lunedì 12 gennaio 2026

Il tuo è un posto dove non posso arrivare Dal 22 al 25 gennaio 2026 di e con: Eleonora Gusmano regia: Daniele Aureli

 


E’ la storia di M, la storia di una donna, nata tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta. Ed è anche la storia di tante donne e uomini, ragazzi e ragazze… La storia di uno spaccato sociale e umano, filtrato dalle parole di una 'ragazza dagli occhi azzurri' che, attraverso un monologo incalzante, ricerca i pezzi mancanti della vita di M, per ricreare il suo non-posto nel mondo; per ritrovare la sua voce e, con essa, la sua identità. Riportando alla luce la sua storia anche attraverso le testimonianze di coloro che non l’hanno più vista.


Un tempo congelato. Come un orologio senza pile, un loop infinito di un giorno eterno, una foto di famiglia immobile. È da qui che prende vita la storia, scavando nel vissuto personale dell’autrice e interprete, esplorando l'invisibile. Un monologo a più voci, audace. e impertinente, punteggiato dalle testimonianze reali di chi ha vissuto questi eventi, legato ai sogni di una donna mai cresciuta. Seguiamo i ricordi di una bambina che diventa adolescente ma non adulta. I vestiti troppo larghi per nascondere la femminilità, la pelle bianca vietata al sole, le scelte imposte. Legami familiari immobili, prigionieri dei loro rituali, gesti ripetuti, copiati, annullati, dove i coinvolti sono incapaci di rispondere alle esigenze affettive richieste dall'altro. M si ammala lentamente, invisibile agli altri. Insieme alla sua identità, perde contatto con il suo corpo e con la voce. Ma in questo disegno di vita, emergono possibilità. Momenti spartiacque che possono portarla a chiudersi alla vita, troppo pericolosa, o a tentare di uscire a respirare aria nuova. M è sola in scena, ma mai completamente. Nella sua stanza riaffiorano voci, scene e dialoghi. La scena è essenziale: lei e la sua stanza. Un vuoto con una vasca al centro. Luci che spiano come occhi. Fogli, possibili finali di una storia o richieste d’aiuto mai ascoltate. Un dentro e un fuori. Il corpo, non abitato nella sua interezza, sfocato nella percezione, dove il gesto è espressione di un mondo interiore sommerso. E una vocalità che diventa accadimento poetico nella sua espressione più irresistibile.



"Il tuo è un posto dove non posso arrivare" racconta in parallelo le vicende della protagonista, della ragazza dagli occhi azzurri e di tutti i personaggi narrati. Il cuore abita un luogo fisico che diviene un non luogo per tutti gli altri. Un posto dove nessuno riesce ad entrare e dove lei chiude a chiave i suoi desideri e la sua voce. Un'impossibilità di incontro dei sentimenti.

La ricerca di rapporti validi.


PRESS OFFICE: Vania Lai vanialai1975@gmail.com


TEATRO TRASTEVERE

Via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma


Biglietti:

Intero: 13.00 Ridotto: 10.00 -prevista tessera associativa-

giorni feriali ore 21, festivi ore 17:30


Prenotazioni: 06 5814004 - 328 3546847

info@teatrotrastevere.it

https://www.teatrotrastevere.it/

lunedì 5 gennaio 2026

In scena al Teatro Trastevere dal 16 al 18 gennaio 2026 EICHMANN – Dove inizia la notte di Stefano Massini Regia di Monica Falconi Con Alessandro Giova e Laura Garofoli

 Produzione Associazione Palcoscenici Produzioni Teatrali




EICHMANN – Dove inizia la notte non è uno spettacolo sull’Olocausto, ma sul concetto universale e tragicamente ricorrente di crimine contro l’umanità. Attraverso la figura di Adolf Eichmann, il testo scava nel cuore del male come meccanismo umano, storico e politico, che non appartiene a un’epoca né a un popolo specifico.



Lo spettacolo mette in relazione i genocidi del passato con quelli che ancora oggi avvengono sotto gli occhi del mondo, interrogando lo spettatore su una verità scomoda: la storia non procede per fratture definitive, ma per ricorsi, per ripetizioni, per ritorni del medesimo orrore in forme diverse. In scena emerge con forza l’idea che chi nasce vittima possa diventare carnefice, che il confine tra innocenza e responsabilità non è mai netto e che il male non è prerogativa di pochi, ma una possibilità che riguarda chiunque.

cit.

Eichmann non viene rappresentato come un mostro, ma come un uomo normale, inserito in un sistema che legittima l’orrore e lo trasforma in procedura, in dovere, in lavoro. La regia costruisce un confronto serrato tra passato e presente, ponendo una domanda centrale: dove inizia davvero la notte dell’umanità?



PRESS OFFICE Vania Lai vanialai1975@gmail.com


TEATRO TRASTEVERE

Via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma