudo il suo cliente più famoso). 























Insomma, un nutrito drappello di un’Italia che conta, produce e afferma alcuni tra i migliori marchi del made in Italy, a confronto con quell’altro spicchio della penisola che incarna l’antico stile del Belpaese, ovvero quello delle arti pittoriche e scultoree.

Splendido l’abbinamento scenografico della pittrice e scultrice Assunta Improta che ha trasformato in diretta un pezzo di cioccolato fondente in una scultura di Pulcinella, oltre a illustrare con le sue plastiche creazioni in trasparenza le magie del proprio estro e di un’indiscussa capacità artistica. Come dire: un modo “dolce” di fare cultura e di trasmettere emozioni anche con approcci inediti.


A fare da “contorno” (è proprio il caso di dirlo) eccellenze dell'enogastronomia italiana con i selezionati vini dell’Azienda Agricola Casale del Giglio col sommelier Enrico Maria Concutelli, e i  prosecchi campioni d’Europa di Azienda Bottega, oltre ai suoi distillati famosi nel mondo, a cominciare dalle grappe. Poi, grazie all’ideatrice di eventi Luana Cavazzuti, alcune eccellenze del Casertano presenti nei meeting internazionali in ogni parte del mondo con le esclusive mozzarelle al tartufo di Vincenzo Tammaro e le ricercatezze dolciarie dell’Antica Pasticceria Caputo Alfonso di Casagiove;  poi le specialità del forno di Pandiseta (pane, croissant, grissini e biscotti) e, dal Lazio, i dolci della Pasticceria 3Emme





Al centro della tavola rotonda e di quella imbandita i nuovi obiettivi dell'enogastronomia italiana visti, saggiati e assaggiati da personaggi che nei loro àmbiti sono ambasciatori di uno stile inimitabile nel fare cultura che contraddistingue l’Italia nel mondo e che il mondo ci invidia, al pari dell'apprezzamento per l'alta qualità dei nostri prodotti da tavola. Insomma, arte d’eccellenza made in Italy e un Aperitivo di Primavera di buon  auspicio.
Finale in musica col concerto della Reo Confesso Band con i classici del passato e le hit del presente, con un occhio al cantautorato italiano d’eccellenza. Una scaletta musicale che ha onorato la musica internazionale tenendo nella giusta considerazione le note migliori del nostro Paese: non a caso, le approfondite conoscenze radicate nella cultura del leader della Band hanno offerto a Reo Confesso l’opportunità di condurre con crescente successo, due volte a settimana, un programma ad hoc (il martedì alle 17 e il giovedì alle 18) su Radio Italia Anni 60 (100.5 fm), scaricabile anche sul telefonino digitando gratuitamente l’applicazione radioitaliaanni60roma.

Foto By Giancarlo Sirolesi

Giò Di Giorgio












































mercoledì 20 marzo 2019

L'EMIGRANTE Format radiofonico e televisivo,ideato e condotto da Gio' Di Sarno in onda su Radio Italia Anni 60 ( FM 100.5 ) tutti i Giovedì dalle 17:00 alle 18:00, il prossimo 21 Marzo il poliedrico Gianfranco Butinar






















                                                   Le Interviste de l'emigrante di Giò Di Sarno


Quando ho proposto a Gianfranco Butinar di venire in radio e far rivivere per un’ora Franco Califano l’ho buttata lì un po’ per gioco. Invece Gianfranco ha accettato ed ora mi sento emozionata come una bambina…
L’occasione è quella della partenza del  tour in omaggio al Maestro “80 nostalgia di Califano” in scena al teatro Brancaccio di Roma il 26 marzo. Prodotto da MP Management di Massimiliano Pistilli in collaborazione con Vincenzo Nardocci di “Eventi Italia”.
Una storia in musica che ripercorre alcune tappe fondamentali della musica di Califano. Oltre a Gianfranco  in scaletta ci sono tanti ospiti e l’orchestra diretta dal Maestro  Luciano Titi. 
Di Franco Califano si potrebbe scrivere e cantare per giorni, tale è la sua vita e la sua produzione discografica. Poeta di strada, bello e maledetto, pratico e romantico; un ossimoro vivente, ma lasceremo parlare la sua voce in radio e per ora iniziamo l’esperimento formulando qualche domanda a Gianfranco che eliminerà “Gian” e si trasformerà in “Franco”.
                                                            La locandina dello spettacolo

-Sei nato a Tripoli, hai vissuto a Nocera (Sa), Milano e poi definitivamente a Roma. Hai qualche ricordo di della capitale della Libia?

No, sono nato a Tripoli in uno scalo di un viaggio in aereo,  ho scritto anche una canzone dal titolo "Il parto in aeroplano", ho solamente avuto il codice fiscale diverso dagli altri, ma la Libia per il resto è rimasta nell'Atlante Geografico.
Come è stata la tua infanzia, e il rapporto con i campani?
-La mia infanzia è stata subito piena di sofferenza, ho perso da giovane mio padre e rifiutai il compagno di mia madre come scrissi e cantai in "Vivere e volare". Ho dormito nelle macchine per anni, mi facevo prestare dei letti, poi i collegi. Il rapporto con i campani è stato straordinario; adoro tutta la terra campana e mi sento un meridionale ” 'n bastardo venuto dar sud” anche perché il nord senza il sud, sarebbe il nord di che?
-Hai amato e sei stato amato da tante donne, ma ce n’è una in particolare che avresti voluto e non ti ha corrisposto?

No...anche perché sono andato sempre a colpo sicuro, quelle che non hanno corrisposto non sono mai state cercate e approcciate. Ho amato tanto ma alla fine sono rimasto solo e innamorato…

                              Gianfranco Butinar in un momento dello spettacolo

-Come mai all’inizio hai dovuto faticare per affermarti come cantante, quando come autore eri già noto e conteso?
Ho faticato perché ero bello, venivo dai fotoromanzi e ho smesso di  fare l'autore per altri perché gli altri cantanti mi annoiavano, come dico sempre nei miei concerti, ognuno se canta le cose sue; ho  aperto una sartoria in proprio...

-Perché eri così attratto dalla notte?
Perché la notte è molto più  chiara del giorno. Di notte il ladro è  ladro la guardia è  guardia e anche tra guardia e ladro di notte c'è maggiore complicità. Le cose brutte, i tranelli, le corna, Tangentopoli , avvengono di giorno o all'ora di pranzo quando sono tutti a tavola. Di notte tutto mi riesce meglio tranne che dormire. Anche per scrivere un'ora di notte vale come sette di giorno. Per molti l'alba è l'inizio del giorno, per me è la fine della notte.

-Se potessi vivere nuovamente, che vita vorresti e perché?
Vorrei essere Franco Califano, vivere la stessa vita perché vive chi vive e non chi c'è. A 20 anni avevo già le rughe e, volevo invecchiare come ho fatto 5 minuti prima di morire.
























                                                 Butinar e Califano nel 2011.

 Gianfranco indossa gli occhiali di Franco, e Franco indossa un cappellino fatto ad uncinetto dalla mamma di Butinar, a dimostrazione del grande affetto tra i due
-Lo sai che ci manchi tanto? La nostalgia di te è arrivata a  tal punto che un ragazzo, un tuo allievo, un “certo” Gianfranco Butinar,  ha deciso di fare un intero tour e dedicarlo al fatto che questa mancanza assordante fa troppo rumore. Lo spettacolo si chiama “ 80 nostalgia di Califano”. Che ne pensi di questo artista e dello spettacolo?
“Buty” è stato per me un amico, un fratello minore, un confidente, un punto di riferimento,  pure se 'na vorta m'ha dato 'na maja farlocca de Balotelli. Mi adora e, sono contento che abbia riunito tanta gente e tanti artisti della musica per salvare la mia poesia;  sono convinto non morirà mai, così come le mie canzoni, anche tra cinquant’anni saranno sempre giovani.

Ufficio stampa Giò Di Giorgio