lunedì 17 giugno 2019

L'EMIGRANTE Format radiofonico e televisivo,ideato e condotto da Gio' Di Sarno in onda su Radio Italia Anni 60 ( FM 100.5 ) tutti i martedì dalle 18 alle 19,ospite del prossimo martedì,Gianluca Timpone



Arriva da Lagonegro, un bellissimo paesino di poco meno di seimila anime in provincia di Potenza. Figlio di una casalinga e di un artigiano, frequenta le scuole fino al liceo nella terra natia, poi, come è capitato spesso di leggere per gli altri nostri ospiti, si trasferisce a Roma per l’università. Primo di tre fratelli, si iscrive alla facoltà di economia presso La Sapienza conseguendo la laurea in economia e commercio e dopo il consueto periodo di tirocinio professionale della durata di 3 anni e il superamento dell’esame di stato, si è avviato alla professione di dottore commercialista. Ed è proprio grazie alla sua professione che lo vediamo spesso in televisione, in particolare su  RAI1 dove all’interno della trasmissione  “Unomattina” cura  una  rubrica  settimanale nella quale  si affrontano temi che spaziano dalle tasse alla previdenza.
Papà di due preadolescenti, diventato oramai  un punto di riferimento per l’ingarbugliata macchina burocratica che esiste nel nostro Paese. Gianluca Timpone ha scritto anche  un libro dal titolo “Dammi tregua” che parla ovviamente ti tasse.
Ha uno studio ben avviato nella Capitale oltre ad avere incarichi come professore a contratto all’Università Europea di Roma dove insegna microeconomia,  ed alla LUISS come assistente della cattedra del professor Giuseppe di Taranto.

                                       Gianluca Timpone con Franco Di Mare

Come è nata la decisione di lasciare il piccolo centro per venire in una città come Roma, e quali difficoltà hai dovuto affrontare ?

Sicuramente la voglia di studiare in una grande e prestigiosa università come La Sapienza, anche se inizialmente non è stato semplice, per l’adattamento ad una città caotica dove si è costretti a correre per qualsiasi cosa, dal posto in aula sino al pranzo in mensa.

Sei di Lagonegro, lo stesso paese di Pino Mango, scomparso da qualche anno lasciando un vuoto incolmabile, sia come musicista che come persona. Che rapporti avevi con lui ?

Inizialmente ero semplicemente un suo compaesano di cui come tutti i lagonegresi eravamo orgogliosi di avere tra i nostri concittadini un bravissimo cantante. Poi da compaesano ad amico il passaggio è stato rapido e veloce perché ho iniziato a seguire anche i suoi  interessi economici attraverso la gestione contabile e fiscale di società riconducibili a lui ed al fratello Armando. Quando purtroppo è stato celebrato il suo funerale anche la trasmissione “Unomattina”  gli ha dedicato una diretta da Lagonegro con in collegamento io e Mogol, suo grandissimo amico e compositore di grandi successi tra i quali Mediterraneo.

Hai scritto un libro esplicativo sulle tasse dal titolo  “Dammi Tregua”, il sottotitolo è: “In un sistema economico in un Paese in continua evoluzione non vi è nulla di sicuro tranne le tasse”. Cosa intendevi dire ?

La risposta non è scontata,  perché in effetti oltre alla dipartita terrena l’unica altra certezza è  il pagamento delle tasse il cui ammontare può essere ridotto ma alla fine occorrerà sempre pagarle. Altrimenti i servizi pubblici  rimarrebbero al “palo”. Altra considerazione è rappresentata dal continuo mutamento di regole che rendono complicata la vita dei contribuenti e dello stesso Stato perché se è difficile interpretare una norma fiscale, altrettanto complicato sarà stabilire l’importo da pagare. Basterebbero delle semplici regole.

                                  Presentazione del libro “Dammi Tregua”

Quanto è cambiata negli anni  la tua figura professionale ?

In realtà io nasco come commercialista di enti locali in quanto inizialmente ho svolto molti incarichi come revisore contabile, dopodiché ho abbracciato completamente il contenzioso tributario e la consulenza societaria, grazie anche alla buona organizzazione di studio che in questi anni si è sempre di più affinata avvicinandosi alle sempre più complesse esigenze che i singoli clienti richiedono.

Un dottore commercialista e volto noto della tv, che sogni custodisce nel cassetto ?

In realtà molti sogni nel cassetto li ho già realizzati...però, come ogni buon meridionale, quello da voler realizzare e sempre quello che dovrà ancora essere realizzato. Questo per dire che il mio armadio ha tanti cassetti alcuni dei quali ancora da aprire.

Ufficio stampa Giò Di Giorgio