lunedì 23 marzo 2026

Uno straordinario vernissage, dell’artista giapponese Michi Taguchi, intitolato 'Nel sorriso del Buddha', si è svolto nell'atmosfera spirituale della biblioteca indologica di Bibliothè.

 


Fra i numerosi visitatori, si sono visti alcuni volti noti e diversi artisti, fra i quali la pittrice Elena Tommasi Ferroni, la quale ha elegantemente parlato degli straordinari Buddha dipinti su legno dall'artista giapponese Michi Taguchi, presenti anche il marito lo scrittore Alessandro Varani, lo scultore Pietro Simonelli, l’artista/musicista Federico Pirani, l’artista Livia Liverani, la dottoressa Marisa Giorgi, storica dell’arte dell’Asia orientale.Michi, che vive a Roma da circa venticinque anni, è nata e cresciuta a Kyoto e lì, tra le altre cose, ha studiato per 12 anni calligrafia alla scuola Nihonsuji, seguendo la tradizione del maestro Kampō e per l’occasioneha indossato uno splendido kimono, fasciato da un prezioso obi con disegni floreali in oro su seta, accogliendo il pubblico e la numerosa schiera di amici con la tipica, garbata gentilezza giapponese.

Terminata la presentazione, è stato offerto ai presenti un buffet speciale, a base di una profumata bevanda indiana a base di sandalo, del pappadam e altre sfiziose leccornie esotiche...Ma vale la pena terminare questo articolo descrivendo i 'piccoli', ma preziosi dipinti esposti nella mostra, dove è possibile ammirare la posa laterale di uno splendido Buddha MikaeriAmida che rinuncia al proprio definitivo stato di beatitudine (nirvana) e si volta indietro per aiutare chi ancora soggiace alle afflizioni del mondo, come pure la posa di leggiadra eleganza del Buddha Nanhai Guanyn, o quella di un elefante dall'elaborata bardatura che sorregge un bodhisattva. 



Ma è soprattutto nella loro visione d'insieme che i dipinti trasmettono la loro peculiare fascinazione, un fascino capace di trasportare il visitatore in un luogo dell'anima delicato e sospeso nel tempo.

Sarà possibile visitare la mostra fino al 1°aprile.

 

Bibliothè

Via Celsa, 5 Roma

 


 

Francesco Caruso Litrico

Ufficio stampa - Comunicazione e Promozione

3334682892 - fralit@alice.it

 

                    Giò Di Giorgio







 

 

 

venerdì 20 marzo 2026

Dalla Formula 3 a Claudio Simonetti,è in streaming Gli anni del Prog

 


Apprezzato docufilm diretto da Pierfrancesco Campanella e dedicato a quel particolare genere musicale che negli anni Settanta ha cercato di nobilitare il rock tradizionale attraverso una fusione con la musica classica, Gli anni del Prog è ora su Prime Video Channel e CG tv.

Il rock progressivo ha rappresentato decisamente una rottura col sound del passato: basti pensare che i brani di durata tradizionale furono rimpiazzati da lunghe suite musicali che potevano arrivare ad occupare l'intera facciata di un disco LP, includendo influenze sinfoniche, temi musicali estesi, ambientazioni e testi fantasy, oltre a complesse orchestrazioni.

Natale Massara


Molti brani progressive sono caratterizzati dall'utilizzo di tempi dispari e inconsueti, frequenti cambi di tempo e variazioni di intensità e velocità nel corso di uno stesso brano. E, soprattutto, dall’utilizzo di strumenti inusuali come l’organo Hammond, il moog e il mellotron.

Un'altra innovazione del genere è la presenza di testi di un certo spessore culturale, con riferimenti a figure od opere letterarie e teatrali, allusioni a fatti storici, con testi di difficile comprensione e a volte impenetrabili, con riferimenti alla mitologia, alle fiabe e alla religione. Senza tralasciare i riferimenti politici che rimandavano all’impegno sociale e alle lotte di classediquegli anni.

Toni Cicco della Formula tre

La ricerca estetica si riflette sulla confezione del prodotto, all'epoca LP. In molti casi l'aspetto grafico assume una rilevanza particolare: sia per le illustrazioni, sia per particolari packaging del disco in vinile. Un esempio su tutti: la mitica copertina a salvadanaio del primo album ufficiale del Banco.

Da queste premesse,c’è materiale interessante e diversificato per poter gustare un documentario dedicato al rock progressivodi casa nostra, partendo da quello made in England.

Paolo Siani dei Nuova Idea


Nel lavoro di Campanella sono intervistati alcuni degli artisti protagonisti dell’epoca , oltre ad addetti ai lavori, a giornalisti, critici musicali ed esperti. Per avere un quadro il più possibile esaustivo di una musica “alternativa” in un decennio “difficile”.



Tra i nomi coinvolti ricordiamo Vittorio e Michelangelo Nocenzi del Banco, Gianni Leone del Balletto di Bronzo, Livio Macchia dei Camaleonti, Paolo Siani de La Nuova idea, Gianni Dall’Aglio degli Area, Tony Esposito, Lino Vairetti degli Osanna, Gianni Togni, Tony Cicco deiFormula 3, Mauro Goldsand, Enrico Capuano,Ivan Cattaneo, Pietruccio Montalbettidei DikDik,Claudio Simonetti dei Goblin, Natale Massara, James Senese deiNapoli Centrale.Oltreai produttori discografici Matteo Pagano e Salvatore De Falco, al cinefiloFabio Melelli, agli esperti Andrea Ungheri, Paolo Reale e Gino Saladini, agli scrittori Donato Zoppo e NicolaIuppariello, ai giornalisti Fernando Fratarcangeli e Renato Marengo.

Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik

Prodotto da Sergio De Angelis per Parker Film, Gli anni del Prog, inoltre, è stato appena acquisito dalla Rai, che lo trasmetterà insieme ad altri documentari nei quali è coinvolto a vario titolo Pierfrancesco Campanella, a cominciare da C’era una volta il Beat italiano.

Video con photogallery dal set:https://www.youtube.com/watch?v=gd6A5tMMrb8

                                    Giò Di Giorgio