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| Jack Braglia |
L’artista e fotografo svizzero che trasforma la fotografia in scultura, dopo la Biennale di Venezia, prosegue la sua ricerca tra arte e sostenibilità con una mostra diffusa sul tema dell'oro blu e del consumo responsabile di acqua
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| Jack Braglia |
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| Valentina Bianchi |
È in programma ad Ancona, da venerdì 26 a domenica 28 maggio, la terza tappa del Campionato Italiano Moto d’Acqua 2023 – Gran Premio di Ancona Acquabike. Le gare si svolgeranno nello specchio d’acqua antistante il Porto Turistico di Marina Dorica, uno tra i più grandi e moderni che si possano trovare, lungo le coste della nostra penisola.
Il suggestivo
Teatro di Documenti diventa scenario il 31 maggio della mise en espace “Jacques
Louis David. Autoritratto di una rivoluzione”, testo teatrale di Camilla
Migliori.
La regista Stefania
Porrino regala al pubblico la storia di un artista che ha fatto delle sue
creazioni messaggio politico: Jacques – Louis David.
“Quello che più mi ha attratto in J.L. David è la sua doppiezza d’animo, la sua ambiguità e il suo opportunismo. Dipinge soggetti e scene ispirati ad episodi classici, dove si evidenziano la virtù, l’alta moralità, la lealtà nei confronti della patria, ma poi si schiera dalla parte di Robespierre e sottoscrive la condanna alla ghigliottina di tutti coloro che non aderiscono allo spirito sanguinario del Terrore. Quindi da un lato la virtù e il rigore del senso etico, dall’altro la disumanizzazione di tali principi, fanno di David un artista dalla duplice anima”dichiara l’autrice Camilla Migliori.
Il pittore,
rappresentante della prima fase del Neoclassicismo, detta
pre-rivoluzionaria, dopo la caduta di Robespierre, è accusato per la sua
attività politica, svolta come deputato giacobino.
La vicenda è ambientata
in una stanza del Palazzo di Luxembourg a Parigi, dove l’artista è rinchiuso
insieme ad altri due carcerati.
Il pittore vive la
reclusione in uno stato perenne di angoscia e i due compagni di cella assurgono
al ruolo dei fantasmi di Danton e Robespierre.
Dopo una notte piena di
incubi, assalito dai sensi di colpa per aver votato a favore di innumerevoli
condanne alla ghigliottina, riceve la visita della sua ex moglie. Charlottetenterà
di risvegliare in lui una nuova presa di coscienza politica in nome di
un'umanità più giusta e meno violenta.
Il pittore, dopo
l’esperienza carceraria e in omaggio alla moglie e a tutte le donne portatrici
di riconciliazione e tolleranza, progetterà e realizzerà la grande composizione
“Le Sabine”.
L’opera, un dipinto a
olio su tela, è oggi conservato al Museo del Louvre di Parigi.
“Nel grande
quadro Le Sabine - che trae ispirazione dal noto soggetto mitologico della
guerra tra Romani e Sabini - tutto potrebbe far pensare ad un salvifico
rinnovamento interiore di David. Sorge però un dubbio: in un momento così
delicato per lui che si trova ancora in carcere rischiando la ghigliottina per
le accuse dei suoi avversari, il quadro dove si esalta un modello di virtù e
concordia non è forse solo un modo per ingraziarsi l’opinione pubblica e
salvarsi la pelle? Sarà così, conoscendo l’opportunismo del pittore?”continua
Camilla Migliori.
Un’opera di grande
pathos capace di raccontare non solo il potere salvifico dell’arte ma la
capacità umana di trovare nuova speranza anche nei momenti più bui. Le musiche
composte ed eseguite alla chitarra da Lorenzo Sorgi accompagnano il
viaggio introspettivo di un uomo che dialoga con le sue paure e che
interrogandosi scopre le sue “verità”.
Il cast è composto da: Giulio
Farnese (Jacques – Louis David), Nunzia Greco (Madame Pecul), Alessandro
Pala Griesche (detenuto che interpreta Robespierre), Giuseppe Pestillo
(detenuto nel ruolo di Danton) e Giacomo Segreto (carceriere).
“Tutte le notti
l'ombra di Danton mi corre dietro per le strade di Parigi... e la voce di
Robespierre mi tormenta nel sonno.... Perché mi perseguitano...? La mia vista diventa
sempre più debole... Tutto appare sfocato, confuso... Quella parete scrostata,
laggiù in quell'angolo... vedo ombre, profili di visi, sembrano braccia, gambe
che si muovono... (sussulta, impaurito) Ma chi c’è in quell’angolo? Che volete?
Come avete fatto ad entrare?”
BIOGRAFIA
CAMILLA MIGLIORI
Camilla Migliori,
regista di prosa, drammaturga, scrittrice, agli inizi della sua attività fonda
una suaCompagnia col riconoscimento del Ministero dei Beni Culturali. I suoi
testi spaziano dalla commedia aldramma storico affrontando tematiche che
trovano riscontro nella nostra società contemporanea e ricevepremi tra cui
Premio Spoleto Festival Art, Premio Gerundo, Premio Polifemo, Premio Fersen,
SegnalazionePremio Flaiano. Recentemente ha pubblicato tutti i suoi testi
teatrali con note case editrici.
JACQUES
LOUIS DAVID
AUTORITRATTO
DI UNA RIVOLUZIONE
Mercoledì
31 maggio ore 20,45
Teatro
di Documenti
Via
Nicola Zabaglia, 42, 00153 Roma RM
La bellezza celebra Roma e Roma si riempie di star. Al Gala Night di Palazzo delle Esposizioni tappeto rosso per tante stelle del mondo del piccolo e grande schermo. Una serata speciale firmata Miamo, brand che da sempre coniuga bellezza e salute della pelle nella suggestiva cornice del celebre museo di via Nazionale: luogo d’elezione di arte, cultura, scienza e, appunto, bellezza.
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La città di Roma è uno dei luoghi più cari alla presidente e co-founder di Miamo, Elena Aceto di Capriglia, promotrice della serata, che dichiara: «Il bello di cui ci circondiamo ci aiuta a vivere meglio. Roma è una città unica al mondo, con Miamo vogliamo valorizzare questo lungo incantevole e ricordare a tutti il bello che ci regala ogni giorno».
L’evento esclusivo “Gala Night” decolla nella splendida Serra del Palazzo delle Esposizioni, un openspace di vetro dall’architettura ricercata, che offre stimoli sensoriali unici. Tra giochi di illuminotecnica e dj set, una serata che brilla anche per gli ospiti illustri vi partecipano, tutti in smoking e abiti da gran sera: la celebre coppia Clizia Incorvaia, attrice e influencer, con Paolo Ciavarro, l’attore e sceneggiatore Paolo Morelli e la sua compagna l’attrice Gloria Bellicchi, volti noti della televisione e del cinema come Fanny Cadeo, Cecilia Capriotti, Angela Melillo, Cristian Marazziti, Eleonora Pieroni, la voce di Roma Elena Bonelli, Giorgio Lupano con Enrica Pintore e ancora Myriam Fecchi, Milena Miconi, Elisabetta Pellini in black, Roberta Beta, Antonella Salvucci, Gio’ di Sarno, la conduttrice Monica Marangoni, la solare Tosca D’Aquino, Nadia Bengala, Eliana Miglio, in blusa rosa, l’influencer Giulia Palombini, Pascal Vicedomini, Sergio Valente e tantissimi altri tra influencer e socialites degli ambienti romani e non solo, per una serata mondana all’insegna dell’eleganza. Goloso buffet dinner con i piatti firmati dagli chef Alessandro Cerciello e Antonio Savino e a base di sfizi di pesce e di carne.
E poi brindisi finale con mega torta celebrativa con logo Miamo e tutta la famiglia della presidente Aceto di Capriglia sotto i riflettori: la figlia ricercatrice Camilla, il figlio manager Giovanni e il marito chirurgo estetico Camillo D’Antonio. Dj set fino a tardi su note anni Novanta e Settanta con un brano dedicato al mondo di Miamo.
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| Barbara Lo Faro |
OPENING | 23 maggio 2023 | ore 18:00
Pavart Gallery
Roma, Via Giuseppe Dezza 6b
Fino al 23 giugno 2023
ROMA, 23 maggio 2023 inaugura la
mostra di pittura NUDA, un omaggio all’iconica fotografa statunitense Francesca
Woodman, da cui l’artista Barbara Lo Faro è stata da sempre affascinata.
La curatrice Velia Littera, che
da vari anni segue questa talentuosa artista, vuole offrire al pubblico
un'esperienza artistica interessante e stimolante. Nel corso della storia, le donne sono state
oggetto di rappresentazione artistica e culturale principalmente attraverso uno
sguardo maschile quindi questa mostra vuole rovesciare questo sguardo e porre
in primo piano la rappresentazione della donna vista da una prospettiva
femminile.
La mostra dell’artista romana Barbara Lo Faro sarà composta
da tele ad acrilico, acquarelli e bozzetti che evocano la fragilità e la forza
del corpo femminile, esplorando l'evanescenza e la condizione temporanea
dell'esistenza umana. In "NUDA", Lo Faro cattura l'essenza effimera
dell'essere con pennellate delicate e sapientemente sovrapposte. I suoi
acquarelli sottolineano la natura fugace dell'esistenza e il desiderio di
preservare la bellezza in un istante sospeso nel tempo.
La connessione tra l'arte di Francesca Woodman e Barbara Lo
Faro non è immediatamente ovvia, in quanto le due artiste hanno stili artistici
e contesti storici differenti. Tuttavia, entrambe si concentrano sul tema dell'identità,
della femminilità e dell'intimità nella loro arte.
Francesca Woodman è stata una fotografa americana attiva negli anni '70, nota per le sue fotografie in bianco e nero che esplorano temi come la vulnerabilità, l'identità e l'intimità. Le sue immagini spesso includono il suo stesso corpo nudo o semi-nudo, o parti del suo corpo, insieme ad oggetti, ambienti e persino altre persone. La fotografa spesso utilizzava tecniche come la doppia esposizione e la sfocatura per creare immagini eteree e oniriche.
Barbara Lo Faro, d'altra parte, è un'artista italiana
contemporanea che lavora principalmente con la pittura. Le sue opere
rappresentano spesso donne che si trovano in situazioni intime o private. Le
sue donne sono spesso raffigurate in posizioni vulnerabili mentre guardano
direttamente l'osservatore con espressioni intense e pensierose.
“Nella sua evoluzione
artistica, Barbara Lo Faro lavora sempre più per sottrazione, consapevole che
spesso i vuoti siano più eloquenti dei pieni, che accennare sia più carico di
senso che affermare. Lo conferma la sua empatica esplorazione dell’opera di
Francesca Woodman, a cui non a caso ha dedicato la sua ultima mostra. La
fotografa americana ci ha lasciato un'eredità artistica eccezionale. I suoi
autoritratti nudi catturano una vita che sta per spezzarsi, la sua presenza
spettrale nelle fotografie, sempre sfocata, frammentata, parzialmente oscurata
è intensa e profetica: ci obbliga a guardare in faccia la fragilità umana. Un
confronto duro ma rivelatore a cui non si può sfuggire neanche osservando le
più recenti opere della pittrice. Lo Faro fa suo uno dei più grandi lasciti di
Woodman, ovvero che l’artista è un sensibilissimo catalizzatore di delusione,
illusione e scomparsa, e che la sua verità non è la totalità ma il frammento.
Perciò le figure che abitano le tele, gli acquerelli e i bozzetti dell’artista
romana non sono mai enfatiche, compiute, ma scarne, fragili, abbozzi di un
lirismo acutissimo. Non possiamo sapere cosa si trovi fuori da un dipinto più
di quanto possiamo sapere cosa succede prima o dopo che lo shutter di una
macchina fotografica si apre e si chiude. Un quadro o una fotografia catturano
solo un momento, ma quel momento può essere, come in molti dei nudi vulnerabili
ed evanescenti esposti da Lo Faro, un’epifania, un dono luminoso che squarcia
per un attimo la tenebra”.
Dal testo critico di Mimmo Stolfi inserito nel catalogo
della mostra.
Mostra personale
Titolo:
NUDA, omaggio a Francesca
Woodman
Artisti
in mostra: Barbara Lo Faro
Curatrice:
Velia Littera
Testo
critico: Mimmo Stolfi
Dove:
Pavart Gallery
Luogo:
Roma, Via Giuseppe Dezza 6b
Date
Mostra: da 23 aprile a 23 giugno 2023
Inaugurazione
e wine tasting “Borgo del baccano”: 23 maggio 2023, ore 18:00
Per
informazioni:
vanialai1975@gmail.com
Pavart Roma: info@pavart.it | IG @pavartroma | T. +39 06 58303356