lunedì 5 dicembre 2022

Cava de’ Tirreni: mostra personale del Maestro Athos Faccincani fino al 18 Dicembre presso il Complesso Monumentale San Giovanni Battista TRA LUCE E SOGNO il risveglio della pittura Inaugurazione mercoledì 7 Dicembre, alle ore 19, Corso Umberto I, n° 167

 


Dal mercoledì 7 a domenica 18 Dicembre il Complesso Monumentale San Giovanni Battista ospiterà l’opera del Maestro Athos Faccincani con la mostra “Tra luce e sogno”, con il patrocinio del Comune di Cava de’ Tirreni. La cura del colore, insieme con il gusto della favola sono elementi che colpiscono a prima vista nel lavoro di Athos Faccincani, sia che dipinga una cristallina Venezia, o immagini scogliere meridionali sulle quali si assiepano cupole e tetti a picco sul mare, la sua pittura riesce ad offrirci un’idea di solarità, di adesione consapevole al costante miracolo del mondo che ci circonda.
 Un’espressività decorativa, in coerente sperimentazione dimensionale e cromatica, attuata sulla base di una simbolizzazione dei dati reali. Anche quando l’immaginazione dell’artista si cala in giardini succosi e cromaticamente accesi, individuiamo un atteggiamento da paziente esploratore di un mondo caleidoscopico, indagato alla luce di una fantasia capace di dare corpo ai sogni. 
Una sorta di impulso felicemente infantile, carico di ingenuo senso primordiale, sorretto da un colore nitido, capace di comunicare l’emozione di fronte a una natura lussureggiante, ad un mare di smeraldo o ad un cielo di un fulgido azzurro. Un paesaggio domestico trasformato in fiaba che riesce a trasmettere la “joie de vivre” di un candido, seppure consapevole, poeta dalla gioia. Obiettivo della mostra è raccontare, in modo semplice e accessibile, la storia dell’opera di Faccincani che attraverso l’intuizione, la creatività, la progettualità, la ricerca di tecniche diverse, la passione per il colore lo hanno portato ad essere uno degli artisti contemporanei più accreditati. Al vernissage, in programma alle 19 di mercoledì 7 dicembre, oltre all’Artista interverranno il dott. Vincenzo Servalli, Sindaco di Cava de' Tirreni e il prof. Armando Lamberti, Assessore alla Cultura. La personale resterà aperta tutti i giorni fino a domenica 18 dicembre con il seguente orario: 10-13 e 16-21. Athos Faccincani nasce a Peschiera del Garda il 29 Gennaio 1951. Negli anni 70 il giovane artista comincia a farsi notare per l’intensità espressiva delle sue figure: gli viene così commissionata una mostra sulla Resistenza presso la Gran Guardia di Verona che gli frutterà la Medaglia di Cavaliere della Repubblica consegnatagli dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Nel 1980, dopo un profondo cambiamento interiore,

Faccincani si lascia ispirare dalla Natura che diventa protagonista indiscussa della sua pittura che ormai ha conquistato sia l’amore del pubblico che l’attenzione della critica grazie ai colori vivaci e inconfondibili, dove la luce e il sole, testimoniando gioia e serenità, concorrono al recupero dei valori interiori. Da allora l’ascesa del Maestro del Colore si è estesa ben oltre i confini nazionali, tra le sue esposizioni internazionali più importanti quelle di New York, Boston, S. Antonio, Miami, San Francisco, Chicago, Los Angeles, Londra, Vienna, Tokyo, Madrid, Zurigo, Amburgo, Monaco, Sofia, Hong Kong, Singapore e Montecarlo. Innumerevoli anche i premi di cui è stato insignito durante la sua quarantennale carriera, fra gli ultimi il premio Personalità Europea consegnatogli a Roma ed il Leone d’Argento al Narnia Festival. Dice di lui Nantas Salvalaggio: “Quando un pittore si preoccupa di piacere più al critico che al cittadino, allora il suo caso è grave, probabilmente inguaribile. Significa che non ha una voce originale, è solo un registratore di mode, magari stereofonico. A questo punto si sarà capito perché apprezzo Athos Faccincani, c’è nei suoi oli qualche cosa di terragno e trepido insieme. Avverti nella irruenza cromatica di Athos le influenze dei grandi maestri francesi, riconosci i gialli di Van Gogh o gli arancioni di Pissarro. Ma il Nostro è come un buon cuoco di provincia che, dopo essere stato in vacanza a Parigi, rifà a modo suo, con le spezie e l’olio di casa, i piatti forestieri. C’è un’altra cosa che mi seduce nella vita e nell’arte di Faccincani: è uno che ha sfangato su moto le strade in salita. Non viene da magnanimi lombi, o da salotti privilegiati, ma, come i miei amati poeti Montale e Quasimodo, ha frequentato scuole “tecniche”, i suoi genitori ne volevano fare un disciplinato ragioniere. Ma l’arte è una droga dirompente, una musica esclusiva, e così Faccincani abbandonò le “partite doppie” e cominciò a frequentare musei e chiese, e atelier di pittori. Per diventare un allievo scrupoloso, e recuperare il tempo perduto, visse come un eremita sopra un monte, in compagnia di un pittore talentuoso strampalato. Ha poi lavorato come ragazzo di bottega a fianco di maestri sapienti, che avevano ancora il gusto di insegnare. Se la tecnica è raffinata, nondimeno la sua ispirazione è fresca, a volte addirittura ingenua. In un’epoca avara di emozioni e di passioni, Faccincani non ha paura di commuoversi e di commuovere, di ridere e di far sorridere. Maledetto ragazzo, si sente che per lui il mondo ha sempre qualche cosa di stregato, e con i suoi colori riesce a trasmetterti quella dolcissima stregoneria”. Insomma, ancora una volta non resta che vedere per credere 

  Ufficio stampa, Marino Collacciani 338.7146750 – m.collacciani@gmail.com 

                                                     Giò Di Giorgio