mercoledì 22 maggio 2024

BALLO&BALLO Fotografia e design a Milano, 1956-2005 Milano, Castello Sforzesco 14 giugno - 3 novembre 2024

 


Dal 14 giugno al 3 novembre 2024 il Castello Sforzesco presenta la mostra “Ballo&Ballo. Fotografia e design a Milano, 1956-2005”, prodotta da Comune di Milano – Cultura, Castello Sforzesco e Silvana Editoriale; l’esposizione è sostenuta da Strategia Fotografia 2023, avviso pubblico promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

 

L’idea di una mostra nasce nel 2022, quando Marirosa Toscani Ballo dona al Civico Archivio Fotografico del Comune di Milano l’archivio dello Studio Ballo+Ballo, esito del lavoro di tutta una vita con il marito Aldo Ballo.

Nel 2023 il Civico Archivio Fotografico partecipa al Bando Strategia Fotografia promosso dal MIC con un progetto di valorizzazione dell’Archivio, che risulta vincitore, e dà così il via allo studio del progetto di mostra e del catalogo.

 

Il percorso accoglie oltre un centinaio di fotografie dello studio Ballo+Ballo, alcuni oggetti di design, in prestito dall’ADI Design Museum e dalle Raccolte d’Arte Applicata del Castello Sforzesco, e alcuni oggetti originali appartenuti ai due fotografi, oltre a riviste d’epoca con cui i Ballo hanno collaborato e volumi contenenti loro fotografie. Grazie alle videoinstallazioni di Studio Azzurro, che dialogano con le foto e gli oggetti in mostra nella Sala Viscontea, tutto ciò che è memoria e non poteva essere archiviato - i processi fotografici, il rapporto con gli oggetti di design esposti in mostra, la costruzione degli allestimenti in studio - diventa presente e tangibile, rendendo accessibili anche momenti, processi, esperienze di un “laboratorio” unico, lo Studio Ballo, ma anche di un’era conclusa, quella della fotografia analogica.

 

Aldo Ballo (Sciacca, 1928 - Milano, 1994) e Marirosa Toscani (Milano, 1931-2023) hanno iniziato la loro attività di fotografi sin dai primi anni Cinquanta. Marirosa frequenta il Liceo Artistico di Brera ma sin dal 1949 è una fotoreporter e lavora per il padre, Fedele Toscani (1909-1983), collaboratore di Vincenzo Carrese e della Publifoto, poi titolare dell’agenzia Rotofoto. Aldo frequenta lo stesso liceo, poi il Politecnico di Milano e lo Studio di Monte Olimpino, a Como, fondato da Marcello Piccardo e Bruno Munari e dedicato alla sperimentazione cinematografica. Lavora anche per la Rotofoto, ma nel 1956, con Marirosa, abbandona il reportage e aprono quello che diventerà il più importante studio fotografico per la fotografia di design, dove organizzazione, professionalità e competenza porteranno i Ballo a raggiungere livelli di assoluta eccellenza. Lo studio sarà anche luogo di formazione e crescita culturale per molti, “bottega” e “scuola” dove imparare un mestiere ma anche una modalità e uno stile di vita e di pensiero.

 

Lo Studio Ballo diviene quindi luogo di confronto tra artisti, architetti, designer come, tra i molti, Bruno Munari, Gae Aulenti, Cini Boeri, Ettore Sottsass, Pier Giacomo e Achille Castiglioni, Enzo Mari, Alessandro Mendini e molti altri ancora. I Ballo collaboreranno con loro e con le più importanti ditte di design come Olivetti, Cassina, Danese, Zanotta, Brionvega, Alessi, Arflex, Bassetti, Barilla, Kartell, Artemide, Tecno, Driade, Borsalino, B&B Italia, Venini, e con La Rinascente. Le immagini di Aldo e Marirosa sono inoltre sulle principali riviste di design e arredamento, come “Domus”, “Ottagono”, “Abitare”, e in particolare “Casa Vogue”, diretta da Isa Tutino Vercelloni, che si avvale della collaborazione dei Ballo dal 1968 al 1992.

 

Lo Studio Ballo si pone così al centro dei fermenti e delle dinamiche culturali che caratterizzano l’evoluzione del design italiano, contribuendo in maniera determinante, con le loro immagini, alla sua affermazione a livello internazionale, consacrata dalla grande mostra tenutasi al MoMA di New York nel 1972, Italy: The New Domestic Landscape (a cura di Emilio Ambasz), le cui immagini in catalogo vengono affidate ad Aldo Ballo.

 

Studio professionale, scuola e bottega per molti giovani assistenti, poi divenuti a loro volta fotografi. Un clima, un ambiente, una modalità di intendere rapporti, collaborazioni, scambi culturali.

Ma come era possibile restituirne il clima, ciò che non è materiale e quindi resta solo nella memoria? L’intervento di Studio Azzurro – le cui origini sono strettamente legate allo Studio Ballo – si pone su questo piano, nel tentativo di restituire un vissuto condiviso di ciò che è destinato a non restare se non appunto nella memoria.

Le installazioni di Studio Azzurro dialogano in mostra, nella Sala Viscontea, con materiali originali esposti in bacheca (fotografie, riviste, libri) per meglio comprendere il rapporto dei Ballo con l’editoria nel campo dell’architettura e del design e per comprendere le varie articolazioni del “processo” fotografico: dal provino alla stampa positiva, alla pagina di rivista. Dialogano inoltre, a parete, con le fotografie che mettono in luce l’evoluzione dello stile della fotografia dei Ballo, dedicato al design italiano dagli anni Cinquanta fino agli anni Novanta.

 

Nella Sala dei Pilastri sono invece esposti grandi ritratti di importanti designer, in dialogo con le fotografie degli oggetti da loro progettati, e inoltre un significativo omaggio ad alcuni ritratti realizzati da Marirosa.

Il grande “racconto” sullo Studio Ballo è quindi completato dai ritratti video realizzati negli anni da Studio Azzurro, dove molti dei protagonisti del design e dell’arte italiana si passano il testimone in un montaggio a sei schermi sincronizzati, dando vita a un racconto corale che restituisce appieno ciò che i Ballo hanno rappresentato, e lasciato, al mondo non solo del design, ma della cultura tutta.

 

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue, italiano-inglese, con apparati scientifici, saggi e immagini, edito da Silvana Editoriale.

 

 

 

Ufficio stampa Mostra

Studio ESSECI di Sergio Campagnolo

tel. 049.66.34.99 - ref. Simone Raddi simone@studioesseci.net

 

Ufficio stampa Silvana Editoriale

Alessandra Olivari – press@silvanaeditoriale.it

 

Ufficio Stampa Comune di Milano

Elena Conenna - elenamaria.conenna@comune.milano.it


Giò Di Giorgio

 

 


martedì 21 maggio 2024

Depardieu-Barillari, il titolare dell'Harry's Bar: "Scene simili non accadevano da anni"

(Adnkronos) - "Erano scene che succedevano fino a 15 anni fa: prima ci eravamo abituati, oggi sembra di essere tornati indietro nel tempo e veramente non ce lo aspettavamo". Così all'Adnkronos Piero Lepore, titolare dell'Harry's Bar di via Veneto, dove oggi si è tornati a momenti da dolce vita con il king dei paparazzi, Rino Barillari, preso a pugni dopo aver scattato delle foto a Gerard Depardieu. 

"Depardieu stava mangiando esternamente con degli amici, erano in sei, è passato Barillari, lo ha visto e gli ha fatto un po' di foto - racconta Lepore - Mentre stava facendo le foto, la donna che era con lui gli si è scagliata addosso in una maniera incredibile, gliene ha dette di tutti i colori". A quel punto "è arrivato Depardieu senza dire niente, ha sferrato due cazzotti a Rino. Poi è salito nell'auto e sono andati via", racconta il titolare del celebre locale. "Siamo abituati ai personaggi famosi, ma non eravamo più abituati a queste scazzottate", conclude. 

AdnKronos

“BRIVIDI D’AUTORE” Ora sulle principali piattaforme In streaming i brividi pericolosi (d’autore) di Campanella e Cucinotta!

 

Dopo l’uscita nelle sale cinematografiche del territorio nazionale con ottimo riscontro da parte della critica, Brividi d’autore, l’originalissimo thriller diretto da Pierfrancesco Campanella con protagonista una splendida Maria Grazia Cucinotta approda ora in rete grazie a CG Entertainment.

È infatti disponibile in streaming per gliper gli abbonati al canale CG Collection su Prime Video,

e su CGTV.IT(i nuovi iscritti al canale posso usufruire del periodo di prova gratuita, maggiori info qui www.cgtv.it/abbonati-a-cgtv/).

Brividi d’autore è fruibile anche on demand (a noleggio) sulle principali piattaforme on line:



CGtvhttps://www.cgtv.it/film-dvd/brividi-dautore/

Prime Videohttps://www.primevideo.com/-/it/detail/0T8FD97WSVMHY61TREALVIMKAU/ref=atv_dp_share_cu_r,

Apple Tvhttps://tv.apple.com/it/movie/brividi-dautore/umc.cmc.6ugdm5ko4r4y04izgljhuabyr

Ea breve anche su Google Play eYoutube!

Un’opera dalla struttura molto particolare, un inquietante noir dove i colpi di scena si dipanano l’uno all’interno dell’altro in un avvincente gioco di scatole cinesi, a formare una vera e propria matrioska da incubo.

La bellissima attrice siciliana interpreta il ruolo di una “strana” regista dalla personalità contorta, mascherata da un aspetto glamour e apparentemente rassicurante, reduce da un film flop e perseguitata da un maniaco col volto di Frankenstein. Lei vuol tornare a tutti i costi dietro la macchina da presa e propone così a dei produttori una serie di storie sopra le righe nelle quali è difficile stabilire il confine tra la propria fantasia perversa e il suo sconcertante vissuto. 

Ricevendo rifiuti a raffica, la testarda protagonista si imbestialisce al punto di realizzare un horror in presa diretta con sevizie, sangue e torture dal vero, morto incluso. Successo ritrovato ma anche galera assicurata? Di certo, nella tipica tradizione del giallo, nulla è come sembra e lo spettatore è destinato a rimanere inchiodato alla sedia fino all’ultimo fotogramma.



Impreziosito da un ricco cast comprendente Franco Oppini, Emy Bergamo, Adolfo Margiotta, Nicholas Gallo, Chiara Campanella, Sebastiano Somma e Gioia Scola, conturbante icona cinematografica degli anni Ottanta (Sotto il vestito niente 2, Yuppies 2), Brividi d’autore, prodotto da Sergio De Angelis, ha partecipato a numerosi festival internazionali aggiudicandosi, tra gli altri, i premi per il miglior thriller e la miglior regia all’Hollywood Blood Horror Festival e quello per la miglior dark comedy al Miami International Gold Awards.

 

 

GUARDA E CONDIVIDI  il trailer da YOUTUBE: https://youtu.be/ldmN1P--p0s?si=QG6xTZ-EwnHAs7Im









A Venezia la prima scultura olografica di Solmi: l'imperatrice bizantina Teodora diventa influencer sulla laguna con Var Digital Art by Var Group

 

Altissima definizione dell’immagine, profili flottanti e cromatismi ipnotici: è questa la “tecnologia olografica 3D” che nelle mani dell’artista Federico Solmi ha dato vita alla sua prima scultura olografica “The Alluring Empress, Empress Theodora”, visitabile fino al 28 luglio all’interno della mostra “SOLMI - Ship of Fools” nel seicentesco Palazzo Dona’ dalle Rose, affacciato sul panorama unico e senza tempo della laguna di Venezia.

Una scultura impalpabile e stereoscopica, nata dall'incontro tra la creatività di Federico Solmi, artista italiano da 25 anni negli Stati Uniti, premiato dal Guggenheim Museum di New York e visiting professor alla Yale University e Var Group, eccellenza italiana del digitale la cui CEO è Francesca Moriani. 

Reale e virtuale: il tempo scorre simultaneamente dentro e fuori le creazioni immersive e multi materi che di Federico Solmi che sceglie la più contemporanea delle proiezioni, quella olografica, per plasmare una vera e propria scultura a-materica. Con il suo stile inconfondibile l’immagine storica dell’imperatrice bizantina Teodora è interpretata dall'artista come una contemporanea influencer. Teodora sovverta l'idea stereotipata della regnante, con il suo passato controverso da attrice, prima di diventare moglie di Giustiniano I, è un’importante consigliera politica e paladina dei diritti delle donne. La scultura olografica è stata creata trasferendo digitalmente i linguaggi della pittura espressiva di Solmi mediante programmi di elaborazione grafica 3D e motion capture ed è generata da un avanzato sistema di proiezione olografica che consente un'ampia libertà di movimento e un'altissima definizione dell'immagine in qualsiasi condizione di luce, esaltandone gli effetti verosimili di tridimensionalità nello spazio. 

  “The Alluring Empress, Empress Theodora” nasce, infatti, dall’utilizzo artistico e creativo fatto da Solmi con la sperimentazione della cosiddetta “tecnologia umana olografica 3D di livello superiore”, sistema tecnologico che sblocca il piano di visione prospettico componendo immagini olografiche 3D perfette. 

Nell’opera nata da questo dialogo tra arte e digitale, Teodora ammalia il pubblico nella forma di un miraggio ingannevole, caustica verso la banalità della contemporaneità e del mondo in cui viviamo, personaggio impertinente che sprona lo spettatore a non accettare la realtà così com’è ma a raccontare il proprio tempo con un altro vocabolario. La figura impalpabile, in movimento e quasi fantasmagorica di Teodora emerge dal buio e fa eco al suo grande busto in ceramica policroma esposto poco più avanti. Le immagini tridimensionali e stereoscopiche di “The Alluring Empress, Empress Theodora” sono frutto della sinergia tra il pioniere della media art Federico Solmi e Var Digital Art, il progetto no profit di Var Group che mira ad esplorare le contaminazioni tra i linguaggi dell'arte contemporanea e le tecnologie digitali. VDA by Var Group, con la direzione artistica di Davide Sarchioni, ha supportato Federico Solmi mettendo a disposizione i mezzi e l'expertise di Var Group per realizzare l'inedito progetto dell’artista di fama internazionale che ha saputo declinare queste risorse tecnologiche nel proprio alfabeto visivo, in un continuo e stimolante dialogo tra le grandi innovazioni del nostro tempo e la tradizione pittorica internazionale che in “The Alluring Empress, Empress Theodora” coesistono sorprendentemente. 

 “Chi fa innovazione rompe gli schemi, le consuetudini, l’ordine costituito delle cose fornendo visioni del mondo prima inesplorate, migliorandone la comprensione e la fruizione” spiega Alessandro Tiezzi, Founder di VDA by Var Group. “È qui che Var Group e Federico Solmi si incontrano: nella sfida all’innovazione, alla sperimentazione di nuovi linguaggi. Da qui nasce un nuovo linguaggio creativo: dall’incontro tra ingegno digitale e creatività umana che utilizza le tecnologie per abilitare nuove forme espressive”. 

 “Nel lavoro e nel linguaggio di Federico Solmi abbiamo individuato una peculiare attitudine, propria dell'artista, nel saper liberamente traghettare la sua ispirazione e la sua creatività da una dimensione all’altra, tra quella analogica e digitale” continua Davide Sarchioni. “Con Solmi ci siamo spinti a far sì che le nuovissime tecnologie potessero entrare in contatto con il suo mondo artistico apportando nuove suggestioni e ispirazioni alla sua urgenza creativa”. La mostra "Solmi – Ship of Fools” è accompagnata da un catalogo edito da Gangemi Editore in lingua inglese con una completa storiografia dei suoi lavori. Il progetto è guidato dalle intuizioni curatoriali degli storici dell’arte Dorothy Kosinski, Direttore Emerito della Phillips Collection, e di Renato Miracco. Oltre agli scritti di Kosinski e Miracco, i contributi in catalogo di Larry Ossei-Mensah, Serena Tabacchi e Davide Sarchioni esplorano il rapporto e impatto della tecnologia con l’arte contemporanea. La mostra è realizzata in partnership con Var Digital Art by Var Group, che è attivamente impegnata nella promozione del rapporto tra arte e impresa attraverso le tecnologie digitali. La Carl & Marilynn Thoma Foundation ha generosamente contribuito alla costruzione di questo progetto, mentre il supporto museale proviene dalla Phillips Collection, avamposto dell’arte contemporanea negli Stati Uniti, dove Federico Solmi è presente con diverse opere nella collezione. La strategia di comunicazione della mostra è affidata a HF4 di Marco del Bene. 

Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it Marta Volterra marta.volterra@hf4.it+39.340.96.900.12 Valentina Pettinelli valentina.pettinelli@hf4.it+39.347.449.91.74

Giò Di Giorgio

venerdì 17 maggio 2024

DÜRER E LE ORIGINI DEL RINASCIMENTO NEL TRENTINO Trento, Castello del Buonconsiglio 6 luglio- 13 ottobre 2024

 

Il Castello del Buonconsiglio sceglie, non a caso, un grande nordico, Albrecht Dürer, come protagonista della mostra simbolo del Centenario del museo, nato nel 1924. Dürer scoprì Trento e il Trentino negli anni 1494-95, restando affascinato dai paesaggi e dalle atmosfere di questi luoghi, catturandone l’essenza in una celebre serie di acquerelli. Ad attrarre il norimberghese fu un Principato dove l’arte e le arti erano coltivate con grande passione e dove il Rinascimento veniva declinato in modo del tutto originale.

Nell’esposizione, la presenza di Dürer in Trentino è testimoniata da disegni, acquerelli (tra questi la magnifica veduta proprio del Castello del Buonconsiglio proveniente dal British Musuem), incisioni e dipinti: l’arte del grande tedesco non passò inosservata ma stimolò gli artisti qui attivi a ripensare la loro arte.

Partendo dallo spettacolare “caso Dürer”, il percorso espositivo si addentrerà nelle origini di quel Rinascimento originalissimo che si sviluppa in Trentino tra 1470 e 1530/40, per dare forma a uno stile nuovo, o meglio, l’insieme di tanti nuovi linguaggi, influenzati da artisti, opere, mode e modi che risalgono dall’Italia alla Germania, alle Fiandre e viceversa.  

Daniela Dal Lago

mercoledì 15 maggio 2024

ARTE DEL VEDERE Manifesti e occhiali dalle Collezioni Salce e Stramare Treviso, Museo nazionale Collezione Salce Santa Margherita | Via Reggimento Italia Libera 18 maggio - 6 ottobre 2024

 



La Vernice Stampa della mostra “ARTE DEL VEDERE. Manifesti e occhiali dalle Collezioni Salce e Stramare”, già prevista per venerdì 17 maggio, è stata posticipata – come da invito allegato – a sabato 18 maggio. La Stampa potrà accedere alla mostra a partire dalle ore 10,30 ed alla successiva cerimonia inaugurale delle 11,30. Dalle ore 10,30 sarà possibile incontrare anche i Curatori. 

             Daniela dal Lago

giovedì 9 maggio 2024

DIORAMA Generation Earth MUSEO MAN, NUORO 5 luglio - 10 novembre 2024

 


Apertura alla stampa, giovedì 4 luglio ore 11-14

Inaugurazione, venerdì 5 luglio ore 19

 

a cura di Chiara Gatti, Elisabetta Masala

in collaborazione con Storyville

con un testo a catalogo di Felice Cimatti


Il MAN di Nuoro annuncia per l’estate una grande mostra che trasformerà tutte le sale del museo in uno spazio dinamico e sensibile, fatto di narrazioni e visioni, memorie della terra e nuovi orizzonti. Il MAN, come un gigantesco diorama - illusione in scatola di un mondo verosimile, dispositivo usato soprattutto nei musei di storia naturale per illustrare gli ambienti della biosfera – tornerà a proporre al pubblico una esperienza di “attraversamento” del museo, già sperimentata nel 2022 con la mostra SENSORAMA, interrogandosi ancora una volta su temi di attualità. Derivato dal greco dià (attraverso) e òrama (visione), DIORAMA significa “vedere attraverso” o “all’interno di qualcosa”.

In questo caso, attraverso spaccati di mondi naturali e innaturali, popolati di creature e vegetazioni reali o ricreate, in una prospettiva che rende sempre più ambiguo il limite fra autentico o generato dall’intelligenza artificiale, possibile o impossibile.

 

Gli artisti selezionati, italiani e internazionali, offrono attraverso le loro opere, fra dipinti e sculture, installazioni e video, un ventaglio di interpretazioni che spaziano dalla creatività mimetica alla trattazione del post-naturale, dall’ibridazione interspecifica alla tassidermia da wunderkammer, dall’invenzione del paesaggio naturale alle inesplorate visioni dell’intelligenza generativa.

Attraverso le opere, DIORAMA - Generation Earth intende suscitare un dialogo critico e incentivare una riflessione sulla nostra posizione all’interno della biosfera e invitare a una rinnovata relazione con essa. Gli artisti si pongono così come catalizzatori di un cambiamento radicale, con la loro capacità di vedere oltre il visibile, ci invitano a gettare le basi di un immaginario diverso, che possa guidarci verso un futuro inclusivo e rispettoso di tutte le forme di vita.

 

 

 

 

Ufficio Stampa

STUDIO ESSECI - Sergio Campagnolo

Via San Mattia 16, 35121 Padova

Tel. +39.049.663499

referente Simone Raddi, simone@studioesseci.net

www.studioesseci.net

 

MAN_Museo d'Arte Provincia di Nuoro

Via Sebastiano Satta 27 - 08100 Nuoro

tel +39.0784.252110

Orario estivo: 10:00 - 20:00

(Lunedì chiuso)

info@museoman.it

Daniela Dal lago


martedì 7 maggio 2024

“ALMA LATINA” Juan Carlos Ñañake, in mostra dal 20-28 maggio 2024 Galleria Arca di Noesis, via Ostilia, 3 B – Colosseo - Roma

 


In arrivo nella capitale un importante appuntamento con il grande artista plastico peruviano, Juan Carlos Ñañake, in mostra da lunedì 20 a martedì 28 maggio presso la Galleria Arca di Noesis, via Ostilia, 3 b vicino al Colosseo a Roma.

Una mostra personale di grande appeal dal tema latino-universale, con 30 opere di grande impatto che lasceranno una forte impronta nel cuore e nella mente degli appassionati d’arte contemporanea della Capitale, aperta a tutto il pubblico e agli intenditori con orario continuato dalle ore 11.00 alle 20.30.


Una mostra fortemente voluta dal Curatore Sylvia Irrazabal, da sempre impegnata nella divulgazione dell’arte contemporanea come ponte tra Europa e America Latina e attenta a valorizzare il talento e il carisma di nuovi artisti contemporanei di qua e di là dell’Atlantico, nella convinzione che l’arte contemporanea nelle sue molteplici espressioni sia uno degli strumenti più efficaci per il dialogo interculturale che unisce i popoli in uno spirito di pace e comprensione reciproca.

Al Curatore della Mostra Sylvia Irrazabal abbiamo chiesto:

Come nasce questa mostra “Alma latina”?

“L’incontro con la forza creativa e con il messaggio universale di Juan Carlos Ñañake non poteva lasciarmi indifferente. 


Così la Mostra "ALMA LATINA" da me curata, è l’incontro con realizzazioni pittoriche che sanno esprimere e comunicare sentimenti e tensioni universali realizzate dal Maestro sulla base di teorie metafisiche, piene di simbolismo, di colori ancestrali, mitologici del suo Paese. Dai diversi capitoli e delle fasi dell'evoluzione della cultura andina, dalle diverse culture che sono esistite e che tuttora sopravvivono, Ñañake sa trarre messaggi e sentimenti che accomunano tutta l’umanità al dilà di ogni latitudine con una vena poetica creativa che immortala l'unicità dei popoli e delle culture. 


La sua tavolozza di colori freddi contrastati da accenti di colori vibranti fornisce equilibrio alla sua pittura con linee dinamiche, completate da pennellate energiche, che a volte ci ricordano anche la pittura espressionista del primo Novecento europeo in una visione futurista”.

Quali sono le caratteristiche tecniche di Juan Carlos Ñañake?

“I messaggi figurativi simbolici e cromatici di Juan Carlos ci vengono incontro con forti impatti visivi che ci catturano per la forma particolare delle luci e delle ombre, per il modo in cui sono disposti i colori della terra e per il sentimento che vivifica il suo mondo. E’ una pittura forte e potente quella di Ñañake, dove vari piani di colore costruiscono la geografia delle immagini. Non è una pittura piatta e rigida, ha una sua vibrazione, un ritmo interno scandito dai disegni iniziali che costruiscono tutte le sue immagini e che si articolano tra loro, ottenendo insiemi di interessante plasticità. 


Forte e centrale è il suo messaggio sull’enigma femminino: una donna idealizzata, ieratica, emancipata protagonista della modernità e allo stesso tempo, donna archetipo. Un mondo di archetipi dove la figura femminile la fa da padrona e rappresenta un motivo costante nelle sue creazioni artistiche universali come in questa Mostra “ALMA LATINA” nella quale ci propone un insieme di opere dove la donna è la protagonista principale, che si nutre di miti e leggende, di storie profonde in una fusione tra il precolombiano ancestrale e il sociale contemporaneo”.

Chi è Juan Carlos Nanake nel panorama artistico latino?

“Nato nel 1971 in Perù, a Chiclayo, Juan Carlos Ñañake ha al suo attivo oltre 50 mostre individuali di pittura e più di 180 mostre collettive. Contemplare l'opera del Maestro è entrare nella nascita dell'epifania aborigena, è l'accesso a un rito di immagini essenziali che sono i volti di una cultura che si trasforma sulla tela.


Una visione che percorre i viaggi di un'anima, che decifra e si immerge nell'enigma di questo tempo verso la memoria visiva di un popolo che resiste nei suoi valori e ricchezze, in questo focoso universo estetico, quello dei meandri interiori di un artista  con la A maiuscola. Le sue opere si trovano in Musei e collezioni private di mezzo mondo. In Perù come in Argentina, Spagna, Romania, Germania, Stati Uniti d’America, Giappone, Italia, Bolivia, Brasile, Panama, Canada, Inghilterra, Ecuador, Colombia.  È l'ideatore ed esecutore di grandi Murales come quello in Arte Concreta di 2000 mq sul Paseo Yortuque a Chiclayo”.

A chi è rivolta questa mostra?

“Ñañake è uno dei casi più notevoli di una pittura di grande e riconosciuto spessore che rinnova le fonti e gli archetipi ancestrali per accogliere il primitivo e il terrigeno come essenza duratura della contemporaneità in dimensione simbolica. La Mostra ALMA LATINA si rivolge a chi ama il predominio di grandi contrasti ed i viaggi nel profondo delle origini. Appassionati e non, verranno rapiti dalla grandiosità e profondità di un grande Maestro che interpreta il mondo antico e atavico in una prospettiva estetica propulsiva che va dall’antico al contemporaneo. E in questi termini un’opera del Maestro non potrà mancare nella collezione di intenditori ed aficionados”.

Critico d’arte di questo evento Alfio Borghese, organizzatrice e curatore della Mostra Sylvia Irrazabal .

Vernissage lunedì 20 Maggio, alle ore 18.00,a due passi dal Colosseo, che si   preannuncia come un vero evento culturale nella Capitale alla presenza del Maestro Juan Carlos Ñañake e Live Performance Musicale con ospiti istituzionali, Vip, stampa. Un appuntamento da non perdere per chi ama l’arte e vuole scoprire le novità e la bellezza dell’arte contemporanea in una dimensione universale. Nel corso della settimana sono previste Performance Artistiche aperte al pubblico. 

Sabato 25 Maggio alle ore 18 – Performance di pittura dal Vivo del Maestro Juan Carlos Ñañake alla Galleria Arca di Noesis . Via Ostilia 3B – Roma Colosseo

 Daniela Dal Lago

lunedì 6 maggio 2024

“Il mio nome è Nessuno. Un’Odissea ad uso di anime perse”, regia di Francesco Polizzi e Christian Angeli, al Teatro Di Documenti (Rm) dall’8 al 12 maggio

 

Il viaggio iniziatico alla base della civiltà occidentale, in cui sotto forma onirica e fantastica sono rappresentate le tappe che ogni essere umano deve completare per ritornare alla sua vera terra e ridiventarne re. 

In scena al Teatro Di Documentidall’8 al 12 maggio “Il mio nome è Nessuno. Un’Odissea ad uso di anime perse” di Francesco Polizzi e Christian Angeli. Uno spettacolo itinerante che si propone come rito e mimesi dell‘esperienza iniziatica. La narrazione poetica si alterna alla musica e ai flashback drammatizzati del racconto di Odisseo/Telemaco/Penelope.

Il protagonista Odisseo dovrà sconfiggere la forza bruta di Polifemo, superare il richiamo dell‘animalità di Circe, trascendere la sensualità delle Sirene, passare attraverso la porta stretta di Scilla e Cariddi, e finalmente al termine del viaggio, tornato a casa sotto le spoglie di un mendicante, dovrà spodestare gli usurpatori del suo trono e ricongiungersi con la sua metà. 

Telemaco, nel frattempo, si dibatte come un Amleto ad Elsinore in un regno usurpato di cui non è più il principe, mentre la madre Penelope si destreggia contro gli insistenti pretendenti. Fuggirà alla ricerca del padre perduto. La riunione dei tre potrà avvenire solo a costo di una trasformazione sanguinosa. Le avventure di Odisseo sono raccontate, cantate e interpretate da un gruppo di cantori–aedi, che entrano e escono dalla narrazione assumendo via via le sembianze di tutti i personaggi dell‘epopea omerica. 


Dall’8 maggio al 12 maggio da mercoledì a sabato ore 21 domenica ore 17.30 Costo del biglietto: 15 euro intero – 12 euro ridotto – 10 euro solo per studenti e universitari + 3 euro di tessera associativa 

Teatro di Documenti Via Nicola Zabaglia, 42 00153 Roma tel. 06/ 45548578 cell. 328/8475891 teatrodidocumenti@libero.it http://www.teatrodidocumenti.it/

Daniela Dal Lago

domenica 5 maggio 2024

A TU PER TU CON LA PRESENTATRICE, ATTRICE MA ANCHE SCRITTRICE MARIA MONSE’.

 


In questa intervista la scrittrice ci parlerà del suo nuovo libro “ I 50 ANNI SONO I NUOVI 30 “.

Un libro Antiage, con un effetto lifting, antiossidante, che ogni donna dovrebbe tenere sempre con sé, e leggere in qualsiasi momento del giorno per continuare ad amarsi.

Di questo libro ce ne parlerà la scrittrice stessa:

 

Maria, i 50 anni sono i nuovi 30, da dove nasce l’idea di questo titolo del tuo ottavo Libro?

Rispondo a questa domanda dicendo che l’idea di questo libro nasce innanzitutto dalla voglia di liberare le donne dal peso del tempo che passa che molte donne vivono come se fosse un incubo.

Si potrebbe considerare come un viaggio letterario alla scoperta dell’universo donna, ma non è un’autobiografia?

Infatti non si tratta di un’autobiografia, certamente anche io mi immedesimo in questa fascia di età e di donna, ma ci siamo confrontate ed è per questo motivo che ho deciso di arricchirlo con racconti ed episodi differenti, di donne vissute.

Nel tuo libro citi Yourcenar, tu Maria, cosa hai trovato di particolare in questa donna, tanto da dedicarle la tua attenzione?

Yourcenar Marguerite non è stata solo una donna ma un esempio di donna, che ha dedicato la sua vita ai libri e alla Poesia. Lei si definiva “ Pellegrina e straniera “. Credo che oltre alla bellezza in una donna andrebbe misurata anche l’intelligenza e il talento e credo anche l’apertura mentale sia un’ottima terapia anti tempo. Come Marguerite ogni donna dovrebbe avere una varietà di interessi e di passioni, per mantenersi sempre più giovane e attiva.

Non mancano i riferimenti all’essere figlia, madre e moglie, dove ti senti più vincente?

Sono una donna impegnata in tanti ruoli nella vita, ma credo di essere stata e di esserlo ancora, sempre presente come moglie e madre. La mia forza la trovo nell’amore che provo soprattutto per mia figlia, se oggi sono qui, se sono diventata la donna madre che tutti vedete, lo devo solo a lei. Lei è tutta la mia vita.

Quindi il “mestiere di madre “ è  il culmine della realizzazione?

L’essere madre non va interpretato come il culmine della realizzazione, solo che dal momento in cui si decide di essere un genitore, è giusto prendersi cura del proprio figlio e figlia, crescerlo, accudirlo, dargli un’educazione, ma non tutte le donne sono portate ad esserlo, perché riuscire a legare i propri interessi, il proprio lavoro con la famiglia non è un’impresa facile, bisogna ammetterlo.

 

L’immagine cosa rappresenta per te?

L’immagine ha un suo perché, diciamo che è importante, ma se noi pensiamo che l’apparenza inganna,    e ci basiamo solo su un fattore estetico della persona ecco che potremmo rimanere delusi, per questo motivo preferisco affrontare l’argomento o la persona con tatto, mi prendo del tempo.

 


Una illustre penna ha scritto la prefazione, ti ci ritrovi?

Ovvero c’è coerenza tra libro, biografia e Maria Monsè?

Credo che di  scrittori e poeti come lui ce ne siano davvero pochi,  sono doti innate.   Mi permetto di dire tutto questo,  perché io e Theo ci conosciamo da diverso tempo, e la sua sensibilità e generosità d’animo lo distingue molto da tanti altri. E’ un uomo pieno di pregi, oltre ad essere un grande filosofo.

Quello che mi sento di dire è che il suo incoraggiamento a scrivere, a mettere insieme i miei scritti per poi realizzare questo libro è stato fondamentale per me. Credo che solo lui, conoscendomi bene, sarebbe stato in grado di disegnarmi biograficamente parlando e di trovare delle somiglianze di me e il libro. Per questo ho scelto lui.  

Quando il prossimo libro?

Bella domanda, il prossimo libro riposa insieme alle idee, ma con Theo che fa da sveglia, non credo che riposerà ancora molto tempo. L’unica cosa che posso anticipare è che stiamo preparando una sorpresa, una novità, un dolce stil novo.

 

Grazie da parte mia e da parte del Giornale Inciucio.it per questa intervista.  

Sabrina Tutone

 

 

martedì 30 aprile 2024

dal 24 al 26 maggio, negli spazi del Mattatoio La Pelanda e della Città dell'Altra Economia a Roma, ARF! Festival del Fumetto festeggia i suoi 10 anni di attività

 

Dal 24 al 26 maggio 2024, a Roma, negli spazi della Pelanda al Mattatoio e della Città dell’Altra Economia, torna ARF! Festival, la festa di chi ama, scrive, disegna, legge e respira fumetti, che celebra il traguardo della sua decima edizione.
Ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi, ARF! offre tre giorni di “Storie, Segni & Disegni”: un’immersione totale nel Fumetto nel cuore del Testaccio, quartiere-simbolo del fermento creativo della Capitale.
In questa decima edizione di ARF! sarà possibile visitare ben 9 mostre super esclusive, che vedranno la presenza di tutti gli artisti. La prima Più di 100 proiettili della superstar argentina Eduardo Risso, organizzata da ARF! e l’Instituto Cervantes di Roma con inaugurazione il 17 maggio presso la Sala Dalì di Piazza Navona. Dal 24 al 26 maggio, nei luoghi del Festival (Mattatoio + CAE), troveremo Xtraordinarie! dedicata all’Arte di Silvio Camboni; O partigiano, portami via che celebra l’intera carriera artistica di Baru; l’immaginifica I dreamed a dream di Dave McKean; Slice of Summer della giovane mangaka vietnamita Lâm Hoàng Trúc; la potenza lisergica di Hurricane e del suo Euforico Hangover (nella Self Area); il talento della fumettista e illustratrice Iris Biasio (Premio Bartoli di ARF! 2023 “Miglior promessa del Fumetto italiano”) e Avatar (dalla celebre serie USA creata da Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko) un percorso espositivo allestito nell’Area Kids. In mostra anche i due street artist SOLO & Diamond, autori dell’opera murale (che rappresenta anche la versione variant del manifesto di ARF! 2024) realizzata a Testaccio, lo storico rione che ospita il festival, per celebrare i 10 anni di ARF!.
Come ogni anno non mancheranno gli attesissimi incontri della Sala Talk, la Job ARF!, format di successo che, attraverso colloqui di lavoro tra autrici, autori esordienti e case editrici, crea vere opportunità professionali,  l’ARFist Alley per incontrare decine di stelle del comicdom nazionale e internazionale (Rafael Albuquerque, Ivàn Brandon, Otto Schmidt, Sara Pichelli, il Collettivo Moleste e Rita Petruccioli solo per citarne alcune).
Inoltre le due aree a ingresso gratuito: la Self ARF!, un “festival nel Festival” interamente dedicato al mondo delle autoproduzioni e della microeditoria indipendente e l’ARF! Kids, l’area pensata per i giovanissimi, che si conferma come uno degli appuntamenti più attesi con i suoi laboratori creativi non-stop di qualità, gli incontri con i libri, le letture e il disegno sotto la guida dei migliori talenti dell’editoria italiana per l’infanzia.
Completano il programma le attesissime Lectio Magistralis tenute dai Maestri Vittorio Giardino e Baru, indiscutibili veterani del Fumetto italiano e franco-belga.
Nato nel 2015, in dieci anni il festival è diventato un punto di riferimento nel panorama delle manifestazioni italiane, posizionandosi efficacemente nel calendario nazionale degli eventi di settore con carattere e identità. ARF! è anche co-fondatore di RIFF • Rete Italiana Festival Fumetto, l’Associazione nazionale di categoria dell’intero comparto, di cui Stefano Piccoli (direttore di ARF!) è presidente.
La decima edizione di ARF! Festival è promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo e le partnership di ATAC, PressUp e Koh-I-Noor.
 
INFO PUBBLICO ARF! «Festival di storie, segni e disegni» #ARF10
MATTATOIO + CITTA’ ALTRA ECONOMIA
Ingresso Piazza Orazio Giustiniani 4, (Testaccio) Roma

24/25/26 maggio 2024 - Orario: 10:00-20:00 
Biglietti: giornaliero € 12 - abbonamento 3 giorni € 24
Info: 060608
www.arfestival.it - info@arfestival.it
Facebook: www.facebook.com/arfestival
Twitter: @arfestival
Instagram: @arfestival
www.mattatoioroma.it
 
Ufficio stampa ARF!: Fabiana Manuelli: 347.8263425 - fabianamanuelli@gmail.com

Giò Di Giorgio