Comandi
vocali gridati nel vuoto seminano il caos nella galassia. Tra glitch
sintattici, bug grammaticali, emoji solitarie e vocali strascicate, tre
assistenti vocali avanzano verso il loro ultimo aggiornamento alla ricerca di
un baluardo di logica, prima che il senso delle parole scompaia per sempre. Ultimo logo vocale: 27.03.2193. L’umanità ha
dimenticato come si parla. E nessuno ha aggiornato il firmware. Che la comprensione
sia con voi.
Una
commedia tech-filosofica futuristica che alterna tensione visiva, ironia e
suggestioni da space opera contemporanea. Una riflessione lucida e comica sulla
disumanizzazione, l’obsolescenza del linguaggio, l’illusione del controllo
tecnologico per raccontare la paura di essere sostituiti e l’ansia di essere
necessari. La solitudine mascherata da efficienza.
Una battaglia ipergalattica contro il
collasso del linguaggio dove anche gli aggiornamenti più assurdi risultano
inefficaci. Tre assistenti vocali, eroine improbabili, nate per rispondere, si
trovano incapaci di comprendere la domanda, diventando specchio della fragilità
umana. Su
tutto aleggia il Sistema. È il creatore-programmatore, autorità inappellabile che
osserva, gestisce, risolve – o forse no. È l'uomo stesso.
La regia intreccia tensione e rottura, trauma e comicità portando il pubblico, spettatore e “utente” a riconoscersi nei comandi senza senso, nei bisogni travestiti da funzioni, nel vuoto che cerca una risposta. Con un ritmo sincopato, fatto di improvvise accelerazioni, silenzi, sospensioni, dialoghi serrati, interferenze sonore e atmosfere rarefatte, si mette in scena la crisi esistenziale digitale.
Errore 404 non è solo un guasto tecnico, è la condizione
dell'uomo moderno.
Un
errore sistemico che rivela il nostro bisogno inascoltato di contatto autentico
e invita alla domanda: cosa ci rende effettivamente esseri umani?
Curiosità: scene e
costumi
La scenografia
minimalista evoca una zona di interferenza, spazio astratto di transizione, a
metà tra il cuore di un server e una navicella spaziale, dove le azioni
riflettono con amara ironia il collasso di senso e la lotta per l'efficienza.
I
costumi, uniformi di un futuro prossimo, così come
gli elementi scenici creano un contrasto netto tra minimalismo quotidiano e
monumentalità futuristica. Un’estetica high-tech che trasforma il corpo in
interfaccia: non semplici personaggi, ma dispositivi viventi, identità
algoritmiche, entità ibride tra umano e macchina.
PRESS OFFICE Vania Lai vanialai1975@gmail.com
TEATRO
TRASTEVERE
Via Jacopa
de’ Settesoli, 3 – Roma
Biglietti:
13.00
-prevista
tessera associativa-
Tutte le
sere ore 21
Prenotazioni: 06 5814004 - 328 3546847

