lunedì 10 dicembre 2018

L'EMIGRANTE Format radiofonico e televisivo,ideato e condotto da Gio' Di Sarno in onda su Radio Italia Anni 60 ( FM 100.5 ) tutti i martedì dalle 17:00 alle 18:00, Domani 11 Dicembre,da non perdere, l'attore Pino Ammendola


                    Le interviste De LEmigrante di Giò Di Sarno per Inciucio


Molti lo conoscono come Pasquale Torre in “Provaci ancora Prof”, la fortunata fiction di Rai Uno, ma Pino Ammendola è tanto, molto di più: ha viaggiato moltissimo ed ancora viaggia moltissimo. Da ragazzo con un nave mercantile in America e in moto in Africa, oggi viaggia soprattutto in barca a vela con la quale ha attraversato anche l'Oceano Indiano! Partecipa alle spedizioni dell’Arawa, un catamarano di ottantaquattro piedi, con cui ha l’opportunità di realizzare insieme ad un amico un programma di reportage sulle piccole isole non toccate dal turismo. Le hanno battezzate “Le isole dei non famosi”.
-         Napoletano doc romanizzato per motivi artistici. Teatro Cinema Regia Doppiaggio Televisione Scrittore, PINO AMMENDOLA, da dove cominciare?
-         Dalla prossima! La nuova avventura è quella che mi interessa di più. Il resto è storia, racconto da dividere con gli altri. Per continuare a vivere (cercando di rimanere giovani nella testa) bisogna inventarsi nuove avventure per procurarsi nuovi racconti da offrire! Credo molto nella favola di Sherazade che per me è il fondamento dell’arte: se hai una buona storia da raccontare, hai salva la vita. Sto per debuttare con uno spettacolo e ho fatto un nuovo film che uscirà ad aprile. Senza contare quello che sto scrivendo!

-         Hai lavorato e attinto i segreti del mestiere di attore da maestri come Achille Millo, Salvo Randone, Tino Buzzelli (solo per fare qualche nome). Dopo queste fondamentali esperienze, come ti sei trovato, negli Stati Uniti, a frequentare la scuola diretta dal famoso Lee Strasberg?
-         In America ho fatto solo un piccolo stage... un’esperienza come un’altra. Credo invece di dovere moltissimo della mia formazione ad Achille Millo che mi è stato davvero maestro. Poi ho molto ‘spiato’ gli altri grandi attori con cui ho lavorato per catturare, umilmente, qualche briciola della loro arte!

-         Da doppiatore, che trucchi “tecnici”, vocalmente parlando, adotti per dare la voce a personaggi e ruoli così diversi come Jerry Lewis (ereditato dall’originale Carlo Romano), Antonio Banderas e perfino a Gatto Silvestro?
-         Nel doppiaggio non c’è più quel legame di un tempo tra attore straniero ed attore italiano. A tutti noi professionisti capitano grossi nomi. Dipende dal fatto che la cinematografia straniera permette maggiore poliedricità all’attore facendogli fare in ogni film ruoli diversi: ecco perché per lo stesso attore ci sono tante voci diverse! Noi italiani siamo molto bravi a doppiare e ci ‘adattiamo’ alla situazione imposta dal film.

-         Negli anni giovanili hai praticato sport estremi, quali paracadutismo e motociclismo su pista, riscuotendo anche un discreto successo. Ti è costato molto abbandonarli per seguire la passione artistica?
-         Discreto successo ce lo hai aggiunto tu! In moto ho vinto solo una gara in tutta la carriera, per il resto mi sono molto divertito e il mio obbiettivo era probabilmente di mettermi alla prova. Poi, la passione per il teatro ha ‘assorbito’ le altre senza che nemmeno me ne accorgessi!

-         Che pensi del Teatro e del Cinema in circolazione oggi in Italia?
-         Che dire? Non c’è differenza con il resto della nazione: come vanno gli ospedali? come funziona la giustizia? Il cinema, il teatro sono specchio dei tempi e della nazione. Spero che ‘l’arte’ possa fermare il degrado,perché io credo fermamente nella possibilità della bellezza (e della risata) di salvare il mondo!


 Ufficio stampa Giò Di Giorgio