mercoledì 25 marzo 2026

Sabato 28 MARZO 2026, X edizione Le creazioni di Faccincani, Codognotto, Sgaravatti, Paradisi e Benaglia Madrina la storica della moda e del bon ton Contessa Silvana Pascale Augero in una kermesse tra “opere” d’autore dell’arte pittorica e di quella culinaria A Villa La Mimosa di Formello

 

“Aperitivo di Primavera con l’Arte”

 


Luana Cavazzuti, giornalista eno-gastronoma creatrice di eventi, porrà sulla “tavolozza imbandita” dal Casertano le eccellenze dolciarie di Alfonso Caputo, le mozzarelle al tartufo di Vincenzo Tammaro, le specialità del Forno Pandiseta e una selezione di primi e di pietanze con vini d’autore

 di MARINO COLLACCIANI

 

Divenuto luogo d’elezione per dibattiti sull’arte, la cultura e i temi di attualità giornalistica,  la Residenza “Villa La Mimosa” ospiterà a Formello sabato 28 Marzo la X edizione di “Aperitivo di Primavera con l’Arte”, manifestazione nata con l’intento di coniugare alcune eccellenze eno-gastronomiche del nostro Paese col mondo artistico: “saperi e sapori” al cospetto della Primavera 2026. A fare da cornice all’evento personaggi della nobiltà quali - in veste di madrina della manifestazione - la storica della moda e del bon ton Contessa Silvana Pascale Augero. Ospiti d’onore, il regista, sceneggiatore, produttore e scrittore Enrico Vanzina. Rosanna Lambertucci e l’Editrice de “L’Eco del Sud” Rosalba Garofalo.

Particolarmente gradite le presenze istituzionali con il vice- Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, on. Giuseppe Emanuele Cangemi, il Sindaco di Formello avv. Gian Filippo Santi, l’Assessore alla Cultura e allo Sport Roberta Bellotti, l’Assessore all’Ambiente, alla Sicurezza e alla Protezione Civile Giancarlo Zuccheri. Poi, il principe Guglielmo Marconi Giovanelli, il marchese Giuseppe Ferrajoli, lo storico team manager della Lazio Maurizio Manzini, gli Artisti Athos Faccincani, Ferdinando Codognotto, Eugenio Sgaravatti, Enrico Benaglia, Vittorio Paradisi. Il creatore de “Il Mondo dell’Arte” Remo Panacchia e il fondatore e direttore dell’Accademia La Sponda, dott. Benito Corradini. Ospiti di riguardo il veterinario più amato del centro Italia, dott. Giorgio Gumirato, l’autrice di best sellers Gwendolyn Simpson Chabrier, l’immobiliarista Andrea Meschini, il presidente della Fattoria Latte Sano, dott. Marco Lorenzoni, la p.r. e rotariana doc Sara Iannone, la dott.ssa Anna Gentilini, direttrice editoriale della Armando Curcio Editore, il vivaista dei vip Germano de Vittori,  il prof. Adriano Redler con la moglie arch. Patrizia Riccioni, lo stilista Walter Ferramonti, l’avv. Andrea Recchi, esperto di diritto societario, l’”amatore” per eccellenza di auto storiche avv. Maurizio Moro, l’architetto Bruno De Vita  e molti personaggi della Capitale, a cominciare dal noto urologo, prof. Giancarlo Fischetti, con la moglie, dott.ssa Eleonora Stillitani, apprezzata ginecologa, tra le maggiori ricercatrici italiane sugli effetti della menopausa. Per passare  ai giornalisti  animatori della vita culturale e mondana della Capitale: da Fabrizio Pacifici (Eventiroma)  a Francesco Vergovich (Il Quotidiano del Lazio), da Miria Maiorani (Viviroma) a Gio’ Di Giorgio (Inciucio) e ad Andrea Pranovi (Radio Roma Capitale). Nell’angolo della musica il fondatore e leader del Trio “The Kingray 72”, Renato Frasca con la moglie Erika.

A bagnare (è proprio il caso di dirlo) le eccellenze dell’enogastronomia italiana,  selezionati vini d’autore provenienti dalla cantina privata de “La Mimosa”. Ed eccoci a tavola: grazie all’ideatrice di grandi eventi Luana Cavazzuti saranno presentate e servite alcune eccellenze del Casertano: dalle ricercatezze dolciarie dell’Antica Pasticceria Caputo Alfonso di Casagiove alle esclusive mozzarelle al tartufo di Vincenzo Tammaro (La Botteghella) e alle specialità del forno di Pandiseta di San Leucio. Nomi che hanno conquistato eloquente e qualitativa popolarità sulle tavole internazionali, a cominciare dagli eventi istituzionali nel Vecchio Continente. Ovviamente gli originali primi e le pietanze dalla cucina de “La Mimosa” contribuiranno a completare il “quadro culinario”.

Insomma, un significativo drappello di eccellenze di un Paese che produce e afferma i sapori del made in Italy a confronto con la nostra tradizione delle arti pittoriche e scultoree. Al centro della tavola rotonda e di quella imbandita i nuovi obiettivi dell’enogastronomia visti, descritti e assaggiati da personaggi che nei loro àmbiti sono ambasciatori di uno stile inimitabile nel fare cultura che contraddistingue l’Italia nel mondo e che il mondo ci invidia.

 Ufficio Stampa: Marino Collacciani m.collacciani@gmail.com cell. 338.7146750

 

 

 

 

lunedì 23 marzo 2026

11 e il 12 aprile, alla Mostra d’Oltremare, due giorni indimenticabili per cani, gatti e il loro umani Quattrozampeinfiera Napoli 2026: un weekend indimenticabile per tutti gli amanti degli animali www.quattrozampeinfiera.it

 


Se sei un amante di cani e gatti e desideri trascorrere un weekend indimenticabile con il tuo amico a quattro zampe, non puoi perdere Quattrozampeinfiera, l’evento pet-friendly più atteso in Italia che si terrà sabato 11 e domenica 12 aprile 2026 alla Mostra d’Oltremare di Napoli.

Il programma delle due giornate propone numerose dog activities adatte a ogni livello di esperienza. Dal Mantrailing, attività nella quale il cane esercita il suo fiuto,  all’Obedience, nella quale il cane esegue una routine di esercizi atti ad impartire un comportamento controllato e collaborativo nei confronti dell’umano.



Gli appassionati di sport cinofili potranno partecipare anche ad altre attività come: Rally O, Educazione di base o Condotta al guinzaglio, mentre per i cani che amano l’acqua c’è l’Acquadog, un’attività pensata per divertirsi e prendere confidenza con l’ambiente acquatico. Grande attenzione anche ai soggetti più piccoli, sessioni di puppy class dedicate alla socializzazione e alle prime regole, seguite da educatori cinofili qualificati.

Non manca l’area Pet à Porter, uno spazio dedicato allo stile e agli accessori per animali. Cappottini personalizzati, collari di design, borse da trasporto e gadget innovativi offrono ai visitatori la possibilità di unire estetica e funzionalità, garantendo sempre il massimo comfort ai propri amici a quattro zampe.

Debutta anche a Napoli il nuovo format “Podcast in Fiera”, attivo in tutte le tappe del circuito. All’interno di uno studio radiofonico prendono voce i protagonisti che da oltre tredici anni animano la manifestazione: visitatori, aziende, professionisti del settore e influencer. Tra i format proposti “Il TG degli Animali”, condotto da Simone Cantarini, che racconta il mondo pet con ironia e spunti di riflessione, “Bestie di Casa” dedicato alla quotidianità della convivenza con gli animali e “IntervistePet” con Elena Galliano, che esplora le sfide e le opportunità del pet market, tra nuove tendenze, tecnologie emergenti e pratiche innovative per il benessere animale.

 


A completare il programma tornano la Friends Show by Monge, la sfilata amatoriale aperta a cani e gatti di ogni razza e taglia, e la Dog Winner by Farmina, riservata ai cani di razza. Confermata anche l’iniziativa solidale #Usatopet, che invita i visitatori a donare accessori usati in buone condizioni da destinare alle associazioni locali. Un gesto semplice ma di grande valore sociale, che rafforza l’impegno di Quattrozampeinfiera sui temi della sostenibilità e della responsabilità verso gli animali in difficoltà.

Orario
10.00 - 19.00 - chiusura casse ore 18.00

Biglietti

-       Biglietto intero 15€

-       Biglietto online 12€

-       Biglietto con sconto scaricabile da quattrozampeinfiera.it e da presentare in cassa 11€

-       Bambini 0-5 anni ingresso gratuito

-       6-9 anni 11€ acquistabile solo in cassa con obbligo di esibire un documento

-       Ingresso gratuito per invalidità al 100% e per un accompagnatore

Per maggiori informazioni è possibile visitare quattrozampeinfiera.it o contattare il numero 0362 1636218.

 ufficio stampa

Daniela Fabietti 3351979415 

 

 

Uno straordinario vernissage, dell’artista giapponese Michi Taguchi, intitolato 'Nel sorriso del Buddha', si è svolto nell'atmosfera spirituale della biblioteca indologica di Bibliothè.

 


Fra i numerosi visitatori, si sono visti alcuni volti noti e diversi artisti, fra i quali la pittrice Elena Tommasi Ferroni, la quale ha elegantemente parlato degli straordinari Buddha dipinti su legno dall'artista giapponese Michi Taguchi, presenti anche il marito lo scrittore Alessandro Varani, lo scultore Pietro Simonelli, l’artista/musicista Federico Pirani, l’artista Livia Liverani, la dottoressa Marisa Giorgi, storica dell’arte dell’Asia orientale.Michi, che vive a Roma da circa venticinque anni, è nata e cresciuta a Kyoto e lì, tra le altre cose, ha studiato per 12 anni calligrafia alla scuola Nihonsuji, seguendo la tradizione del maestro Kampō e per l’occasioneha indossato uno splendido kimono, fasciato da un prezioso obi con disegni floreali in oro su seta, accogliendo il pubblico e la numerosa schiera di amici con la tipica, garbata gentilezza giapponese.

Terminata la presentazione, è stato offerto ai presenti un buffet speciale, a base di una profumata bevanda indiana a base di sandalo, del pappadam e altre sfiziose leccornie esotiche...Ma vale la pena terminare questo articolo descrivendo i 'piccoli', ma preziosi dipinti esposti nella mostra, dove è possibile ammirare la posa laterale di uno splendido Buddha MikaeriAmida che rinuncia al proprio definitivo stato di beatitudine (nirvana) e si volta indietro per aiutare chi ancora soggiace alle afflizioni del mondo, come pure la posa di leggiadra eleganza del Buddha Nanhai Guanyn, o quella di un elefante dall'elaborata bardatura che sorregge un bodhisattva. 



Ma è soprattutto nella loro visione d'insieme che i dipinti trasmettono la loro peculiare fascinazione, un fascino capace di trasportare il visitatore in un luogo dell'anima delicato e sospeso nel tempo.

Sarà possibile visitare la mostra fino al 1°aprile.

 

Bibliothè

Via Celsa, 5 Roma

 


 

Francesco Caruso Litrico

Ufficio stampa - Comunicazione e Promozione

3334682892 - fralit@alice.it

 

                    Giò Di Giorgio







 

 

 

venerdì 20 marzo 2026

Dalla Formula 3 a Claudio Simonetti,è in streaming Gli anni del Prog

 


Apprezzato docufilm diretto da Pierfrancesco Campanella e dedicato a quel particolare genere musicale che negli anni Settanta ha cercato di nobilitare il rock tradizionale attraverso una fusione con la musica classica, Gli anni del Prog è ora su Prime Video Channel e CG tv.

Il rock progressivo ha rappresentato decisamente una rottura col sound del passato: basti pensare che i brani di durata tradizionale furono rimpiazzati da lunghe suite musicali che potevano arrivare ad occupare l'intera facciata di un disco LP, includendo influenze sinfoniche, temi musicali estesi, ambientazioni e testi fantasy, oltre a complesse orchestrazioni.

Natale Massara


Molti brani progressive sono caratterizzati dall'utilizzo di tempi dispari e inconsueti, frequenti cambi di tempo e variazioni di intensità e velocità nel corso di uno stesso brano. E, soprattutto, dall’utilizzo di strumenti inusuali come l’organo Hammond, il moog e il mellotron.

Un'altra innovazione del genere è la presenza di testi di un certo spessore culturale, con riferimenti a figure od opere letterarie e teatrali, allusioni a fatti storici, con testi di difficile comprensione e a volte impenetrabili, con riferimenti alla mitologia, alle fiabe e alla religione. Senza tralasciare i riferimenti politici che rimandavano all’impegno sociale e alle lotte di classediquegli anni.

Toni Cicco della Formula tre

La ricerca estetica si riflette sulla confezione del prodotto, all'epoca LP. In molti casi l'aspetto grafico assume una rilevanza particolare: sia per le illustrazioni, sia per particolari packaging del disco in vinile. Un esempio su tutti: la mitica copertina a salvadanaio del primo album ufficiale del Banco.

Da queste premesse,c’è materiale interessante e diversificato per poter gustare un documentario dedicato al rock progressivodi casa nostra, partendo da quello made in England.

Paolo Siani dei Nuova Idea


Nel lavoro di Campanella sono intervistati alcuni degli artisti protagonisti dell’epoca , oltre ad addetti ai lavori, a giornalisti, critici musicali ed esperti. Per avere un quadro il più possibile esaustivo di una musica “alternativa” in un decennio “difficile”.



Tra i nomi coinvolti ricordiamo Vittorio e Michelangelo Nocenzi del Banco, Gianni Leone del Balletto di Bronzo, Livio Macchia dei Camaleonti, Paolo Siani de La Nuova idea, Gianni Dall’Aglio degli Area, Tony Esposito, Lino Vairetti degli Osanna, Gianni Togni, Tony Cicco deiFormula 3, Mauro Goldsand, Enrico Capuano,Ivan Cattaneo, Pietruccio Montalbettidei DikDik,Claudio Simonetti dei Goblin, Natale Massara, James Senese deiNapoli Centrale.Oltreai produttori discografici Matteo Pagano e Salvatore De Falco, al cinefiloFabio Melelli, agli esperti Andrea Ungheri, Paolo Reale e Gino Saladini, agli scrittori Donato Zoppo e NicolaIuppariello, ai giornalisti Fernando Fratarcangeli e Renato Marengo.

Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik

Prodotto da Sergio De Angelis per Parker Film, Gli anni del Prog, inoltre, è stato appena acquisito dalla Rai, che lo trasmetterà insieme ad altri documentari nei quali è coinvolto a vario titolo Pierfrancesco Campanella, a cominciare da C’era una volta il Beat italiano.

Video con photogallery dal set:https://www.youtube.com/watch?v=gd6A5tMMrb8

                                    Giò Di Giorgio

martedì 17 marzo 2026

Venerdì 27 e sabato 28 marzo ore 21.00 domenica 29 marzo ore 17.30 GETTONI di Fabiana Dantinelli Regia Alessandro De Feo con Riccardo Ferrauti e Fabio Pallini

 


Progetto vincitore di

“Germogli – Residenze artistiche 2025”

 

Centocelle, Roma, l’ultima cabina telefonica del quartiere. La storia di tutte le parole, i sentimenti, le notizie passate oltre quella cornetta, sta per finire, un cartello indica data e ora in cui quell’ultimo baluardo analogico verrà smantellato. Matteo, nato e cresciuto alle case popolari, fra quattro tiri a un vecchio pallone, figurine, pomeriggi al cinema e domeniche da chierichetto, non ci sta. Mette dunque in atto la sua bizzarra protesta: un presidio attorno a quella cabina, deciso a difenderla con ogni mezzo.

Inizia un viaggio nei ricordi di un millennial tenero e impacciato, che con quella cabina ha un rapporto molto speciale, il sofferto legame con suo fratello Valerio. Gettoni è il racconto di una perdita, di un mondo che sta scomparendo, quello delle cabine telefoniche, delle vecchie osterie, delle cassette postali, sostituite da eredi più chic e moderni, ma forse meno autentici.

Matteo non vuole lasciar andare quel passato, il suo, la cabina diventa allora ostinato rifugio a cui affidare il racconto tragicomico di una vita passata in periferia, fra santi sfigati, ex brigatisti, mondiali persi e la forsennata caccia a tutti i gettoni rimasti solo per fare quella chiamata… «Perché tutti c’avemo ancora quarcosa da dì a quarcuno che se n’è annato.»

 


Gettoni è il progetto vincitore di Germogli – Residenze artistiche 2025 del Teatro Trastevere. Il testo è di Fabiana Dantinelli, autrice di Nina, spettacolo vincitore della VII ediz. del premio di drammaturgia Artigogolo 2021 “Scrittori per il teatro” e della XXX edizione del Festival Patologico, menzione speciale della giuria del Premio Teatro Aurelio 2022, finalista del Premio Conti 2022 e Semifinalista del Premio Scenario Periferie 2019.

La regia  è di Alessandro De Feo, finalista nel 2016 al Premio Attilio Corsini e finalista nel 2015 al Roma Fringe Festival per La vera vita del Cavaliere Mascherato, omaggio a Bertolt Brecht. Torna al Trastevere dopo aver diretto nel 2024 Leviatano di Riccardo Tabilio, con Diego Migeni, Stefano Patti, e Gioele Rotini.



In scena Riccardo Ferrauti (Matteo) e Fabio Pallini (Valerio), già selezionati con AZzione immediata (Teatro Roget) nell’ambito di “Vestiti della vostra pelle 2024”, l’atelier creativo guidato da Andrea Cosentino  al Nuovo Teatro Ateneo e in scena a dicembre 2025 per "I Volti dell'Arte Performativa" a cura di Abraxa Teatro allo Spazio Rossellini.

 

PRESS OFFICE Vania Lai vanialai1975@gmail.com

 

TEATRO TRASTEVERE

Via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma

Biglietti: Intero: 13.00 Ridotto: 10.00

-prevista tessera associativa-

 

giorni feriali ore 21, festivi ore 17:30

Prenotazioni: 06 5814004 - 328 3546847

 

info@teatrotrastevere.it

https://www.teatrotrastevere.it/

 

 

lunedì 16 marzo 2026

PRESENTAZIONE LIBRO: Le pietre del segreto - tra reliquie cristiane e figure esoteriche di Alessio Romano “Il potere nasce sempre dalla fiducia che una comunità decide di riporre in ciò che considera significativo.”

 


La presentazione del libro Le pietre del segreto - tra reliquie cristiane e figure esoteriche si è trasformata in qualcosa di più di un semplice incontro letterario.

È stata una serata in cui cultura, istituzioni e pubblico hanno costruito un vero spazio di discussione sul valore dei simboli, della memoria e delle narrazioni che tengono insieme una comunità. La sala gremita ha seguito con grande partecipazione il dialogo guidato dal moderatore Daniele Serio, che ha condotto l’incontro con ritmo e sensibilità, favorendo un dibattito aperto e dinamico.



L’evento, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale: Micol Grasselli, consigliera della Regione Lazio, Marco Innocenzi, sindaco della città di Tivoli, Giovanni Loreti Colagrossi, sindaco di San Gregorio da Sassola, Vincenzo Tropiano, assessore della città di Tivoli, e Alessia Croce, consigliera del Comune di Guidonia Montecelio. La loro presenza ha dato alla serata una dimensione pubblica chiara: non una semplice presentazione di libro, ma un momento di riflessione condivisa sul ruolo della cultura nei territori. Ad aprire la serata è stata la proiezione di una breve clip introduttiva che ha immerso il pubblico nell’atmosfera del volume, fatta di storia medievale, mistero e simboli che attraversano i secoli. 



Da lì è iniziato un dialogo che ha toccato temi molto più ampi del contenuto del libro e che ha avuto come protagonista lo stesso autore, Alessio Romano, che ha accompagnato il pubblico all’interno del percorso di ricerca che ha portato alla nascita dell’opera. Il libro nasce infatti da un’indagine sul rapporto tra simbolo, memoria e potere nella storia dell’uomo. L’autore ha spiegato come le reliquie non siano mai state semplicemente oggetti materiali, ma strumenti attraverso cui le comunità hanno costruito identità e fiducia. Nel Medioevo una reliquia poteva cambiare il destino di una città, attirare pellegrini, consolidare poteri e creare senso di appartenenza. Particolarmente significativo è stato anche il riferimento alla giovane Rachele Romano, figlia dell’autore, che ha scritto l’introduzione del libro.



Un passaggio che ha colpito molti dei presenti perché ha mostrato come la trasmissione della cultura e della memoria non sia soltanto un esercizio accademico, ma un dialogo tra generazioni. Nel corso degli interventi istituzionali è emerso con forza il valore della cultura come spazio di aggregazione civile. Micol Grasselli ha ricordato come politica e cultura condividano la stessa missione: costruire legami tra le persone e custodire le radici che rendono solida una comunità. La cultura, ha sottolineato, rappresenta il ponte che collega il passato al futuro e permette ai territori di riconoscersi in una memoria comune.

Il sindaco di Tivoli Marco Innocenzi ha invece evidenziato il valore della cultura come spazio di aggregazione civile, ricordando come momenti come questo dimostrino quanto la cultura possa diventare occasione concreta di incontro tra cittadini, istituzioni e territorio.



Un passaggio particolarmente significativo è stato quello del sindaco di San Gregorio da Sassola, Giovanni Loreti Colagrossi, che ha ricordato con orgoglio come il suo comune custodisca oltre trenta reliquie, patrimonio spirituale e storico che testimonia la profondità della tradizione religiosa e culturale dell’area tiburtina. L’assessore Vincenzo Tropiano ha offerto una riflessione originale, paragonando il libro a una composizione musicale capace di armonizzare ricerca storica e dimensione simbolica. Ha ricordato come anche l’amministrazione pubblica, pur tra numeri e normative, non possa mai perdere di vista l’elemento centrale: l’uomo e la sua storia. Alessia Croce, consigliera comunale di Guidonia Montecelio, ha invece posto l’accento sul rapporto tra cultura e territorio, sottolineando come la narrazione dei luoghi, delle reliquie e dei misteri storici possa diventare uno strumento potente per valorizzare l’identità locale e creare nuove forme di partecipazione culturale. Il momento più intenso della serata è arrivato con il dibattito condotto dal giornalista Antonio Angeli, che ha aperto una discussione serrata sul significato delle reliquie e sul loro ruolo nella storia. Il confronto si è concentrato in particolare sul mistero del Santo Graal, figura sospesa tra storia e simbolo. La domanda non era tanto se il Graal sia esistito come oggetto, ma perché l’uomo continui a cercarlo.

Il Graal è diventato nel tempo la metafora di una ricerca interiore, della maturità e della responsabilità individuale. Da qui la discussione si è allargata alle figure esoteriche che attraversano il libro. Non come folklore occulto, ma come strumenti attraverso cui le società hanno raccontato i propri limiti e le proprie aspirazioni. I cavalieri del Graal, gli alchimisti e le creature dell’immaginario simbolico europeo non sono semplicemente leggende. Sono modi con cui l’uomo ha cercato di comprendere sé stesso. Proprio una di queste figure, il Golem, ha aperto uno dei passaggi più suggestivi della serata. Nella tradizione ebraica il Golem è una creatura costruita dall’uomo e animata da una parola scritta. Un essere potente ma privo di coscienza autonoma. Un’immagine antica che oggi appare sorprendentemente attuale. Il parallelo con l’intelligenza artificiale è emerso quasi naturalmente. Come il Golem, anche l’intelligenza artificiale nasce da un codice scritto dall’uomo e possiede la capacità di amplificare enormemente le sue possibilità.



La differenza è che oggi questa amplificazione avviene su scala globale.

I sistemi di intelligenza artificiale stanno già trasformando il modo in cui produciamo conoscenza, organizziamo il lavoro e prendiamo decisioni collettive.

Secondo diverse analisi economiche, tecnologie di questo tipo potrebbero generare migliaia di miliardi di valore economico ogni anno e modificare profondamente il mercato del lavoro nei prossimi decenni. Ma il punto emerso nel dibattito non è stato tanto tecnologico quanto simbolico. Le reliquie nel Medioevo non aumentavano la forza materiale di chi le possedeva ma ne aumentavano la fiducia, creavano coesione, identità condivisa, senso di appartenenza. L’intelligenza artificiale, invece, aumenta la capacità operativa degli individui e delle istituzioni. In entrambi i casi però emerge la stessa domanda: chi custodisce il potere che nasce da questi strumenti?

Il confronto ha mostrato come ogni epoca costruisca i propri simboli e le proprie tecnologie, ma debba anche decidere quali valori conservare mentre li costruisce.

Le reliquie hanno insegnato che le comunità si tengono insieme attraverso simboli condivisi, le tecnologie contemporanee mostrano che la stessa logica continua a esistere, anche quando i simboli diventano invisibili e si trasformano in infrastrutture digitali.

La discussione ha toccato anche un altro punto centrale: nessuno è davvero estraneo ai simboli. Anche in una società sempre più laica continuiamo a vivere immersi in oggetti che assumono valore perché una comunità decide di attribuirglielo. Una bandiera, un inno, uno stemma civico, la maglia di una squadra, una fede al dito. Oggetti semplici che diventano potenti quando si caricano di significato condiviso. Il potere non è nell’oggetto ma nel senso che gli uomini costruiscono attorno a quell’oggetto. È una strada a due corsie, l’uomo attribuisce significato alle cose e quelle stesse cose, una volta cariche di significato, iniziano a orientare la vita dell’uomo. In questo contesto è stato particolarmente significativo anche il momento dedicato alla presentazione degli altri scrittori presenti in sala, un passaggio che ha reso evidente come la scrittura continui a essere uno strumento fondamentale di costruzione della memoria e del pensiero collettivo. Autori, giornalisti e studiosi sono stati ricordati non solo come osservatori della realtà, ma come custodi delle narrazioni attraverso cui una comunità interpreta sé stessa, anticipando il prossimo lavoro dell’autore incentrato sulle confraternite segrete del Medioevo, dedicato proprio al giornalismo. Al termine del dibattito la serata è proseguita in un clima conviviale con cena e musica, trasformando l’incontro culturale in un momento di condivisione tra istituzioni, cittadini e mondo della cultura. Il risultato è stato qualcosa di raro. Una serata in cui passato e futuro si sono incontrati nello stesso discorso, dove reliquie medievali, miti antichi e intelligenza artificiale sono diventati parti dello stesso interrogativo.

Ufficio Stampa Francesco Caruso Litrico

                             Giò Di Giorgio

martedì 10 marzo 2026

LONDON DREAM Roma - Londra solo andata Dal 20 al 22 marzo 2026

 


con

DAVID MASTINU

LEONARDO ZARRA

 

REGIA : PAOLO VANACORE

DRAMMATURGIA: DAVID MASTINU

 

AIUTO REGIA: BEATRICE MARIA BARBETTI

MUSICHE: ALESSANDRO PANATTERI

COSTUMI: ALESSIO PINNELLA

COLLABORAZIONE: CASA DEGLI ARTISTI

SCENE:  ASSOKAPPA

PRODUZIONE: DAMARTE

PRODUZIONE ESECUTIVA: NUTRIMENTI TERRESTRI

 

 

Roma, 1980, Tor Pignattara. Quartiere a poche centinaia di metri dal centro, ma troppo lontano per dinamiche e sviluppo dalla capitale aristocratica. A Tor Pignattara sono più ombre. Mauro lo sa bene, quel quartiere non può dargli un futuro, difatti è da un po' che si reca a Londra in cerca di fortuna, con lavoretti sporadici. Peppe, suo amico, invece, è intrappolato nella ragnatela quotidiana del suo quartiere, Tor Pignattara lo ha catturato e non se ne rende conto, o forse, per paura o mancanza di stimoli, preferisce lasciare passare il tempo tra le urla delle vie.

 

 

Ma non è solo Tor Pignattara a gridare, è una nazione intera. Siamo negli anni di piombo, delle Brigate, dei Nar, in giro ci sono tutti, anche i fanatici di partito, pronti a sparare per una giacca  o una scarpa che ne identifica l'ideale politico. In questo contesto, di miseria e piombo, nasce London Dream, una storia dalla linea comica di amicizia e speranza.

 

La storia di due ragazzi uomini, che prendono in mano la loro vita, per gridare alla vita la libertà e la dignità. Questa è la storia di Mauro e Peppe, due amici di borgata, con un sogno da vivere, e un obiettivo da raggiungere. Londra.

 

 

PRESS OFFICE Vania Lai vanialai1975@gmail.com

 

TEATRO TRASTEVERE

Via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma

Biglietti: Intero: 13.00 Ridotto: 10.00

-prevista tessera associativa-

 

giorni feriali ore 21, festivi ore 17:30

Prenotazioni: 06 5814004 - 328 3546847

 

info@teatrotrastevere.it

https://www.teatrotrastevere.it/

lunedì 9 marzo 2026

Nel corso della 48ª edizione del Music Day Roma si è svolta la presentazione del libro “Evviva la commedia all’italiana anni 70/80” di Antonio Santoriello, alla presenza dell’autore e della splendida attrice Adriana Russo.

 


L’incontro è stato moderato dal critico cinematografico e docente diStoria del cinema italiano al CSC, Fabio Melelli, che ha definito l’opera di Santoriello: «Una lettura piacevolissima, una ricognizione molto precisa di quello che è stato un cinema autenticamente popolare, fatto da grandissimi professionisti, alcuni dei quali presenti in questo libro con le loro testimonianze esclusive rilasciate ad Antonio…».



Adriana Russo, presente tra le interviste contenute nel libro, ha deliziato il pubblico con diversi retroscena riguardanti la sua lunga carriera, ricordando film cult come “Brutti, sporchi e cattivi”, “Ricchi, ricchissimi… praticamente in mutande”, “Vieni avanti cretino”, lo spettacolo teatrale “Gassman all’asta”, in cui ha recitato a fianco di Vittorio Gassman, e molto altro. Senza dimenticare il suo commosso ricordo di Alvaro Vitali, scomparso alcuni mesi fa (anche lui presente nel libro), con il quale aveva lavorato nel film “Giggi il bullo”.



Sono intervenuti gli attori e stunt Massimo e Cristiano Pittarello,la regista e produttrice cinematografica Annarita Campo,arrivata da Modica dove ha inaugurato da poco l’Hollywood Boulevard Restaurant, la prima catena di ristoranti dedicati al cinema, l’autrice Maria Sorrento,il press agent Francesco Caruso Litrico e Francesco Pozone, direttore del Music Day, la Fiera del disco di Roma, svoltasi all’Hotel Mercure, giunta alla 48° edizione, che ogni anno accoglie migliaia di appassionati del settore provenienti da tutto lo stivale e non solo.

Antonio Santoriello ha sottolineato: «Mi auguro che, leggendo le interviste degli artisti presenti in questo libro, i lettori capiscano il valore di un cinema che non temeva di mostrare la realtà per quella che era, con le sue sfide e le sue contraddizioni, ma sempre con un tocco di umanità e speranza. Al di là delle risate, questi film offrivano uno specchio della società che ci permetteva di affrontare temi complessi con leggerezza eintelligenza».L'autore ha poi aggiunto di essere rimasto profondamente colpito dall' umanità, dal rigore professionale e dalla straordinaria forza di volontà dei protagonisti che ha intervistato.



Il volume, disponibile in esclusiva su Amazon ( https://www.amazon.it/dp/B0DMP5Z8KZ ), racconta attraverso le testimonianze dirette dei protagonisti raccolte da Antonio Santoriello, due decenni di un genere cinematografico di grande successo popolare. Racconti e aneddoti si snodano lungo le pagine per voce di tanti protagonisti di quella stagione, come Milena Vukotic, Pippo Franco, Leo Gullotta, Maurizio Mattioli, Alvaro Vitali, Adriana Russo, Mauro Di Francesco, Gianni Ciardo, Maurizio Micheli, Andrea Roncato, Gegia, Giuseppe Pambieri, Pippo Santonastaso, Mirella Banti, Lucio Montanaro e Nikki Gentile.

 Link Book Trailer:



Ufficio Stampa Francesco Caruso Litrico

                                Giò Di Giorgio