sabato 6 giugno 2026

A VERONA LE CALVISIUS ARENA FOYER DI FABIO PALAZZI FANNO IL BIS

 

Fabio Palazzi con Cecilia Gasdia

Primo Appuntamento mercoledì 10 giugno nella sala Maffeana del Teatro della Filarmonica

 

PROFUMI, COLORI E SUONI VENGONO ORCHESTRATI PER ESALTARE IL GUSTO

 




Dopo il clamoroso successo della scorsa edizione anche quest’anno in coincidenza con la stagione lirica dell’Arena di Verona ritornano le Calvisius Arena Foyer di Fabio Palazzi, Luxury Experience Creator e Ambasciatore del Caviale.

Si dà inizio il 10 giugno 2026, alle ore 19.00?, in occasione dell’apertura del cartellone della Fondazione Arena di Verona, prevista il 13 giugno con la prima de “La Traviata”, nella sala Maffeana del Teatro della Filarmonica dove gli  ospiti sono accolti in un’atmosfera sofisticata fatta di dettagli ricercati: musica dal vivo, una mise en place dorata, fiori freschi per ogni tavolo e calici bordati, accompagnati da una degustazione di caviale Calvisius e bollicine Berlucchi, con un menù sempre diverso firmato da chef di altissimo profilo. A rendere l’accoglienza ancor più memorabile, la presenza calorosa di Fabio Palazzi e del suo team, capaci di trasformare ogni serata in un’esperienza immersiva tra arte, stile e gusto.

Un nuovo concetto di ospitalità a marchio Fabio Palazzi. Un’esperienza irripetibile che unisce il fascino eterno della lirica all’experienceCalvisius, una immersionesensoriale da vivere prima della rappresentazione lirica, con degustazione di caviale. Ogni sera, uno chef di fama internazionale crea un menù che propone una sequenza di portate, ciascuna arricchita da diverse varietà di caviale Calvisius ottenute da differenti specie di storione.

Trasformare la cena in un'esperienza significa abbandonare il semplice pasto per abbracciare un viaggio sensoriale o narrativo grazie alla maestria e alla rinomata esperienza del creatore del format Fabio Palazzi che in modo preciso e puntuale durante la degustazione, illustra le caratteristiche del caviale utilizzato, rendendo l’evento un viaggio indimenticabile.

“Il mondo del caviale è fatto di bellezza e condivisioneracconta Fabio Palazzi –. Volevamo portare a Verona, città simbolo della lirica, un progetto che unisse accoglienza e alta cucina, senza perdere il nostro stile: elegante, conviviale e ricco di suggestioni.”

Un parterre selezionatissimo avrà accesso al Calvisius Arena Foyer, previa prenotazione. Tutti insieme dove la cena diventa un'esperienza totalizzante quando i profumi, i colori e i suoni vengono orchestrati per esaltare il gusto.

 

Le aziende partner dell’iniziativa, che con il loro apporto contribuiscono alla buona riuscita delle serate, sono Calvisius, Ferrero, Iginio Massari, Nautica Casarola Riva, American Express, Fineco, Zenato, Italtrade re regalo, Chantecler, Forma arredo due, La Dolce Vita orienta express, Mediolanum, La Semy, Luca Savoldi , Massimagowinesuites, Collegio toscano degli olivicoltori Olio Olma, Lorenzo Bernardini, Garage coffee bros.

 

CALENDARIO COMPLETO CALVISIUS ARENA FOYER

·        10 giugno 2026 - Inaugurazione della LoungeCalvisius Arena Foyer

·        13 giugno 2026 - La Traviata

·        25 giugno 2026 - Aida

·        04 luglio 2026 - Nabucco

·        09 luglio 2026 - La Traviata

·        10 luglio 2026 - Aida

·        17 luglio 2026 - La Bohème

·        21 luglio 2026 – Bolle & Friends

·        25 luglio 2026 - La Bohème

·        04 settembre 2026 - Aida

·        05 settembre 2026 - La Traviata

 

Per informazioni: fabio.palazzi@fabiopalazziitaly.it

Sito web: www.fabiopalazziitaly.it


Giò Di Giorgio

 

 

 

venerdì 5 giugno 2026

JANET DE NARDIS AL CINEMA CON YOU LOVE

 


Successo al cinema Azzurro Scipioni- L'intelligenza artificiale e il futuro dell'amore.

Roma, 5 giugno 2026 – Grande partecipazione e sala gremita ieri al Cinema Azzurro Scipioni di Roma, per la proiezione del nuovo cortometraggio scritto e diretto da Janet De Nardis, regista, giornalista e conduttrice televisiva, prodotto da Iperuranio Film di Stefano Masi. Un'opera corale, ironica e al tempo stesso profondamente filosofica, che affronta una delle questioni più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra l'essere umano, l'intelligenza artificiale e la capacità di scegliere il proprio destino.



Numerosi gli artisti e gli ospiti presenti alla serata per sostenere la regista e condividere con il pubblico questo importante momento di confronto culturale. Tra i protagonisti del cortometraggio erano presenti Sara Ciocca, giovane talento già apprezzata dal grande pubblico per "Il ragazzo dai pantaloni rosa", Riccardo Maria ManeraCarolina Sala, interprete di numerosi film e serie televisive di successo, tra cui la fiction dedicata a Rita Levi-Montalcini volto noto del cinema e della televisione, Max Vado, attore e regista, Sofia Fici, Ivo Cotani, Stefano Vergano, Mattia Tassi, Cristina Alby e Giulia Zuccaro. A testimoniare l'affetto e la stima nei confronti di Janet De Nardis hanno preso parte all'evento anche il conduttore televisivo Savino Zaba e l'attrice e content creator Alessia Francescangeli, nota al pubblico per il collettivo "I Due e Mezzo".



Partendo da una domanda apparentemente semplice – può un algoritmo decidere chi dobbiamo amare? – il film conduce lo spettatore dentro una riflessione molto più ampia sulla deriva di una società sempre più incline a delegare alle macchine le proprie scelte. Dalla ricerca dell'anima gemella alle decisioni quotidiane, affidiamo ormai alle applicazioni digitali una parte crescente della nostra esistenza. Ma cosa accade quando la tecnologia smette di essere uno strumento e diventa un'autorità?Con il linguaggio leggero e coinvolgente della commedia, Janet De Nardis costruisce una metafora contemporanea che invita a interrogarsi sul confine sempre più sottile tra libertà e delega, tra autonomia e dipendenza tecnologica. L'amore e l'intelligenza artificiale, apparentemente agli antipodi, diventano così i protagonisti di una narrazione che mette in discussione le certezze della contemporaneità.



Il cortometraggio la cui fotografia è stata curata da Andrea Arnone e l’aiuto regia da Giovanni dentici,  richiama, il celebre paradigma hegeliano del rapporto servo-padrone: un sistema in cui chi detiene il potere finisce progressivamente per dipendere dal soggetto che dovrebbe controllare. Un paradosso che oggi assume una nuova forma. Se siamo noi ad aver creato le macchine, fino a che punto siamo ancora noi a governarle? E soprattutto: siamo sicuri di voler consegnare agli algoritmi anche le scelte più intime della nostra vita? Temi complessi che De Nardis affronta senza rinunciare all'intrattenimento, dimostrando ancora una volta una cifra autoriale precisa e riconoscibile. Già con "Good Vibes", film in cui la tecnologia rappresentava un elemento narrativo centrale, la regista aveva mostrato interesse per le trasformazioni sociali e culturali generate dall'innovazione.



Con questo nuovo lavoro, Janet De Nardis si conferma un'autrice capace di interpretare le inquietudini del nostro tempo, trasformando il cinema in uno strumento di riflessione collettiva. Attraverso metafore accessibili, la regista continua a interrogarsi sul destino della società contemporanea e sul delicato equilibrio tra progresso tecnologico e identità umana che lascia aperta una domanda destinata ad accompagnarci negli anni a venire: saremo ancora noi a guidare la tecnologia o finiremo per seguire, inconsapevolmente, la strada che essa avrà scelto per noi?

Giò Di Giorgio









lunedì 1 giugno 2026

Belcanto inaugura a Taormina: l’eccellenza internazionale del fine dining sceglie la Sicilia Taormina si arricchisce di una nuova icona dell’ospitalità di lusso.

 


Nella straordinaria cornice del Belvedere di Corso Umberto, è stato ufficialmente inaugurato Belcanto Taormina, primo approdo italiano del celebre brand internazionale di fine dining già affermato con grande successo a Dubai.



Un evento esclusivo, elegante e carico di emozione, che ha trasformato il cuore della Perla dello Ionio in un autentico salotto internazionale del gusto e dell’alta ospitalità. Circondato dalle boutique dei più prestigiosi brand del lusso internazionale, tra atmosfere raffinate, dettagli scenografici e una vista mozzafiato sul mare siciliano, Belcanto ha aperto le sue porte celebrando l’incontro perfetto tra glamour internazionale e identità mediterranea.Tra i momenti più attesi e fotografati della serata inaugurale ha brillato senza dubbio la presenza della madrina dell’evento, la splendida Valeria Marini, autentica icona del glamour italiano.



 Accolta con entusiasmo da ospiti, turisti, stampa e personalità istituzionali, la showgirl ha regalato all’opening un’aura di mondanità e fascino perfettamente in linea con lo spirito luxury del brand Belcanto. Elegante, sorridente e magnetica, Valeria Marini ha attraversato il Belvedere di Taormina tra applausi, selfie e flash dei fotografi, diventando protagonista assoluta di una serata capace di fondere alta ospitalità, spettacolo e lifestyle internazionale. La sua presenza ha rappresentato il simbolo perfetto dell’eleganza italiana celebrata nel mondo, contribuendo a rendere ancora più esclusiva l’atmosfera dell’evento.



Accanto al founder Alessandro Venezia e alle autorità presenti, Valeria Marini ha preso parte al simbolico taglio del nastro insieme al Sindaco di Taormina, Cateno De Luca e all'ex calciatore Sebastien Frey, suggellando ufficialmente l’inizio della nuova avventura italiana di Belcanto.Un momento emozionante e altamente scenografico, vissuto tra brindisi, musica e l’entusiasmo di una Taormina vestita a festa per accogliere uno dei brand più prestigiosi del fine dining internazionale. Presenti come già citato l’ex portiere della Nazionale Sebastien Frey accompagnato dalla moglie Petra Marocico,la Business Manager e event creator Roberta Fichera - già vicina al progetto Belcanto Dubai-, la giornalista Marilena Alescio, numerosi sindaci dei comuni limitrofi e importanti figure istituzionali giunte per celebrare l’aperturadi Belcanto Taormina che rappresenta molto più di una semplice inaugurazione: è l'arrivo in Italia di un brand italiano che ha conquistato il pubblico internazionale grazie a una filosofia fondata su eleganza, spettacolarità, romanticismo e culto dell’esperienza. Nato come concept esclusivo capace di fondere alta cucina, musica, arte e intrattenimento, Belcantoè oggi considerato uno dei punti di riferimento delfine dining a Dubainella prestigiosa Dubai Opera, frequentato da ospiti di altissimo livello e celebrità, celebre per le sue atmosfere teatrali, le performance artistiche dal vivo e un servizio impeccabile riconosciuto a livello internazionale.Dietro questa visione c’è Alessandro Venezia, imprenditore e visionario del luxuryhospitality, figura chiave nella crescita internazionale del brand. Con una forte esperienza nel settore dell’alta ristorazione e dell’ospitalità d’élite, Venezia ha scelto la Sicilia come prima tappa italiana di Belcanto, credendo profondamente nel valore culturale, turistico ed emozionale del territorio. 



Una scelta non casuale, ma profondamente identitaria: portare in Italia, e precisamente a Taormina, un’eccellenza italiana celebrata all’estero.“Taormina rappresenta la bellezza autentica italiana nel mondo. Portare Belcanto qui significa investire nella cultura dell’accoglienza, nell’eccellenza siciliana e in una visione internazionale del lusso”, raccontano gli ospiti della serata commentando la filosofia del progetto.Belcanto Taormina nasce infatti come luogo esperienziale dove ogni dettaglio è pensato per emozionare: dall’architettura elegante agli arredi sofisticati, dalla mise en place ricercata alle luci soffuse, fino alla proposta gastronomica che unisce tecnicacontemporanea e anima mediterranea. Un ambiente romantico e scenografico, capace di trasportare l’ospite in un viaggio sensoriale unico.Fiore all’occhiello del progetto sono anche le importanti partnership internazionali strette dal brand con realtà prestigiose come Fly Emirates, l’Aeroporto di Catania e numerosi luxury brand internazionali, a conferma di una vocazione globale che dialoga perfettamente con una destinazione iconica come Taormina.Grande protagonista della serata anche la brigata Belcanto, accolta dagli applausi degli ospiti durante i ringraziamenti ufficiali.



Un riconoscimento speciale è stato dedicato a Luca Cassaniti, manager del progetto, figura strategica nell’organizzazione e nel coordinamento operativo dell’apertura, capace di trasformare una visione ambiziosa in una realtà concreta ed elegante.

Applausi anche per lo Chef Tonino Puglisi, anima gastronomica di Belcanto Taormina, interprete di una cucina raffinata che valorizza la materia prima siciliana con sensibilità contemporanea e respiro internazionale.



Fondamentale il contributo della Bar Manager Serena Cupi, che ha ideato una drink experience sofisticata e identitaria, perfettamente in linea con l’eleganza del brand.

Un sentito ringraziamento è stato rivolto anche a Loredana Cucinotta, architetto del progetto, che ha saputo tradurre l’identità Belcanto in uno spazio scenografico, armonioso e fortemente emozionale, dove design e atmosfera convivono in perfetto equilibrio.



Importante il lavoro di Geomar, azienda responsabile delle costruzioni, che ha contribuito alla realizzazione tecnica degli ambienti rispettando tempi, qualità e standard elevatissimi. Riconoscimenti anche per New Living, partner nella fornitura degli arredie degli elementi di interior design che hanno reso il locale sofisticato e accogliente.

Un contributo tecnico essenziale è stato offerto dall’Ingegnere Fabio Adamo, che ha seguito con professionalità e precisione le fasi strutturali del progetto.



Tra i partner celebrati durante l’inaugurazione anche Venuti, autore dell’insegna distintiva del locale, simbolo elegante e riconoscibile dell’identità Belcanto nel cuore di Taormina e Isolabella Infinity Suite che ha ospitato le special guest presenti ed arrivati per l'occasione.Infine, un ringraziamento speciale ad Andrea Salerno per la fornitura degli elettrodomestici professionali, elemento fondamentale per garantire standard di eccellenza all’interno della cucina e del servizio.

La serata inaugurale si è conclusa tra brindisi, musica, emozioni e standing ovation, confermando sin dal primo giorno il forte entusiasmo attorno a un progetto destinato a diventare uno dei nuovi indirizzi simbolo del lusso e dell’ospitalità italiana.

Con Belcanto, Taormina accoglie non soltanto un nuovo ristorante, ma una vera esperienza internazionale capace di raccontare la Sicilia attraverso eleganza, arte culinaria e visione contemporanea.

 

 

 

Francesco Caruso Litrico

Ufficio stampa - Comunicazione e Promozione

3334682892 - fralit@alice.it

  

 

 

 

 

 

giovedì 28 maggio 2026

INARRESTABILE di Ndidi Emefiele a cura di Riccardo Freddo L’universo femminile di Ndidi Emefiele dal 20 giugno al 3 settembre 2026 al SUMS di San Marino

 

Sorellanza, resilienza e complicità: lartista nigeriana amata da Beyoncé riscrive il corpo delle donne in un corpus di opere tra pittura, collage e materiali della tradizione africana

Presenza, identità e autonomia. Sorellanza, resilienza e complicità. Dal 20 giugno al 3 settembre 2026, a Palazzo SUMS nella Repubblica di San Marino, arriva un universo femminile autosufficiente, stratificato e profondamente contemporaneo, che nasce da un incontro fra tessuti, pattern e materiali della cultura africana trasformati in dispositivi narrativi complessi. È la mostra Inarrestabile” di Ndidi Emefiele, che per la prima volta nella penisola porta, in una mostra monografica, le sue figure femminili, costruite attraverso sovrapposizioni materiche e spesso immerse in campiture cromatiche vibranti.

Artista amata da BeyoncéNdidi Emefiele non realizza semplici ritratti: costruisce presenze archetipiche e al tempo stesso estremamente attuali, donne che occupano lo spazio con consapevolezza e potenza simbolica. Ed è proprio in questo rapporto fra politica ed estetica, in questo intreccio di materiali e culture che lartista nigeriana porta negli spazi del Palazzo una dimensione tattile e una rappresentazione della donna nera nella cultura visiva globale che trascende ogni appartenenza.



Curata da Riccardo Freddo in collaborazione con Rosenfeld Gallery, la mostra si sviluppacome un percorso in cui la pittura si fa gesto radicale e affermazione visiva: il visitatore è invitato a confrontarsi con una pluralità di voci e presenze, trasformando Palazzo SUMS in un luogo di attraversamento, uno spazio in cui ripensare lidentità femminile nel XXI secolo attraverso un linguaggio visivo internazionale, inclusivo e poetico.



Inarrestabile non è solo il titolo della mostra, ma la condizione stessa delle figure che la abitano: donne che esistono oltre ogni limite imposto, oltre ogni narrazione riduttiva. Nella loro quieta ma inesorabile forza, risiede la possibilità di immaginare nuove forme di rappresentazione, e forse, nuovi modi di essere nel mondo. Le opere – tra pittura, collage e inserzioni tessili – danno forma a un sistema di immagini in cui ogni figura non chiede di essere osservata, ma impone una nuova modalità di visione. Le protagoniste abitano lo spazio con una presenza piena, sottraendosi a qualsiasi logica di rappresentazione esterna e affermando unidentità autonoma, costruita dallinterno. Le donne di Emefiele non cercano consenso, non si definiscono nello sguardo altrui, ma costruiscono ambienti in cui esistere pienamente, ribaltando i codici tradizionali della rappresentazione.

Nata a Abuja e oggi attiva tra Nigeria e Regno Unito, Emefiele intreccia nel proprio lavoro memoria personale e patrimonio culturale, trasformando tessuti, pattern e materiali della tradizione africana in un linguaggio visivo contemporaneo. Il ricorso al collage introduce una dimensione stratificata in cui ogni elemento diventa frammento di un archivio vivo, capace di connettere geografie, storie e identità. La sua pratica, influenzata anche dal mondo della moda, restituisce superfici vibranti e complesse, in cui la materia diventa racconto e la pittura si apre a una dimensione espansa, sensoriale.



Ndidi Emefiele (1987) è unartista nigeriana che vive e lavora a Northampton, nel Regno Unito. La sua pratica pittorica si distingue per composizioni figurative stratificate, costruite attraverso riferimenti culturali, di genere e personali. Le sue tele, vivide e dinamiche sia nella pennellata che nella giustapposizione cromatica, esplorano la complessità dellesperienza contemporanea e dellidentità femminile. Emefiele attinge a una vasta gamma di materiali – collage, tessuti, elementi tradizionali – per restituire unestetica radicata nelleredità culturale della Nigeria. Le sue protagoniste, forti e fiere, abitano un universo in cui la figura maschile è percepita solo attraverso la sua assenza. Le teste ingrandite, simbolo del controllo sul destino nella tradizione nigeriana, e luso ricorrente di occhiali vistosi o CD, funzionano come metafore di protezione contro il mondo esterno. Emefiele considera larte un linguaggio attraverso cui sfidare stereotipi e creare nuovi spazi visivi per lidentità femminile nera contemporanea, in dialogo costante con la memoria, la spiritualità e la cultura popolare.Ha esposto in numerose mostre personali e collettive a livello internazionale, tra cui Miami, New York, Londra, Chicago, Los Angeles, Lagos, Johannesburg e Abuja. Le sue opere fanno parte di collezioni prestigiose come il MoCADA di New York, il Kunstmuseum Wolfsburg, il Taubman Museum of Art in Virginia, The Perimeter a Londra, il Mint Museum in North Carolina, la Nigerian Stock Exchange di Lagos e il Charles H. Wright Museum di Detroit, oltre che in raccolte private come quelle di Beth Rudin DeWoody e Jiménez-Colón. Nel 2022, è stata inclusa nella mostra Bold Black British da Christies Londra e ha partecipato alla Art Encounters Biennial di Timișoara, in Romania. Ha ricevuto il prestigioso Olive Prize for Excellence in Painting presso lo Slade School of Fine Art, ed è stata nominata per i Future Awards Africa nella categoria Arte e Cultura.Beth Rudin DeWoody collection.

Ndidi Emefiele. Inarrestabile
 A cura di Riccardo Freddo
Palazzo SUMS, Repubblica di San Marino
20 giugno – 3 settembre 2026

 

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lunedì 25 maggio 2026

Venti Trasversali di Araminta Blue Forze invisibili, corpi permeabili, destino contemporaneo al Palazzo della Penna di Perugia

 


Dal 13 giugno al 26 luglio, il corpo, la maternità e il destino nella pittura dell’artista britannica, per la prima volta in dialogo con il patrimonio storico del museo, a cura di Riccardo Freddo

Palazzo della Penna, Via Prospero Podiani, 11, 06121 Perugia PG



Tra affreschi mitologici e stratificazioni architettoniche, dal 13 giugno al 26 luglio il Palazzo della Penna - Centro per le arti contemporanee di Perugia si attiva come dispositivo narrativo attraverso la mostra Venti Trasversali di Araminta Blue, artista britannica di caratura internazionale che porta negli spazi del museo umbro un corpus di opere pittoriche a olio intense e stratificate, in dialogo diretto con gli affreschi ottocenteschi di Antonio Castelletti, tra mito, destino e dimensione cosmica.



In una continuità tra mitologia e contemporaneo, Venti Trasversali, a cura di Riccardo Freddo in collaborazione con Rosenfeld Gallery e Le Macchine Celibi Società Cooperativa, concessionario dei servizi museali del Comune di Perugia, costruisce un percorso pittorico che, attraversando le sale del palazzo, mette al centro una narrazione cromatica ed evocativa in cui la maternità si declina come condizione simbolica e ambigua: dal ventre all’accudimento, il corpo emerge come confine e soglia, spazio attraversato e campo di forze, luogo in cui si inscrive il destino.

Una visione profondamente contemporanea che si innesta ai piedi e al fianco delle vicende mitologiche di Elena e Paride, delle apparizioni di Apollo e delle narrazioni classiche, trasformando il percorso espositivo in un racconto stratificato di identità, genere, libertà e memoria.



All’interno del Centro per le arti contemporanee di Palazzo della Penna – straordinaria testimonianza della complessità storico-artistica della città, edificato sui resti dell’anfiteatro romano e stratificato tra architetture medievali e interventi museografici contemporanei – la mostra si configura come una presenza viva, capace di riattivare il palazzo come spazio di attraversamento. Dalla residenza gentilizia della famiglia della Penna, che già nel XVII secolo custodiva una collezione d’arte, fino agli affreschi ottocenteschi del piano nobile e alla scala elicoidale ipogea progettata da Franco Minissi, ogni elemento contribuisce a costruire un ambiente in cui passato e presente si riflettono e si interrogano reciprocamente.

È qui che si inserisce il percorso: dalla luce alla notte, fino al vento. Nella prima sezione, la luce si fa presenza attiva e soglia percettiva, come in Voci al tramonto, dove il sole assume una forma ambigua e quasi antropomorfa insinuandosi tra corpi sospesi e possibilità non espresse, o in Compulsion, in cui la tensione del desiderio si traduce in una forza ascensionale che dissolve il corpo. La notte introduce una dimensione più intima e introspettiva: in Visioni al chiaro di luna il torso si apre come portale verso l’invisibile, mentre in Notti calde e pesanti il ventre si fa materia densa, quasi geologica, attraversata da memorie e proiezioni.

L’ultima sala, quella del vento, restituisce movimento e forza al percorso, diventando il punto di massima sintesi. Qui il vento non è elemento naturale ma forza invisibile che orienta e determina: in Guardando il cielo con i piedi nella terra la figura oscilla tra radicamento e slancio, mentre in Forza blu la libertà si rivela come negoziazione con ciò che la attraversa. In Passato ambrato la materia trattiene il tempo, tra peso e cura, fino a Verità di burrasca, dove il corpo, trascinato e frammentato, perde ogni controllo e trova nella vulnerabilità una forma radicale di adesione al mondo.

«Se un tempo erano gli dei a determinare il destino umano, oggi sono forze invisibili, emotive e naturali a modellare la nostra esperienza», spiega il curatore Riccardo Freddo. «La pittura di Blue rende visibile questa condizione di esposizione continua».



Araminta Blue nasce nel 1990 a Cipro e vive e lavora a Londra. Dopo il Master in pittura alla Slade School of Art nel 2019 e il BA presso la Ruskin School of Art, ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui l’Artists Collecting Society Studio Prize ed è stata finalista al Chadwell Award, alla Derek Hill Scholarship e all’Hix Award. Le sue opere sono state presentate in mostre personali e collettive nel Regno Unito e in contesti internazionali, tra cui Christie’s e Bonhams a Londra. Nell’estate 2024 ha realizzato la sua prima mostra personale museale al MARV di Gradara, in Italia. La ricerca di Araminta Blue si concentra sul modo in cui lo spazio immaginato può diventare luogo di fuga e protezione rispetto alla realtà, ma allo stesso tempo strumento per guardarla con maggiore lucidità. La pittura a olio è utilizzata in modo estremamente fluido e sperimentale: diluita fino a comportarsi come acquerello, stesa in velature, strofinata e rimossa, oppure addensata fino a raggiungere una consistenza materica, quasi argillosa o cementizia. La tela viene trattata come un foglio da disegno, lasciando visibile il processo, tra stratificazioni traslucide e segni cancellati.

Venti Trasversali
di Araminta Blue
A cura di Riccardo Freddo, in collaborazione con Rosenfeld Gallery e Le Macchine Celibi Società Cooperativa, concessionario dei servizi museali del Comune di Perugia
dal 13 giugno al 26 luglio
Palazzo della Penna,  - Centro per le arti contemporanee
Via Prospero Podiani, 11, 06121 Perugia PG
Orari di apertura:dal martedì alla domenica (lunedì chiuso) | 10:00-19:00

Info:+39 075 3745273
info.perugia@lemacchinecelibi.coop

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