sabato 22 agosto 2020

Esclusive party con 70 candeline dell'editore Giò Di Giorgio Festa in stile partenopeo per il settimo giro di boa dell'editore, del cliccatissimo sito Inciucio.it

 




Una parata di attori e personaggi del jet set per l'esclusive party che si è svolto a Roma nel famoso ristorante dei Parioli, Gaudi. Piatti gustosi e musica dal vivo di grande suggestione ad opera del chitarrista Luciano Ritondale.


 Hanno reso la serata frizzante la talentuosa Luciana Frazzetto reduce del successo in teatro "e se il  sesso si e' depresso?", la carismatica coppia formata da Geppi Di Stasio e Roberta Sanzò che 7-8-9 settembre saranno in scena al Teatro delle Muse con "Lavaci col fuoco", Samantha Innocenti(Naira) che con il suo nuovo brano "Sale ed Assale" sta spopolando sul web con il compagno il ballerino Daniele Martinelli


il produttore regista e doppiatore Massimo Milazzo, la cantautrice Giò Di Sarno di ritorno da una tourneè che l'ha vista protagonista a Salerno e vincitrice del premio Enrico Caruso a Nettuno, il regista Pier Francesco Campanella, la sempre affascinante attrice Adriana Russo, l'attore Enio Drovandi, la giornalista di Rai Pubblica Utilità Antonietta Di Vizia, il Dott. Orazio De Lellis otorinolaringoiatra, la manager Daniela Bonacci, il produttore regista Alfonso Stagno, il Dott Andrea Menichelli chirurgo estetico delle dive, l'avv. Vincenzo Macedonio con l'architetto Simona, Lucy Bove e Tony di Natale. I fotografi Enzo Stazi, Giancarlo Fiore e Laura Pelargonio.



A brindare con il festeggiato il  proprietario del Gaudi, Gino La Mura e tutti i personaggi dello spettacolo che hanno molto apprezzato il menu napoletano e la torta babà gigante una vera delizia per occhi e palato.


Una bella festa di compleanno per esorcizzare il settimo giro di boa, in chiave napoletana, per un editore di grande talento che del 70 enne ha davvero poco per energia e voglia di fare, tanti auguri all'ever green Gio Di Giorgio.

 

                Daniela Dal Lago


























































martedì 18 agosto 2020

XXXII CIVITAFESTIVAL Il grande Teatro nel cortile quattrocentesco di Forte Sangallo 3 settembre, La consuetudine frastagliata dell’averti accanto di Marco Andreoli, diretto e interpretato da Daniele Pilli e Claudia Vismara 5 settembre, In Exitu di Testori, regia di Roberto Latini 6 settembre, La Pianista Perfetta, prodotto dalla Compagnia MauriSturno, testo i Giuseppe Manfridi con Guenda Goria e Lorenzo Manfridi, regia di Maurizio Scaparro Forte Sangallo, Via del Forte, 1 – Civita Castellana (VT). Ore 21.00

 

FForte Sangallo, imponente fortezza in terra falisca costruita nel 1495 su volere di Alessandro VI Borgia è la suggestiva scenografia del triplo appuntamento teatrale della trentaduesima edizione del CivitaFestival a Civita Castellana (VT). Il 3 settembre, apre la staffetta teatrale La consuetudine frastagliata dell’averti accanto di Marco Andreoli, diretto e interpretato da Daniele Pilli e Claudia Vismara, produzione di La fabbrica dell’attore, il 5 settembre prosegue conIn Exitu, dall’omonimo romanzo di Giovanni Testori, nell’adattamento, interpretazione e regia di Roberto Latini con musiche e suono di Gianluca Misiti, e il 6 settembre si conclude conLa Pianista Perfetta, prodotto dalla Compagnia MauriSturno, testo i Giuseppe Manfridi con Guenda Goria e Lorenzo Manfridi,regia di Maurizio Scaparro. Tre appuntamenti nel segno del grande teatro che portano in scena, tra storia e contemporaneo, due produzioni raffinate e originali.


La consuetudine frastagliata dell’averti accanto di Marco Andreoli, diretto e interpretato da Daniele Pilli e Claudia Vismara, produzione di La fabbrica dell’attore, il 3 settembre apre la staffetta teatrale del XXXII CiviteFestival.Un testo che parla di coppia, di quell’universo criptico che sono le relazioni, del loro lento disgregarsi, dell’ostinazione con cui a volte ci si accanisce per mantenere con se stessi una facciata, una parvenza di felicità… un testo che parla di tempo, di fisica quantistica, di quelle scelte che si compiono nella vita e che una volta compiute la segnano per sempre. Di quanto un istante, a volte, faccia la differenza, tra la vita e la morte.  Un approccio drammaturgico che trae ispirazione dalle teorie dei ‘Multiversi’ di Everett, esplorando il concetto di simultaneità del tempo nelle infinite possibilità di ogni singola scelta.

Il teatro al CivitaFestival prosegue il 5 settembre con Roberto Latini che affronterà la furente inventività linguistica di In exitu(1988)e darà vita e corpo alla parola testoriana. 

L’uscita di scena di un tossico degli anni ’80 in una città qualsiasi tra le Milano di un nord qualsiasi è dolore e solitudine straziante di una vita consumata in evasione, in eversione. La narrazione cede il passo alla forma e si sostanzia su un piano raffinatamente linguistico. Testori come fosse il pusher di una lingua teatrale che si fa linguaggio. Drogato è il testo e le parole sfidano il pensiero e la sintassi, come l’Ulisse di Joyce, il Lucky di Beckett, come agli orli della vita, direbbe Pirandello.  Tutto sembra svilupparsi nella sensazione del fondamentale e iniziatico “Quem quaeritis” del Teatro S cro Medievale. In mezzo, c’è una nebbia incapace di fermare il tempo e la consolazione. In Exitu è come una Pietà. La parabola parabolica di vita vissuta da Riboldi Gino è quella di un povero Cristo tenuto in braccio da Madonne immaginate, respirate, disarticolate, nella fonetica di una dizione sollecitata fino all’imbarazzo tra suono e senso, come fossero le parole ad essere infine deposte dalla croce sulle quali Testori le ha inchiodate. “Chi cercate?”  “Non è qui!”,  risponderebbe l’angelo. 

La proposta teatrale del XXXII CivitaFestival si conclude il 6 settembre con La Pianista Perfetta, prodotto dalla Compagnia MauriSturno, testo i Giuseppe Manfridi con Guenda Goria e Lorenzo Manfridi, regia di Maurizio Scaparro.


“La mia immaginazione non può figurarsi una felicità più bella di continuare a vivere per l’arte”: così Clara Schumann descrive la sua vocazione più profonda, quella per la musica. Forgiata nella tecnica dal padre  Friedrich Wieck, Clara diventa sin da giovanissima concertista di fama mondiale: la più grande pianista dell’ottocento ma anche una donna coraggiosa, intellettuale, madre affettuosa di otto figli, innamorata. Ed è proprio l’amore che permea nella sua musica, l’amore per la vita e l’amore per un uomo, Robert Schumann, compositore e figura di spicco del romanticismo tedesco. Un amore tormentato ma profondissimo quello tra Clara e Robert che trova il suo triste epilogo quando una malattia sopraggiunge a consumare le capacità intellettive di lui, fino a portarlo lentamente a spegnersi. E saranno le cinque linee del pentagramma il rifugio di Clara, le note saneranno le ferite del suo cuore e quell’armonica successione di tasti bianchi e neri darà conforto a questa grande donna che donerà alla musica tutta se stessa, che continuerà a lavorare dopo  la morte del marito per diffondere la sua musica – troppo avanti per il gusto dell’epoca ma che troverà postuma fortuna. Il Pianoforte, al  centro della scena, sarà il protagonista assoluto suonato dal vivo da Guenda Goria che, in una progressiva rarefazione di tempo e spazio, racconterà sin  nel profondo la forza vitale di  Clara, donna che ha tradotto in arte la sua intera esistenza in un momento preciso, il pomeriggio prima di un importante concerto che potrebbe cambiare le sorti della sua carriera; un pomeriggio sbagliato in tutto sembra far presagire il primo insuccesso della vita di Clara. L’ accordatore che non arriva, il baule smarrito, le lettere che sopraggiungono ad annunciare l’ internamento  del marito Robert Schumann in ospedale psichiatrico offrono l’ affresco di una donna che a trent’anni è già madre di otto figli e leggenda della musica mondiale.      

Il CivitaFestival è diretto da Fabio Galadini, attore, regista, musicologo, e si svolge in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Lazio diretta dalla dott.ssa Edith Gabrielli.

Spettacoli ore 21.00, biglietti 7 euro. Info  info@civitafestival.it  - www.civitafestival.it

Ufficio Stampa HF4 – Marta Volterra marta.volterra@hf4.it +39.340.96.900.12

Giò Di Giorgio