domenica 17 febbraio 2019
Un omaggio sincero ad un grande artista scomparso precocemente dalle scene. Geppi Di Stasio ricorda Massimo Troisi dedicandogli il suo nuovo spettacolo “Mò me lo segno”, in scena fino al 3 marzo al Teatro delle Muse, nel quale riviviamo quelli che erano i suoi pensieri , le sue idee, il suo essere artista, ma non solo.
Lo spettacolo, attraverso l’incontro ideale tra Troisi, interpretato dallo stesso Di Stasio, e Neruda, interpretato da Carlo Badolato, mette in evidenza tutte le loro affinità, in particolare l’appartenenza al mare, che sempre fu forte in entrambi, e la passione per le donne.
Veramente commoventi e significativi i momenti musicali eseguiti al piano da Emiliano Federici con la voce dei protagonisti dello spettacolo con un ulteriore omaggio all’indimenticabile Pino Daniele, accompagnati calorosamente da tutto il pubblico.
Importanti anche i confronti tra donna del nord e donna del sud, impersonate da Roberta Sanzò e Alida Tarallo, che riflettono gli stereotipi ad esse legate anche in maniera ironica: la prima emancipata e composta , la seconda forse meno rigorosa ma più passionale.
Un applauso dopo l’altro e tante risate in un viaggio rivissuto attraverso citazioni, immagini e canzoni. Nelle prime file alcuni familiari del celebre attore, ma ad affollare la platea anche numerosi personaggi tra i quali: Lino Patruno, Alex Partexano, Gabriele Marconi, Patrizia Tapparelli, Luciana Frazzetto con Massimo Milazzo, Conni Caracciolo, le bellissime Linda Collini e Barbara Clara (tra le protagoniste di Centovetrine), Magico Alivernini, Anthony Peth, Giò di Giorgio, Milena Stornaiuolo, Simonetta Rinaldi, Antonello De Pierro, Martina Cambi, Detto Mariano e i numerosi ciclisti dell’associazione “Pedalando nella storia”, capitanati da Andrea Perugini, che si sono resi protagonisti di un evento speciale.
Nella giornata del debutto, coincidente con la festa di San Valentino, si sono trasformati in “Postini Salva-Cuore” portando in giro il ricordo di Troisi per ribadire alle coppie l’importanza dell’amore per la vita e il valore di una corretta prevenzione per la salute del cuore. I postini torneranno sulle due ruote nel prossimo fine settimana mentre lo spettacolo vi aspetta fino al 3 marzo con il suo carico di emozioni e ricordi.
Ufficio stampa Federica Rinaudo
Foto By Adriano Di Benedetto
Daniela Dal lago
Anna Tatangelo a Verissimo conferma la crisi superata con Gigi D’Alessio
Reduce dal Festival di Sanremo in gara con il brano "Le Nostre Anime Di Notte", Anna Tatangelo è stata ospite a Verissimo nella puntata di sabato 16 febbraio.
Nell'intervista a Silvia Toffanin la cantante di Sora ha annunciato la ritrovata serenità di coppia con Gigi D'Alessio "È una persona intelligente e mi ha capita" "Abbiamo superato anche questo" Adesso sono serena,ora bisogna dedicarsi di più, perché dopo quattordici anni è facile darsi per scontati e le buone intenzioni ci sono.
Daniela Dal Lago
venerdì 15 febbraio 2019
Gigi Finizio con “Io torno” 1 Parte al Lendi di Sant’Arpino CE; 6 musicisti e 500 “cuoristi ”, questa sera l’ennesimo sold out!
Se io fossi una spettatrice “tipo”, una che ha
telefonato a un teatro o va in internet per acquistare il biglietto, chiederei
immediatamente la restituzione dei soldi. Perché invece di ascoltare il mio
idolo, le mie orecchie hanno dovuto ascoltare 500 persone tutte in coro, tutte
precise, tutte intonate, educatissime, cantare al posto e insieme a Gigi
Finizio.
Ovviamente la mia è una riflessione ironica; mai
assistito a una cosa del genere! Lo spettacolo nello spettacolo; 10 e lode a
tutti, dal parcheggiatore del Landi gentilissimo e premuroso, al sorriso di
Gigi nell'accogliere me e il mio collega Reo Confesso, arrivati da Roma per
applaudirlo, io sinceramente anche per riabbracciarlo dopo almeno 20 anni,
quando ci si incontrava nelle varie TV partenopee.
Avevo preparato il mio amico Reo (anchorman dei
locali della Capitale e conduttore a Radio Italia Anni 60 su “Le canzoni del
cuore”) del calore forse anche un po’ colorito che avremmo trovato, ma sono
stata smentita da vecchi retaggi che evidentemente anche io mi porto dietro.
Gigi è stato fantastico! Pochi fronzoli, lui va
diritto al cuore ed ecco perché il suo pubblico gli fa da coro, “cuoristi”, per
tutto l’arco del concerto, ma non un semplice coro fatto di voci, ma un coro
fatto con la voce dell’anima, col cuore.
| da sx la voce delle notti romane Reo Confesso al centro il mitico Gigi Finizio e la cantautrice Giò Di Sarno |
Una sala gremita di gente felice, che era lì non
solo per ascoltare le canzoni, ma un pezzo della loro vita. Se consideriamo che
la prima incisione di Gigi risale a quando aveva 9 anni e oggi poco più che
cinquantenne (anche se sembra un ragazzino) ancora sforna canzoni meravigliose,
contando almeno 30 lavori discografici. Generosissimo col suo pubblico non si è
risparmiato, proponendo anche brani che lo hanno portato al successo quando i
cantanti napoletani (me compresa) facevano fatica ad uscire fuori dalla
Campania.
Dalla prima note di “AMOREAMARO” - capolavoro
firmato Bruno Lanza/Gigi Finizio - scelto da Alessandro Siani per il
suo film esordio alla regia de “Il principe abusivo", l’emozione si
toccava (le mani, tutto comincia sempre con le mani), tutto il Lendi avvolto in
un abbraccio collettivo, proprio alla vigilia di San Valentino. Gigi, lo si può
definire il cantante dell’Amore con la A maiuscola. E quando un po’ timido
spiega dal palco la necessità di isolarsi per qualche tempo per raccogliere le
energie per ricominciare daccapo e creare un altro capolavoro come “Io torno “,
lo fa come un amico, un fratello. Ha quell’aria sì da “Maesto”, ma un maestro
affettuoso, che vuole “educare” i suoi allievi, e lo fa con pazienza certosina
quando conta le battute per lo scrocchio del pollice e del medio da fare assieme
al suo pubblico di “Io torno”, e lo fa tante volte, fino a sentire una
precisione che ha dell’incredibile.
Poi, una cover “E tu mi manchi” mai dimenticata dal
pubblico napoletano portata al successo da Francesco Calabrese (già Franco IV e
Franco I di “Ho scritto t’amo sulla sabbia”, successo del 1968).
I 6 musicisti, strepitosi, lo accompagnano in
maniera magistrale, e lui delizia il suo pubblico esibendosi in contemporanea
con il pianoforte e la tastiera, evocando la Dea Kalì e riportando alla mente
il grande Renato Carosone, mentore di tutti i musicisti contemporanei, omaggiandolo
anche in un accenno al jazz arabeggiante e duettando e improvvisando con il
chitarrista.
Davvero uno spettacolo che ti resta dentro. Grazie
Gigi, ti aspettiamo a Roma ai microfoni di Radio Italia Anni 60. L’editore di
Inciucio.it Gio’ Di Giorgio dice che
dobbiamo pagare pegno perché ancora non ti abbiamo portato da noi, e allora
penso che ti verremo a trovare il 23 Marzo al Teatro Cilea di Napoli,
nell’attesa di ascoltare “Io torno” 2 Parte.
Gio’ Di Sarno
mercoledì 13 febbraio 2019
Si arricchisce di una giovane perla la scuderia dell'ufficio stampa di Giò Di Giorgio, editore di Inciucio.it. Asia Gianese, 20 anni.
Ecco i numeri da
brivido di Asia:Instagram Blogger con oltre 70.000 follower, e 88000 su fb,
modella immagine Milanese.
Ogni giorno
ispira migliaia di fans postando video
ed immagini sia sue sia della Movida
milanese e non solo,La sua predisposizione alla moda, al fashion, al bello,
alla gioia di vivere è dovuta anche alla sua giovane età,un mix esplosivo e
coinvolgente e travolgente. Studia recitazione e sogna di lavorare in tv come
conduttrice e attrice, frequenta la facoltà di Scienze Politiche alla Statale di Milano; Il suo sogno e iniziato
da piccola quando nei pomeriggi grigi ed
uggiosi invitava a casa amici e amiche
esibendosi in spettacolini improvvisati, travestendosi con trucco e parrucco
conservati in un baule avuto in regalo dai suoi genitori.
Poi con l’avvento dei social, quasi per gioco ha
iniziato con le dirette social, ,riscuotendo un enorme successo come
intrattenitrice,coinvolgendo migliaia di fans su instragam, fb, Twitter. Ed ecco che ha avuto conferma a quale
futuro aspira la sua vocazione lavorativa ed è per questo che ha chiesto il
supporto di un ufficio stampa per
essere guidata e comunicare ai media questa sua meravigliosa avventurasocial e non
solo.
Asia per la sua bellezza è
anche Finalista World Top Model e Ambassador brand.
Daniela Dal Lago
L'EMIGRANTE Format radiofonico e televisivo,ideato e condotto da Gio' Di Sarno in onda su Radio Italia Anni 60 ( FM 100.5 ) tutti i Giovedì dalle 17:00 alle 18:00, il prossimo 14 Febbraio il maestro Orafo Giovanni Pallotta
Le Interviste de l'emigrante di Giò Di Sarno
Giovanni Pallotta maestro orafo incastonatore.Apprende le basi e le tecniche dell’arte orafa attraverso regolari corsi professionali per poi perfezionarsi nelle migliori scuole italiane come Valenza, Arezzo e Roma. Attualmente, grazie alla sua esperienza trentennale nel campo orafo, è membro del C.P.I (Collegio Periti Italiani) preposto ad effettuare perizie con valenza legale su gioielli antichi e moderni.
Giovanni Pallotta: “Sono contento di come ho trascorso quegli anni con feste tra amici, sempre italiani che vivevano lì e giochi semplici a contatto con la terra.”
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Tu sei nato
ad Abidjan, in Costa D’Avorio, e quarant’anni fa sei approdato con la tua
famiglia a Roma. Possiamo dire che a nessuno meglio di te corrisponda il titolo
di questa trasmissione: “L’Emigrante”?
Direi proprio di sì, con delle emozioni e dei ricordi
di un’infanzia passata con giocattoli rimediati e costruiti da mio padre,dato
che a noi non ci toccava il boom economico che in quel periodo si stava vivendo
in Italia. Sono contento di come ho trascorso quegli anni con feste tra amiciitaliani
che vivevano lì e giochi semplici a contatto con la terra.
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Dopo tanti
anni di Africa, che ricordi ti ha lasciato il tuo primo impatto con Roma che
per te bambino rappresentava sicuramente una sorta di nuovo mondo?
La pubblicità cartellonistica italiana, il verde della
zona nella quale siamo approdati (Casalpalocco), lo sport, senza escludere la
libertà di poter uscire dal cancello di casa senza paura. Infine, il contatto
con le scuole italiane e i nuovi amici.
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Quando sono
emerse e hai conseguentemente assecondato le tue doti artistiche che ti hanno
indirizzato verso l’arte orafa? In quale occasione e che oggetto artistico hai
realizzato per il maestro Franco Califano?
Verso i 15 anni ho incominciato il mio cammino con una
scuola professionale (all’epoca all’avanguardia) perché mi piaceva molto
disegnare e creare qualcosa con le mie mani. Mia zia che lavorava da Fumis,
gioielleria storica attiva anche oggi in centro storico, notando le mia
capacità mi indirizzò verso questa professione. Per Califano ho realizzato un
anello da uomo con sopra due metà di un ovale: uno di onice nero e l’altro di lapislazzulo
blu che rappresentano i colori della sua squadra del cuore, l’Inter. Fu un
periodo stupendo per la sua frequentazione anche in alcune cene. Anche se, devo
dire,Califanonon è l’unico personaggio nel mondo dello spettacolo per il quale
ho realizzato dei gioielli.
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Il sociale è
molto presente nella tua vita, infatti non solo sei solito partecipare alla
campagna contro ogni abuso fisico e mentale verso le Donne, ma supporti anche
varie associazioni tra le quali quella dell’Alzheimer, dimostrando così
concretamente il tuo impegno nella difesa di intangibili valori umani.
Si credo molto nel sociale e penso che l’arte debba
essere il mezzo di comunicazione in questo ambito dove si può donare con il
cuore e realizzare un oggetto o una scultura da indossare. èsempre un’idea creata dal nulla che
esce fuori con violenza trasformandosi in emozione da trasmettere e far
provare. Le emozioni contano in un’era dove ci fanno credere che l’usa e getta
è la cosa principale da portare avanti, ma non è affatto così.
-
Verrai in
studio il giorno di San Valentino. Tu che sei creatore privilegiato di anelli
credi che la tradizione antichissima (risalente all’antico Egitto) dello
scambio tra uomo e donna sia una semplice “romanticheria” o alluda anche a una
connotazione erotica (dito/anello)?
Per quanto riguarda l’anello non è solo una
romanticheria visto che nel rito di unione di una coppia negli antichi Egizi
c’era quello di tracciare intorno ad essa per terra un cerchio a simboleggiare
l’unione. La scelta della mano sinistra è dovuta al fatto che è quella del
cuore e il dito anulare è dove passa una vena principale. Nell’occasione
ho fatto una ricerca per gli ascoltatori de L’EMIGRANTE, in cui si cerca di
dare ad ogni dito e mano il suo significato. La svelerò in diretta. Se poi però
vogliamo buttarla sul ridere, metterei un brano di Zucchero “Con le mani tu
puoi sbucciar le cipolle”…
Ufficio stampa Giò Di Giorgio
venerdì 8 febbraio 2019
Dopo il grande successo della scorsa stagione torna al Salone Margherita Rodolfo Lagana’ con il suo nuovo show: “Toro Sedato Reloaded ” .
Lagana’, torna nelle vesti di un indiano “metropolitano”, molto “capitolino”, con nuove rivelazioni ed ironizza tra racconti, ricordi e immaginazioni sulla complessa disciplina del far finta di non capire.
Dalla raccolta differenziata alle file al supermercato fino ai virtuosismi per evitare di pagare le tasse, non c’e’disciplina più antica ed efficace del fare finta di nulla, di non capire appunto. Partendo dalla constatazione che l’espressione “fare l’indiano” e’ nata perche’ gli indiani rimanevano indifferenti quando interrogati dai conquistatori Americani, non comprendendone la lingua, lo show esplora le motivazioni dell’affermarsi del fenomeno proprio per il motivo opposto. “E’ proprio quando abbiamo capito bene che facciamo finta de non capì….” Tra le suggestioni delle scene di Alida Cappellini e Giovanni Licheri , accompagnato dalla splendida voce di Jacqueline Ferry e dalle musiche originali di Sasa’ Flauto, Rodolfo porta in scena alla sua maniera la filosofia del fare finta di non capire per superare le difficolta’ di tutti i giorni.
Fra gli ospiti:Maurizio Mattioli, Stefano Masciarelli, Magico Alivernini, Pierfrancesco Pingitore il M° Stefano Palatresi,Marco Vincis con Carolina Ielardi,Il patron Nevio Schiavone, Alberto Mandolesi con la moglie Lilly.
Ufficio stampa Sara Tersigni
Foto Adriano Di Benedetto
Daniela Dal Lago
mercoledì 6 febbraio 2019
L'EMIGRANTE Format radiofonico e televisivo,ideato e condotto da Gio' Di Sarno in onda su Radio Italia Anni 60 ( FM 100.5 ) tutti i Giovedì dalle 17:00 alle 18:00, il prossimo 7 Febbraio in esclusiva MICHELE CARFORA
Nativo
di Salerno,Michele Carfora a
dodici anni comincia a studiare danza con la benedizione di mamma Maria,
appassionata di musica, e di papà Enzo che purtroppo non è riuscito ad
assistere ai suoi successi perché venuto a mancare prematuramente quando luiera
appena quindicenne.A 17 anni la prima esperienza da professionista nel corpo di
ballo di Carla Fracci in Romeo e
Giulietta e, da lì, sarà con Renato Greco e Maria Teresa del Medico che
diventa Solista e Primo ballerino.
Michel
Carfora: “ Il mio maestro lo diceva sempre: bambini e animali rubano la scena.
”
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Hai vinto premi prestigiosi con i musical portati
in scena da protagonista. Cito solo il
premio “PRIMO 2018” alla carriera come miglior performer italiano, PREMIO IMTA
con Grease, L’OSCAR EUROPEO DEI
GIOVANI con Rente il PREMIO ROMA E’
ARTE, come miglior performer, con Sette
spose per sette fratelli. Infine, immagino ricevuto con giusto orgoglio, il
premio Speciale internazionale
Euro-Mediterraneo per la Cultura.Quale è giunto più gradito o
inaspettato?
-
Sinceramente ai premi non ho mai tenuto
particolarmente, mi ha sempre coinvolto e gratificato l'amore del pubblico e i
suoi applausi, è il vero riconoscimento. Se proprio devo scegliere scelgo
quello ricevuto per Rent che rimane lo spettacolo più emozionante che io abbia
fatto.
-
A proposito
di Rent, con cui hai provato anche l’esperienza
fantastica di Broadway, in quale circostanza sei stato scelto daNicoletta
Mantovani e dal maestro Pavarotti per fare il protagonista?
_ Solito….. provini su provini ne abbiamo
fatti se non ricordo male quattro o cinque. Siamo stati selezionati su circa
ottocento persone. In realtà il mio provino è stato un mezzo disastro perché
dall’emozione ho incasinato il testo della canzone e di conseguenza ero
preoccupato di aver vanificato tutto il lavoro fatto per arrivare fino lì. Per
fortuna il Maestro, a differenza di altri, è andato oltre le cinque dita e
tutto è andato per il meglio.
-
Diretto da Massimo
Ranieri hai recitato al Sistina nel ruolo di Romolo in Poveri ma belli, a fianco di Bianca Guaccero che oggi si gode la
propria cresta dell’onda in TV.
_ E
aggiungerei che se lo merita perché oltre ad essere un’artista importante per
professionalità e talento è anche una persona speciale e le voglio bene
davvero….e come tutti quelli bravi si fa un pò più fatica a fare televisione. Incongruenza? No, la regola. Spero che i suoi sogni si
realizzino anche se vorrei rivederla a teatro perché per la tv è sinceramente
uno spreco.
-
In alcuni spettacoli ti sei trovato a misurarti
con i protagonisti, veri e propri mostri sacri,che ti avevano preceduto negli
stessi lavori. Mi riferisco soprattuttoa Dean Martin nella commedia teatrale Baciami stupido, e aTom Hanks nella
versione teatrale del Miglio verde. Come
hai affrontato la sfida?
_ Come sempre, con grande rispetto e
tanta passionalità. Solitamente evito di guardare i film da cui sono tratti poi
gli spettacoli teatrali e cerco di dare sempre una mia lettura del personaggio
e delle sue caratteristiche mettendoci sempre un pò di me stesso. Ritengo che
un attore debba sempre essere onesto in scena e arrivare così a tutti, senza
ghirigori e inutili manierismi.
-
Ho visto una tua foto con Titty, il tuo asky che, come
racconti tu, “ti ha seguito fedelmente per dieci anni, ovunque, fino ad
approdare alle scene di Sette spose per sette fratelli
in cui ero il protagonista Adamo”. Bella performance per Titty…
_ Ti dico solo che
ai saluti finali lei usciva per ultima e c’era tutte le sere un’ovazione di
tutto il teatro. Si esatto, prendeva più applausi di me. Il mio maestro lo
diceva sempre: bambini e animali rubano la scena.
Più che un cane era
un essere umano. Anzi, meglio, come spesso accade. Un’amica fedele che mi ha
dato tanto amore e mi è stata accanto fino alla fine.
Ufficio stampa Giò Di Giorgio
lunedì 4 febbraio 2019
Si è svolta il 1 febbraio 2019 presso il Palazzo della Provincia di Perugia La presentazione del libro “La Violenza Declinata” di Anna Silvia Angelini edito da Bertoni Editore, nell’ambito del Convegno “Vittime del reato-La violenza sui minori”.
Grande successo personale della scrittrice Anna Silvia Angelini per l'anteprima della presentazione del libro "La Violenza Declinata"
Il Convegno si è avvalso di prezioni contributi di numerose
Associazioni:
Associazione Nazionale Vittime del Reato; Associazione
Italiana Studio Prevenzione Analisi, Associazione Internazionale Vittime Errori
Giudiziari, Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo – Comitato Provinciale di
Perugia; Unione Nazionale Vittime e la Federiciana Università Popolare.Sono
intervenute voci autorevoli al dibattito provenienti da diversi settori come quello legale,
sociale, tra cui la testimonianza del Cav. Nestore Angelini.
È stato un importante momento di confronto su strategie per
combattere la violenza di genere.
Giò Di Giorgio
giovedì 31 gennaio 2019
La maestra della satira Grazia Scuccimarra al Teatro degli Audaci dal 31 gennaio al 24 febbraio 2019 con “Così impari” Dal 31 gennaio al 24 febbraio 2019 – Teatro degli Audaci - Via Giuseppe De Santis 29 Roma
Non ci sarebbe niente da ridere con i tempi che corrono, ma con lei si ride comunque. Una donna multitasking: docente, scrittrice, attrice teatrale e regista, che guarda al futuro senza mai perdere di vista il passato, prezioso bagaglio di esperienze e di vita vissuta. Da 40 anni sulla scena Grazia Scuccimarra torna con un nuovo spettacolo al Teatro degli Audaci, “Così impari”, scritto e diretto dalla stessa artista, dal 31 gennaio al 24 febbraio.
I tempi peggiorano, così sembra, la protagonista invecchia, e non solo sembra, è così: sarà per queste circostanze che, più velocemente del solito, la Scuccimarra organizza le sue scorribande, da vera malandrina impenitente, tra visuali sospette, insospettate e insospettabili della nostra quotidiana vita privata, sociale e politica. Da quarant’anni Grazia Scuccimarra, sagace e comica, continua a lanciare strali con una satira pungente che non fa sconti, con l’intento di cogliere i paradossi della nostra esistenza e della società.
Più scorrono gli anni, più il suo sguardo si fa affilato e irriverente, ma anche leggero, come se il pensiero sull’umana società si fosse ormai cristallizzato e solo un miracolo potesse rimetterlo in moto. Il bersaglio preferito continua ad essere la persona a tutto tondo: uomo e donna, eterni interlocutori della Scuccimarra, offrono, ancora una volta, motivi e argomenti su cui confrontarsi e scontrarsi. In “Così impari”, sua ultima esilarante fatica, l’interprete, coinvolgente e distaccata, ironica e spietata, consegna al pubblico le sue brillanti riflessioni, le sue critiche alla vita civile, alla classe politica, al mondo del lavoro, alla funzione del giornalismo, alla scuola, al consumismo. Il pubblico le accoglie con grandi risate, un applauso dopo l’altro, contagiato dalla sferzante sincerità che sempre è stata la sua nota speciale.
Con comicità intelligente ed energia dirompente, la Scuccimarra conduce uno show scoppiettante: non un attimo di noia per il pubblico, non un attimo di riposo per una attrice col teatro nel sangue. Come sempre, l’obiettivo è quello di poter condividere con il pubblico pregi e difetti di quell’essere umano, sociale e politico, con cui abbiamo continuamente a che fare e che fedelmente ci riflette, buono e malvagio com’è. Lo spettacolo è un turbine affascinante, caustico e divertente di pensieri collegati e ribaltati come una vera maestra della satira sa fare. Scritto e diretto da Grazia Scuccimarra - Musiche di Pino Cangialosi - Luci di Flavio Bruno
ufficio stampa Federica Rinaudo
Giò Di Giorgio
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