martedì 4 aprile 2023

DAL 5 APRILE AL 23 LUGLIO A ROMA PALAZZO CIPOLLA IPOTESI METAVERSO DA UN’IDEA DEL PROF. EMANUELE PROMOSSA DALLA FONDAZIONE TERZO PILASTRO – INTERNAZIONALE A cura di Gabriele Simongini e Serena Tabacchi

 

La mostra evento, immersione nella mente dei creatori di mondi dal Barocco a oggi. Dal 5 aprile al 23 luglio 2023 - Palazzo Cipolla, Via del Corso n° 320, Roma

Dal 5 aprile al 23 luglio 2023 Palazzo Cipolla si trasforma inIpotesi Metaverso, la mostra evento, un’immersione in nuove dimensioni spaziali/esistenziali e nei mondi immaginari di 32 artisti (16 storici e 16 contemporanei) in dialogo tra loro nel territorio dell’immaginazione, dal Barocco a oggi. 15 ambienti per altrettanti percorsi multimediali e multisensoriali che trasformano lo storico palazzo romano di Via del Corso in un viaggio tra linguaggi e visioni, virtuale e reale, per una mostra tra le prime del genere su scala internazionale, ideata e fortemente voluta dal Prof. Avv. Emmanuele Emanuele e a cura di Gabriele Simongini e Serena Tabacchi.

 

La mostra vede insieme opere storiche di Carlo Maratti, Andrea Pozzo, Giovanni Battista Piranesi, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Fortunato Depero, De Pistoris, Giorgio de Chirico, Maurits Cornelis Escher, Victor Vasarely, Ugo Nespolo, Giulio Paolini, Giuseppe Fiducia, Pier Augusto Breccia, Alfredo Zelli, Cesar Santos, e opere site-specific di alcuni tra gli artisti digitali più innovativi e dirompenti della scena contemporanea italiana e internazionale: Robert Alice, Refik Anadol, Alex Braga, Joshua Chaplin, Sofia Crespo e/and Feileacan McCormick, Damjanski, Primavera De Filippi, fuse*, Fabio Giampietro con/with Paolo Di Giacomo, Krista Kim, Mario Klingemann, Pak, Joe Pease, Federico Solmi, Sasha Stiles, Pinar Yoldas.

Contemplazione ed immersione, intimità e partecipazione corale, percezione quasi simultanea del “materiale” e dell’immateriale sono le esperienze che la mostra propone allo spettatore, da vivere quasi simultaneamente.

Palazzo Cipolla non è nuovo a questo genere di sperimentazioni: dalla storica mostra di Bansky a Quayola, passando per London Calling per arrivare fino a Ipotesi Metaverso, il palazzo ottocentesco affacciato sul centro storico di Roma, per volontà del Presidente Emanuele che vi ha realizzato ben 59 mostre in poco più di vent’anni, si è sempre configurato come avamposto contemporaneo della capitale, intercettando nuove tendenze e nuovi linguaggi, promuovendo l’arte contemporanea in ogni sua coniugazione e sfumatura.

 

«Già nel 2021, portando a Palazzo Cipolla la mostra del media-artist Quayola Re-coding, ho voluto dimostrare, attraverso un linguaggio completamente nuovo, che le tecnologie più attuali si mettono al servizio dell’atto creativo in tutte le sue forme, offrendo all’artista ed ai suoi fruitori nuovi strumenti per esplorare l’ineffabile mistero del fare arte. E oggi desidero proseguire in questo solco improntando l’attività espositiva alla modernità della mia visione e all’apertura universale del mondo alle sue diverse proposizioni: da qui, come detto, nasce la mostra Ipotesi Metaverso. Spero sinceramente che questa mostra, nella quale abbiamo chiamato a esporre giovani artisti noti già nel mondo, in Oriente, in America, in Europa, possa dare contezza di questa mia visione innovativa e radicalmente rivoluzionaria. Ma soprattutto mi auguro che da questa esperienza scaturisca il conforto di una visione positiva del mondo che si evolve, che non si arresta e che continua, con mezzi differenti dal passato, a produrre emozioni universali» 

spiega il Prof. Emmanuele Emanuele, e aggiunge: «Questa mostra si configura come la sintesi di quello che è il mio pensiero, ovvero che oggigiorno è necessario ed imprescindibile coniugare la tradizione con il nuovo che avanza, con il mondo digitale, con l’apporto delle nuove tecnologie, che costituiscono una vera rivoluzione anche nella maniera di manifestare il sentimento che è, fin dall’alba dei tempi, alla base dell’opera d’arte. A chi teme che la tecnologia possa sopraffare le specificità dell’essere umano, rispondo con la convinzione secondo cui l’umanità saprà trovare le risorse giuste per convivere con essa e non esserne totalmente asservita: in altre parole, ne sfrutterà le potenzialità affinché migliorino qualitativamente il nostro vivere. Per questo credo fortemente alla coesistenza del passato e del futuro e, come ho detto prima, ritengo che anche l’arte si sia uniformata a questa compresenza».

Commentano i curatori Gabriele Simongini e Serena Tabacchi: «Ipotesi Metaverso è una delle prime mostre internazionali a porsi domande sul concetto tecnologico/esistenziale di Metaverso, attraverso una serie di esperienze multisensoriali e multimediali create dal genio di artisti contemporanei messi in dialogo con opere “materiali” di artisti storici o tuttora operanti che hanno creato altri mondi, dal Barocco ad oggi, con spazi mentali ed illimitati. Il visitatore si immerge così in una dimensione phygital (unione di fisico e digitale), che è poi quella che ci si prospetta nella vita quotidiana dell’immediato futuro. L’ultima frontiera del Metaverso appartiene al mondo dei social media e degli spazi virtuali in VR (realtà virtuale), in AR (realtà aumentata) e costruiti su tecnologia blockchain, un sistema di archiviazione dati non centralizzato e crittografato. In questi mondi ognuno di noi può incarnarsi nel proprio gemello digitale (avatar) o trasformarsi in quello che abbiamo sempre desiderato. Il Metaverso non è regolato dalla fisica terrestre e ogni oggetto al suo interno può essere importato dal mondo reale o creato ex novo dalla nostra fantasia. Anche l’intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo di queste realtà in cui l’uomo, la natura e la tecnologia possono trovare una nuova sinergia, ibrida e armonica, verso un umanesimo digitale».

La mostra e le stanze.

Il percorso parte da una fra le più celebri e visionarie “Carceri d’Invenzione” di Giambattista Piranesi per entrare subito dopo dentro le sue architetture illusionistiche e disorientanti grazie al film d’animazione 3D di Grégoire Dupond e Teho Teardo. Nella grande sala laterale, il moto pendolare fra fisico e digitale si concretizza nell’altalena immersiva di Fabio Giampietro e Paolo Di Giacomo, mentre al centro Maurits Cornelis Escher, l’artista che ha più ispirato gli “architetti” del Metaverso, dialoga con Andrea Pozzo, di cui è esposto il bozzetto per la finta cupola della Chiesa di S.Ignazio, capolavoro di architettura simulata e virtuale che lo stesso artista olandese aveva studiato ed ammirato a Roma. Di fronte, “Onda lunga” di Pier Augusto Breccia ci propone un vortice ipnotico che sembra aver anticipato quello nel quale tuffarsi per entrare in “Decentraland”, Metaverso totalmente decentralizzato. Si prosegue con un confronto inedito fra un’opera d'arte nativa digitale di Krista Kim ed un capolavoro di Victor Vasarely, fra vertigini ottiche ed utopie zen per un mondo più vivibile. Nelle due sale successive, Federico Solmi fa dialogare quadri e sculture con la virtualità attraverso un processo di ritorno e riconfigurazione delle immagini da un mondo digitale a quello fisico. Subito dopo, arrivano sorpresa e inquietudine con le innumerevoli metamorfosi di volti create da Mario Klingemann con nuove applicazioni delle reti neurali. Nella sala successiva ci si immerge nell’installazione audiovisiva di fuse* che formula un’ipotesi creativa sul Multiverso. Usciti dalla sala, ecco una nuova esperienza “fisica” che ci fa confrontare con la capacità profetica del futurismo: con “Forme uniche della continuità nello spazio” (1913) di Boccioni, e il quadro “Donna e ambiente” (1922) di De Pistoris abbiamo l’uomo e la donna del futuro, due “cyborg” aerodinamici che avanzano fondendosi con lo spazio. La smaterializzazione torna nella sala successiva con la performance audiovisiva di Alex Braga che crea un’esperienza di moltiplicazione sensoriale fondata sulla musica. Proseguendo, si incontra un’idea diversa di virtualità con l’opera “Figura e spazio” di Alfredo Zelli, un’apparizione che unisce pittura, scultura e visione architettonica. Nel cortocircuito fra due artisti di epoche diverse come Fortunato Depero e Joe Pease diventa poi protagonista una realtà urbana ipnotica e accattivante. Il confronto/dialogo fra fisico e digitale si accentua nell’abbinamento, fra il capolavoro barocco di Carlo Maratti e Sediment Nodes di EntangledOthers. Pochi passi e si entra nella dimensione della letteratura generativa con Sasha Stiles.  Proseguendo, un altro dialogo fra fisico e digitale è quello tra Giacomo Balla, capace di realizzare una sorprendente ibridazione fra razionalismo ed esoterismo, e Robert Alice il quale crea una rappresentazione in grafica vettoriale per rappresentare l’architettura tecnologica del nuovo internet, il web3. Subito dopo ci si confronta con un tempo circolare, un “eterno ritorno” di cui sono protagonisti Giorgio de Chirico e Giulio Paolini. Pochi passi ed ecco il grande quadro di Giuseppe Fiducia che già negli anni novanta ha dipinto congegni futuribili. A fianco, si snoda un accavallarsi di orizzonti visionari con “Corridor” di Cesar Santos. In questo contesto la ricerca di PAK ci porta a comprendere l'enorme possibilità del concetto di metaverso attraverso una serie di opere interattive: ogni opera è legata intrinsecamente alla tecnologia blockchain, che mette in comunicazione l’artista con la sua community. Se il digitale appartiene solo al mondo virtuale, l’opera di Damjanski ci ricorda che la presenza umana potrebbe presto scomparire in futuro. Procedendo nel percorso, l’idea di Tecnonatura, che apre la strada ad un rinnovato dialogo fra esseri umani e natura tramite la tecnologia, trova espressione nel lavoro di Primavera De Filippi, con il suo “Plantoid” che si nutre di criptovalute, mentre possiamo pensare di tramutarci in divinità ibride grazie alla fantasia e ai modelli 3D di Pinar Yoldas: le sculpture phygital dell’artista turca. Poco dopo Ugo Nespolo, degno erede del futurismo, individua nel videogame una componente fondamentale dell’immaginario contemporaneo e dello stesso Metaverso. Il riferimento al gaming apre al dialogo con la visione del britannico Chaplin, giovanissimo artista di Nottingham: con lui il metaverso appare come una finestra su vari mondi, in cui l’utente può navigare attraverso uno schermo e una tastiera, a metà tra il gaming e l’esperienza immersiva. Infine, atterriamo in un mondo fluido e in continuo divenire, realizzato da Refik Anadol, in cui una serie di algoritmi programmati su un dataset selezionato dall’artista ci fa entrare finalmente in quello che chiamiamo metaverso, trasformando la nostra conoscenza del reale in qualcosa di mai visto prima.

PH Luca Perazzolo

La mostra, curata da Gabriele Simongini e Serena Tabacchi, è promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, ed è realizzata da Poema SpA.

SCHEDA TECNICA
Titolo: Ipotesi Metaverso
Curatori: Gabriele Simongini e Serena Tabacchi
Durata: dal 5 aprile al 23 luglio 2023
Orari di apertura: ore 10-20 da martedì a domenica. Lunedì chiusura. Ultimo ingresso ore 19:00.
Aperture straordinarie:
Pasqua 09 aprile: dalle ore 15 alle 20; Pasquetta 10 Aprile: dalle ore 10 alle 20; 25 aprile: dalle ore 10 alle 20; 1 maggio: dalle ore 10 alle 20; 2 giugno: dalle ore 10 alle 20; 29 giugno: dalle ore 10 alle 20.

Luogo: Palazzo Cipolla, Via del Corso n° 320, Roma
Costo del biglietto: 13 euro intero, 10 euro ridotto.Prevendite: ticketone.it eticket.it
Catalogo: DRAGO
Informazioni:www.fondazioneterzopilastrointernazionale.it - Tel +39 06 9837051

Communication Partner: HF4.IT

WWW.HF4.IT

Ufficio stampa HF4
Marta Volterra marta.volterra@hf4.it 340.96.900.12
Valentina Pettinelli press@hf4.it 347.449.91.74

Ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale
Raffaella Salato rsalato@fondazioneterzopilastrointernazionale.it  06.97625591

Giò Di Giorgio

lunedì 3 aprile 2023

XVI edizione del Festival dei Tulipani di Seta Nera - di Daniela Dal Lago

 

La XVI edizione del Festival dei Tulipani di Seta Nera vede protagoniste le Digital serie, prodotto portato alla ribalta in Italia da Janet De Nardis più di dieci anni fa con il Digital Media Fest. Grazie a questo formato sono tanti i registi che hanno trovato il proprio trampolino di lancio come nel caso di Ivan Silvestrini, ora alla guida della serie TV “Mare Fuori”, ma anche Vincenzo Alfieri, o creativi some Saverio Raimondoo i The Jackal.

Oggi, presso il cinema The Space Moderno di Roma, insieme alle finaliste delle sezioni Cortometraggi (diretta da Paola Sassone), sezione documentari (diretta da Gianfranco Pannone), sezione Social clip (diretta da Grazia Di Michele), sono state annunciate le 12 Digital Serie finaliste e in visione presso la Piattaforma Cinema Sociale e Sostenibile Tulipani di Seta Nera – Rai Cinema Channel dove competeranno per il “Premio Sorriso Rai Cinema Channel”.

Per annunciare le date del festival che si terrà dal 4 al 7 maggio, hanno presenziato Diego Righini (Presidente del Festival) insieme a Paolo Del Brocco (AD. Rai Cinema), Carlo Rodomonti (Responsabile Marketing Strategico e digital Rai Cinema), Roberto Natale (Dir. Rai per la Sostenibilità), Giuseppe Sangiovanni (Dir. Rai Pubblica Utilità). A dare un tocco di ironia e arte hanno contribuito l’istrionico Pino Insegno e alla bravissima Claudia Gerini.



La Direttrice Artistica della sezione digital serie ha annunciato le 12 finaliste:

AD MAIORA - STORIE DI RESILIENZA

AKA-BUS GLI ALTRI SIAMO NOI

ARCHITUTTO... IN GREEN

FAMILIAS CON ESTRELLA

GAETANO È TORNATO

IL CONDOMINIO - WEBSERIE DI UDICON

KIDS STUFF

MALEPAROLE

PLAY YOUR RIGHTS

RICERCATORI FANTASTICI E DOVE TROVARLI

RICHIESTA D'AMICIZIA

La De Nardis ha concluso ricordando quanto per i giovani sia necessario guardare al futuro con speranza e leggerezza, con creatività e determinazione, con la rassicurazione che il talento verrà premiato. “La diversità è lo strumento più importante per ricordare che la differenza la fa la nostra unicità.”

 

giovedì 30 marzo 2023

FESTA DI SAN MARCO - 25 APRILE- VENEZIA di Daniela Dal lago

 


LA VOCE GRANDE DI VENEZIA 

Un concerto diffuso di 200 voci nelle Scuole Grandi e Storiche di Venezia A partire dalle ore 9.00, dieci concerti che vedono protagoniste le 200 voci della Big Vocal Orchestra e dei Vocal Skyline dirette da Marco Toso Borella. Info: bigvocalorchestra.it



UNA ROSA PER VENEZIA
Festa del Bocolo Piazza San Marco, ore 12.00 Mille veneziani formeranno un ‘bocciolo umano’ che “fiorirà” grazie ai loro corpi. Da una idea di Elena Tagliapietra con Alberto Toso Fei. Info: veneziarivelata.it 



PREMIO FESTA DI SAN MARCO Palazzo Ducale – Sala del Maggior Consiglio, ore 16.00. Cerimonia di premiazione delle eccellenze veneziane e metropolitane. Ingresso su invito. Info: comune.venezia.it 25 Aprile 2023 
veneziaunica.it

mercoledì 29 marzo 2023

“Luci e Colori nell’Arte” la collettiva della creatività 15-28 aprile all’Impact Hub Gallery via Palermo, 41 - Roma.

 

Una grande appuntamento a Roma il 15 aprile 2023, il vernissage della mostra internazionale collettiva “Luci e Colori nell’Arte” alla Impact Hub Gallery in via Palermo, 41 a Roma. Un vero evento a cura di Sylvia Irrazabal e Simona De Pinho, patrocinata dall’Accademia Tiberina, che vede ben diciannove artisti partecipanti liberti di esprimersi, senza costringimenti ad un tema predefinito. 
Linda Acquaroli, Angelo Addessi, Silvana Belvedere, Roberto Calla’, Isabel Carrillo, Cinzia Colantoni, Horacio Conde Marmion, Yanira Delgado, Simona De Pinho, Chiara Di Santo, Ferdinando Fara, Rodolfo Mancini, Gianpiero Nacuzi, Omar Olano, Lucia Pafundi, Iris Pellegrini, Carlo Tornese, Edison Wieytes, Domenico Zaccaria i fantastici artisti protagonisti di questa mostra, estremamente diversi tra loro per provenienza geografica, età, formazione artistica e vissuto personale, per dare vita ad un variegato caleidoscopio di tecniche e stili che dal 15 al 28 aprile dialogheranno e si confronteranno sulle pareti della Impact Hub Gallery. 
Sylvia Irrazabal

Di questa mostra ci parla Sylvia Irrazabal, organizzatrice ed esperta di eventi culturali. Dott.ssa Irrazabal come nasce la mostra “Luce e colori nell’arte” e perché? “Abbiamo lanciato un progetto culturale che vuole focalizzarsi sulle molteplici interazioni espressive tra luci e colori nell’arte contemporanea.Si tratta di un percorso cognitivo ed esplorativo che passa da artisti già affermati e consolidati ad artisti emergenti con la convinzione che la riscoperta ed un’autentica rivalutazione delle esperienze artistiche non sia possibile se non attraverso percorsi anche ricchi di sorprese per un prossimo futuro, dove nuove e fresche realtà già si possono intravedere nel panorama attuale. Dopo anni come dirigente culturale di organismi internazionali e rappresentanze diplomatiche, ci siamo lanciate insieme a Simona de Pinho, in questo percorso cognitivo ed esplorativo di cui questa mostra non vuole essere che una prima tappa. La luce come scintilla della creazione artistica già era presente in Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia che colloca la nascita della pittura nell’attimo in cui l’uomo circoscrisse, con una linea, l’ombra di un suo simile. Ma l’affermazione della modernità coincide con il trionfo del colore puro: misurandosi con gli oggetti, le materie e i materiali ordinari, l’arte moderna ne ha tentato una resa estetica insieme ai colori che li accompagnano: Dai blu di Klein ai viraggi di Warhol, dall’eleganza luminosa di Matisse ai drammatici rossi, neri e bianchi di Burri, dai giardini incantati di Klee alla pittura di Rothko. Con le dominanti cromatiche cambia radicalmente la percezione dei colori. L’elemento visivo del colore ha l’effetto più forte sulle nostre emozioni. È l’elemento che usiamo per creare atmosfere o sensazioni in un’opera d’arte, sia essa un quadro, una fotografia o un design, come in questa Mostra. E’ nello spirito dell’uomo ricercare con la luce e i colori, la conoscenza delle novità ed è nello spirito dell’artista approcciarvi ‘giocosamente’ ed interagirvi in modo estasiato, libero da condizionamenti formali nella ricerca creativa di un messaggio proprio questo è il messaggio che vorremmo dare con il nostro progetto culturale di cui questa mostra è la prima, spero significativa, tappa”. Che cosa accomuna gli artisti in mostra del 15 aprile? “Sono vari gli elementi che accumunano gli artisti che hanno voluto partecipare a questa Mostra. A cominciare dall’apertura al confronto internazionale: partecipano e si confrontano artisti provenienti dall’Uruguay, dal Messico, dal Brasile affianco ad artisti italiani affermati ed emergenti. Il mix di diversità espressiva è l’altra caratteristica di questa Collettiva: artisti diversi per formazione artistica e vissuto personale, per caratteri e personalità come per età anagrafica così come per tecniche pittoriche e espressive che spaziano dalla pittura ad olio alle tecniche miste e alla Digital Art. La terza caratteristica è l’ampio respiro nella ricerca di luci e colori libera da condizionamenti formali nella ricerca creativa di un messaggio volto a creare atmosfere o sensazioni in un’opera d’arte, sia essa un quadro, una fotografia o un design LAST BUT NOT LEAST: la quarta e ultima caratteristica e forse la più importante è la proposta artistica di opere capaci di emozionare e coinvolgere emotivamente lo spettatore, Accanto ad aspetti poetici si trovano opere dal carattere forte e deciso offrendo uno spaccato dell’arte contemporanea alla ricerca di luci e colori nell’Arte”. Chi è l’artista del terzo millennio? “L’artista vero è soprattutto colui che prosegue per la sua strada senza seguire le mode del momento e le richieste del mercato o del critico di grido. Ovviamente ciò comporta una maturità intellettuale e artistica non da poco, per non parlare del superamento delle difficoltà economiche che comporta il non allinearsi. Ci auguriamo che ognuno di loro possa proseguire nel difficile mondo dell’arte continuando con l’espressione artistica che meglio lo rappresenta, realizzando sempre opere capaci di emozionare e coinvolgere emotivamente lo spettatore, rendendolo partecipe della bellezza dell’Arte”.

                                                                  Giò Di Giorgio

lunedì 27 marzo 2023

Yourban2030 e Myllennium Award lanciano il contest M-Factor: Move Forward Immagina la tua città del futuro Yourban2030 e Myllennium Award chiamano a raccolta gli artisti digitali under 30 nel segno della mobilità sostenibile

 

Le candidature fino all’8 maggio su myllenniumaward.org, sezione My city, premio speciale Yourban2030. 

Camminare, pedalare, usare i mezzi pubblici e il car sharing: l’M Factor è uno dei fattori fondamentali delle smart city del futuro e per sensibilizzare ancora una volta i giovani alle tematiche di sostenibilità, cittadinanza attiva, partecipazione e tutela del territorio, la no profit Yourban2030 con Myllennium Award chiama a raccolta i nuovi artisti digitali under 30 con M-Factor: Move Forward, un premio speciale che vede per la prima volta la no profit fondata da Veronica De Angelis confrontarsi con l'arte digitale come riflessione e momento di incontro intergenerazionale. Il Myllennium Award è un laboratorio permanente per la valorizzazione concreta del talento. Il premio, giunto alla nona edizione, offre ai giovani under 30 strumenti concreti per sviluppare a pieno le proprie attitudini e competenze e li rende protagonisti del processo di innovazione del Paese. 

 Dopo aver coinvolto tra Italia e Stati Uniti oltre 2500 ragazzi negli eco-murales, Yourban2030 torna così a parlare e coinvolgere direttamente le nuove generazioni, sempre fedele alla sua mission: far incontrare la sensibilizzazione sull'ambiente e sulle tematiche ambientali con le nuove frontiere dell'arte digitale, facendo appello proprio quelle generazioni nelle cui mani sono riposti futuro e cambiamento. Articolo 11 (città e comunità sostenibili), articolo 13 (lotta contro il cambiamento climatico), articolo 9 (imprese innova-zione e infrastrutture): sono questi i tre articoli dell'Agenda 2030 su cui sono chiamati a riflettere e mettersi in gioco i ragazzi con M-Factor: Move Forward, immaginando la città del futuro in un’ottica di mobilità sostenibile. I giovani artisti, per aggiudicarsi il premio speciale Yourban 2030 a tema l’M-Factor: Move Forward, dovranno elaborare un'opera digitale che abbia come obiettivo quello di immaginare la città del futuro, con un focus sul concetto di mobilità sostenibile, per indicare un modo di muoversi legato indissolubilmente al concetto di sostenibilità territoriale e orientato, quindi, verso la riduzione dei rischi di inquinamento e del potere inquinante, la salvaguardia della salute e dello spazio pubblico come bene comune, il risparmio energetico. 

Entro il 2030, l'Agenda della sostenibilità, chiede infatti di garantire a tutti l’accesso a un sistema di trasporti sicuro, conveniente, accessibile e sostenibile, migliorando la sicurezza delle strade, in particolar modo potenziando i trasporti pubblici, con particolare attenzione ai bisogni di coloro che sono più vulnerabili, donne, bambini, persone con invalidità e anziani. Obiettivo della mobilità sostenibile, secondo la definizione riportata nella strategia europea in materia di sviluppo sostenibile approvata nel 2006 dal Consiglio Europeo, è garantire che i sistemi di trasporto corrispondano ai bisogni economici, sociali e ambientali della società, minimizzandone contemporaneamente le ripercussioni negative sull’economia, la società e l’ambiente. Spostarsi in bicicletta o in monopattino (e, se possibile, a piedi), preferire l’auto ibrida o elettrica a quella a benzina, utilizzare il trasporto pubblico, ricorrere alla condivisione di veicoli (bici, scooter, autovetture) ma anche poter usare in modo integrato vari mezzi per il percorso quotidiano in un percorso fluido, conveniente e senza ostacoli di sorta: sono alcuni dei comportamenti che caratterizzano la mobilità sostenibile nelle città, un concetto di cui si è cominciato a parlare negli anni Novanta e che sta diventando di estrema attualità negli ultimi anni. L'opera di arte digitale dovrà avere una lunghezza massima tra i 15 e i 60 secondi, e deve essere spedita in formato Mp4 in alta risoluzione. L'opera può anche avere un audio originale. L'opera vincitrice riceverà un premio in denaro di 2000 euro, verrà trasformata in un NFTs e inserita sulla piattaforma di REASONED ART, startup italiana dedicata alla Crypto Arte, ovvero arte digitale certificata tramite tecnologia NFT e scambiata sulla blockchain. Tutti i dettagli su: myllenniumaward.org/premio/mycity Il Myllennium Award è il premio multidisciplinare dedicato agli under 30, patrocinato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dalla Regione Lazio. Vanta la medaglia di bronzo del Senato, onorificenza conferita a iniziative che si distinguono per spirito sociale, educativo e di alta rappresentatività. Per maggiori informazioni su Myllennium Award: http://myllenniumaward.org/.

 Nata a Roma su iniziativa di Veronica De Angelis, anche inserita tra le 10 donne Green dell'anno nel 2020, e approdata negli USA grazie a Frank Ferrante della Ferrante Law Firm, Yourban2030 ha esteso a livello globale la sua mission: portare avanti e promuovere progetti di rigenerazione urbana, attraverso l'arte. La non profit Yourban2030 si ispira ai 17 obiettivi dell'Agenda 2030. Nel 2018 ha promosso e realizzato il primo murales green d'Europa, Hunting Pollution; nel 2020 ha unito 90 street artist da tutto il mondo per la campagna Color4Action, raccolta fondi per la lotta globale all'emergenza covid; è stata capofila della cordata internazionale per il primo murales green a tema LGBT+ di 250 mq a Roma, Outside In; nel 2021 ha lanciato il primo murales mangia-smog dei Paesi Bassi, Diversity in Bureaucracy, ad Amsterdam; ha promosso la monumentale opera dello street Artist Carlos Atoche per la ricerca contro il tumore al seno, e la riqualificazione urbana dei palazzi popolari di Tor Bella Monaca con Sotto la Superficie, omaggio alla biodiversità dei mari. A marzo 2022 ha lanciato il suo primo progetto editoriale, IRAE, inaugurato il murales Unlockthechange a Napoli per i 30 anni dalla messa al bando dell'amianto e a giugno 2022 Mela Mundi. Promosso da Yourban2030 e realizzato da Graffiti for Smart City in occasione della prima edizione di Vision2030, alla fine del 2022 nasce IRAE - Ultimate Landscapes, primo green smart wall sonoro d'Italia. Si tratta di un mosaico digitale in bioresina realizzato sui muri della stazione di Noto (SR) capitale del barocco.Il murales racconta lo scioglimento dei ghiacciai, attraverso il suono e l’immagine. A Carrara, sulla Scalinata Monterosso, Yourban2030 ha dato vita al primo eco-murales multimediale d'Italia dedicato alla importanza delle api nell’ecosistema ed è protagonista a New York, presso l'High School of Art and Design della Zero Emissioni Day. 

  Ufficio stampa HF4 www.hf4.it Marta Volterra marta.volterra@hf4.it Valentina Pettinelli press@hf4.it 347.449.91.74

                                                       Giò Di Giorgio