Sorellanza, resilienza e complicità: l’artista nigeriana amata da Beyoncé riscrive
il corpo delle donne in un corpus di opere tra pittura, collage e materiali
della tradizione africana
Presenza, identità e autonomia. Sorellanza, resilienza e complicità. Dal 20 giugno al 3 settembre 2026, a Palazzo SUMS nella Repubblica di San Marino, arriva un universo femminile autosufficiente, stratificato e profondamente contemporaneo, che nasce da un incontro fra tessuti, pattern e materiali della cultura africana trasformati in dispositivi narrativi complessi. È la mostra “Inarrestabile” di Ndidi Emefiele, che per la prima volta nella penisola porta, in una mostra monografica, le sue figure femminili, costruite attraverso sovrapposizioni materiche e spesso immerse in campiture cromatiche vibranti.
Artista amata da Beyoncé, Ndidi Emefiele non realizza semplici ritratti: costruisce presenze archetipiche e al tempo stesso estremamente attuali, donne che occupano lo spazio con consapevolezza e potenza simbolica. Ed è proprio in questo rapporto fra politica ed estetica, in questo intreccio di materiali e culture che l’artista nigeriana porta negli spazi del Palazzo una dimensione tattile e una rappresentazione della donna nera nella cultura visiva globale che trascende ogni appartenenza.
Curata da
Riccardo Freddo in collaborazione con Rosenfeld Gallery, la mostra si sviluppacome un
percorso in cui la pittura si fa gesto radicale e affermazione visiva: il visitatore è invitato a confrontarsi con
una pluralità di voci e presenze, trasformando Palazzo SUMS in un luogo di
attraversamento, uno spazio in cui ripensare l’identità femminile nel
XXI secolo
attraverso un linguaggio visivo internazionale, inclusivo e poetico.
Inarrestabile
non è solo il titolo della mostra, ma la condizione stessa delle figure che la
abitano: donne
che esistono oltre ogni limite imposto, oltre ogni narrazione riduttiva. Nella loro quieta ma
inesorabile forza, risiede la possibilità di immaginare nuove forme di
rappresentazione, e forse, nuovi modi di essere nel mondo. Le opere – tra pittura, collage e
inserzioni tessili – danno forma a un sistema di immagini in cui ogni figura
non chiede di essere osservata, ma impone una nuova modalità di visione. Le
protagoniste abitano lo spazio con una presenza piena, sottraendosi a qualsiasi
logica di rappresentazione esterna e affermando un’identità autonoma, costruita dall’interno. Le donne di Emefiele non
cercano consenso, non si definiscono nello sguardo altrui, ma costruiscono
ambienti in cui esistere pienamente, ribaltando i codici tradizionali della
rappresentazione.
Nata a Abuja e
oggi attiva tra Nigeria e Regno Unito, Emefiele intreccia nel proprio lavoro
memoria personale e patrimonio culturale, trasformando tessuti, pattern e
materiali della tradizione africana in un linguaggio visivo contemporaneo.
Il ricorso al collage introduce una dimensione stratificata in cui ogni elemento
diventa frammento di un archivio vivo, capace di connettere geografie, storie e
identità. La sua pratica, influenzata anche dal mondo della moda, restituisce
superfici vibranti e complesse, in cui la materia diventa racconto e la pittura
si apre a una dimensione espansa, sensoriale.
Ndidi Emefiele (1987) è un’artista nigeriana che vive e lavora a Northampton, nel
Regno Unito. La sua pratica pittorica si distingue per composizioni figurative
stratificate, costruite attraverso riferimenti culturali, di genere e
personali. Le sue tele, vivide e dinamiche sia nella pennellata che nella
giustapposizione cromatica, esplorano la complessità dell’esperienza contemporanea e dell’identità femminile. Emefiele attinge a una vasta gamma di
materiali – collage, tessuti, elementi tradizionali – per restituire un’estetica radicata nell’eredità culturale della
Nigeria. Le sue protagoniste, forti e fiere, abitano un universo in cui la
figura maschile è percepita solo attraverso la sua assenza. Le teste
ingrandite, simbolo del controllo sul destino nella tradizione nigeriana, e l’uso ricorrente di occhiali vistosi o CD, funzionano come
metafore di protezione contro il mondo esterno. Emefiele considera l’arte un linguaggio attraverso cui sfidare stereotipi e
creare nuovi spazi visivi per l’identità femminile nera contemporanea, in dialogo
costante con la memoria, la spiritualità e la cultura popolare.Ha esposto in
numerose mostre personali e collettive a livello internazionale, tra cui Miami,
New York, Londra, Chicago, Los Angeles, Lagos, Johannesburg e Abuja. Le sue
opere fanno parte di collezioni prestigiose come il MoCADA di New York, il
Kunstmuseum Wolfsburg, il Taubman Museum of Art in Virginia, The Perimeter a
Londra, il Mint Museum in North Carolina, la Nigerian Stock Exchange di Lagos e
il Charles H. Wright Museum di Detroit, oltre che in raccolte private come
quelle di Beth Rudin DeWoody e Jiménez-Colón. Nel 2022, è stata
inclusa nella mostra Bold Black British da Christie’s Londra e ha partecipato alla Art Encounters Biennial di
Timișoara, in Romania. Ha ricevuto il prestigioso Olive Prize for Excellence in
Painting presso lo Slade School of Fine Art, ed è stata nominata per i Future
Awards Africa nella categoria Arte e Cultura.Beth Rudin DeWoody collection.
Ndidi Emefiele. Inarrestabile
A cura di Riccardo Freddo
Palazzo SUMS,
Repubblica di San Marino
20 giugno – 3
settembre 2026
Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it
Marta Volterra marta.volterra@hf4.it
Eleonora D'Urbano eleonora.durbano@hf4.it 328.153.53.24
Valentina Pettinelli valentina.pettinelli@hf4.it 347.449.91.74

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