venerdì 18 settembre 2026

Il pluripremiato Maestro Umberto Scipione tra La notte dei gatti e le musiche di Bentornati al Sud

 

Il Maestro Scipione premiato

Già vincitore in Belgio del prestigioso World Soundtrack Award 2024 per le musiche de La guerra dei nonni e autore di colonne sonore da record, il celebre compositore Umberto Scipione ha appena ricevuto a Latina il riconoscimento speciale dedicato alle eccellenze del territorio nell’ambito della prestigiosa manifestazione La notte dei gatti, giunta nel 2026 alla sua trentaduesima edizione.



Il riconoscimento giunge in un momento di straordinaria attività artistica e di prestigiosi traguardi internazionali per il Maestro, che, già docente presso il Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma e membro della Giuria dei David di Donatello, dellEuropean Film Academy e della World Soundtrack Academy (WSA), vanta quattro nomination ai David di Donatello (Benvenuti al Sud, Benvenuti al Nord – doppia nomination – e Sotto una buona stella) e due ai SIAE Music Awards (Chi ha incastrato Babbo Natale?, Succede anche nelle migliori famiglie). Autore della colonna sonora del film Io e te dobbiamo parlare, campione d'incassi 2025 diretto da Alessandro Siani e interpretato dallo stesso insieme a Leonardo Pieraccioni, il Maestro Scipione è attualmente impegnato nella colonna sonora di Bentornati al Sud di Luca Miniero, che, in uscita nelle sale cinematografiche il 25 Dicembre 2026, come i due capitoli precedenti vede protagonisti Siani e Claudio Bisio. Nel frattempo, prosegue anche la sua tournée internazionale con il concerto-spettacolo Italian Sound tracks in the World, che lo ha visto di recente protagonista in Cina alla Jiazi Philharmonic Hall di Chengdu e ospite d'onore presso l'Hong Kong International Film Festival.
Ricevere questo riconoscimento nella mia terra, e direttamente dalle mani del Presidente della Provincia di Latina Dott. Federico Carnevale, è un'emozione forte e profonda”, ha dichiarato a margine della premiazione, “La musica per il cinema è un viaggio continuo tra immagini ed emozioni. Questo premio rappresenta non solo un traguardo, ma una bellissima carica di energia in un momento di intensa attività creativa. Ringrazio di cuore la Sindaca, il Presidente della Provincia, il Prefetto, gli organizzatori e la città di Latina per la stima e l'affetto dimostratimi. Per me la musica non è soltanto un mestiere, ma una ragione di vita, una passione viscerale che mi guida ogni giorno nellesplorazione delle emozioni umane e del racconto cinematografico. La mia terra è fonte inesauribile d'ispirazione: qui ritrovo l'essenza della mia arte”.



Compositore, direttore d'orchestra, pianista, clarinettista, orchestratore e arrangiatore, Umberto Scipione ha composto le musiche per oltre trecento produzioni tra cinema, tv, documentari e spot. Tra i film di maggior successo da lui firmati, oltre a quelli già citati, figurano Il principe abusivo, Un boss in salotto, Si accettano miracoli, Mister Felicità, Il giorno più bello del mondo, Tramite amicizia e Come far litigare mamma e papà. Nel 2010 è stato inoltre protagonista alla Royal Albert Hall di Londra in occasione del cinquantesimo anniversario dei Beatles. Le sue musiche sono disponibili su tutte le principali piattaforme streaming (Spotify, Apple Music, YouTube).



Da unidea di Virginio Moro col patrocinio dal Comune e della Provincia di Latina, oltre al maestro Scipione La Notte dei Gatti – People della Provincia di Latina ha visto quest’anno premiare varie personalità provenienti dal mondo dello spettacolo, della cultura, dell’arte, della medicina e dell’imprenditoria, tra cui Tonj Ortoleva, direttore del quotidiano Latina Oggi, l’arbitro internazionale Maurizio Mariani, il fotografo Alessandro Bavari e l’attore Martufello. La cerimonia di premiazione si è tenuta nella suggestiva cornice di Piazza del Popolo con la conduzione dei giornalisti Alga Madia e Amedeo Goria.


La Direzione

 

 

lunedì 14 settembre 2026

“UN SILENZIO SOFFOCATO“

 


Ecco le parole del regista Andrea Rigon:

- Durante la mia carriera di fotografo e direttore di un magazine di moda ho avuto moltissime esperienze, ma non avevo calcolato che un giorno avrei provato l’emozione di essere regista un cortometraggio.

E’ stato tutto molto veloce, dal detto al fatto, mi sono trovato a dirigere un gruppo di persone che mi hanno aiutato, prima di tutto a crescere professionalmente, poi a risolvere le difficoltà che normalmente si trovano realizzando questo tipo di progetti.

Ho deciso di realizzare un cortometraggio sulla violenza psicologica nei confronti delle donne perché è una delle violenze più devastanti e distruttive che una donna possa subire, ma allo stesso tempo anche la più sottovalutata perché non è quasi mai colta come un sopruso da chi assiste da fuori; chi la subisce invece, proprio perché non lascia lividi esterni, molte volte non riesce a parlarne e lo vive come una vergogna.



Ho scelta il titolo “UN SILENZIO SOFFOCATO“ perchè è la sensazione che vivono le donne che sono costrette a sopportare queste situazioni di vita quotidiana, fin da piccole sono messe in condizione di essere invisibili, ma allo stesso tempo pensano di essere la causa dei problemi della famiglia.

Questo progetto è nato circa 4-5 anni fa, ho avuto la fortuna di lavorare con moltissime persone nei miei anni di carriera fotografica dai matrimoni alla moda, e mi capitava spesso di entrare in discorsi e racconti molto delicati ed importanti.
Non vi nascondo che molte volte mi trovavo in difficoltà nel rispondere, ma cercavo di essere il più possibile vicino a queste realtà, ed allora ho deciso di mettere anch’io un mio contributo per riuscire a dare forza a chi soffre queste situazioni.

Spero che questo cortometraggio da noi realizzato piaccia sia dal lato artistico ma ancor di più dal lato sociale, il mio scopo è dare coraggio e forza a chi deve emergere da questa piaga che soffoca la libertà umana.

Ho scelto di coinvolgere una Scuola Superiore per le riprese proprio per sensibilizzare in primis i giovani, per fermare questa violenza e aiutare le persone a riconoscerla ed a tornare a vivere.

 

Come ci ha già anticipato il nostro direttore Andrea Rigon, che per la prima volta ha provato l’esperienza della regia, incontriamo ora anche gli altri membri del cast e gli
“ addetti ai lavori” con delle interviste che ci portano nel cuore del cortometraggio, il backstage.

Abbiamo incontrato la protagonista femminile del film Ylenia Mascheroni che interpreta Elena, una donna vittima di violenza psicologica da parte un po’ di tutti.

Come ti sei preparata emotivamente per interpretare il tuo personaggio, vittima di abusi psicologici?



Posso dire di aver sentito il mio personaggio, Elena, molto vicino a me.
Purtroppo ho sperimentato sulla mia pelle la violenza psicologica, e questo in qualche modo mi ha permesso di creare un legame profondo e, potrei dire, naturale con il mio ruolo.

Non é stato necessario preparare le mie emozioni a “qualcosa di nuovo”, quanto più che altro separare le dinamiche che lei subiva dalle mie personali esperienze, lasciando comunque in contatto la parte emotiva.

Quale pensi sia il segnale più sottovalutato della violenza psicologica?

Credo che sia proprio il fatto che non lasci segni sulla pelle, ma dentro coloro che la subiscono. Viene sottovalutato come fenomeno in generale proprio perché non potendolo mostrare fisicamente, é difficile da dimostrare e da denunciare.
Purtroppo al giorno d’oggi si sottovaluta proprio la violenza psicologica per questi motivi, ritenendola meno importante o, in caso contrario, molti ne abusano e utilizzano a sproposito; il che poi va a discapito di chi realmente l’ha subita e trova la forza di denunciare (il che richiede molto coraggio, infatti sono molti a non farlo per timore).



Cosa speri che il pubblico provi uscendo dalla sala?

Uscendo dalla sala, spero che il pubblico possa capire la gravità e l’importanza di questo tipo di violenza.
Questo perché spesso viene insegnato e consigliato di denunciare, ma purtroppo, anche nel momento in cui si fa, le denunce non vengono credute o, comunque, le vittime vengono lasciate prive di alcun tipo d’aiuto.

Spero che con il nostro lavoro la consapevolezza su questo tema possa crescere ed essere in qualche modo un “monito” a fare effettivamente qualcosa quando una persona trova il coraggio di denuncia.

Abbiamo incontrato anche il coprotagonista, Denis Berri, che nel cortometraggio interpreta il marito violento.

Cosa hai pensato del tuo personaggio leggendo la sceneggiatura?

Leggendo attentamente la sceneggiatura ho cercato di entrare nella psicologia mentale del personaggio che ho interpretato, poi man mano che continuavamo a girare l'empatia con Ylenia (la protagonista) , il regista e tutta la troupe è aumentata sempre di più e tutto è diventato meno complicato di quello che immaginavo, si sa che questi argomenti non sono semplici da recitare.

Come ti sei preparato per sembrare più intenso per il set?

Per alcune scene moto intense, cariche di odio nei confronti di Elena, ho dovuto prendermi del tempo da solo con me stesso prima di girare, per "caricarmi a dovere" e poter coinvolgere lo spettatore.



Che idea ti sei fatto del tema toccato nel cortometraggio?

Il fatto che, a differenza di quella fisica, la violenza psicologica i lividi e le ferite li provoca internamente e quindi anche le persone che ti vogliono bene possono non rendersi conto della sofferenza e del dolore che può subire una persona, mi ha molto colpito.
E’ una cosa molto pericolosa che andrebbe sensibilizzata maggiormente anche dalla opinione pubblica.

Qual è l’obbiettivo di Un Silenzio Soffocato?

L’obiettivo del film è fare capire che la violenza psicologica è un problema molto serio e grave, da non sottovalutare assolutamente fermandosi solo alla “facciata”.

A volte una persona può mostrarsi in pubblico in un certo modo, ma dobbiamo stare attenti e cercare di capire se una persona necessita invece di un aiuto ed attivarci quindi prontamente in tal senso.

Bisogna arrivare ad eliminare ogni tipo e forma di violenza.

 

Un personaggio incontrato proprio all’inizio del film è la mamma di Elena, il primo vero rapporto di violenza psicologica che la protagonista ha fin dalla tenera età, interpretata dalla famosa attrice e modella internazionale Andreea Duma.

Come è stata la tua esperienza con questo tema così particolare?

Ho la fortuna di essere sposata con un avvocato che si occupa di diritto di famiglia civile e penale e più volte lui mi ha spiegato le dinamiche della violenza psicologica che sembra più sottile ma è altrettanto devastante di quella fisica. Facendo leva su tali dinamiche ho cercato di immedesimarmi nella mentalità dell’abusatore.

Certo è che farlo tenendo conto che l’abuso era indirizzato ad un figlio è risultato particolarmente difficile.

Cosa vorresti che restasse della tua interpretazione al pubblico?

Spero che il pubblico possa cogliere la gravità dell’argomento e la necessità di comprenderne le dinamiche;
la violenza psicologica è sottile, si incunea nella mente della vittima e la priva di ogni capacità di reazione.

Quindi Il segnale più sottovalutato della violenza psicologica è il dubbio sistematico su sé stessi: la vittima inizia a chiedersi "sto esagerando?", "sono troppo sensibile?" — una dinamica che gli esperti identificano come il nucleo invisibile dell'abuso psicologico.

Un altro personaggio molto importante nel film è la figura della suocera di Elena, interpretata da Lucia Schierano, che non si risparmia per trattare con sufficienza e disprezzo la futura nuora.

Lucia, come stata l’esperienza sul set?

Lavorare con Andrea è stata una sorpresa, interpretare un ruolo ostile, giudicante, denigrante non è stato facile, ma grazie ad Andrea e al suo staff è stato semplice.
Una semplicità emersa dalla chiarezza dell'intento e lo scopo da raggiungere. Nelle sue indicazioni ho respirato piena fiducia e questo mi ha permesso la massima libertà interpretativa.

Cosa vorresti che il pubblico percepisse da questa tua interpretazione?

Ho cercato di dare peso all'invisibile, di far emergere un tema spesso nascosto o sottovalutato come la violenza psicologica, l’ho vissuto quasi come un dovere etico e morale e questo penso anche da tutti i partecipanti del progetto.
Ho apprezzato molto l'atmosfera piacevole e collaborativa che si è creata fra gli attori e le giovani e capaci maestranze, sempre attente, precise, pronte a trovare soluzioni.

Anche grazie a loro l'eco del controllo, si avverte anche quando nessuno parla e lo sguardo della madre continua a giudicare oltre l’inquadratura.
Mi auguro di avere dato al pubblico uno spunto di riflessione e di averlo sensibilizzato sul tema.

Ed ora passiamo allo staff tecnico, le tre videomaker, studentesse al 4°anno della Scuola Superiore Carlo Rosselli di Castelfranco Veneto (Tv), Elisa Elek, Matilde Guidolin e Giorgia Camillo.

Come è stata la vostra prima esperienza su un vero set professionale?

Elisa: È stata un'esperienza fantastica, sono contenta che mi sia stata data questa opportunità di lavorare con persone così preparate, mi ha aiutato molto e mi ha dato la possibilità di imparare tantissime cose nuove ed interessanti ogni giorno.

Matilde: È stato molto interessante e mi ha fatto conoscere anche questo mondo, è stata un' esperienza unica e sono molto felice di essere riuscita a partecipare a questo progetto.

Giorgia: E’ stata un'esperienza nuova, che non capita a tutti, inizialmente avevo un po di timore, di non riuscire a dare il meglio di me ma poi con l'aiuto di Andrea e del suo staff sono riuscita ad ambientarmi e a svolgere tutto con professionalità e tranquillità, è stata sicuramente una bella esperienza e sarei felice di ripeterla in futuro.

Cosa ti ha trasmesso realizzare un film con un tema così importante?
Elisa: 
Mi ha fatto capire quanto sia importante trattare questi argomenti con molta cura, è una grande

responsabilità, sono molto orgogliosa di aver dato il mio contributo per realizzare questo progetto.

Matilde: Una tematica molto delicata, che si sottovaluta molto purtroppo, inoltre realizzare tuto questo mi ha dato la più consapevolezza sull'argomento e ne sono molto felice.

Giorgia: Sicuramente è un tema molto delicato e difficile da affrontare per questo tendevo a non pensarci molto, ma realizzare un film mi ha dato la possibilità di capire questo grave problema sociale.

Sapere che sarà visto al cinema, cosa si prova?
Elisa: ”
È un’emozione bellissima. Il cinema è il posto perfetto per vedere un film e non vedo l'ora di condividere

questo momento con il pubblico in sala per vedere le emozioni che siamo riusciti a trasmettere.

Matilde: Sapere che il nostro lavoro di 3 mesi possa essere visto da un pubblico al cinema mi emoziona moltissimo, sono molto contenta del lavoro che abbiamo svolto e spero che tutti possano comprendere appieno il messaggio.

Giorgia: E’ una grande soddisfazione sapere che ciò per cui hai lavorato per più di tre mesi verrà riprodotta sul grande schermo e ci saranno molte persone che la vedranno, abbiamo dato del nostro meglio e sono certa che il nostro lavoro sarà apprezzato e compreso.

Un ringraziamento va a tutti i nostri sponsor tecnici che si sono prestati con attrezzature e locations.

Ringraziamo SCARPETTA ROSSA per il patrocinio per la realizzazione di questo cortometraggio.

Ufficio Stampa

 

Francesco Caruso Litrico

+39 333 4682892 | fralit@alice.it

 

mercoledì 9 settembre 2026

BENVENUTI A 10 MINUTI A ROMA!

 


BENVENUTI A 10 MINUTI A ROMA!

Potreste pensare di essere semplicemente entrati in un teatro nel centro di Roma, ma vorrei che vi sentiste come se foste appena entrati da una strada di Manhattan. L’energia è diversa, il ritmo è più veloce e le storie sono nuove - rese accessibili al pubblico in italiano, ma completamente nuove. Ho scelto di portare a Roma il teatro newyorkese, nel suo stile “downtown” - con la sua estetica e le sue tradizioni inconfondibili - perché ne sento profondamente la mancanza. Ho fondato questo festival per offrire al pubblico romano l’opportunità di conoscere una cultura teatrale diversa all’interno del ricco panorama della città. Vi invito a immergervi negli otto spettacoli di dieci minuti di questa sera. Forse dimenticherete dove vi trovate. Forse ne nascerà una magia. Forse ne nascerà un amore. Grazie per essere qui con noi. Con gratitudine, Allie Leigh Fondatrice e Direttrice Artistica 10 Minuti a Roma











 







 

martedì 8 settembre 2026

Con “WONDERFUL” di Moreno Bondi si apre il 29 Settembre a Roma la nuova SIArt Gallery.

 


In un Palazzo di fine Ottocento, incastonato tra antichi archi romani e la rigogliosa efflorescenza di Piazza Cairoli, si inaugura martedì 29 Settembre 2026 uno nuovo spazio culturale e artistico d’eccezione che ospita il nuovo progetto artistico della dottoressa Sylvia Irrazabal; la Galleria romana SIArt Gallery, destinata alla scoperta, promozione e valorizzazione dei talenti artistici nazionali ed internazionali.

In Via di S. Maria de' Calderari, 22-23 nel cuore della capitale, l’associazione culturale SIArt Cultural Network - da anni impegnata nella promozione dell’arte come linguaggio universale capace di unire culture, generazioni e visioni - ha trovato il suo centro operativo di incontro, produzione, esposizione e dialogo per scambi culturali d’eccellenza.Nasce così–dalla passione creativa della dottoressa Sylvia Irrazabal, più volte Commissaria alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e con una importante carriera di incarichi internazionali di prestigio in campo culturale – la SIArt Gallery dove prenderanno corpo sin d’ora e nei prossimi mesi numerose mostre, incontri e dibattiti tutti incentrati sul tema artistico e culturale. Mostra inaugurale d’eccezione “WONDERFUL” del Maestro Moreno Bondi. Solo invito martedì 29 Settembre alle ore 18.30 via Santa Maria de’ Calderari 22-23

Sylvia Irrazabal

Alla protagonista assoluta di questa iniziativa, la dottoressa Sylvia Irrazabal, chiediamo:

Cosa ha motivato la location del progetto creativo SIArt Gallery?

L’idea di uno spazio autonomo dove poter estrinsecare in piena libertà tutte le potenzialità creative, organizzative e propositive ci è sempre stata molto cara. Ora grazie all’ospitalità offerta da questo Spazio Culturale e Artistico d’eccezione nel Palazzo ottocentesco di Via Arenula 21 a due passi da via Giulia e da Campo dei Fiori e nell’immediate vicinanze de Ghetto Ebraico di Roma, la sede di Via Santa Maria de’ Calderari 22 – 23 ci è apparsa subito una occasione unica e preziosa per realizzare questa idea; una idea di libertà artistica e letteraria e di dialogo aperto in grado di offrire uno spaccato dell’arte contemporanea nel panoramaitaliano e internazionale. Di fronte a crescenti conflitti del mondo attuale, è fondamentale mantenere viva la fiamma dell’impegno artistico per la pace e di un dialogo culturale senza confini e senza barriere per promuovere solidarietà e comprensione perché l’arte nelle sue varie espressioni ha un potere straordinario di trasformazione, resistenza e dialogo.

 

Cosa accadrà martedì 29 settembre in Via S Maria de’ Calderari?

Due eventi d’eccezione avranno luogo alla SiArt Gallery. Si inaugurerà questa nuova galleria SiArt di quattro arcate nel cuore di Roma alla quale sarà invitata la musa di Andy Warhol, la splendida madrina del Pop e grande stilista di fama internazionale Regina Schrecker. Ci sarà quindi il lancio di una Mostra d’eccezione dal titolo “WONDERFUL” del grande Maestro Moreno Bondi, una personalità artistica e accademica di livello straordinario capace di far dialogare le rigorose tecniche del Seicento con la sensibilità contemporanea. Moreno Bondi nato a Carrara, patria del marmo e della scultura é cresciuto in una Toscana culla del Rinascimento; ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionali imponendosi come un’eccellenza artistica italiana nel mondo. Il suo lavoro ha sollecitato l’interesse di Vittorio Sgarbi che lo ha invitato alla 54ma BIENNALE DI VENEZIA, mentre le pubblicazioni a lui dedicate portano le firme autorevoli di Antonio Paolucci, Claudio Strinati, Bert Treffers, Marco Bussagli, Giovanni Faccenda, Rossella Vodret, Janus. È titolare della Cattedra di Tecniche Pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e del Master post lauream biennale per l’ Insegnamento delle Discipline Pittoriche. La conoscenza approfondita della pittura di Caravaggio, la rappresentazione dei corpi potenti ammantati dal suggestivo contrasto luce-ombra, evocano l’accostamento fra il genio seicentesco e Bondi, che in maniera attuale elabora l’antico reinterpretandolo attraverso il filtro della contemporaneità, ponendosi come un “nuovo Caravaggio moderno”. Nella sua “Venere Pop” simbolo di questa Mostra, Moreno Bondi, ispirandosi alla corrente pop, concretizza un’interpretazione moderna dell’icona classica, arricchita da tatuaggi giapponesi e resa in modo iper realistico in una ricerca innovativa del colore. Ma non vogliamo svelare tutte le meraviglie che stupiranno i nostri invitati in questa Personale di Moreno Bondi dal titolo appunto “WONDERFUL”.

Al di là di questo evento d’eccezione, come vede la proiezione futura del suo progetto SIArt ?



L’Associazione Culturale SIArtnasce come network internazionale d’eccellenza con l’obiettivo di proporsi come un centro dinamico di produzione, esposizione e dialogo artistico, con sede aRoma ma con respiro internazionale. La nuova sede operativa offertaci di Via Santa Maria de’ Calderari 22 e 23 rappresenta per tutti noi una sfida ma anche una grande opportunità importante per sviluppare spazi di dialogo e libertà e porsi come un ponte tra Roma e il mondo, tra artisti affermati ed emergenti, tra tradizione e sperimentazione in campo artistico, culturale e letterario.Spetta ora a tutti noi il compito di unire le forze per rendere concreti ed efficaci gli impegni che già ci si profilano all’orizzonte con un percorso serio e professionale in grado di rendere questarealtà operativa un punto di riferimento d’eccellenza a Roma e nel panorama italiano e internazionale.

Giò Di Giorgio


martedì 25 agosto 2026

Praemium Imperiale 2026 L’8 settembre a Roma, in contemporanea con Tokyo, Berlino, Londra, New York e Parigi, l’annuncio dei vincitori della 37esima edizione

 


Torna il premio internazionale della Japan Art Association che celebra l’arte come strumento di pace, dialogo e incontro tra i popoli

Ad accompagnare l’annuncio, un percorso fotografico attraverso i volti degli italiani premiati da Fellini a Sophia Loren, da Renzo Piano al Maestro Abbado

Ci sono Federico Fellini e Akira Kurosawa, Leonard Bernstein e Claudio Abbado, Willem de Kooning e David Hockney. Ci sono Louise Bourgeois, Marina Abramović, Kenzo Tange, Frank Gehry e Zaha Hadid. Artisti lontani per provenienza, formazione e linguaggio, ma uniti dalla capacità di attraversare il proprio tempo e trasformare il modo in cui guardiamo, ascoltiamo e interpretiamo il mondo. È attraverso i loro nomi che si può ripercorrere la storia del Praemium Imperiale, uno dei più prestigiosi riconoscimenti artistici internazionali, che il prossimo 8 settembre svelerà a Roma, in contemporanea con Tokyo, Berlino, Londra, New York e Parigi, i vincitori della sua trentasettesima edizione, insieme al destinatario della Borsa di Studio del Praemium Imperiale 2026 per Giovani Artisti.



Cinque nuove personalità, scelte nei campi della pittura, della scultura, dell’architettura, della musica e del teatro/cinema, entreranno a far parte di un albo che dal 1989 compone una straordinaria geografia della cultura mondiale. Non soltanto una successione di grandi maestri, ma il racconto di quasi quarant’anni di trasformazioni artistiche, sociali e culturali, osservate attraverso le opere e le visioni di chi ha saputo lasciare un segno profondo nella comunità internazionale.

La storia del premio comincia in Giappone. Il Praemium Imperiale viene istituito nel 1988, in occasione del centenario della Japan Art Association, la più antica fondazione culturale del Paese, nata nel 1887, e viene assegnato per la prima volta l’anno successivo. Ma alle sue origini c’è soprattutto una convinzione: quella del principe Nobuhito Takamatsu, fratello minore dell’imperatore Hirohito e per 58 anni Patrono onorario dell’Associazione, secondo il quale il Giappone avrebbe dovuto contribuire alla costruzione della pace nel mondo attraverso le arti.



È in questa visione che risiede ancora oggi il significato più profondo del Praemium Imperiale. L’arte come spazio nel quale le differenze possono incontrarsi; come lingua capace di superare i confini geografici, politici e culturali; come strumento di conoscenza reciproca e di dialogo tra i popoli. Un linguaggio universale che non cancella le identità, ma le mette in relazione.

Per questo il Premium Imperiale non riconosce soltanto l’eccellenza di un percorso artistico. I vincitori vengono scelti per i risultati raggiunti, per l’influenza esercitata sulla cultura internazionale e per il contributo offerto, attraverso la propria attività, alla comunità mondiale. A essere premiata è dunque anche la capacità dell’arte di uscire dai propri confini, incidere sulla società e generare nuovi significati condivisi.



Assegnato in cinque discipline fondamentali della creazione – pittura, scultura, architettura, musica e teatro/cinema – il Praemium Imperiale rappresenta per le arti un riconoscimento internazionale paragonabile a quello dei Premi Nobel, riconoscendo il valore della ricerca artistica e il ruolo che essa svolge nel comprendere il presente e immaginare il futuro.

Il suo albo restituisce la misura di questa storia. Per la pittura sono stati premiati, tra gli altri, Willem de Kooning e David Hockney, Antoni Tàpies, Jasper Johns, Cy Twombly, Gerhard Richter, Robert Rauschenberg, Anselm Kiefer, Yayoi Kusama, Cindy Sherman e Peter Doig. Per la scultura Richard Serra, Christo e Jeanne-Claude, Louise Bourgeois, Niki de Saint Phalle, Anish Kapoor, Ai Weiwei, Olafur Eliasson e Marina Abramović. E ancora, per l’architettura, Frank Gehry, Tadao Ando, Jean Nouvel, Norman Foster, Rem Koolhaas, Oscar Niemeyer, Zaha Hadid, Shigeru Ban e Eduardo Souto de Moura. Nella musica, Pierre Boulez, Leonard Bernstein, Martha Argerich, Daniel Barenboim, Philip Glass, Plácido Domingo e András Schiff. Nel teatro e nel cinema, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa, Pina Bausch, Arthur Miller, Jean-Luc Godard, Ken Loach, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, Ang Lee e Anne Teresa De Keersmaeker.

Diciassette gli italiani entrati, dal 1989 al 2025, in questa storia internazionale: Umberto Mastroianni, Federico Fellini, Arnaldo Pomodoro, Gae Aulenti, Renzo Piano, Luciano Berio, Giuliano Vangi, Mario Merz, Claudio Abbado, Enrico Castellani, Maurizio Pollini, Sophia Loren, Cecco Bonanotte, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Riccardo Muti e Giulio Paolini.

Accanto ai maestri già capaci di incidere sulla storia, il Praemium Imperiale guarda anche a chi quella storia dovrà ancora scriverla. Dal 1997, la Borsa di Studio per Giovani Artisti sostiene gruppi e istituzioni impegnati nella formazione e nella crescita delle nuove generazioni. Un passaggio di testimone ideale che mette in relazione memoria e futuro, riconoscimento e possibilità, patrimonio acquisito e nuovi linguaggi ancora da scoprire.

I vincitori del Praemium Imperiale 2026 e il destinatario della Borsa di Studio per Giovani Artisti saranno annunciati martedì 8 settembre, alle ore 11.00, all’Hotel Excelsior di Roma (evento riservato su invito).

Ad accompagnare l’evento sarà una mostra fotografica che attraverso i loro volti ripercorrerà i personaggi italiani premiati che hanno contribuito a dare spessore e autorevolezza internazionale al riconoscimento. Un racconto per immagini nel quale la storia del Praemium Imperiale si intreccia con quella dell’arte e della cultura contemporanea.

Info e dettagli: www.praemiumimperiale.org/en/

Ufficio Stampa HF4 www.hf4.it
Marta Volterra
marta.volterra@hf4.it
Eleonora D'Urbano eleonora.durbano@hf4.it 328.153.53.24
Annarita Canalella
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lunedì 17 agosto 2026

"Per sempre da favola" matrimonio evento della stilista Francesca Anastasi e il suo Principe azzurro

 


Il 1 Agosto matrimonio in stile cenerentola, fra eleganza e magia la stilista Francesca Anastasi si è sposata con il suo principe azzurro, l'ufficiale della guardia di finanza e pilota, che aspettato all'altare la sua amata in alta uniforme, nonostante i 40 gradi di questa estate caldissima.  



La grande commozione aleggiava negli occhi di entrambi gli sposi, i testimoni sono stati scelti tra i loro amici più cari la giornalista RAI Josephine Alessio con il marito il noto imprenditore Giovanni Cugliari , ed i coniugi Cristiano Tommasini  e Valentina Visini ,  imprenditori liguri dell'agenzia immobiliare  Gabetti e Sant'Andrea Luxury. 



A fine della cerimonia religiosa all'uscita della cattedrale di Santa Maria Goretti di Nettuno ad aspettare gli sposi c'era il picchetto d'onore di tutti i colleghi dello sposo che hanno omaggiato la nuova coppia, la favola è poi proseguita nella splendida location sempre in zona dello splendido castello a picco sul mare  dove hanno fatto le promesse al tramonto con il  rito della sabbia per simboleggiare un amore indissolubile, miscelando le sabbie di diversi colori che non potranno mai più sciogliersi.



In serata aperitivo all'aperto con cena servita, nel centrotavola fiori bianchi e azzurri ed ognuno di questi nominato come nella favola : " fata turchina , carrozza magica, scarpetta di cristallo e così per tutti gli altri che ospitavano i 150 ospiti venuti per rendere unica questa grande festa dell'amore , 



ma il momento speciale e quando gli sposi fanno il taglio della torta con la sciabola , un ricordo caro del padre di lui Generale di corpo d'armata e l'orologio del papà di lei poliziotto. Venuti a mancare anni prima ma li hanno portati nel cuore e nella festa alzano gli occhi al cielo e  dopo poco  il cielo si colora di fuochi d'artificio, dedicati a tutti i presenti e a  chi crede nell'amore perché i sogni diventano realtà.



A volte fanno un giro immenso per poi tornare non a caso Francesca e il neo sposo si conoscevano da 20 anni, Quando si dice che esiste un filo rosso che unisce due persone ed il primo agosto il loro "si" e vivranno felici e contenti.

martedì 11 agosto 2026

Wardal: da Hollywood al Brasile la sua fama dilaga in tutto il continente americano verso i vertici del cinema.

 


Hollywood. Non è mai successo, nella storia del cinema, che due film costruiti semplicemente su una composizione poetica di due eroi (Garibaldi e Rizal) diventino la notizia numero uno in tutto il continente americano. Lo straripante successo è principalmente dovuto alla assoluta maestria interpretativa e personalissima di Wardal, (USA Excellence for a film monologue), protagonista dei due film. 



Wardal è la spettacolare star internazionale (conte Federico Wardal) la cui fama abbraccia da varie decadi praticamente in tutti i continenti, ma che ora è diretta a collocarsi al top dell’universo cinematografico. Wardal è un personaggio che ha ispirato Billy Wilder, Alfred Hitchcock, Federico Fellini, ma oggi è ambitissimo dai registi più originali ed in vista. Wardal, però, è estremamente selettivo e fa solo film, di grande impatto emotivo che possano essere utili all’umanità. Molti film in uscita sono su Wardal, personaggio fuori classe che continua ad ispirare il cinema. I due film relativi a Garibaldi e Rizal sono: “Anita“ su Anita Garibaldi curato da Francesco Garibaldi Hibbert, musiche di Andrea Ceccomori che il 19 agosto sarà tra gli eventi più attesi al Gramado International Film Festival, condotto da Lady Rosa Helena Volk, presidente del GramadoturIl Gramado IFF il più importante evento cinematografico di tutto il Latin America e Brasile. L’altro film è sull’eroe delle Filippine Josè Rizal, addirittura firmato da uno dei più considerati registi cinematografici di Hollywood, il giovane Jason Zavaleta.

Wardal con Adriana Russo


 Il film “Kamusta Kayo Dr. Rizal?“ è tra i pochi colossi cinematografici in finale in uno dei maggiori festival di LA-Hollywood il LA Tribune International Film Festival, presieduto da Emily Letran e parte dell’impero editoriale che fa capo al giornale LA Tribune.



 Entrambi i due film sono premiati con i più alti riconoscimenti.Cinematograficamente Wardal occupa anche un posto di rilievo nella televisione americana con il suo programma settimanale “Count Wardal TV Show“ SF CH 29. La sua immagine ed il suo look sono affidati, dallo scorso anno, al famoso fashion designer Antonio Zaru che ha vestito Sandra Milo, musa di Fellini. Grandi attesissime novità cinematografiche sono “Start on Market“ di Jason Zavaleta con Wardal affiancato da una giovane star hollywoodiana e “Narcisse Fluid“ di Jennifer Glee con un cast di numerose stars internazionali.



 Un’ultima novità: dopo aver ricevuto oltre 150 premi è pronto ad uscire nuovamente nelle sale cinematografiche, completamente rimasterizzato: “Fellini and Federico…a film of no return“ con Wardal, regia di Jennifer Glee. Wardal recentemente ha trionfato a Roma con la performance: “Dante, Pasolini, Dario Bellezza, Wardal, infernali tutti“ presso la prestigiosa Galleria Internazionale Area Contesa ArteDesign in via Margutta 90, di Tina e Teresa Zurlo, madrina Adriana Russo, padrini Francesco Garibaldi Hibbert ed Adriano Aragozzini

 

https://www.ilmessaggero.it/roma/eventi/wardal_amato_da_fellini_da_hollywood-9232025.html?refresh_ce

Ufficio Stampa Francesco Caruso Litrico


                                                      Giò Di Giorgio