Ombre,
ricordi, oggetti simbolici e voci reali. Attraversamento di piani, tempi e
respiri. Oriana, il suo sguardo sul mondo, il suo humour tagliente e la
sua forza luminosa. Capace di ridere quando nessuno avrebbe riso. Capace di
trovare parole dove altri avrebbero trovato solo silenzio. Il tentativo di
raccontarla, di ricordarla, – con amore, precisione e smarrimento – di
restituire la musica della sua presenza, delle sue parole, dei suoi pensieri. E
poi la Miastenia, una nota stonata che non vuole rientrare nello spartito. Una
quotidianità smontata, osservata, raccontata con sincerità disarmante. E poi i
consigli assurdi, gli amori che inciampano. Un monologo biografico, un omaggio
a una donna che ha fatto del proprio sguardo un’arma e un riparo, che ha
trasformato la malattia in materiale poetico e la quotidianità in resistenza
creativa. Stand-up amara, poesia, canzoni, dialoghi in controluce e frammenti
di vita. Un racconto che ci trasporta in
un mondo fatto di speranza. Un inno alla vita e al ritmo personale. Un
invito a riascoltare il proprio tempo interiore, anche quando non coincide con
quello del mondo. Una vertigine che ci riguarda tutti: sani, non sani,
stanchi, resilienti, distratti, in lotta, in ascolto.
LO
SPETTACOLO
Lo
spettacolo nasce dalle parole e dalla voce della giornalista Oriana Gullone: un
materiale vivo, potente, intimo, attraversato da ironia feroce e lucidità
poetica. Quattro Quarti. Io sono rara è un atto politico e poetico,
una dichiarazione d’amore verso il ritmo personale di ciascuno, verso
quelle battute irregolari che, nonostante tutto, continuano a suonare. Oriana
ci consegna una musica segreta. Le sue parole sono scintille che illuminano il
buio, a volte ferocemente ironiche, con lo sguardo che non si piega mai alla
tragedia ma che continua a cercare la bellezza. È un atto d’amore: verso
Oriana, verso chi vive con una malattia rara, verso chi lotta per essere
creduto, verso chi trova la forza nell’ironia e nella verità. Il fulcro è
la sua voce e il tentativo di raccontarla, ricordarla, celebrarla. Per questo
la scelta è di far dialogare teatro, maschera, commedia e poesia con il
materiale autobiografico che compone lo spettacolo e lo arricchisce di un
taglio cinematografico: linguaggi che abitavano il suo modo di stare al mondo. Lo
spettacolo racconta tutti noi, il nostro bisogno di tenere insieme i pezzi, di
continuare a suonare la nostra musica anche quando la partitura si strappa. La
malattia si trasforma in linguaggio scenico in un ambiente sospeso tra reale e
simbolico. La regia non vuole imitare Oriana, ma ascoltarla profondamente,
lasciando che sia lei a guidarne il ritmo emotivo indipendentemente dalla
misura del “tempo ordinario”. Un invito a riconoscere la propria dissonanza,
a scoprire che nella rottura si può trovare un ritmo nuovo, personale,
profondamente umano. Un ritmo che, nonostante tutto, continua a battere.
Parte
dell’incasso sarà devoluto alla fondazione Il Bullone. (https://bullone.org/)
PRESS OFFICE
Vania Lai vanialai1975@gmail.com
TEATRO TRASTEVERE
Via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma
Biglietti: 13.00
-prevista tessera associativa-
giorni feriali ore 21
Prenotazioni: 06 5814004 - 328 3546847
https://www.teatrotrastevere.it/

